sabato 30 novembre 2013

Machete Kills

Che c'è da dire su Machete Kills?
Mmmmmmmm, mmmmmmm, mmmmmmm, ah ecco, colpo di genio non è all'altezza dell'originale.
Eh si questo secondo capitolo poteva non essere tranquillamente girato, bastava il primo capitolo che era intrigante e ben costruito a renderlo un degno sviluppo del fake Trailer di Planet Terror.
Questo secondo capitolo è roboante fracassone, degno del classico blockbuster hollywoodiano, no, fermi tutti ma che è successo a Robert Rodriguez?
E pensare che a me piaceva tanto....peccato.
La migliore? Lady Gaga che fa la sua comparsa come abito o meglio dire mascheramento di un sanguinoso killer, ma Machete questa volta don't kills, per niente.
Ed è un peccato perchè avevo molte aspettative da questo sequel dato che il primo capitolo mi era piaciuto, questo sequel sembra la continuazione di qualcosa che secondo me non andava bene come franchise.
Questa volta non ci siamo, un secondo capitolo piuttosto deludente che non aggiunge nulla di nuovo, che Rodriguez abbia bussato alle porte di hollywood si capisce eccome giù dai primi istanti, nonostante qualche scelta azzeccata, ma è talmente poco per un film e una saga come questa.
Mel Gibson assolutamente sprecato e fuori ruolo, come quasi tutto il cast, Amber Heard, miss San Antonio e nuova fidanzata di Johnny Depp, sembra una bambolona messa lì solo per un ruolo  fine a se stesso.
Questo secondo capitolo non dice nulla di nuovo, è costruito come il classico film giocattolone di intrattenimento a differenza di Machete, dove c'era ritmo, energia e sano umorismo, questo invece sembra fatto apposta per richiamare il successo del primo capitolo, ma restando solo l'ombra.
Peccato perchè la trama non era male, e poteva senz'altro essere un film migliore, di quello che è in realtà.
Robert Rodriguez dovrebbe rifiutare film che hollywoodizzano i bravi registi, e invece anche lui ci cade nella macchina dell'industria cinematografica, ma si sa avvolte bisogna fare film per poter incassare, d'altronde il cinema non è solo settima arte, ma anche blockbuster che si consumano davanti ai popcorn, solo che avvolte bisogna anche cercare quella scintilla che rende un film interessante, anche se è un blockbuster.
Voto: 5




venerdì 29 novembre 2013

Bloody Sunday

Certi film per essere recensiti forse hanno bisogno solo delle parole di una canzone di una band leggendaria, avvolte la musica vale più di mille parole...






Ok, è vero bisogna anche recensire il film, che racconta la domenica di Sangue un fatto accaduto in Irlanda durante una manifestazione pacifica degli indipendentisti da parte dell'esercito inglese.
Gente disarmata che è uscita per protestare contro una invasione ingiusta da parte degli inglesi per il controllo religioso tra i protestanti e i cattolici.
Una guerra di religione che sarà un bagno di sangue in cui perderanno la vita tredici ragazzi inermi e altri saranno feriti.
Non è un caso che ho messo proprio la canzone degli U2 che racconta quella tragica domenica di sangue, che ha avuto l'effetto contrario a quello in cui la manifestazione aspirava, fare entrare nell'IRA parecchie persone, e tutto questo perchè non era gradito alla regina una manifestazione pacifica, con gente disarmata per protestare contro questa invasione.

Per la libertà e l'indipendenza si combatte, anche pacificamente, ma uccidere persone disarmate è stata un ingiustizia che ha messo ancora più rabbia nel popolo, invece che calmarlo.
Una manifestazione pacifica, legalmente autorizzata non può e non deve finire in un bagno di sangue.
Paul Greengrass racconta in un film quello che accadde e come accadde, esattamente come si sono svolti i fatti, forse il film sembrerebbe televisivo, e in parte lo è, perchè doveva essere un opera televisiva, ma che colpisce davvero tanto.
L'impatto delle scene è molto realistico, come il coinvolgimento del pubblico, credo che tra una canzone e un film non ci sia tanta differenza, nel senso che una canzone come un film, raccontano un grave attentato alla libertà, da parte di chi controllava il territorio, se la canzone la si ascolta, il film lo si può vedere, lo si può vivere e sentire, e l'impatto e assolutamente uguale seppur diverso.
Un film da vedere per riflettere sulla libertà degli individui.
Stilisticamente ci perde un po', se narrativamente la struttura è impeccabile, la regia è lenta e fin troppo misurata, e ciò rende lenta la visione, e ad alcuni non potrebbe piacere, ma ovviamente sono punti di vista.
Voto:



giovedì 28 novembre 2013

Gli amanti passeggeri

Ola, ecco a voi il nuovo film di Pedro Almodòvar, che per poterlo vedere ho dovuto aspettare l'uscita in dvd perchè prima non si trovava, vabbè eccomi ora che l'ho visto posso dire la mia.
Ebbene il nostro Pedro mette in scena una commedia che ricorda gli antichi fasti dei suoi inizi, che sulla carta doveva essere allegra, scanzonata e trasgressiva.
I presupposti ci sono tutti ma...gli anni ottanta della movida spagnola ormai sono molto lontani.
Gli amanti passeggeri è un film che cerca in tutti i modi l'ironia delle prime pellicole che hanno trovato il culmine con il bellissimo Donne sull'orlo di una crisi di nervi, con il solo limite di non toccarle nemmeno.


