sabato 31 agosto 2013

Pulse Kairo

Taguchi, viene ritrovato morto davanti al computer dai suoi amici, per scoprire cosa gli ha fatto fare questo gesto disperato i suoi amici cominciano ad indagare, e trovano un floppy disc con un pericolosissimo virus, ma grazie a questo floppy si può accedere in un sito dove puoi incontrare un fantasma, è l'inizio dell'apocalisse, perchè ben presto altri giovani fanno la stessa fine, quando il dischetto viene inserito nel pc c'è una voce che fa la proposta di questo incontro, ma la situazione precipita, perchè nelle stanze dove sono stati trovate le persone morte sono misteriosamente sigillate con del nastro rosso.
Film tratto dal romanzo dello stesso Kurosawa, è una ghost story che è ormai diventato un oggetto di culto, i fantasmi non attaccano gli umani attraverso i metodi tradizionali, ma attraverso internet e i computer, uno di loro scoprirà che esiste anche una teoria in cui quando non c'è più posto nel regno dei morti, i fantasmi invadono il mondo dei vivi, ma allo stesso tempo una loro amica sembra ossessionarsi e finisce con lo spararsi, Michi e Kawashima, dopo questa inquietante scoperta si mettono alla ricerca di altri sopravvissuti alla apocalisse...
Una interessante versione delle ghost stories, in cui c'è stato un timido remake americano, questa versione è invece terrificante, il regista sa perfettamente come impostare la storia, d'altro canto l'ha scritta lui, capisce come gestire le emozioni, devo dire che questo film è un piccolo gioiellino da collezionare, si lo dovete collezionare, e fatelo perchè ormai non siamo noi a saper fare il cinema horror, apparte qualche lampo di genio, sono gli orientali ad aver dimostrato di saper fare scuola, ormai noi non facciamo che replicare quello che hanno fatto loro...
Il plot è originale, da incubo direi io, ma riesce nell'intento di inquietare lo spettatore, il che non è poco, il tutto è una spirale senza via s'uscita che vuole distruggere il mondo dei vivi purchè i morti lo invadono, che abbia preso ispirazione dal grande Romero?
I fantasmi vogliono  uscire dalla solitudine della morte, ma i vivi non possono togliere loro questo stato, perchè vivono in due piani separati che non possono convivere.
DA NON PERDERE ASSOLUTAMENTE
Voto: 8


venerdì 30 agosto 2013

La Migliore Offerta

Forse non è il miglior film italiano dell'anno, ma a me sinceramente è piaciuto. Si mi è piaciuto perchè parla soprattutto di una solitudine, anzi di due solitudini, un uomo che è un grande battitore d'aste, anzi il miglior battitore d'aste, che ha dedicato la sua vita al suo lavoro, non ha avuto esperienze sessuali, o d'amore, incontra una giovane donna malata di agorafobia che gli ha commissionato un asta, ma c'è un problema, la ragazza non esce di casa ed ha paura di incontrare persone, sarà per lui il modo di uscire dal suo guscio e facendo così riuscirà a fare uscire dal guscio anche la ragazza, ma c'è un problema...lui si apre a tal punto che si innamora della giovane e la fa vivere a casa sua...ma a casa sua c'è una collezione di quadri di immenso valore raccolti per una vita intera....che farebbe gola a molti...
Un film estremo, inquietante direi, un gioco al quale il timido battitore è messo a nudo, Geffrey Rush mostra un interpretazione unica, ed è molto credibile nei panni di quest'uomo, all'apparenza dentro una corazza, che piano piano si sfalda ed è un burattino dentro un gioco di cui non è consapevole. Basta, non voglio anticiparvi nulla, vi dico solo che non è certo un film perfetto, ma regala un colpo di scena finale che lo spettatore non si aspetta, ma che lo coinvolge dall'inizio alla fine.
Tornatore è abile nel costruire una trama intricata che non rivela nulla, ma fa si che  lo spettatore venga coinvolto in ogni scena, in ogni emozione.
Molti hanno descritto questo film come noioso, io non sono daccordo, perchè riesce a catturarti e piano piano svela a poco a poco la trama, con delicatezza, in moto talmente sottile che non ci si aspetta l'epilogo tragico...ma basta, altrimenti spoilero e non voglio farlo...quello che colpisce di più è il fatto che due persone apparentemente così diverse, piano piano stabiliscono un legame, in un gioco psicologico talmente crudele che si rimane estrefatti quando si scoprono le carte.
Voto: 7




