mercoledì 30 aprile 2014

Cruising

Oh yes, here we go, speriamo di riuscire a scrivere bene, stasera mi sento in forma, e ho scelto uno dei film "maledetti" degli anni ottanta: Cruising con Al Pacino.
Perchè dico maledetti? Perchè da quel che ho letto ci sono parecchie scene di violenza, che addirittura lo equiparavano al Salò di Pasolini, anche se la trama e l'ambientazione sono completamente diversi.
Un film duro senza dubbio, che ripercuote le gesta di un poliziotto, chiamato per svolgere indagini sulla morte misteriosa di alcuni uomini, trovati mutilati e gettati nel fiume, e si presume il colpevole sia un serial killer di omosessuali.
Steve Burns, dovrà svolgere le sue indagini e nello stesso tempo interrogarsi sul suo orientamento sessuale soprattutto perchè agirà sotto copertura.

Quando si accorge che i poliziotti hanno costretto un uomo a masturbarsi davanti a loro per prendergli lo sperma, capisce che hanno usato un abuso di potere, spinti dalla loro omofobia, e vuole abbandonare le indagini perchè non ritiene giusto questo comportamento.
Il suo capo lo convince del contrario e lui riuscirà a terminare le indagini, e ad avere una promozione, ma durante un permesso, ucciderà  il suo vicino di casa omosessuale.
Il film è stato un baluardo della decadenza gay, in cui cominciava a delinearsi lo spettro dell'aids, alla sua uscita non ebbe molto successo, ma col tempo è diventato una pellicola di culto tra gli amanti del thriller e dell'horror.
Nonostante le critiche negative, che hanno influenzato il botteghino - ma la qualità artistica di un  film la si valuta con il tempo non con i soldi - il film è riconosciuto a tutt'oggi anche dalla comunità gay come uno dei capolavori del cinema, e, come spesso accade il film presenta un ritratto diverso di omosessuali, non più immaginati come persone buffe o frivole, ma come persone normali.
Decisamente molto avanti per i tempi, in cui le atmosfere tetre si avvolgono a una storia inquietante che non si dimentica facilmente.
Un cult da avere assolutamente, primo perchè presenta  un uomo etero, su una realtà sconosciuta per lui, in cui deve indagare sugli omicidi misteriosi, e deve pescare il cosidetto assassino, ma entrerà in una specie di inferno dantesco, in cui è facilissimo perdersi se non si ha la testa sulle spalle e il cuore saldo.
Voto: 8


martedì 29 aprile 2014

The Broken Circle - Breakdown

Al centro di questo film ci sono tre eventi fondamentali: L'amore, la nascita la morte.
Felix Van Groeningen dirige un film toccante che racchiude dentro di se il cerchio della vita, una coppia si innamora, nasce una bambina, la sorpresa per questa nuova vita, che dura fino a quando non si scopre il cancro, e allora corse all'ospedale, paura, timore si intrecciano in un senso che strazia lo spettatore dall'inizio alla fine, non ci sono artifici, non ci sono menzogne...è la vita.
I protagonisti sono Elise tatuatrice professionista, e Didier, con la passione per la musica Bluegrass e per l'america, tra loro è colpo di fulmine, la malattia della bambina la vivono in maniera diversa, lui è razionale, mentre lei cerca risposte dentro di se..
Ad unirli, oltre la passione per la musica è proprio la bambina, Maybelle.

Credo che sia difficile per chiunque descrivere il dolore per la perdita di un bambino, e il regista sceglie la strada che frammentizza in vari strati una storia di sentimenti forti, capaci di tramutarsi in dolore e restare dentro a lungo.
Non è facile dimenticare quando la bambina, che ha un uccellino in mano chiede al padre "dove va l'uccellino quando muore?" E capire che la piccola ha già capito tutto della sua destinazione.
Il regista è capace di tenerti per mano e di farti stare in silenzio, a guardare la storia facendo in modo che si rifiutano qualsiasi pregiudizio, e soprattutto qualsiasi preconcetto per salvare la vita alla bambina.
Allo stesso tempo il rapporto tra Elise e Didier cambia drasticamente non appena alla bambina le diagnosticano il cancro.
Non è un film da lacrime copiose, che scendono a fiotti, ma è un film capace di emozionarti in silenzio, di creare una specie di empatia in modo tale che lo spettatore si riconosce in questo vecchio cowboy belga, e nella sua bella tatuatrice, di sentirsi un po' loro, quante volte ci siamo innamorati nella nostra vita?
Quante volte abbiamo sognato, quante volte siamo stati felici?
Un concentrato di tutto questo racchiuso dentro un grande film capace di entrarti nel cuore.
E poi c'è la musica, tanta musica, che Elise e Didier cantano  con la loro band coinvolgendo il pubblico.
Poi c'è anche l'ostinazione delle istituzioni, che devono dire cosa è giusto e cosa è sbagliato, la presenza di Dio, entità assente che condanna più che comprendere l'uomo, e quella rabbia di Didier che esplode durante l'ultimo concerto insieme, ed elimina tutte le certezze come un castello di carte nel cielo.
Non aggiungo altro...dico soltanto guardatelo.
Voto: 8





lunedì 28 aprile 2014

La libertà d'espressione...questa sconosciuta!!!