A questo film  manca qualcosa, è troppo patinato, troppo costruito e poco originale per essere diretto da Almodòvar, che il buon Pedro abbia perso la strada della goliardia e della freschezza dei suoi primi lavori lo si capisce dalle prime scene.
Lontanissimo da capolavori come Parla con Lei o Tutto su mia madre che hanno rappresentato l'apice della sua maturità artistica e lo hanno fatto conoscere a livello internazionale vincendo due oscar, il primo come miglior film straniero e il secondo come migliore sceneggiatura, con questo film invece ha voluto allontanarsi fin troppo dal suo stile unico e originale che me lo hanno fatto apprezzare.
Un film anonimo che è l'ombra del Pedro che fù, quei tempi ormai sono finiti, forse è arrivato il momento di puntare su altri soggetti non credete?
Decisamente minore rispetto a tanti film, ma non ha solo difetti, il suo pregio sta nella recitazione degli attori, a cui Almodòvar affida un ruolo in primo piano, ma questo è troppo poco per fare un grande film.
Bravissimo come sempre Javièr Camara attore ormai presentissimo nelle produzioni di Pedro sin dai tempi di Parla con lei.
Questo film lascia l'amaro in bocca, nonostante tenti di divertire da allo spettatore un senso di già visto, come se Pedro Almodòvar rifacesse se stesso, e non ha proprio bisogno di farlo.
Quasi sufficiente Voto: 5 e 1/2




mercoledì 27 novembre 2013

La fine del mondo

Ooooh Yeeaaah, e ora ci siamo, avete presente un gruppo di amici squinternati, che da ragazzini hanno fatto il giro per i pub per incidere un record e bere birra finchè non ne potevano più? Ecco quel record non è stato toccato, allora il più matto di loro che ancora non si è staccato dal ricordo della gioventù, decide di ripetere l'operazione e di raggiungere quel record, e anche se ce la fanno, di superarlo addirittura.
All'inizio la cosa è complicata, i suoi vecchi amici sono tutti accasati, con moglie, figli e anche un lavoro, ma poi la vecchia scintilla scocca di nuovo e così viaaaaaaaa alla bevuta di birra.
I primi momenti sembra risorta l'antica scintilla che li porta ai ricordi di quando erano ragazzini e giravano per i pub a cazzeggiare, ma una cosa li fa aprire gli occhi: Il mondo non è più come quando erano ragazzini loro.

E così comincia con scene esilaranti, e situazioni goliardiche, i vecchi amici diventati bacchettoni per via delle nuove responsabilità familiari e lavorative, l'unico che sembra essere rimasto ai vecchi tempi della gioventù ed è stato persino in un ospedale psichiatrico è Gary King.
Il nostro mattocchio si trasformerà forse in eroe? Eh si perchè si accorgono dell'invasione di duplicanti degli umani che ha sostituito le persone.
Già dopo i primi giri tra i pub si accorgono che qualcosa non quadra, ci sono persone che sembrano finte, ma cosa è accaduto realmente?
I nostri si trasformeranno in eroi per scoprire l'intrigato segreto che si cela dentro la loro città.
A complicare il tutto si ci mette anche una ex fidanzata di uno di loro con cui Gary ha avuto una liasion ai tempi della scuola.
Il film mescola sapientemente, comico e action, e fa parte della trilogia del cornetto, in cui fanno parte i film Hot Fuzz che ho e con la scusa cercherò di recuperare, e L'alba dei morti dementi che è il primo capitolo.
La fine del mondo invece è l'ultimo capitolo, e comincia come un qualsiasi film comico per poi virare in atmosfere da invasione aliena, degna di un film di fantascienza.
Eppure con tutti questi ingredienti il film non manca mai il suo scopo primario, mi spiego sia intrattenere lo spettatore, sia di divertirlo, quindi non è un semplice intrattenimento.
Il regista sa dosare bene gli ingredienti e nonostante il film risulti in parte demenziale - ovviamente nel senso buono - la cosa risulta un po' come ciliegina sulla torta per fare in modo che il pubblico si senti parte del film...ed è una cosa nuova perchè di solito i registi non riescono a dosare bene, e avvolte il risultato esce fuori dalla pentola.
Ovviamente non è il caso di questo film.
Voto: 7 e 1/2


martedì 26 novembre 2013

Poltergeist Demoniache Presenze

Ecco un altro classico degli 80's che continua la mia rassegna sul cinema degli anni ottanta, quella personale non quella universale, il film di oggi è Poltergeist di Tobe Hooper girato si dice a quattro mani con il patrocinio di Steven Spielberg.
La prima volta che lo vidi è stato con mio fratello che lo ha affittato in videoteca, ora ho voluto recuperarlo, per rivederlo, quando lo vidi in cassetta mi ha fatto una paura tremenda, vuol dire che è un buon segno è un horror degno di chiamarsi con questo nome giusto?
Beh ora la penso così, allora davvero mi ha messo gli incubi devo ammetterlo.
Appunto andiamo a noi: Poltergeist è una storia di fantasmi, decisamente dalle classiche storie che tutti conosciamo, e non c'è miglior horror - almeno per me - che ti suscita salti dalla sedia e ti invita a guardarti dietro le spalle come appunto questo film.
E non esagero nel dire che sinceramente ti tiene in tensione dall'inizio alla fine; bravissima Heather O'Rourke, che riesce ad essere inquietante con pochissime espressioni.

