domenica 23 febbraio 2014

Allucinazione Perversa

Questo film è un capolavoro, il migliore di Adrian Lyne, che nel 1990 porta una storia angosciante e allucinante, , il cui protagonista è un reduce del vietnam in preda alle allucinazioni.
A scrivere il soggetto è Bruce Joel Rubin, che ha potuto vederlo realizzato solo vent'anni dopo grazie alla regia di Adrian Lyne, qui nel suo capolavoro assoluto.
Eh si, si tratta proprio di un capolavoro, che con gli anni ha assunto l'aura di cult movie, all'inizio quando l'ho visto non sapevo cosa aspettarmi, ma a sorpresa il film mi ha coinvolta scena dopo scena, il che è un punto a suo favore.
Jacob è un reduce del vietnam vittima di strane allucinazioni, e cerca di capire cosa effettivamente gli succede, non appena capisce che c'è qualcosa che non va, perchè nonostante parli con uno psichiatra, le allucinazioni rimangono vive e vegete, anzi aumentano, cerca di capire cosa sta accadendo, ma è come dentro a un labirinto in cui è impossibile uscire, cosa diavolo in realtà sta succedendo?
Un film psicologico molto forte, capace di sconvolgerti ed emozionarti, e rimane impresso a lungo, anzi  una volta visto non si dimentica più, come è successo a me.
Bravissimo Tim Robbins, che da solo vale la visione del film, anzi solo per lui tanto per cominciare, poi una regia azzeccatissima e curata, sembra di vedere un film di David Lynch in cui tutto non è come appare, e che il mistero più grande è racchiuso dentro di noi, dentro il nostro essere, e per scoprirla dobbiamo scavare dentro noi stessi.
E comincia a fare proprio così Jacob, scoprendo una realtà che non immaginava nella sua vita, non dico niente per non sconvolgerti, anzi, vi dico soltanto che è un film tutto da vedere e da scoprire, nel senso io potrei anche dirvi qualcosa, ma non sarebbe la stessa cosa che vederlo.
Film immenso, unico.
Voto: 8




martedì 18 febbraio 2014

Magnifica Presenza

Ed ecco un altro film italiano recensito, lo devo dire, ci sono autori interessanti tutti da scoprire, attori da tenere in considerazione, ma che per uno strano pregiudizio non vengono presi come meriterebbero.
Nel caso di Magnifica Presenza, abbiamo un film che omaggia il teatro, le maschere della vita che vengono giù, e la capacità di vedere oltre quello che vedono gli altri, un lavoro interessante diretto da un autore tra i più talentuosi che abbiamo in italia, Ferzan Ozpeteck, che proprio italiano non è, ma lavora in italia, e ha sempre fatto film interessanti, in questo film mette al centro quasi come fosse un  opera di Woody Allen, di cui ha tratto ispirazione e si vede dalla prima all'ultima scena.
Si tratta sicuramente di uno dei migliori film del regista italoturco, condito da una sottile ironia, e una intelligente costruzione, con dialogi vivaci e brillanti e una regia eccitante e sorprendentemente acuta.
Un film spensierato potremo definirlo, e per via della sua brillante messa in scena che il film spicca nella sua originalità, e ci vuole una sferzata d'aria fresca ogni tanto non credete?
Bello, anche l'accostamento tra il teatro e la vita, tra i fantasmi e i vivi, che si fanno vedere per togliere una antica maledizione di cui sono state vittime prima di perdere la vita, e allo stesso tempo aiutano pietro, il protagonista del film a trovare il coraggio di seguire i propri sogni, e solo lui che riesce a vederli sarà in grado di scoprire la verità sulla loro dipartita.
Un film denso di significati, che mette d'accordo sia il pubblico normale, sia il pubblico dal palato fine, in una parola un piccolo oggettino di culto che merita un posto nella vostra collezione, il che per un film italiano è un complimento che gli calza a pennello.
Non sono molti i film italiani meritevoli di tale attenzione, il cast degli attori riunisce i migliori nomi del panorama italiano, da Elio Germano, a Giuseppe Fiorello; da Margherita Buy la nostra migliore attrice sulla piazza, a Vittoria Puccini, insomma, già per questi nomi scommetto che vi è venuta l'acquolina in bocca dico bene?
Che aspettate a guardarlo?
Voto: 7