la cinefilia è condivisione, spesso nella blogosfera si incontrano dei tipi strani, talmente attaccati ai loro ideali da non capire che il mondo è molto + vasto di quello che sta intorno a loro, ecco un esempio chiaro che porta non alla conoscenza, ma all'allontanamento da autori che magari possono essere interessanti, ma che l'atteggiamento di yorik, si faccio il nome tanto è pubblica la cosa allontana la gente dal suo "disprezzo" verso la libertà d'espressione e la libertà di parola, se questo è amare il cinema è molto lontano da doverlo sottolineare





Monument Men

Monuments Men?
Un occasione sprecata.
George Clooney avrà tutti i buoni propositi del mondo, ma non basta a fare un grande film; ci vuole di più: soprattutto i contenuti.
Seppur la forma sia impeccabile,  e nonostante racconti un evento storico di fondamentale importanza, si perde in prolissi delungamenti che non hanno nulla a che fare con i grandi film.
Con la forma, ci vuole la sostanza ed è proprio quello che manca a questo film.
Non si può solo fare un film sui valori e gli ideali come la raccolta di opere d'arte e rimanere fermi a quegli ideali eliminando ogni coinvolgimento con gli spettatori.
Un occasione sprecata appunto.
Peccato perchè il film aveva tutti i presupposti e le potenzialità per essere un ottimo film, invece resta solo un esercizio di stile, seppur con alcuni momenti interessanti, non raggiunge mai certi livelli di altre sue opere ben più pregevoli di questa.
Avevo molte aspettative per questo film, aspettative che non sono state soddisfatte.
Apprezzo Clooney sia come attore, che come regista ma ultimamente ha rivelato il suo lato più politically correct annacquando un po' i film che dirige, e questo annacquamento è cominciato dalla commedia romantica con Renée Zellweger.
Un film che poteva essere ottimo, ma che purtroppo non è quello che promette.
Raccontare la storia può avere i suoi vantaggi, ma il modo in cui la si racconta può far cadere gli ottimi propositi come un castello di carte.
Una delusione cocente, e questa volta devo dare ragione alla recensione di Kelvin con cui condivido il parere.
Uno dei film che se non va visto non si sente decisamente la mancanza, c'è sicuramente di meglio in giro, film decisamente migliori di questo.
Se volete un grande film di guerra, guardate altro, se volete un capolavoro soprattutto...ma se saltate questo di certo non ne sentirete la mancanza.
Trascurabile, sotto ogni punto di vista.
Voto: 5



Torno a parlare di cinema...

Ok torno a parlare di cinema, evitando diatribe inutili di chi vuole solo attenzione per raccattare lettori...scusate, ma questo E' IL MIO spazio, e qui parlo di quello che voglio io, mi sembra logico no? A chi non va giù mi dispiace dirlo ma chi se ne frega....
Continuo per la mia strada, non ti curar di loro ma guarda e passa...quello che pensano gli altri lascia il tempo che trova...
BUON CINEMA AMICI DELLA FABBRICA DEI SOGNI, ARWEN E' ANCORA QUI e nonostante abbia cominciato la settimana con uno sfogo, ho tanta voglia di parlare di cinema che mi colpisce, che mi emoziona, e che mi piace!!! Ma soprattutto condividerlo, volete partecipare alla mia cinematéque? E' proprio quello che voglio, chi fosse interessato a farlo pregasi di scrivermi a questa email e di suggerire qualche titolino giusto per arricchire le mie e le vostre visioni, volete partecipare pure? Organizziamoci, e partecipate ai post come fare?
Scrivetemi è ovvio lafabricadeisogni@gmail.com
Sono accettati qualsiasi film, titolo, regista che non siano cinepanettoni, film di Michael bay o reality horror...accetto persino qualsiasi regista, ma soprattutto qualsiasi suggerimento!!!
Ciao a presto con le rece di oggi...

sabato 26 aprile 2014

Club Silencio - Stagione 1 - Puntata 4 - Le onde Del Destino

Club Silencio - Special Settimanale curato da Arwen Lynch, questa settimana si parla di Le onde Del Destino di Lars Von Trier.