E vogliamo parlare della storia? Innanzitutto c'è una famiglia che viene disturbata da degli eventi soprannaturali apparentemente inspiegabili, e il filo conduttore viene creato dalla bambina, che sta davanti alla televisione senza canali e cerca di comunicare con questi spiriti, che in casa spostano sedie, muovono mobili e via dicendo, fino a quando la bambina stessa sparisce.
Dove è finita? Cosa le sarà successo? Quello che i genitori scoprono è allo stesso tempo terribile e incredibile, lo volete sapere? Eh no, lo so ho spoilerato per la prima volta ma non è che lo devo fare sempre, la mia etica non la tradisco più...
Una storia di fantasmi allo stesso tempo nuova e innovativa, che non si rifà ai classici clichè dell'horror psicologico, ma si presenta fresco e innovativo, d'altronde sto parlando di un film del genere uscito all'epoca d'oro del cinema di paura.
E che mi crediate o no, è un oggetto da non perdere, fidatevi, poi mi dite.
Sembra incredibile che nonostante i 31 anni dalla sua uscita nei cinema, riesce ad esprimere freschezza e risulti ancora nuovo e attuale il che è più unico che raro.
In conclusione, un film tutto da vedere, per capire che quando la tecnica si mischia all'ispirazione più sincera, possa venir fuori un bellissimo film.
Voto: 7


domenica 24 novembre 2013

Fiori D'acciaio

Per chi ama Julia Roberts questo è un titolo che non può non avere nella sua collezione, si perchè la nostra futura Pretty Woman, qui interpreta il primo ruolo forte della sua carriera, e vi sembra poco? Non lo è, perchè nonostante i gusti qui dimostra una bravura straordinaria, che non tutte le giovani attrici hanno.
C'è da dire che il film è tratto da una famosa Pièce teatrale tradotta per il grande schermo.
A dirigere il film è Herbert Ross, che per chi è stato giovane negli anni ottanta ricorderà come il regista di Footloose, autentico cult movie Ballerino; per questo film mette in scena una storia tutta al femminile ambientata al sud, la cui protagonista è Shelby, - Julia Roberts - ragazza diabetica che non può avere figli e non potrebbe adottarne, il film comincia con il giorno del suo matrimonio, divertentissimi sono i battibecchi tra il padre della ragazza e Ouiser, l'anziana vicina di casa con il cane che perde il pelo, interpretata da Shirley McLaine.
Quando Shelby annuncia la maternità ci sarà uno scontro con sua madre, ma la ragazza in parte ha ragione, avrebbe voluto adottarlo ma con la sua cartella clinica nessuno le affiderebbe un bambino, e la sua voglia di essere mamma è talmente grande da commuovere tutti, ma con la sua salute potrebbe peggiorare.
Infatti Shelby peggiora al punto tale che va in dialisi, ci vorrebbe un trapiento di reni, ma le sue condizioni peggiorano ulteriormente - SPOILER - si lo so che la mia politica è non spoilerare ma mi vorrete perdonare per una volta? - Spoiler - la salute ormai cagionevole di Shelby peggiora in modo tale che le cose precipitano, e la ragazza non ce la fa a sopravvivere Fine spoiler.
Ok potete lapidarmi per avervi rotto le uova nel paniere, si lo do la mia politica è non spoilerare, e oggi lo faccio eh si, sono un essere davvero cattivo lo so. (Ovviamente sto scherzando ;) )
E' un film sulla forza, e sul coraggio delle donne del sud, ma anche di tutte le donne in generale, concentrata su un nutrito cast tutto rosa, tra cui spiccano: Dolly Parton, Sally Field, Darryl Hanna, e Olimpia Ducakis.
Si i maschilisti lo etichetterebbero come Chick Flick, ovvero film per pollastrelle, io non sono daccordo che noi donne siamo pollastrelle,  e perciò lo chiamo Girls Flick se qualcuno non è daccordo non me ne può fregar di meno eh?