Ninfa Plebea

E ora un film che possiamo definire un mio Guilty Pleasures, tratto dall'omonimo romanzo di Domenico Rea, la traduzione per lo schermo è stata curata da Lina Wertmuller, che racconta la storia di Miluzza, una adolescente come tante alle prese con i primi ardori femminili e la scoperta del proprio corpo.
Miluzza vive con i genitori, ma è l'esuberante madre, che si diverte a scoparsi i giovani del posto a segnare quello che si direbbe il suo destino.
Una volta morta sua madre, va a lavorare in una fabbrica e viene sedotta e abbandonata da proprietario, che con la scusa se la porta a Ravello, per una gita romantica dicendo ai genitori che dovevano fare un viaggio di lavoro, fattostà che la ragazza perde la sua verginità, che lui quasi la aggredisce, e con tutto questo fardello, al suo ritorno trova il padre morto, ed è proprio il suo capo che pagherà il funerale per il padre.
Presto le voci di paese cominciano a girare e se non fosse per il nonno, pure una banda di teppisti si sarebbe approfittata di lei.
Siamo in periodo di guerra e si sa che le cose allora erano più difficili, ma Miluzza non sarà poi così sfortunata, sulla sua strada incontrerà un bravo giovane che capirà il tutto, ma innamorato di lei, la sposerà comunque, perchè la ragazza gli ha salvato la vita, lo ha curato e gli ha dato da mangiare quando era ferito e stava male, vedendo questo il giovane passa sopra a tutto quanto, se non fosse per la mamma che ci tiene a certe cose...

Non sono molti i film di Lina Wertmuller che ho visto, ma questo nonostante non sia un capolavoro e l'origine del soggetto è letteraria, mi piace molto.
Si mi piace perchè pur non rispecchiando la provocazione del romanzo - che non ho letto ma di cui ho sentito parlare e ne ho letto qualche articolo - la storia è molto toccante.
Mi piace perchè racchiude in se il viaggio di una piccola donna, che cresciuta troppo in fretta deve capire che è finito il tempo di giocare con le bambole e che ormai è cresciuta, la via cambia per tutti, anche per lei, nonostante sia ancora innocente e fiduciosa, deve capire che non ci si può fidare delle persone, che nel momento opportuno possono approfittare di te, il mondo è pieno di gente cattiva, pronta pure a distruggerti.
Ma fortunatamente il vero amore busserà alla sua porta, conoscerà un bravo ragazzo che nonostante non sia più vergine, perchè quel farabutto se l'è fatta con una scusa, e lei non è stato in grado di scegliere e capire cosa stava facendo, perchè gli si è avventato addosso, la sposerà ugualmente, anche se deve superare la barriera bigotta della futura suocera, che ci tiene a una nuora vergine e pura per suo figlio, non che questo sia sbagliato, ma nella vita bisogna anche capire che una donna non è solo verginità, che si può essere brave persone pur non essendolo più.
Ma a quei tempi certe cose si dovevano rispettare...stop!!!!
Era la regola, regola di un paese bigotto come l'italia, doveva seguire, ma fortunatamente i giovani hanno sempre larghe vedute.
E questa volta il voto non lo metto, perchè per certi film è meglio la libera visione che un voto di pagella.
Vi piacerà o vi lascierà indifferenti, a seconda della sensibilità.



giovedì 13 febbraio 2014

La Sposa Cadavere

Uno dei capisaldi del cinema di Tim Burton, che mixa favolismo e macabro, nel puro stile del regista di Burbank, che doppia nel 2005 con due film, uno è questo l'altro è il bellissimo La Fabbrica di cioccolato, di cui cercherò di fare una recensione prima o poi.
Questo film è diretto tutto da Tim, che a differenza di Nightmare Before Christmas ha deciso di dirigere lui stesso il film, e non è un film facile da fare, nonostante sia strepitoso.
Ed è un capolavoro, un film che davvero riesce a incantare il pubblico, grandi e piccini che siano, si perchè le fiabe di zio Tim mixano sempre sapientemente horror e fantasia, senza però spaventare gli spettatori, e danno quel pizzico di magia unica che incanta.