Chi ha paura dell'amore?
Voi? Io? O tu che stai leggendo questo special?
Si perchè l'amore totale, ti rende alieno, persona da allontanare, da temere, ed è proprio questo il tema del film che analizzerò questa settimana.
Un amore che va aldilà della dignità umana, disperato, che ti rende mostro agli occhi degli altri, come la Bess, protagonista di questo grandioso film, uno dei capolavori massimi di Lars Von Trier. prima di essere peso da deliri depressivi che hanno dato vita ad altri film, tecnicamente più inferiori rispetto a questo capolavoro.
Come dico sempre io, solo il tempo mi darà ragione, o anche torto, perchè se io non ho apprezzato i suoi deliri, forse un giorno cambierò idea a riguardo come mi è successo con Prince, ma questa è tutta un altra storia...
Con Le onde del destino credo che abbia diretto il suo miglior film, si perchè la Bess, interpretata da una grandissima Emily Watson, unico personaggio puro, in un mondo di corrotti che si nasconde in una maschera di purezza, che sta dietro alla chiesa può essere descritta un po' santa e un po' puttana.
Una donna talmente innamorata di suo marito, da farle commettere atti sessuali con altri uomini pensando a lui, fino a perdere il lume della ragione, ma questo in nome della società bigotta, che vede il male attraverso un gesto sessuale, per poi fare le loro porcate di nascosto agli occhi di tutti, come pura ipocrisia.
E questa è anche la vita, gli insegnamenti di una chiesa talmente radicata alle sue credenze, da vedere il male dove il male non c'è, è mai possibile che un gesto d'amore, seppur discutibile può rasentare tanto odio e tanta paura?
Quale ragione porta all'uomo normale che l'amore, seppur fatto in una maniera fuori dal normale, sia da condannare e da giudicare? Non è possibile che un gesto come una carezza a un pene, sia da sputtanare, cosa c'è di strano in tutto ciò?
Siamo stati creati per accoppiarci, per fare l'amore e per moltiplicarci, e quando quell'amore ti manca chi siamo noi per giudicare?
Allo stesso tempo però, poteva non essere estrema, e sceglierne soltanto uno, ma non sarebbe stata tragica la sua storia non trovate?
Lars Von Trier dirige il suo film d'amore più estremo e lancinante, e come protagonista c'è una donna, all'apparenza fragile, ma talmente innamorata di suo marito da scegliere in extremis di pensare a  lui quando tocca ogni uomo che incontra, quando bacia e si fa accarezzare da ogni uomo, non esistono gli altri uomini, esiste soltanto suo marito, il suo amore, il film è un concentrato esplosivo d'amore, se lo guardate capirete di cosa sto parlando.
La società insegna che fare l'amore è peccato, che è una cosa sporca da allontanare  e anche da temere, ma fare l'amore non ha mai fatto del male a nessuno se non erro, tranne quando si fa con chi ancora non ha l'età per capire cosa significa un atto talmente profondo e intenso che comprende sia il corpo che il cuore di due persone, e questo non è amore, è perversione.
Ritornando a noi, un film che trabbocca d'amore, non è possibile rimanere impassibili davanti a un film del genere, o lo ami, o lo odi, c'è poco da fare; quello che so è che è un film capace di far riflettere sull'amore e sulla presenza di Dio - non come entità, ma come comunità bigotta capace di giudicare un anima pura come Bess, l'entità è molto superiori a certe bigotterie - che solo Bess, che parla spessissimo con Dio, pregandolo di fare tornare il marito  a casa, perchè senza di lui non ce la fa a stare.
La dolcezza delle scene erotiche, non disturba affatto, anzi ti rende partecipe al loro amore, come non aveva mai fatto nessuno, non c'è provocazione - quando Von Trier provoca diventa irritante vedasi Antichrist tanto per fare un esempio...- c'è solo amore... e se questo è il male, allora il male non lo conoscono affatto.








Perciò vi richiedo, chi ha paura dell'amore?
La chiesa? Lei senza alcun dubbio, una persona può scegliere degli atteggiamenti discutibili, solo per amore, fino a rasentare la follia, e vedi il modo in cui viene trattata Bess, marchiata, allontanata, giudicata solo per i loro pregiudizi, senza capire la sua scelta, e lei arriva al punto di morirne, morire d'amore, che grande dono è questo...
Ah signori miei, se volete guardare una grande grandissima storia d'amore, non perdete tempo con i filmetti di Julia Roberts  o Meg Ryan, guardate Le Onde Del destino perchè parla d'amore davvero, non è edulcolorato e sdolcinato come quelli delle divette a stelle e strisce, denominate nuove fidanzatine d'america, è lacerante, drammatico, spregiudicato, duro, sofferto, perchè l'amore infondo è proprio così.

Per questa settimana è tutto, alla prossima ci sarà una puntatona speciale, dedicata ai vent'anni di un film ormai entrato nella leggenda, Pulp Fiction, per chi vuole partecipare come sempre scrivetemi a lafabricadeisogni@gmail.com mi raccomando proprio in pulp ci tengo alla vostra presenza e partecipazione.

Club Silencio...Intro

Club Silencio...Special settimanale curato da Arwen Lynch
Questa settimana lo special ritorna per parlare del capolavoro di Lars Von Trier, Le onde del destino, ma arriverà un po' tardi rispetto allo standard, invece delle 21:00 come ogni settimana, sarà alle 23:00, quindi per chi vuole partecipare allo special, e mandare un testo può inviarlo alla email della fabbrica dei sogni.. .lafabricadeisogni@gmail.com 




venerdì 25 aprile 2014

Her - Lei

Una delle sorprese di quest'anno cinematografico, lo devo proprio dire...
Spike Jonze, l'ho sempre trovato un regista curioso, un oggetto del desiderio accattivante, senza essere pacchiano o pomposo, infatti molti dei suoi film li apprezzo proprio per questo suo essere originale e un po' sopra le righe.
Cosa penso della sua ultima fatica cinematografica?
Come tutti i suoi film, è curioso, ma è anche più maturo rispetto ai suoi lavoro precedenti.
Qui abbiamo un protagonista appena lasciato dalla moglie, che si rinchiude nel vero senso della parola, in un rapporto sentimentale con una voce al computer, creando una sorta di rapporto o per meglio dire di innamoramento virtuale.
Ok, ad alcuni potrebbe sembrare stupido e fuori luogo innamorarsi di una voce, forse addirittura immaturo, e ci sta in parte, ma il regista è molto più sottile e vuole farci capire che i rapporti con le persone sono diventati molto difficili, rispetto ai rapporti con una macchina.
Eppure la capacità di sottolineare la solitudine che attanaglia milioni di noi è disarmante.