Un film dove la morte e la vita si uniscono in un unico filo conduttore, e sulla forza di andare avanti quando si ha una grande perdita come quella di un figlia, e di una mamma.
E ci chiamano sesso debole eh? Mi sa che dentro siamo molto più forti di tanti uomini.
La scena che preferisco? Al funerale di Shelby, quando sua madre si sfoga in un pianto a dirotto e dice me la voglio prendere con qualcuno, e allora Claire dice a M'Leen di picchiare Ouiser e sfogarsi dell'ingiustizia subita, e il tutto finisce con una crassa risata, per smorzare  la tensione drammatica del funerale.
Eh si, queste donne che si incontrano nel salone di bellezza e parruccheria di Truvy, tutte diverse che si scambiano pettegolezzi e conrfidenze nel suo salone, in realtà hanno qualcosa in comune la forza, che non le piega anche durante le avversità della vita.
In conclusione un film commovente e intelligente, che non presenta le donne come ombra degli uomini, ma le rende vive protagoniste con tutta la loro forza e le loro contraddizioni.
Voto: 7





American Horror Story Asylum

E finalmente ci siamo, ecco la recensione della seconda stagione di American Horror Story che si guadagna il titolo di serie tv della stagione, e che stagione.
Asylum è di gran lunga più inquietante e disturbante di The House of Horror.
Il format credo che lo conosciate tutti, cambia trama e personaggi di stagione in stagione, ed è questo il punto di forza di questo telefilm, tra i più belli visti di questa stagione.
Ryan Murphy ha fatto centro un altra volta, se nella prima stagione si parlava di casa infestata dai fantasmi, in questa stagione il luogo oscuro è un ospedale psichiatrico, gestito da suor Jude.
Attenzione, se in un primo momento il personaggio di Suor Jude può sembrare odioso, man mano che il telefilm va avanti, si notano mille sfaccettature di questo personaggio, e Jessica Lange, vero e proprio nome tutelare del serial, lo interpreta divinamente.
Devo dire che questa attrice è una grandissima attrice, mi devo cercare i suoi film perchè il suo talento è straordinario e merita una certa considerazione.
L'ospedale psichiatrico di Briarcliff, diventa il teatro delle paure umane, paure che sono rappresentate dalle possessioni diaboliche, e dagli esperimenti di un dottore che un tempo è stato un ricercatore nazista protetto dal direttore dell'istituto, padre Howard.
Loro sono daccordo per la creazione di creature orribili che vagano libere nelle vicine campagne di Briarcliff.
Suor Jude invece è una severa suora che guida l'istituto per malati mentali, all'apparenza e soprattutto nelle prime puntate credete che sia una bastarda, ma non è così dietro questa figura dura, si nasconde una donna in crisi perchè crede di aver ucciso una bambina, e questo dualismo che puntata dopo puntata ci fa conoscere la vera Jude, che altri non è che una persona in crisi tra fede e il rimpianto di aver tolto la vita a un essere umano.
A peggiorare le cose si ci mette anche una suora pura, che poi viene posseduta dal demonio, fino alla sconvolgente morte, e nel frattempo si cerca il serial killer Bloody Face, ma c'è una giornalista lesbica che vuole indagare e viene internata a Briarcliff, con un ragazzo la cui moglie è stata rapita dagli alieni.
Insomma avete capito, American Horror Story Asylum non è certo quel seguito che ti aspetti, ogni puntata c'è una sorpresa, e la giornalista lesbica è il personaggio che mi ha colpito maggiormente.

Lana Winters è l'eroina della serie, un personaggio complesso e sfaccettato di cui solo un attrice di grande talento e sensibilità poteva interpretare - ma conocete qualche film con Sara Paulson per caso? XD - Che si trova a subire una "cura" per diventare eterosessuale, rischiando anche la sua salute psichica, ma la sua grande forza di carattere le permetterà di salvarsi dal vero Bloody Face, che la segregherà a casa stuprandola e tentando di ucciderla.
Da questo stupro nasce un figlio, che diventa assassino esattamente come il padre, il finale ve lo lascio solo immaginare, ma lei non è la sola ad essere vittima, anche la sua compagna è stata uccisa da questo sadico assassino, che si diverte a squoiare le sue vittime e usare la pelle per decorarsi casa.
Vi sembra poco? Anche un ragazzo la cui moglie è sparita è stato internato a Briarcliff, in cui conoscerà una ragazza che si innamorerà di lui, ed in un primo momento è stato scambiato per Bloody Face.
Una stagione ricchissima di colpi di scena e sorprese che non vi immaginate, stavolta Ryan Murphy ha superato se stesso, compreso anche il suo socio in questa avventura: Brad Falchuck.
In conclusione, correte a vedere anche questa seconda stagione, ne vale davvero la pena.
Voto: 8 e 1/2


sabato 23 novembre 2013

Corpi da Reato

Eccocci qui, e parliamo del film che mi ha fatta divertire di più in questa stagione, non un capolavoro ma le tue crasse risate te le fa fare, c'è chi lo ha stroncato chi lo ha detestato, certo non è un capolavoro, ma neanche un bellissimo film, ma ti fa sganasciare dalle risate dall'inizio alla fine.
E questo è un punto a suo favore, si ha i suoi difetti, è concentrato tutto sulle due protagoniste, Melissa McCarthy e Sandra Bullock, praticamente il film si regge tutto sulle loro spalle, il che senza di loro sarebbe una cagata colossale, e questo c'è da dirlo.
Gli altri attori diventano delle macchiette che sono ombre dietro le due protagoniste, la regia è praticamente assente, lascia fare tutto alle due girls, il che fa si che la qualità artistica del film lasci a desiderare.
Possiamo dire che questo film è il classico film da guardarsi con un pacchetto di popcorn per passare tempo, e staccare tra una visione impegnata all'altra.