La storia è tanto semplice quanto struggente, ispirata a una antica leggenda russa, di una sposa che si risveglia dopo essere stata uccisa dal suo amato ed è in cerca di domande e verità, ovviamente Tim Burton, inscena la cosa in modo visionario e surreale, come nel suo stile appunto: così la sposa viene risvegliata dalle prove che Victor, fa dopo il fiasco con il prete e la sua victoria, che è l'unica che ha sale in zucca e che ragiona, nonostante il mondo non creda a quello che dice.
Si perchè il film oltre ad avere una struggente armonia, ha dei personaggi particolari che colpiscono a primo colpo, ma la magia, sta tutta nelle scene, particolarmente ispirate, che ti trascinano letteralmente nel mondo di La Sposa cadavere.
Molti amano la scena di Victor che suona con la sposa cadavere il piano forte, io, amo la scena in cui Victor a casa di Victoria, suona il piano, e lei che si sta preparando per conoscerlo colpita dalla melodia scende le scale, e si avvicina al piano, e lui dopo un po' sobbalza spaventato perchè non si aspettava di vedere la ragazza accanto a lui, quella scena mi emoziona sempre.
Così assistiamo alla tenacia di Emily, ovvero la sposa cadavere, che scambia Victor per il suo sposo e vuole sposarlo a tutti i costi, come fare per rimediare al pasticcio in cui si è venuto a trovare, cercando di non perdere Victoria, di cui nel frattempo e nonostante il fatto non si siano conosciuti prima, si è innamorato, riusciranno i due nostri eroi a convolare a nozze e a realizzare il loro sogno? E la sposa riuscirà nell'intento di smascherare colui che l'ha uccisa?
Un film incredibile, reso magico dalla bravura e soprattutto dalla genialità del suo autore Tim Burton, cosa chiedere di più da un film d'animazione?
Voto: 8



martedì 11 febbraio 2014

Tulpa - Perdizioni mortali

C'era una grande attesa per questo film, soprattutto dopo la visione della sorprendente opera seconda Shadows che mi aveva fatto venire i luccichii agli occhi, ebbene con tutte le trepidazioni del caso, alla visione devo dire che mi aspettavo molto di più.
Si perchè Federico Zampaglione, già leader del gruppo musicale dei tiromancino, è approdato al cinema sia grazie alla relazione con Claudia Gerini, sia perchè ha dimostrato con l'opera sopracitata di saperci fare, ma l'attesa e le aspettative questa volta sono state più alte del dovuto, e con tutto questo devo dire  che la delusione è stata cocente, molto cocente, scene prolungate all'infinito, che allungano il sugo in maniera fin troppo elaborata, eliminando ogni sprazzo di tensione, Claudia Gerini, qui di nuovo protagonista, dopo Nero Bifamiliare - opera prima di zampaglione, che ho visto ma non mi ha lasciato nulla di memorabile - nei panni di una manager che pensa solo al lavoro e si "sfoga" in un club per scambisti particolare, il Tulpa.

Qui la nostra eroina sfoga tutte le sue voglie carnali per colmare la mancanza di una famiglia, un marito e dei figli, e qui si presupponeva qualcosa di scabroso, e invece le scene che dovevano essere il culmine del film sono acqua fresca, non c'è uno sprizzo di eccitazione, o provocazione, nulla.
Peccato perchè il soggetto è molto interessante, la regia molto curata - fin troppo - qui Zampaglione doveva lasciarsi andare, nel vero senso della parola, e aver fiducia nelle sue qualità, come è successo con il precedente film, Shadows che vi consiglio perchè è incredibile, e resta il suo esperimento cinematografico di gran lunga migliore.
La parte migliore del film? La costruzione di questo giallo, e soprattutto la struttura, che nonostante i tempi dilatati, sarebbe stato meglio se fosse stato curato maggiormente, tenendo in primo piano la psicologia di questa donna, curandola di più, sarebbe venuto fuori un film veramente interessante, forse anche un capolavoro perchè no?
Zampaglione, comunque resta un autore interessante, perchè nonostante i difetti, sa tenere alta la corda dello spettatore, con alcuni artifizi intelligenti, non si capisce chi è l'assassino fino alla fine, e qui la sua mano è sorprendente, e peculiare per così dire.
In sostanza un film che poteva essere grandissimo, girato da un autore che vuole far rinascere il genere, ma che sarebbe stato meglio se fosse stato curato maggiormente.
Voto: 6