Il protagonista invece di riconquistare la moglie, oppure conquistare un altra donna, si rinchiude in un rapporto finto con una voce.
No, non è un rapporto reale, è pura illusione, è immaturità; bisogna crescere e capire che una macchina non potrà mai provare dei veri sentimenti come l'amore, e bisogna pur uscire dal proprio guscio per continuare a vivere.
Lo capirà il nostro Theodore?
Eppure, quella sua collega è decisamente troppo intelligente per assecondare una macchina come fa lui, e spesso e volentieri gli si mette accanto per chiacchierare...ma lo capirà Teddy che forse è la persona giusta?
Un film decisamente marginale, dove chi sceglie di rinchiudersi evitando le difficoltà dei rapporti - si veda l'approccio con una ragazza che vuole un rapporto vero invece che solo una scopata - piuttosto che godersi la vita, e io ne so qualcosa, forse per questo l'ho sentito molto questo film.
La vita va vissuta, e una voce sola, anche se da compagnia non può mai essere come una persona vera.
Bravissimo come sempre Joaquin  Phoenix capace di rendere vero un personaggio che un altro avrebbe reso fasullo, quanto c'è di vero in tutto ciò?
Siamo davvero ormai schiavi delle macchine incapaci anche di parlare e sognare con la vita vera? Se tutto questo è vero c'è solo da preoccuparsi, ma forse una via d'uscita c'è, spegnere quel dannato pc e farsi una passeggiata respirando aria vera.
Forse chissà magari troviamo la persona adatta a noi, con tutte le difficoltà della vita, ma almeno viviamo.
Colorato, musicale e lirico, un piccolo grande film capace di far riflettere sulla solitudine della vita.
Voto: 8



Total Recall, Atto di forza

Ecco un altro remake.
L'ossessione di Hollywood per rifacimenti ormai ha toccato vette di inimmaginabile inispirazione, che bisogno c'è di rifare un cult come Atto di Forza?
Nessuna.
Questa è la mia risposta, e la qualità di questa pellicola ormai si capisce dove vuole andare a parare, non c'è uno squarcio di inventiva, o di avanguardia...è soltanto il solito remake trasformato in film giocattolo da dare in pasto al pubblico per incassare.
Il film di Paul Veroheven era decisamente molto meglio, anche Quaid, era molto più Ganzo, interpretato da quel gigante Arnold Schwarzenegger, che riusciva a renderlo allo stesso tempo simpatico e cazzuto.
L'attore per il remake è Colin Farrell. - oddio no - che deve aver visto bene accettando un ruolo del genere, forse per intascare il lauto compenso...ma poi perchè? Proprio ora che stava cominciando a piacermi...bah...misteri della fabbrica dei sogni come dico spesso io.

Mainstream, non è sempre sinonimo di pacchianietà, ma in questo caso c'è da dire che l'inutilità del prodotto non è certo intrattenimento, perchè ci sono film di intrattenimento capaci anche di tenerti incollato alla poltrona, questo da soltanto irritazione perchè mette in ombra una pellicola decisamente migliore.
Soprattutto per aver sprecato un attore Colin Farrell, che qui è decisamente fuori parte.
Len Wiseman, cioè l'autore della saga di Underworld, si trova al cospetto dell'esame e dei confronti con una pellicola non alla sua portata, avrebbe fatto meglio a cercare di dirigere un film a lui più vicino invece che questa pellicola.
I confronti non sono sempre pregievoli, soprattutto se non sai maneggiare la pasta; andava bene con Underworld, perchè era un franchise si di intrattenimento, ma decisamente l'ha saputo personalizzare, quando si tratta di toccare la fantascienza pura, Wiseman è incapace di personalizzarla a dovere, e il fatto che il film fa acqua da tutte le parti ne è la prova evidente.
Ultimamente a hollywood contano più i soldini, piuttosto che l'inventiva e l'originalità, cosa che manca ahinoi a questo film, di cui se fosse mancato, non si sarebbe sentita la mancanza.
Voto: 3





Pleasantville

Sull'onda del successo di The Truman Show, ecco un altro film che critica la tv edulcorata e che è molto lontana dalla realtà, e soprattutto dalla vita.
Opera d'esordio di Gary Ross, talmente incredibile nella sua spontanea sincerità da rasentare qualcosa di spudoratamente unico, esattamente come il suo film.
Innanzitutto dobbiamo precisare che questo film è stato ritoccato digitalmente onde permettere l'entrata del colore nella grigia vita della serie tv...
Ma, la cosa rivoluzionaria, sta nel fatto che il film, pur essendo stato girato interamente a colori, è ritoccato al computer fotogramma per fotogramma per trasformare dal colore al bianco e nero, e questo ha permesso al colore di vivere letteralmente sullo schermo.
Questo di per se è rivoluzionario, ma la cosa ancora più incredibile, è la trama.
Ambientata nella solare e sorridente cittadina di Pleasantville, dove i vigili del fuoco vengono chiamati solamente per prendere i gattini sugli alberi, e la vita è fasullamente piacevole, non cade mai una goccia d'acqua e c'è sempre il sole.