Il film racconta di una integgerrima agente dell'fbi, che è stata trasferita in un altra località per seguire un caso Sara Ashburn si trova costretta a collaborare con Shannon Mullins, agente di polizia dai modi rozzi e violenti, per catturare un pericoloso spacciatore di droga.
All'inizio il rapporto tra le due sembra quasi impossibile, per il modo bizzarro di lavorare di Shannon, ma alla fine le due agenti si troveranno daccordo e Sara, nel frattempo capirà le reali qualità della collega divenuta grande amica, così le due compiranno la loro missione, tra gang, situazioni esilaranti e grandi bevute.
La grande pecca di questo film sta nel suo non voler essere un opera curata, è troppo film di cassetta per essere un buon prodotto, così prende la strada facile della crassa risata trascurando quello che rende un film grandissimo: i contenuti.
Film divertente, ma senza spina dorsale.
Voto: 4


venerdì 22 novembre 2013

The Call

Un bel film da vedere.
The Call si presenta come un thriller dall'impatto tradizionale, ma allo stesso tempo è un opera originale e nuova nel panorama cinematografico, ha moltissimi pregi, tra cui quello di coniugare il call center del 911 ai crimini commessi ogni giorno.
Il film comincia con una scena d'impatto, di cui ci sarà un collegamento con la storia, e la vittima sarà una ragazzina appena uscita da un centro commerciale, e viene rapita da un uomo ossessionato dalla sorella morta.
Un uomo che si presenta come un buon padre di famiglia, senza nessun problema apparente, e infatti quando la polizia raggiunge la sua abitazione la moglie non sa nulla dei suoi reali problemi.
Capire dove si trova la ragazza è un impresa quasi impossibile perchè ha il cellulare senza il localizzatore, e deve dare indicazioni in base a quello che vede.

Trovare l'esatta locazione come ho detto non sarà facile, anche se la ragazza è abbastanza intelligente da usare qualsiasi cosa per aiutare la centralinista, e anche se poi sarà testimone dei crimini del pericoloso psicopatico che arriverà ad uccidere chiunque si avvicini fin troppo alla sua macchina, il primo è un automobilista che ha sospettato ci fosse qualcosa che non andava, il secondo è il benzinaio, ucciso con una vampata causata dal killer che gli ha gettato la benzina addosso, ma la ragazza è molto più in gamba di lui, e anche la ragazza che ha preso la sua chiamata, e farà di tutto per portare a casa sana e salva la vittima del killer, anche a costo di rischiare la sua vita.
Brad Anderson stavolta mi ha sorpresa, dopo il deludente Vanishing on 7th Street sceglie un film realistico, nudo e crudo, con una storia molto semplice ma costruita con tanta tensione che non lascia lo spettatore dall'inizio alla fine, il che direi che è uno dei suoi migliori film, anche se devo dire che nessuno batte L'uomo senza sonno molto diverso da questo, ma altrettanto interessante.
Niente è come sembra, e le pur piccole cose risultano le più incredibili, bravissima Halle Berry, ma la ciliegina sulla torta è Abigail Breslin, che interpreta un ruolo forte e maturo senza frinzoli, risultando naturale, anche quando c'è il rischio di non esserlo, brava, un attrice da tenere d'occhio sicuramente.
In conclusione, un filmone: Voto 7


giovedì 21 novembre 2013

Cani Arrabbiati

Ed ecco a voi il film maledetto di Mario Bava, considerato il suo capolavoro assoluto, duro violento, un road movie senza pietà, forse posso dire che è l'unico film in cui bava non ha limiti nella rappresentazione della violenza, con un finale incredibile, che ovviamente non vi svelerò.
Quattro rapinatori sequestrano una macchina con dentro un uomo, una donna e un bambino piccolo, si presume figlio della coppia, e sarà un viaggio apocalittico in cui non ci sarà scampo per le persone sequestrate.
Il film non uscì mai al cinema, perchè la casa di produzione è fallita, in compenso è uscito solo in video nei 90, ed è stato invisibile fino ad allora, e alle trasmissioni su Sky.

In questo film non c'è un attimo di sosta, la tensione e il ritmo è presente per tutto il film, e si che il cinema di genere ha fatto scuola e lo si nota guardando questa sorprendente pellicola.
Che Mario Bava fosse un sorprendete maestro lo si capisce, perchè la sua regia è precisa, attenta, e non lascia nulla in sospeso, non ci sono sbavature, e non tutti i personaggi sono come appaiono.
Per molti questo è il capolavoro di Bava, e lo è anche per me.
anche i rapinatori non sono tutti uguali, anzi sono gli unici a farsi vedere come realmente sono, la violenza è rispetto ad altre pellicole di Mario Bava, più marcata, realistica, e per scappare e liberarsi questi faranno qualsiasi cosa, anche uccidere se è possibile, e non ci sarà una via d'uscita, perchè non molleranno la presa finchè non lo decidono loro.
Un film che lascia di stucco per la potenza delle immagini, e anche per la spietatezza dei protagonisti, e non capita tutti i giorni di vedere pellicole del genere.
Voto: 8