mercoledì 28 agosto 2013

La Casa

Primo avvertimento, scordatevi il film di Sam Raimi.
Secondo avvertimento, non è il remake del film sopracitato, anzi dovete eliminarlo dalla mente che sia un remake, non aspettatevi di trovarvi Ash, con la sua motosega e le sue faccette tra l'ironico e il pazzo.
Terzo avvertimento: è tutto un altro film, manca l'ironia che Raimi ha inserito nel suo film, anzi dobbiamo fare anche il Quarto avvertimento: Scordatevi di fare paragoni tra i due film.
E' inutile dire che come horror non è male, ma è tutta un altra storia, Alvarez, ha tolto l'ironia dell'originale e ha fatto un horror duro e puro, ma che con la saga di Raimi centra poco o addirittura nulla.
Questo può essere un bene, o addirittura anche un male.
Mi aspettavo un opera minore rispetto a quella di Raimi, è invece non solo è un opera completamente diversa, ma che non centra nulla con la saga originale.
E infatti è un film minore, accellerando maggiormente all'horror si è cancellato praticamente l'originalità e l'inventiva che ha fatto della saga di Raimi, un opera conosciuta e di cult, voi potete dire è un pregio il regista ha fatto la sua interpretazione alla storia, io invece dico che è più un difetto che un pregio, perchè prima cambiando totalmente tutto, ha sminuito l'attesa dei fans, che si sono trovati uno splatterone comunque fatto bene, che ha un solo legame con la saga di Raimi, anzi due: il titolo, e la registrazione con il libro, il resto è tutto un altro film, può anche piacere, anche io stessa ammetto che come horror non è male, ma è un altro film, sembra quasi un sequel che un remake.
Sinceramente mi aspettavo un remake riuscito male, eh le copie non sono mai come l'originale, e comunque dobbiamo dire che nonostante tutto, il regista ha fatto un ottimo lavoro con gli effetti e per una volta non ha usato la computer graphic o il 3D, e questo è più un pregio che un difetto.
Voto: 5


martedì 27 agosto 2013

the possession

Io non capisco la critica...
Eh si voi mi dite, ma anche tu critichi e giudichi i film, è vero; ma io non capisco la critica ufficiale, avvolte sopravvaluta i film, altre volte li sottovaluta, avvolte li getta nella m... mi capite no? XD
Comunque ritorniamo in tema, The Possession è un film che ha avuto pessime critiche, lo hanno demolito, ebbene io ho voluto vederlo, non tanto per scoprire se i critici hanno ragione o torto, ma per curiosità, come mi succede spesso, ebbene il mio parare è che The Possession, non è così brutto come dicono, sinceramente parlando in giro c'è di peggio, considerando l'andazzo del genere horror degli ultimi anni.
Cerco di essere più specifica, ho trovato il film molto coinvolgente, e in un certo senso ben fatto e diretto, non è banale o scontato, come tanti altri, ma riesce in un certo senso a tenere alta l'attenzione, e non è da tutti riuscire in una cosa del genere, ma chiariamoci, il film è ben fatto e di certo bisogna rivalutarlo, poi la cosa è soggettiva, di certo non mi ha annoiata per niente e mi ha tenuta incollata alla poltrona senza stancarti mai, la suspance è alta come anche la tensione, ma cosa volete da un film horror?
Ho paura che i film alcuni non li sanno guardare e se non ci sono determinate cose è da buttare dalla torre, ma certamente non è un opera innovativa da passare alla storia, questo dobbiamo segnarlo, di film sulle possessioni se ne sono visti a bizzeffe, quindi è già partito in quarta per così dire.
Sam Raimi è alla produzione del film, quindi è un nome altisonante per riempire le sale, ma io dico che bisogna non per forza essere originali, perchè il vero problema del film è che è già svantaggiato, e allora piglia da altri film, il che c'è una certa superficialità di fondo nella trama, che pecca un po' di presunzione, ma da qui a dire che è pessimo ce ne passa.
Quindi il film non è male, ma non aspettatevi quel capolavoro di innovazione che promette di essere e che in realtà non è, un film da bere, niente di più.
Il voto questa volta è 5 e 1/2
proprio in ragione dei difetti sopracitati.