Una vita inoltre fatta di "sani valori familiari", dove non c'è sesso e tutti sono felici e sorridenti.
Una vita fasulla insomma, che due adolescenti cambiano e letteralmente rivoluzionano, una volta catapultati da un tecnico bizzarro, in quello strano mondo.
E così nella innocente cittadina di Pleasantville, comincia ad arrivare la vita vera, fatta di passioni, di pomiciate, di baci selvaggi, e di scopate, ma soprattutto fatta di libri letti, che piano piano, allontanano dal grigiore della vita assolata e "tranquilla" della allegra cittadina.
Una rivoluzione colorata, che cambierà drasticamente, la cittadina e i suoi abitanti, la mamma scopre il sesso, grazie alla masturbazione nella vasca da bagno, avrà il suo primo orgasmo, e l'albero si incendia, le donne scoprono l'indipendenza dai mariti, che sono costretti a cucinarsi i pasti, mentre loro escono di casa, insomma, l'inizio della realtà nel mondo fasullo e costruito della tv, in sostanza è questa la trama del film; dove l'amore entra con forza stravolgendo una trama costruita da una sceneggiatura incentrata sulla fantasia.
Un film imperdibile appunto perchè è capace di parlare veramente di come la tv edulcolora la realtà, e fa vivere alla gente un passato che non è mai esistito...
Un ottimo esordio alla regia, di un brillante e talentuoso regista, speriamo che torni presto con un altra magica pellicola.
Voto: 8





giovedì 24 aprile 2014

Oldboy

Ok, sapete tutti come la penso sui remake, No?
Non lo sapete? Naaa non ci credo, innanzitutto bisogna precisare che una copia è sempre qualcosa di imperfetto, e se è tratta da un manga come in questo caso - ma l'originale di Park Chan-Wook è un capolavoro - c'è il rischio di diventare oggetto di continui confronti tra la prima pellicola e la nuova, compreso il manga.
Ecco l'ho detto.
Allora? Cosa resta di Oldboy? Ultima fatica di quel grande regista di Spike Lee, che certamente non aggiunge molto al suo notevole curriculum, certamente non se ne sentiva affatto la mancanza se non l'avesse fatto. Perciò anche lui si è votato alla fede dei remake, giusto per racimolare un po' di soldi...eppure è il regista che ha fatto titoli coraggiosi, e spesso scomodi...dove è andato a finire?

Certamente è un remake riuscito solo in parte, risente di una certa censura che Lee stesso ha fatto al film, d'altronde è una sua visione, e di questo gliene do merito, anche se l'originale era molto forte - vi ricordate la scena del polipo mangiato vivo? Cosa che in questo film non succede - ma sapeva tenere lo spettatore letteralmente incollato alla sedia, non c'era possibilità di recupero per il protagonista, e le sorprese o per meglio dire i colpi di scena, non te li aspettavi proprio.
Invece Spike Lee sembra puntare su qualcosa di più scontato, di più accettabile per il pubblico, togliendo quella vena umoristica alla sua maniera e sadica che aveva fatto del film di Chan-Wook un vero gioiello.
No, non è un film riuscito, e certamente Spike Lee ha fatto di meglio, si pensi al bellissimo La 25a Ora per molti e anche per la sottoscritta, il suo miglior film.
Sembra che questo film non lo senta davvero come suo, lo ha diretto tanto per farne una versione occidentale del capolavoro Park Chan-Wook, non riuscendo a carpirne la genialità di fondo.
No, assolutamente, un passo falso per un autore come lui che ha saputo dare il massimo in tantissimi film, forse è meglio che torni a parlare dei suoi temi, raccontati con enfasi e spregiudicatezza come sa fare lui.
In conclusione, non è il film giusto per Spike Lee, la sua visione è decisamente inferiore a quella di Park Chan-Wook che consiglio di vedere assolutamente se non l'avete fatto, e per chi volesse leggere il mio parere sul film originale Cliccate qui.
In conclusione Spike Lee tratta all'acqua di rose un film che deve essere duro, incazzato, il cui protagonista massacra di botte tutti coloro che gli passano accanto, proprio come succede nel film originale.
Voto: 5




