mercoledì 10 dicembre 2014

Nuovo Cinema Paradiso

Riguarda & Recensisci
Questo è il film che mi ha fatto amare il cinema, la scintilla era cominciata da diverso tempo ma con questo film è esplosa una passione che continua anche oggi e trascende con la nascita di questo blog, che rappresenta un mio viaggio personale verso la settima arte che titolo dopo titolo osservo, guardo e colmo le migliaia di lacune che sono ancora insite dentro di me.
Non so quanto tempo ci vuole per vedere ogni singola pellicola mai girata, forse non basta una intera vita, quindi cerco sempre di dare il mio meglio.
Stasera tocca al capolavoro di Giuseppe Tornatore, film uscito quando la sala cinematografica era diventata soltanto un pallido ricordo, oggi invece è ormai davvero roba da dinosauri diventata grazie allo strapotere dei multiplex.
Questo film ne rievoca i ricordi narrando la vita di un giovane ragazzo siciliano Salvatore DiVita detto totò in siciliano, e la figura più importante per lui, Alfredo, interpretato da uno straordinario Philippe Noiret.

Il successo a scoppio ritardato porta bene, infatti io lo vidi quando ormai aveva vinto la statuetta come miglior film, avevo 15 anni, e ricordo ancora le emozioni trasmesse sul grande schermo, eh si, ho avuto la fortuna di vederlo al cinema con la scuola, durante l'unico anno di ragioneria, errore di gioventù che voglio dimenticare.
E' proprio la sala cinematografica la vera protagonista di questo straordinario film, che ho recuperato in versione integrale, dura moltissimo, ma ne vale la pena, quasi tre ore credo, ma la versione standard è quella che ho visto sul grande schermo.
Ogni volta che guardo questo film provo sempre una grande emozione, la stessa che provai la prima volta che lo vidi al cinema, ero una ragazzina, e già da allora capii la profondità di questo grandissimo film, mi innamorai della storia, dei luoghi, mi sbellicai dalle risate con le scene del prete bigotto che censurava tutti i baci, alla scena dell'incendio mi si strinse il cuore nel petto, non mi riconoscevate più, bianca in volto, ecco questa è l'immagine che ho ogni volta che c'è questa scena.
E' nel rapporto tra Alfredo e Totò il punto cardine del film.
Alfredo diventa una figura paterna importantissima per Totò che vive con la madre e la sorellina, il padre è morto in Russia, e sarà colui che gli dirà di seguire i propri sogni lasciando la sicilia, dicendo - chista è terra maligna, vattinni, e non tornare più, se per caso la nostalgia ti prende e torni da me, io non ti apro -
Il film inizia con una telefonata della madre di Totò, divenuto un affermato regista cinematografico, è morto Alfredo, per poi andare a ritroso nel tempo, un intera vita racchiusa in un film straordinario, con al centro una grandissima amicizia, alla fine della visione ricordo ancora la grandissima e scrosciante standing ovation, io con le lacrime agli occhi, lì è nato il mio amore per il cinema, è nato davvero lì dentro quel cinema, e continua pure oggi.
Un film denso di emozioni del genere è impossibile dimenticarlo.
Voto: 10
Ps: avevo detto ora gli metto nove, ma ho voluto fare un azzardo mettendogli 10, d'altronde l'amore per il cinema è cominciato proprio da questo film, non posso mettergli un voto più basso xD.

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