mercoledì 20 novembre 2013

Don Juan De Marco - Maestro D'amore

Ci sono alcuni film, in apparenza tanto irreali da sembrare fiabe, ma che dentro di se, posseggono la forza di conquistare il pubblico e di restare impresso.
Uno di questi film è senza dubbio Don Juan De Marco con Johnny Depp, che recita con un mostro sacro del cinema Marlon Brando.
Si avete capito bene, il più grande attore recita con l'allievo migliore che hollywood potesse scegliere e le schermaglie tra i due sono in assoluto la cosa migliore del film.
Anni fa avevo visto uno speciale che diceva che questo film era brutto...si brutto, allora chi dice questo non capisce niente di romanticismo, proprio come accade al primo psichiatra che dovrebbe curare il nostro Don Juan, ma che lo stesso ragazzo gli balla davanti.
Vabbè si sa che alcune persone non apprezzano le romanticherie, forse io che sono femmina riesco a guardare in là, come fa il più grande psichiatra del mondo, Jack Mickler che riesce a capire da subito il ragazzo, meglio del primo.

E grazie a Mickler che conosciamo la vera storia di Don Juan, lui che all'inizio del film voleva togliersi la vita per amore della sua Dona Ana, che lo aveva rifiutato non appena aveva saputo delle donne che erano state con lui, sarà vero o no che è Don Juan? Il film non ce lo dice, ma ci fa capire che dietro le favole c'è sempre uno squarcio di verità, e attraverso la storia nasce anche l'amicizia tra Mickler e Don Juan e questi sarà per lui una medicina che gli farà tornare la voglia di vivere e riscoprire l'amore per sua moglie, niente male non è vero? E questo sarebbe un brutto film? Avanti commentate, abbiate anche il coraggio di dirlo, io non vi censurerò un film mentre lo si guarda fa provare mille emozioni e sensazioni diverse e del tutto comprensibili, a me questo film mi ha fatta sognare, perchè se è vero che un opera deve essere il quanto più vicino alla realtà, è anche vero che ogni tanto lasciarsi trasportare dalle emozioni non è affatto una scusa per fuoriuscire dalla realtà, almeno in parte, ma qualcosa che fa in modo di sognare, d'altronde il cinema non è forse la fabbrica dei sogni? E allora sognamo no?

Alla produzione c'è quel geniaccio di Francis Ford Coppola, e alla regia per la sua opera prima abbiamo lo sceneggiatore Jeremy Leven, autore di script di film di successo, come Dottor Creator, specialista in miracoli tra altri film, qui ci propone una sua rilettura del Don Juan di lord Byron e lo fa con una storia intrisa di buoni sentimenti, che può sembrare facile, ma che in realtà racchiude la forza vitale che ci appartiene a tutti, l'amore.
E l'amore è difficile, fa soffrire, e uccide, ma quando la fiamma vitale è ancora viva, raramente finisce nel dimenticatoio, la si può mettere da parte, la si può trascurare, ma non si può nascondere.
E quella fiamma ancora viva divampa grazie ai racconti di un giovane appassionato malato di una forma di romanticismo di cui è assolutamente incurabile e quel che peggio, altamente contaggioso....
E questo è un brutto film eh?
Voto: 7


martedì 19 novembre 2013

Elysium

Nel 2154, l'umanità è divisa tra ricchi e poveri in , la terra ed esylium una stazione orbitante, in cui c'è la cura da ogni malattia, e il benessere sulla pelle degli schiavi umani che lavorano per mantenerli.
Un ragazzo è stato sottoposto a una massiccia dose di radiazioni e rischia di morire, e per trovare la cura deve andare ad esylium, ma è difficile perchè per andarci bisogna fare accordi con dei criminali, lui li fa, e al suo arrivo deve fare in modo di salvarsi e la cosa si presenta molto più difficile di quanto immaginava.

Come film di fantascienza non è affatto male, l'ho trovato coinvolgente e pieno di ritmo, il che non guasta mai.
Il regista è colui che ha diretto District 9 e per questo suo nuovo film, dirige un opera più curata e stilisticamente intrigante, il classico film hollywoodiano di fantascienza, con tutti i crismi.
La cosa sorprendente è la sua capacità di intrattenere il pubblico, mi spiego, non è un semplice blockbuster, ma non è neanche un film che passerà alla storia, possiamo dire che è un film che fa il suo porco lavoro.
Sapete cosa mi fa sbalordire? Quando Jodie Foster fa la bastarda, e in  questo film non si smentisce, anzi fa di peggio, se la ricordate in Inside man nel ruolo di una spregiudicata assistente di un politico, qui invece interpreta colei che dirige Esylium, responsabile della morte di clandestini venuti dalla terra a Esylium nel miraggio di una vita migliore.
Matt Damon è invece un operaio dell'industria di androidi che dirigono gli umani venuti dalla stazione orbitante, che nell'esoscheletro ha i numeri per entrare lì dentro, e liberare gli umani, riuscirà nella sua impresa che può sembrare impossibile?
Come film di fantascienza l'ho trovato niente male, non solo un film che si può gustare davanti ai popcorn, ma qualcosa che trascende il solito film intrattenimento. In poche parole un buon film, divertente, coinvolgente e che fa riflettere sulle divisioni tra poveri e ricchi, tra privilegiati e non privilegiati, le differenze fanno parte della natura umana, soltanto che qualcuno ogni tanto può cambiare le cose in tavola, anche se deve affrontare situazioni che sembrano più grandi di lui.
In conclusione mi è piaciuto. Voto: 7