mercoledì 23 aprile 2014

Ipotesi di Complotto

Mel Gibson e Julia Roberts insieme, in un film ad alta tensione, incentrato sulle cospirazioni dei governi...
Un piatto ghiotto proprio in quegli anni 90, che hanno fatto di X-Files un serial cult in cui per la prima volta si parlava di cospirazioni governative; qui fortunatamente non ci sono gli alieni, ma gli esseri umani.
Segreti e bugie costruiti attorno a un castello di sabbia, ben chiuso con un lucchetto ad opera di orditi operatori che programmano le menti dei soldati, e se quei segreti tornano irrimediabilmente a galla?
Cosa fare per fermare i soldati programmati?
Logico, li si perseguita fino a quando non accade l'irrimediabile.
L'accoppiata di Arma Letale torna, e stavolta sono solo Richard Donner e Mel Gibson, e prendono sulla loro ala protettrice una diva come Julia Roberts, che in questo film non sfigura affatto, anzi...risulta credibile quando si potrebbe cadere nel banale.
Jerry Fletcher (Gibson), è un tassista paranoico con l'ossessione per i complotti, da giorni cerca di parlare con Alice Sutton, (Roberts) che lo crede solo un pazzo, dopo aver assistito a una sparatoria però, crede che l'uomo abbia qualcosa da dire, e comincia ad ascoltarlo, non prima di essere stato rapito da un oscuro personaggio che gli domanda di cosa ha parlato con gli altri...
Ben presto Alice  capirà di essere entrata involontariamente dentro un giro pericolso fatto di oscuri  e minacciosi segreti, e aiuterà Jerry con tutte le sue forze, cercando anche di depistare chi vuole attentare alla vita sua e di quell'uomo, accorgendosi di diversi atteggiamenti: compra sempre il libro di salinger Il Giovane Holden quasi senza capire il perchè, e ha appesi al muro di casa sua notizie di giornali, in cui c'è scritto un codice complottistico della cia...
Ma cosa nasconde tutto questo? A a che fare anche con il suo passato?
Per Alice si aprirà un varco nel suo passato che non credeva potesse esistere, e per Jerry che deve fare di tutto per salvarsi la vita, ma allo stesso tempo vuole smascherare i complottisti.
Cosa non facile da farsi.
Richard Donner costruisce una trama intricata e intrigante, capace di coinvolgere gli spettatori, e allo stesso tempo parlare di tanti segreti che avvolgono la nazione più ricca e potente del mondo...gli stati uniti d'america, avvalandosi di un cast eccezionale tra cui spicca anche Patrick Stewart nel ruolo del cattivo Jonas che rapisce Jerry.
Il succo di tutto sta nella capacità di creare una trama complessa e ben articolata, in un film di grosso budget, ma capace di tenere lo spettatore sulla sedia dall'inizio alla fine, anche accantonando i popcorn, e scusate se è poco.
Voto: 7



Alla Ricerca di Jane

Prima domanda...quando ci vuole ci vuole, questo film su MyMovies ha la votazione di 3 stelle e mezzo, io mi chiedo perchè?
Seconda domanda: Ma come può risultare coinvolgente una storiella messa lì ed è indirizzata a un pubblico femminile, in cui la protagonista a 40 anni suonati non ha ancora un partner ed è fissata con MrDarcy dei romanzi di Jane Austen?
Terza domanda: Come può un film che dovrebbe essere costruito come una commedia romantica annoiare tanto perdendosi in stucchevoli e melensi discorsetti da inizio ottocento nel terzo millennio?
Ebbene si, succede, in questa scialba rivistazione che dovrebbe essere ironica, ma non lo è affatto, di una donna che per trovare un uomo, va a fare un viaggio in un parco a tema, ma il tema del parco indovinate cos'è?
Austenland, come recita il titolo originale di questo film melenso fino alla nausea, con scene superficiali e antipatiche, trafitte di dialoghi insopportabili che farebbero infuriare persino Julia Roberts...
Insomma avete capito, questo film non mi è piaciuto.
Non mi è piaciuto principalmente perchè una quarantenne che si fissa con i romanzi di Jane Austen e che ancora non ha trovato la persona giusta perchè vuole che sia come il Mr Darcy di orgoglio e pregiudizio, è roba da adolescenti non ancora mature.
Non puoi pretendere alla tua età di trovare un MrDarcy anche nella vita, bisogna viverla seguendo il proprio cuore, questo accade dopo che l'amica glielo fa capire, ma ci vorrà parecchio sudore della fronte per farla crescere e accettare anche gli altri.
Guardando questo film, mi sono accorta di quanto la protagonista viva ancora un sogno, una favola, ALLA SUA ETA', ed è stato come assistere a uno dei film dedicati a sex and the city, solo più infantile e meno pruriginoso, ho 40 anni anche io, e in un film non voglio vedere una quarantenne sognatrice, ma una donna che ha le palle, e scusate se è poco...
Quindi un voto brutto...ma se potessi bottigliarlo lo farei volentieri...Ford mi presti le tue bottiglie?
Dimenticabile.
Voto: 3


martedì 22 aprile 2014

American Traslation

Un film freddo, glaciale, come freddi sono i suoi protagonisti.
I registi non si limitano a narrare solo la loro storia, ma ci fa vivere dentro la loro storia.
Un amore nato così per caso, fa capire ai nostri  Chris e Aurore di essere fatti l'uno per l'altra, ma il lato oscuro che esiste in ognuno di noi fa capolino, come la prenderà Aurore quando si troverà faccia a faccia con il lato oscuro di suo marito?
Riuscirà a capire gli avvisi del padre che non doveva sposare così uno sconosciuto, oppure agirà di conseguenza scoprendo anche il suo lato oscuro?
Come ho detto prima è un film glaciale, non ti lascia il momento di decidere se ciò che stai vedendo lo stai apprezzando oppure no.
E forse è proprio questa la capacità di narrazione di una pellicola difficile e complessa come questa, che propone un soggetto difficilmente apprezzabile alle masse. Questo film lo vedo per pochi selezionati cultori.
Non è certo una pellicola d'essai, ma sbatte in faccia il lato oscuro che vive dentro ogni essere umano, si vive anche dentro di noi, e ce lo fa vedere in tutta la sua meschina pazzia.
Come può una donna innamorarsi e sposare un uomo di cui non sa nulla? E come può quest'uomo fare uscire in lei il suo lato oscuro?
Una pellicola amorale senza dubbio, che non lascia spazio a facili sentimentalismi, anzi si sdoppia in tutta la  sua perversa ambiguità.
Capisco benissimo perchè ancora non è uscita al cinema, la gente predilige pellicole buoniste, che ti intrattengono e lascia perdere quelle pessimiste, è comprensibile; ma ciò non toglie nulla nella capacità dei due autori di analizzare un rapporto malsano che nasce e vive nella più completa amoralità.
La fine è tremenda e ve la lascio solo immaginare...quello che conta è recuperate questo film, perchè sottolinea che il male vive sempre dentro di noi, anche se non non sappiamo che ci sta accanto.
Voto: 7 e 1/2