lunedì 10 febbraio 2014

Hotel Transylvania

Benvenuti all'hotel transylvania, per il compleanno della figlia di Dracula, il conte invita per una festa i suoi amici mostri, ma la piccola che non è mai uscita dal suo castello è curiosa di girare il mondo, come farà a saltare il divieto di papà?
Ecco un film divertente e interessante, possiamo definirla la parodia cartoon di Dracula, anche se è fatta in modo ironica e pungente.
Un film divertentissimo e coinvolgente, dimenticate le storie horror per una volta e tuffatevi nella magia di un cartoon che riprende i mostri che ci fanno spaventare, per trasportare lo spettatore nella magia di un mondo nascosto agli umani, che a differenza di come Dracula in questo cartoon li vede non sono poi così cattivi, lo dimostra il fatto che un umano invade il castello di Dracula, e la figlioletta del conte vuole esplorare il mondo al di fuori del castello.
Due mondi, che vengono descritti con particolare enfasi da un regista in vena di spunti intelligenti, ma capace di fare un film goliardico e divertente, insomma riesce a fare il verso a un icona del cinema horror, e riesce pure a divertire, il che non è proprio cosa che succede tutti i giorni.
L'animazione recente non ha dato molti capolavori, e questo film non lo è di certo, ma tra i parecchi pregi c'è quello di non essere banale, ma intelligente e ben curato.
Ce la farà la piccola  a festeggiare il suo compleanno celando il suo amico umano all'occhio di tutti i mostri? E riuscirà a sbarcare nel mondo riuscendo a non fare arrabbiare papà?
Consigliatissimo.
Voto: 7


domenica 9 febbraio 2014

Van Helsing

Ok cercherò di essere chiara, perchè questa recensione sarà brevissima...Innanzitutto evito di scrivere sermoni ma con una sintesi più precisa darò il mio parere...
Certe volte non capisco come a hollywood ormai fanno film soltanto come contenitori vuoti, privi di forma e logica, dove sono i contenuti? Non ce ne sono, e allora diamoci dentro col giocattolone roboante di turno, peccato per Kate Beckinsale, che prima di sta demenzialità è stata protagonista del più interessante Underworld, ma perchè ha scelto questo film? E' una risposta che sinceramente non so dare.
Volgare, pacchiano, superficiale, trash, non centra un tubo con il personaggio originale creato dalla penna - quella SI - geniale di Bram Stoker, a questo punto vi consiglio di vedere il Dracula di Coppola, che a differenza di sta porcata è un vero capolavoro.
Voto: 2


sabato 8 febbraio 2014

The Black Dahlia

Film tratto da un romanzo ispirato a una storia realmente accaduta, un omicidio irrisolto accaduto negli anni quaranta. Il ritrovamento di una donna tagliata in due tronconi i cui organi interni sono stati estirpati, le cui indagini sono svolte da due detective amici, innamorati della stessa donna.
Brian De Palma imbastisce per lo schermo il romanzo di James Ellroy, che è stato ispirato alla morte di sua madre, che non ha mai digerito per tutto, incentrato sulla figura della dalia nera, tale Elizabeth Short, della cui morte è stato sospettato persino quel gigante di Orson Wells, sospetto evidentemente senza evidenti risvolti reali.

Film criticatissimo alla sua uscita, è stato a lungo sottovalutato dal pubblico, forse per via del fatto che è troppo romanzato, ma secondo me non è poi tanto male come film.
Brian De Palma lo conosciamo tutti chi è, soprattutto il grande maestro che è, lo apprezzo molto devo dire la verità, e con questo film un pelino inferiore al bellissimo redacted, ritorna alla fiction, forse il suo unico limite è l'origine letteraria del soggetto, come spesso avviene nei film tradotti per lo schermo, ma si capisce bene che l'ispirazione quando è libera da un risultato molto migliore, il che non preclude la qualità della pellicola in oggetto.
Si il film mi è piaciuto, sia perchè nonostante sia una storia inventata, riesce a catturare l'attenzione, il che nonostante non sia un capolavoro lo rende particolarmente accattivante, poi ci sono attori incredibili, tra cui spicca il mio amato Aaron Eckhart, nel ruolo del poliziotto che segue le indagini come un segugio per acciuffare l'assassino tanto da perderci quasi la testa, poi c'è Josh Harnett, la bravissima Hillary Swank, e infine Scarlett Johansson.
Con un cast del genere, magari in molti si aspettavano un capolavoro, ma va da se resta un bel film, non un capolavoro, ma nemmeno al di sopra della media del regista italo americano, che in passato ci ha deliziati con capolavori di altra qualità.
Ovviamente il soggetto pur ispirandosi a un romanzo è fin troppo romanzato, ma ovviamente per dare volto a un colpevole, ma se quello non ci fosse stato magari il film sarebbe stato migliore, nel senso che se rispettava i fatti reali intendo questo.
Ma va bene è uno spettacolo, bisogna dare al pubblico ciò che si aspetta, d'altro canto sempre un opera di fiction è.
Voto: 6 e 1/2