domenica 25 agosto 2013

Trappola di Cristallo

Ma ragazzi sta cominciando la saga di Die Hard? Non è possibile...eh si la vostra Arwen si sta dando all'action, e cominciamo col primo capitolo di un fortunato franchise, che possimo definire davvero con le palle, e il nostro eroe è John McLean, un uomo senza macchia nè paura, che fa letteralmente il culo ai terroristi che invadono un grattacielo di cristallo, ve lo dico subito, è un film che spacca!!
Primo perchè sa dosare bene humor e azione, grazie alla brillante interpretazione di un attore che mi piace molto, Bruce Willis, poi perchè il regista riesce a coinvolgere gli spettatori per tutta la durata del film.
La trama vede una banda di terroristi arriva nel grattacielo ufficialmente per liberare dei rivoluzionari, ma il loro vero scopo si trova dentro un caveau, con dentro 640milioni di dollari, John McLean si trova lì per prendere sua moglie e passare insieme il natale coi suoi figli, ma sin dal primo momento quando capisce che il palazzo è stato preso di mira, fa di tutto per mettersi in contatto con la polizia, e risolvere la cosa, quando però i terroristi rivelano le loro reali intensioni, McLean, grazie all'aiuto del sergente suo collega fa di tutto per riprendersi sua moglie principalmente, anche se le cose cominciano ad essere complicate perchè nel frattempo viene scoperto da questi terroristi e le cose si complicano di più quando un giornalista registra quello che ha fatto McLean e va a intervistare i figli, la moglie è diventata un ostaggio...ma c'è una cosa che può fare John per salvare tutti, moglie compresa, ce la farà?
Ragazzi questo è il primo della serie, assolutamente imperdibile sia perchè c'è un giovane Bruce Willis, sia anche per un altro attore, qui nel ruolo di cattivo che è Alan Rickman, che è davvero memorabile, ci saranno altre recensioni della saga di Die Hard, dato che li ho recuperati tutti.
La cosa più eccitante è che riesce a divertire non stancando mai, ho visto diversi film d'azione, alcuni mi annoiavano, ma questo ha qualcosa di speciale che si distingue dagli altri, ma poi ha una trama fresca e una regia frizzante e accattivante, impossibile non amarlo.
Non è un capolavoro ma merita senz'altro un voto di rilievo.
Voto: 7