lunedì 18 novembre 2013

I migliori film dall'anno di nascita ad oggi

Terza puntata della classifica speciale dei migliori film usciti dall'anno di nascita ad oggi, per questa puntata cercherò di selezionare il meglio, ovvero un film per anno, magari poi x gli altri titoli li metto integrati nell'articolo, così è meglio...
Andiamo a noi, nella terza puntata ci sono i titoli usciti dal 1990 al 1999 cominciamo.

1990 - Cuore Selvaggio

Per il 1990 ho scelto Cuore selvaggio di David Lynch, film capace di essere bizzarro, e allo stesso tempo romantico. La forza del film  sta tutta nella capacità di Lynch di creare scene allo stesso tempo assurde e violente, con al centro una storia d'amore fuori dagli schemi. Sailor e Lula sono due personaggi che non si dimenticano facilmente, sia per la loro bizzarria, e il loro cuore selvaggio, in questo film tutto invita lo spettatore  a diventare  selvaggio come i protagonisti, un film che ha fatto scuola, prima ancora dell'avvento di Tarantino con il suo Pulp Fiction.
Altri film da ricordare per quell'anno Risvegli di Penny Marshall, storia vera della miracolosa guarigione di malati di encefalite letartica tratta da un romanzo di Oliver Sacs, Quei Bravi ragazzi di Scorsese Apologia Mafiosa che ricalca le gesta di un gruppo di gangsters Balla coi Lupi di Kevin Costner storia di un generale americano che fa amicizia con i sioux e il poetico Edward Mani di Forbice di Tim Burton storia che ricorda il frankenstein di Mary Shelley, di una famiglia che adotta un freak dalle mani di forbice perchè il suo padrone non l'ha finito.

1991 - Il silenzio degli innocenti

Il 1991 è l'anno de IL SILENZIO DEGLI INNOCENTI, capolavoro di Jonathan Demme con Anthony Hopkins e Jodie Foster tratto dal romanzo di Thomas Harris, un caposaldo del genere thriller entrato ormai nel mito, l'ho scelto perchè la prima volta che l'ho visto mi ha messo paura, lo giuro mi ha sconvolta, la scena finale quando Clarice è al buio nella casa di Bill, mi ha messo una paura incredibile, sembravo mi fossi trasformata in Clarice Starling, lo giuro.
Immenso.
Tra gli altri bei  film usciti, segnalo: La Doppia vita di Veronika di Kieslovnski, Lanterne Rosse di Zhang Yimou, e anche The Commitments di Alan Parker.

1992 - Bram Stoker's Dracula

Per il 1992 ho scelto il film con cui ho scoperto quel geniaccio di Francis Ford Coppola, ed è diventato uno dei miei registi preferiti in assoluto, la rilettura del classico di Bram Stoker, vista dalla mente geniale di Coppola, un film che all'epoca è stato definito stilisticamente come un videoclip, ma ogni volta che lo rivedo mi emoziono sempre, grandissimi i due protagonisti Gary Oldman e Winona Ryder nel ruolo di Dracula e Mina, non un semplice horror, ma la storia di un amore immortale che vive ancora nonostante il passare dei secoli.
Altri bei film cito: La moglie del soldato di Neil Jordan, Gli spietati di Clint Eastwood e Fuoco cammina con me di David Lynch

1993 - Lezioni di Piano
Per il 1993 ho scelto Lezioni di piano, il dramma diretto da Jane Campion è una delle più emozionanti e vibranti storia d'amore mai apparse sullo schermo, ispirandosi alla letteratura classica Jane campion dirige una storia d'amore, tra ada sordomuta che si esprime attraverso il suono del pianoforte, e George Bains, un uomo che ha vissuto tutta la vita con i nativi del luogo, e per questo è allontanato e ostracizzato da tutti, tra i due sboccia una passione bruciante, ma Ada è sposata con Alisdair Stewart, un ricco proprietario terriero, che quando scopre la relazione adulterina della moglie, le cui chiacchiere sono iniziate in paese, le taglia un dito, e le chiede di non vedere più l'uomo, a complicare il tutto c'è Flora la figlia che rivela in un impeto di gelosia, tutto al patrigno, ma Ada rischia di morire e così per salvarle la vita il marito la lascia a Baines.
Altri bei film: Philadelphia e Shindler's List