Evilenko

David Grieco traduce per lo schermo il suo romanzo, il comunista che mangiava bambini, e sceglie come protagonista il grande attore ingiustamente sottovalutato ma capace di farti rabbrividire, Malcolm McDowell che i cinefili più incalliti ricorderanno nel capolavoro di Stanley Kubrick, Arancia Meccanica, ma andiamo a noi: Il film riprende la storia del più feroce ed efferato serial killer russo, un pedofilo assassino cannibbale  che uccide i bambini o ragazzi violentandoli, facendoli a pezzi e poi mangiandoli.
Una furia omicidia segnata dalla fine di quel regime in cui molte persone hanno creduto, e gli ha fatto perdere la testa...ma Evilenko (nella vita vera l'assassino si chiamava Chikatilo) è un enigma che ancora oggi molte persone si chiedono, perchè nel film si nota alla fine che non c'è prova dell'avvenuta morte di quest'uomo...ok ho spoilerato, ma non ne potevo fare a meno.
Il film non è un capolavoro, ma colpisce per l'assoluta inquietudine dell'assassino, magistralmente interpretato da McDowell, il suo Evilenko è un orco assassino da cui scappare a gambe levate, fa paura, ma allo stesso tempo rimani impressionata dal suo modus operandi, non so se rendo l'idea, il tutto grazie alla sua bravura.

Una storia di sangue, morte che sottolinea la perdita della razionalità, che regola la nostra vita, ovvero la distinzione tra bene e male che ci fanno capire i limiti che vengono messi all'uomo per una convivenza pacifica.
Quando avviene questa mancanza si scatena la mostruosità, e allora non c'è da dormire tranquilli, il succo del film è proprio questo, oltre alla perdita di coscienza dopo la fine del comunismo, ma più che coscienza è la perdita dell'identità, che fa venire la follia, e quella identità era intrisa nel comunismo, alla fine, sempre secondo il regista non può che avvenire un bagno di sangue, ricordo comunque che il film è tratto da una storia realmente accaduta, quindi un po' di quello che il regista racconta è vero, anche se lo fa in modo romanzato.
E' una storia che lascia il segno, e che non si dimentica facilmente, malgrado alcuni piccoli difetti, il detective che da la caccia a Evilenko è anche lui comunista, padre di famiglia con una bella moglie, e fa di tutto per smascherare quel brutale assassino che sta mietendo vittime innocenti.
Un film interessante e sconvolgente, che di certo rimane nella memoria del pubblico, grazie a una buona sceneggiatura e all'intensa interpretazione di McDowell, la regia è piuttosto televisiva, peccato, perchè il film avrebbe molte potenzialità per essere un grande film.
Voto: 6 e 1/2




giovedì 6 febbraio 2014

Revenge

In attesa della seconda stagione, che comincierà tra pochissimo, ecco a voi la serie tv che ha spopolato a natale, si tratta di Revenge, che racconta le gesta di Emily Thorne una donna misteriosa in cerca di vendetta che in realtà si chiama Amanda Clarck, e ha cambiato identità per vendicarsi dei Grayson, colpevoli della morte di suo padre che è stato messo in rovina con l'accusa infamante di terrorismo, e ci ha perso pure la vita in prigione, così Emily/Amanda, aiutata da un suo amico che è stato aiutato da suo padre quando nessuno credeva in lui, inizia la sua vendetta, che piano piano, e pedone su pedone farà cadere il castello  di bugie e segreti che si celano dietro la grande famiglia Grayson.