sabato 24 agosto 2013

Man of Steel - L'uomo d'acciaio

Toh chi si rivede e riecco Superman, anzi L'uomo d'acciaio che deve fare i conti con una bella gatta da pelare, deve fare i conti con un cattivo che vuole distruggere la terra per far rinascere Krypton, il pianeta da cui viene Kal el, che è sopravvissuto ed è stato allevato da una coppia di agricoltori, conosciuti i suoi poteri li mette al servizio dell'umanità per salvare la terra.
Beh non aspettiamoci un capolavoro, si sa che i giocattoloni cinematografici sono adatti davanti a un pacchetto di popcorn e una bevanda frizzante e fresca soprattutto per staccare da una visione "impegnata" a un altra, ecco questi film sono giusti per questo motivo, altri motivi non ce ne sono.
Christopher Nolan, già autore della famigerata trilogia di batman che ha avuto il merito di rinverdire, ci riprova con un altro supereroe affidando la regia a Zack Snyder.
Lì per lì non è male, ma il limite del film che è anche il suo grande difetto è nel rendere tutto bigger than life, negli altri film di superman, che ho visto da bambina e spero di recuperare, si dava molta importanza a rendere l'empatia con il pubblico parte integrante della trama, in questo film invece la cosa più importante sono gli effetti speciali, grandiosi direi, ma qui si deve dare importanza anche ai personaggi e ai rapporti che li legano alle persone loro vicine.
Personalmente ho apprezzato molto di più la versione di Bryan Singer che era anche coinvolgente rispetto a questo film, nulla da togliere a Snyder, ma sinceramente parlando mi aspetto di vedere un film, non un fumetto trasformato in giocattolone arraffasoldi.
Sarà un operazione simile al Batman Noliano, ma io ci vedo solo la ripetizione confusa di una storia che è presente nell'immaginario del pubblico e nella storia dei fumetti e infine nel cinema dove diventa un icona, lasciamo perdere le leggende legate alla maledizione di superman, e speriamo che non investa anche questo film, comunque considerando che come film-giocattolo non aggiunge molto alla saga di questo supereroe, possiamo ben dire che se vogliamo vedere e soprattutto conoscere Superman, di recuperare i film con Christopher Reeve, che è stato l'unico che ha personalizzato meglio superman.
Voto: 5



America Oggi

Tratto da 9 racconti e una poesia dello scrittore Raymond Carver è uno spaccato corale e disilluso dell'america dei nostri giorni, raccontato da un regista in forma smagliante e con un cast di attori straordinari, tra cui figurano Madeleine Stowe, Julianne Moore, Jennifer Jason Leigh, Tim Robbins, Robert Downey jr Chris Penn e tanti altri ancora.
Nove storie, nove vite che vengono fotografate con assoluta sincerità, nove vite narrate in maniera reale senza falsità, mettendo in primo piano i sentimenti e le emozioni.
Uno spaccato dell'america intenso e realistico, in cui le storie vengono messe in scena con uno stile unico e raffinato, c'è la casalinga che arrotonda lavorando in una linea di telefono erotico - Jennifer Jason Leigh - da sottolineare la scena in cui dice sconcezze cambiando il pannolino al bambino, c'è un bambino che sta per morire e il nonno ritorna dopo tantissimi anni, c'è una casalinga tradita dal marito agente di polizia, un marito geloso che distrugge la casa della moglie, una violincellista con tendenze suicide, una donna che ammette un adulterio di tanti anni prima al marito e tante altre storie...
E' la vita che viene rappresentata per quello che è, non a caso questo film è stato fonte di ispirazione per Magnolia capolavoro di Paul Thomas Anderson, da sempre grande ammiratore di Altman.
E' un film tutto da vedere, anche se dura poco più di tre ore che passano via senza neanche te ne accorgi, è senza dubbio uno dei migliori film di Altman, regista che ha fatto della coralità il suo marchio di fabbrica, ma è anche un film pungente e spietato nell'analizzare la spietata perdita di cosa è fondamentale nella vita, l'amore, e anche di una lucida analisi di cosa è l'america di oggi...un film che rimane attuale anche se è uscito vent'anni fa, in quanti di noi si riconoscerebbero nelle tante storie raccontate in questo bellissimo film? Io sicuramente ci sono, mi ci sono vista, anche se non vi dirò mai in che personaggio mi sono riconosciuta :D.
Un Capolavoro, nient'altro da dire.
Voto: 10