110 e Lode

Dopo la pausa pasquale, di cui mi scuso di non avervi avvertiti, eccomi che ritorno con le recensioni, stavolta in orario notturno, così ho la giornata libera e posso vedere altri film, dunque vediamo: Aaaaaaaaaah ecco oggi abbiamo 110 e Lode film commedia di Alek Keshishian con Brendan Fraser, Joe Peshi e Moira Kelly.
E' la storia di uno studente universitario che il giorno in cui si fonde l'hard disk e cerca di fare la fotocopia della sua tesi, questa va a finire nello scantinato dove vi abita un barbone...con cui fa amicizia.
Solo che non sa che l'identità del barbone non è quella che dice, ma è una persona importante: una di quelle che ti cambiano la vita, per sempre.

Ho trovato questo film piacevolmente curioso, non è il classico film triste o borioso, pur essendo una commedia c'è un percorso di crescita spirituale del protagonista Monty, impersonato dal bravo Brendan Fraser, che con il suo gruppo di amici si prepara per il grande evento della sua vita: la laurea.
Un punto d'arrivo ma anche una svolta per la vita, in cui si aprono porte, e si cambia. Ma forse quella svolta sta proprio nello scantinato universitario, con un barbone che diventa guida spirituale per il giovane e i suoi amici, pur non essendo daccordo all'inizio, alla fine capiranno che in quel timido birbone si nasconde più di un amico.
Diretto da Alek Keshishian, autore prima di questo film del tanto chiacchierato A Letto con Madonna, con la sua pellicola più cinematografica e matura diciamo, anche se il tocco di lady ciccone è presente soprattutto nella soundtrack, qualcuno si ricorda di I'll Remember?
Dopo di che, credo - vorrei non sbagliarmi - questo regista sia sparito del tutto, comunque sia ci ha regalato una pellicola intrigante fresca e non banale, un viaggio di crescita che ricorda piuttosto alla lontana molte pellicole passate, e seppur non brilli di originalità, riesce a conquistare lo spettatore grazie a una spiccata empatia con i personaggi, il che è più un pregio che un difetto.
Non è un capolavoro, ma si fa vedere bene, piacevole come pellicola di intrattenimento intelligente che non pretende di essere un grande film, ma al contrario avvince grazie alla capacità dei personaggi di farsi identificare con il pubblico.
Senza infamia e senza lode.
Voto: 6 e 1/2


sabato 19 aprile 2014

Io Vi Troverò

Ok, ora è giunto il momento di un po' di adrenalina, ogni tanto ci vuole.
Oggi ho scelto Io Vi Troverò, un buon action che all'apparenza sembra il classico film da popcorn da intrattenimento, e in parte lo è, ma ha la capacità di assorbirti nella storia; e di questi tempi è cosa più unica che rara.
Nonostante i presupposti voi direte, ma dai un film action come può piacerti? Beh dai un padre che salva sua figlia e fa uscire gli attributi è molto differente da tanti action tutti muscoli e niente cervello non vi pare?
Fermo restando che non ho nulla contro quei film dato che ho cominciato a vederli io, salvo rari casi la maggioranza che escono al cinema si possono buttare fuori dalla finestra.
Qui abbiamo come protagonista un ex agente segreto, un padre di famiglia che si vede costretto a riprendere le armi quando sua figlia viene rapita da una banda di papponi che vuole farla prostituire.
E chi ci mettono come protagonista? Liam Neeson, attore insolito per queste parti, che nonostante ciò riesce ad essere credibile quando c'è il rischio di fare figuracce.
L'eroe è proprio Liam, che nonostante non abbia i muscoli, dimostra di avere le palle quadrate e di saper maneggiare le armi quandi si tratta di passare dalle parole ai fatti.
Perchè ho apprezzato questo film? Innanzitutto l'intreccio ben calibrato, poi il regista riesce a coinvolgere lo spettatore tenendo alta la tensione e la sua attenzione, e non perde mai di vista la storia e le scelte dei protagonisti - cosa rara ai giorni nostri - tutto è dosato attentamente e il regista si diverte a giocare al gatto col topo con lo spettatore, riuscendo nell'impresa di non anticipare mai nulla di quello che avverrà, anzi, si diverte persino a giocare con lui.
Il cast è veramente bravo, la regia è studiata e attenta, la sceneggiatura appetitosa, e non ci sono mai colpi di scena stupidi e insensati, anzi, sono esattamente come il regista vuole che siano, e lo spettatore che davanti al film cera possibili soluzioni, non può fare altro che posare per un attimo i suoi popcorn e studiarsi una possibile soluzione....ci riuscirete? Io credo di si.
Un buon film che supera abbondantemente la sufficienza, e questa volta me lo dovete concedere.
Voto: 7