Che serie ragazzi! Andata giù in un batti baleno, e tra pochissimo dovrebbe cominciare anche la seconda stagione di botto, perchè? Perchè mi è piaciuta un casino, quindi entra di diritto tra le serie che seguo, non è che le altre serie natalizie non ci entrano pure, ci sto pensando su, magari nei prossimi mesi le ripesco e le continuo, ma prima devo finire le ultime due ovvero Il trono di spade e Boardwalk empire, ma andiamo a noi.
Una serie ricchissima di colpi di scena, e coinvolgente, questa serie si che vale la pena di vederla, mi ha tenuta incollata allo schermo dall'iinizio alla fine, si potrebbe definire anche incalzante perchè una volta cominciata non riesci a finirla.
Ebbene le vicende intriganti della famiglia Grayson e di Emily/Amanda hanno riscosso un enorme successo nelle feste natalizie, e non nego che mi intriga continuarla, soprattutto grazie alla scelta di ispirarsi liberamente a un classico della letteratura e inventare di sana pianta una storia ambientata negli Hampton, tra i ricconi, con protagonista una giovane donna in cerca di vendetta, anche se può ricordare uno dei film di Tarantino, ma questa è tutta un altra storia e altra pasta.
Tutto è messo a puntino, non manca nulla, comincia con un flashforward e continua senza esclusione di colpi, fino alla scoperta dell'omicidio del padre della nostra eroina, Emily/Amanda che nel frattempo ha una relazione con il figlio dei Grayson...ma le cose potrebbero andare avanti, se Victoria Grayson non complicasse maggiormente le cose, sin dalle prime stagioni non vede di buon occhio la storia di suo figlio con la nuova arrivata e cerca di scoprire qualcosa, a complicare di più la situazione ci pensa anche un suo amico Detective, che viene presto licenziato da suo marito Conrad che ha una storia con la sua migliore amica.
Ma presto tutte le pedine cadono a una a una...e non c'è via di scampo perchè la vendetta si sa, va servita su un piatto freddo.
Voto: 7


mercoledì 5 febbraio 2014

Il papà di Giovanna

E Pupi Avati, autore molto stimato da queste parti è presente oggi con un altro film qui alla fabbrica dei sogni, Il papà di Giovanna, un bel film devo dire, che riporta il regista a Bologna per una storia ambientata negli anni trenta incentrata sul rapporto tra padre e figlia, una figlia un po' problematica che non ha un rapporto con la madre che la mal sopporta, i problemi cominciano quando una ragazza muore e arrestano Giovanna, colpevole dell'omicidio per colpa di un ragazzo, è il padre che si occuperà di lei e si prenderà cura della ragazza fino a farla uscire, ma la vita non sarà più la stessa perchè nel frattempo la madre è andata a vivere con un altro uomo.

Un altro film curioso e straordinario per un regista che piano piano si è fatto strada e chissà che un giorno non troverà posto tra i grandi registi che mi hanno conquistata, e qui devo dire che riesce nel suo intento di aumentare la stima negli spettatori e ci riesce in pieno, grazie a una regia sapientemente intelligente e misurata, e all'interpretazione dei due protagonisti, Francesca neri nonostante il suo personaggio antipatico riesce nell'intento di sottolineare la sua superficialità, Silvio Orlando attore Morettiano per eccellenza interpreta il ruolo dell'amorevole padre di Giovanna, e infine Alba Rorwacher, a lei il merito di aver reso il suo personaggio di ragazza timida e sensibile che fa grande il film, grandissima la sua interpretazione, e meriterebbe ruoli davvero intriganti questa attrice, il suo ruolo è quello di Giovanna, che sembra uscita dalla gelsomina di giulietta masina, figlia rinnegata da una madre imperfetta e superficiale, di cui lo spettatore più sensibile facilmente si identificherà.
In altre parole, un ottimo film, incredibilmente coinvolgente, che merita di essere visto o riscoperto, un altra scoperta di un regista che film dopo film riesce  a mietere successi e sorprese alla sottoscritta.
Consigliatissimo soprattutto per scoprire sia una giovane attrice promettente, sia per un regista sorprendente capace di raccontare la storia più semplice e apparentemente complessa, facendo uscire tantissime emozioni.
Il che  non è poco eh.
A contornare il tutto ci sono moltissimi attori tra cui Ezio Greggio il conduttore di striscia la notizia, Gianfranco Jannuzzo e Serena Grandi in ruoli di contorno però.
Voto: 8


domenica 2 febbraio 2014

Blue Jasmine

Che cosa succede quando Woody Allen incontra Cate Blanchett? Eccovelo svelato, in un film che rispetto al precedente è una manna dal cielo.
Smessi i panni italioti Woody Allen ritorna il maestro incontrastato della commedia, e dirige la nostra Cate, in una commedia in cui lei stessa si identifica con il pensiero e la filosofia del regista americano.
La trama è complessa, finalmente direi, e si torna alle tematiche tanto care ad Allen, risultato è un film fresco e intrigante oserei dire anche piacevole, il che è un complimento.
Per una volta Woody Allen è ispirato e dirige un film senza preoccuparsi di voler piacere per forza al pubblico, e i risultati si vedono ampiamente.