1994 - Ed Wood

Per il 1994 miglior film in assoluto a mio insindacabile giudizio è Ed Wood di Tim Burton, l'epopea del peggior regista di tutti i tempi, incarnato da uno straordinario Johnny Depp è uno dei migliori esempi di cinema con un protagonista un personaggio ispirato, magari un folle, pure sfortunato, ma che esprime passione e amore per ogni cosa che fa, per me è e resta il migliore risultato della coppia Burton/Depp e degna di considerarsi un capolavoro assoluto, perchè non ho scelto Pulp Fiction? Seppur è e resta uno dei miei titoli preferiti, credo che questo nostalgico affresco abbia più diritto ad essere nel mio olimpo personale, ovviamente al secondo posto c'è Quentin.
Altri Bei film: Pulp Fiction, e Mr Hoola Hop

1995 - Underground di Emir Kusturica

Miglior film del 1995 è Underground di Emir Kusturica, che ripercorre la storia della jugoslavia, dalla seconda mondiale ai giorni nostri, fino alla guerra che negli anni novanta ha invaso la patria del regista, un film drammatico, felliniano, toccante, unico, un capolavoro ed è presente tra i migliori film della mia lista del cuore.
Al centro del film un triangolo tra marco, blacky e Natalia, il primo chiude il secondo pur di stare con la donna, e gli fa credere che la seconda guerra mondiale non è ancora finita.
Un film che è un opera d'arte, vincitore della palma d'oro a Cannes nel '95 all'estero è riconosciuto come grandissimo capolavoro, in patria all'epoca l'hanno frainteso.
Capolavoro assoluto.
Altri bei film: L'esercito delle 12 scimmie, Ragione e sentimento, Casinò e I soliti sospetti

1996 - Shine


La Storia vera di David Helfgott, raccontata da Scott Hicks e interpretata da un grandissimo Geffrey Rush. David Helfgott è un pianista bravissimo, che il padre ha oppresso sin da quando era un bambino, facendolo piombare in una forma di schizofrenia leggera, sotto un esibizione del Rachmaninov numero 3, un pezzo monumentale che ha imparato a suonare da bambino, un film del genere merita di essere nell'olimpo come miglior film del '96.
Un film dove la passione per la musica supera la forza stessa della vita, e dove un grandissimo talento viene portato alla luce in età matura.
Un grandissimo film che è nel mio cuore sin dalla sua uscita al cinema.
Altri bei film: Le onde del destino, Trainspotting e Fargo.

1997 - Jackie Brown 

E finalmente diamo spazio a Quentin Tarantino, con questo bellissimo film, tratto da Rum Punch di Elmore Leonard, con Pam Grier, che grazie a questo film entra nell'olimpo delle mie attrici preferite, film incompreso e sottovalutato di Tarantino che da il meglio di se raccontando pacco ovvero un imbroglio ordito da Jackie ai danni di Ordell Robbie, trafficante di armi con cui è in affari che l'ha messa nei guai mettendo della coca nella sua borsa, da cui fa un triplo gioco, con la polizia, Ordell, e Max cherry, garante delle cauzioni, di cui si è innamorata.
Secondo me è il miglior film di Quentin Tarantino.
Altri bei film: Titanic, L.A Confidential e Il Grande Lebowski


1998 - The Truman Show
Peter Weir preannuncia l'arrivo del programma tv grande fratello, con questo film dove un uomo è l'inconsapevole protagonista di una soap opera, e crede di vivere una vita reale, ma quando si accorge di certe bizzarre coincidenze, come le auto che si fermano senza strombazzare il clackson, o il cast che cambia postazione, o anche una luce che cade dal cielo, comincia a cercare delle risposte, a la realtà è ben più inquietante di quello che ha sempre sospettato.
Con questo film Jim Carrey  interpreta il suo ruolo più maturo, e dimostra di saper recitare anche ruoli diversi da quelli comici, grazie a Peter Weir, che con lui fa la stessa operazione che ha fatto con Robin Williams nel film L'attimo fuggente, un ruolo drammatico per un attore comico, golden glob vinto, ma l'oscar è ancora un miraggio.
Altri bei film: Paura e delirio a Las Vegas, e Pleasantville

1999 - Eyes Wide Shut

E per il 1999 non potevo non scegliere Eyes Wide Shut, film postumo del più grande regista di tutti i tempi, che chiude tre fasi o parabole, ricerca, carriera e vita.
Tratto da doppio sogno di Arthur Schnizler, e ambientato nella New York degli anni novanta, ha come protagonisti Tom Cruise e Nicole Kidman, nel ruolo di un medico e sua moglie che gli dice di aver desiderato di tradirlo con un marinaio, e allora si insinua in lui il sospetto e la gelosia, una battaglia tra i sessi che coincide nelle contraddizioni del matrimonio, e di cosa si immagina o sogna, ma una volta aperti gli occhi le cose sono davanti a noi, un film onirico e reale, che tocca queste due estremità fino a non capire cosa sia il sogno e la realtà, è l'ultimo omaggio di un genio che lascia il suo testamento al mondo, sul rapporto di coppia e le cose tenute segrete e nascoste alla persona amata.
Altri bei film: Magnolia, Fight Club, Una Storia Vera, American Beauty e Sleepy Hollow

Ebbene la terza puntata finisce qui, la quarta sarà l'ultima e spero di farla entro pochi giorni, speriamo che vi piaccia, vi do appuntamento alla prossima :)


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