venerdì 18 aprile 2014

Il Ricatto

Ok, ecco che dico la mia su questo film: Il ricatto è una vera porcata paraculata, soprattutto verso il finale del film, fin dall'inizio ha delle potenzialità pazzesche, abbiamo due attori straordinari come protagonisti: Elijah Wood come protagonista nel ruolo di Tom Selznick, giovane promessa della musica classica che torna sulle scene su insistenza della moglie.
Abbiamo anche uno psicopatico che lo mette sotto tiro per tutta la durata del concerto, se sbaglia una nota MUORE! E chi lo interpreta lo psicopatico? John Cusack che dopo Il Cacciatore di Donne ha preso gusto a interpretare ruoli negativi.

Il film scorre che è un piacere, e ti inchioda alla poltrona. Man mano che il tempo passa capisci di stare assistendo a un opera che vale la pena vedere, ma che sul più bello, quando deve esserci una risoluzione del caso, si sgonfia come un sufflè uscito dal forno troppo in fretta.
Si, avete capito bene, questo film che è un ottimo thriller che ricorda alla lontana il cinema di hitchcock, ha delle potenzialità pazzesche che non riesce a sviluppare in pieno.
Ma che paura ha il regista, vai avanti con la storia, trova una soluzione accattivante, alla fine non sa davvero che direzione prendere e tocca la banalità più profonda e insensata, ma perchè?
Rovinare un così bel film è sinonimo di dilettanti, nelle mani di un De Palma, questo film sarebbe stato azzeccatissimo e intrigante, Mira invece tenta la strada più banale ma non è credibile, è come se lui avesse giocato una grande partita a scacchi, ma al momento di fare scacco matto sbaglia mossa e si perde davvero in un bicchiere d'acqua.
Tutto fumo e niente arrosto quindi, per un film che poteva essere un grandissimo film ma che sprofonda nella banalità invece di decollare con un astuto finale che lasciava sbalorditi gli spettatori.
Peccato, nonostante i buoni propositi e le interpretazioni eccellenti degli attori, stilisticamente è davvero intrigante, ma bisogna badare sia alla forma del soggetto che ai contenuti...
con questo il film risulta senza infamia e senza lode, ma poteva essere di più...molto di più.
Voto: 6 e 1/2


giovedì 17 aprile 2014

Storia d'Inverno

Storia d'inverno, ci siamo...ecco che quando la fantasia si immischia con l'amore escono fuori dei film capaci di incatenarti alla poltrona, è il caso di Storia d'inverno esordio cinematografico del regista Akiva Goldsman, che vede tra i protagonisti Colin Farrell, Russell Crowe, Jessica Brown Findley e Jennifer Connelly.
Siamo dalle parti del mito, del racconto che supera il tempo e lo spazio con al centro un grande amore e una missione speciale da compiere.
Il nostro eroe non è certo un tipo venuto sulla terra come gli altri, lui ha una missione da compiere, pur essendo un ladro ed è sempre in contrasto con il cattivo Perly che rappresenta il male da cui deve scappare, e quando si innamora di Beverly ragazza malta a un passo dalla morte deve fare di tutto per salvarla dalle grinfie del suo nemico, e come fa? Grazie a un cavallo alato che è arrivato per guidarlo nella sua missione...ma la vita gli riserverà un mare di sorprese.

Eh si, è il caso di dirlo, è un film davvero bello, mi è piaciuto soprattutto perchè non si limita ad essere senza infamia e senza lode, ma ti avvince e ti cattura dalla prima all'ultima scena. Poi vogliamo mettere anche la bravura di Colin Farrell? Hehehe, quest'attore ho iniziato ad apprezzarlo non appena la febbre da cinema che mi ha preso quest'anno è cominciata.
Davvero bello lo scontro tra bene e male nell'eterna lotta, tra Peter e il suo antagonista, che non gli da tregua finchè non lo sconfigge, Russell Crowe in questo è davvero molto bravo, il suo ruolo di cattivo spicca e intriga per tutto il film, ma Colin Farrell gli fa davvero il culo con il suo ruolo positivo.
Bellissima l'impostazione fiabesca/Fantasy su cui si basa il soggetto, che riesce ad incantare fino alla fine senza mai stancare o annoiare lo spettatore, la regia sa bene dove deve andare a puntare, e non sbava mai pur sapendo perfettamente che il film non è un capolavoro, ma riesce a conquistare scena dopo scena, in poche parole, è impossibile che questo film non vi piaccia, a meno che non apprezziate il genere, e questo è tutto un altro discorso.
Il segreto del cavallo che lo guida lo scoprirà attraverso lo spazio e il tempo, infatti lui non è certo un umano come tutti gli altri...ha una missione da compiere, che ovviamente non dico per non rovinarvi la sorpresa...
Un film davvero fatto bene, coinvolgente al massimo, capace di farti divertire e commuovere, e stavolta io gli do un bel voto: se lo merita.
Voto: 7 e 1/2



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