Il segreto della riuscita del film? La freschezza ma soprattutto la semplicità, eliminati i fasti sboroni della pellicola precedente piuttosto trascurabile e dimenticabile, si torna a un film ben fatto, ben diretto e soprattutto ispirato, come ho detto precedentemente, la protagonista stavolta è la bravissima Cate Blanchett, che si trova benissimo nel film alleniano, quasi come fosse una nuova musa, o meglio alter ego femminile del regista stesso, che è nascosto dentro il suo personaggio.
I momenti migliori? Più di uno, grazie a una sceneggiatura molto curata e una particolare attenzione alla caratterizzazione dei personaggi.
Un film ottimo, che evita superficialità e si concentra molto sui personaggi, come nelle migliori pellicole del regista americano, ma questa volta sa regalare sensazioni positive, e dopo un sacco di pellicole girate, vorrei vedere se non è capace di stupire il pubblico il grande Woody.
E in questo film ce la fa, e riesce a comunicare anche con semplici gesti e parole, il che fa si che il film parli da solo, e riscuote interesse tra gli aficionados che sono rimasti delusi dalla pellicola all'italiana ovvero To Rome With Love.
Che Allen voglia riconquistare il suo pubblico lo si percepisce già dall'inizio, questa volta ha deciso di fare le cose per bene e si comprende dalla cura con cui ha diretto il film.
Cate Blanchett è bravissima, e il film merita di essere visto anche per la sua presenza, certo non si tratta di un capolavoro, ma si capisce molto bene che è un ottimo film.
Al centro una donna, Jasmine che deve convivere dalla sorella perchè è nei guai per colpa dell'ex marito, il nuovo marito ha un altra e lei si innamora di un altro ancora...siamo ai soliti temi alleniani sentimentali, i personaggi si trovano tutti davanti a un bivio da percorrere, quale strada sceglieranno?
Voto: 7


sabato 1 febbraio 2014

American Hustle - L'apparenza inganna

L'operazione Abscam, raccontata da uno dei talenti registici più curiosi degli ultimi anni, David O' Russell che per l'occasione riunisce molti attori che hanno lavorato per lui nelle precedenti pellicole, ma questa volta si racconta un fatto realmente accaduto in america verso la fine degli anni settanta.
Al centro c'è un truffatore che viene pescato da un agente dell'fbi, che gli fa un offerta, collaborare per toglierlo dai guai, al suo fianco c'è la giovane amante che è colei che lo ha sempre amato, mentre la moglie resta a casa a occuparsi del figlio, e che rischierà di farlo scoprire in una occasione.
Ci sono anche altre persone che collaboreranno per smascherare il giro di corruzzione che vigeva allora nei membri del congresso degli stati uniti...ma ci saranno anche gravi conseguenze...

Ragazzi, che film!
Prima di tutto vorrei cominciare dicendo che questo è il film che mi ha fatto apprezzare molto David O' Russell, regista de Il lato positivo precedentemente recensito da queste parti.
Poi perchè è fatto benissimo curato altrettanto bene, scritto stupendamente e diretto alla grande, un piccolo capolavoro possiamo dire.
Come non andare  a vedere questo film? Io vi consiglio di correre a vederlo, perchè possiamo semplicemente dire che è il suo miglior film.
Amy Adams è davvero un attrice che sta maturando bene, arriverà l'attesa nomination con vittoria quest'anno? Spero proprio di si, apprezzo molto questa ragazza che film dopo film mi sorprende con le sue scelte coraggiose e anticonvenzionali, il che non è praticamente poco.
La colonna sonora è eccezzionale, si comincia col jazz di Duke Ellington a Delilah di Tom Jones, contornati dai successi disco di quegli anni.
Il film racconta in maniera eccezzionale gli eventi che sono narrati in maniera diretta nuda e cruda da un regista che dimostra di essere cresciuto.
Sentiremo parlare ancora di David O' Russell ne sono sicura, il cast di attori ne vogliamo parlare? Da Christian Bale, Bradley Cooper, Amy Adams e Jennifer Lawrence danno tutti ottime prove recitative, che rendono il film unico e imperdibile oltre che particolare.
In poche parole, un filmone.
Voto: 8


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