giovedì 22 agosto 2013

Shindler's List - La lista di Shindler

Cosa si può dire di questo film? Capolavoro? Opera maiuscola? Pietra Miliare?
Qualsiasi parola non credo sia adatta per descrivere questo grandissimo film che è SI  un capolavoro, ma per me è un opera che va oltre il tempo e la storia, non perchè parla dell'olocausto, ma perchè ogni volta che la si guarda ti da una sensazione di tristezza e di strazio come nessuna pellicola ti ha mai dato.
Ci sono emozioni contrastanti riguardo a questo grandissimo film, e Spielberg che diciamolo subito è ebreo praticante, racconta la storia del suo popolo con straziante sincerità, e la storia di un uomo Shindler, che sfidando il nazismo ha corrotto politici e funzionari per liberare gli ebrei e farli lavorare nella sua fabbrica, ovviamente non ha mai detto che li liberava, ma comprando i funzionari del reich per portarli nella sua fabbrica a lavorare; era questa la motivazione con cui ha tolto molti ebrei dalle grinfie del nazismo.
E così che Spielberg rende omaggio al suo popolo, con una storia che parla di un giusto, che sfidando le regole imposte ha salvato la vita di migliaia di ebrei, o meglio dire persone, che rischiavano di morire per il loro credo religioso, perchè erano considerati inferiori rispetto alla razza ariana.
Ed è proprio questa figura di Shindler, che usa la sua posizione per poter fare qualcosa di discutibile, - corrompere non è mai una cosa giusta, ma quando si fa per una  buona causa allora si può comprendere. - ma per salvare vite umane si fa questo e altro, e c'è una scena in particolare dove lui guarda una macchina e dice al suo assistente potevo salvare dieci persone, e poi guarda una spilla, e dice per questa spilla ne potevo salvare almeno due, e scoppia a piangere, quella è la mia scena preferita, perchè dimostra che il denaro rispetto a una vita umana ha poco valore e il suo assistente gli dice grazie a lei ci saranno altre generazioni di ebrei, e lo consolano, prima che la polizia lo venga ad arrestare perchè è iscritto al partito nazista, non prima che tutti gli ebrei hanno scritto una lettera in suo favore per farlo liberare.
Ci sono dei grandissimi attori in questo film, Ben Kingsley è l'assistente di Shindler, Ralph Fiennes è l'ufficiale nazista che si diverte a sparare agli ebrei con il fucile, e si mette in casa una ragazza ebrea che picchia senza pietà, alla fine sappiamo tutti che fine farà...almeno chi ha visto il film.
Un film indimenticabile, che rimane dentro il cuore e ti cambia per sempre.
Voto: 10
Stavolta gli do il massimo, se lo merita.





mercoledì 21 agosto 2013

La leggenda del pianista sull'oceano

Questa è la pellicola di Tornatore che racconta la storia di una vita.
La vita di un uomo che ha vissuto dentro una nave e in cui non è mai uscito, è il suo amico max che per vendere la sua tromba a un vecchio per mancanza di soldi...ma la nave sta per essere demolita, e c'è il suo amico novecento dentro...
Giuseppe Tornatore esattamente un anno dopo l'uscita di Titanic, fa uscire nei cinema questo straordinario film, protagonista  è un brillante Tim Roth, nel ruolo di novecento, un uomo che è praticamente cresciuto sulla nave, anzi ci è nato e non è mai uscito, e ricorda anzi racconta al vecchio venditore la storia dellla vita di novecento, di come le loro vite si sono incrociate e di come è nata la loro amicizia, del mare, delle persone che ha conosciuto, e dell'amore per la musica che lo porta ad essere il più bravo pianista che il mondo abbia mai conosciuto.
Tornatore filma con la leggerezza di un maestro che sa come raccontare la sua storia, accompagna il suo pubblico tenendolo per mano, non cerca di giudicare i personaggi, ma li presenta così come sono, come se raccontasse una fiaba antica, una storia che ha cambiato il mondo...
Il film è piacevole da vedersi soprattutto per questo motivo, Tim Roth è straordinario, il suo novecento è uno di quei personaggi che restano impressi e non se ne vanno più, ti entra dentro il cuore, Pruit Taylor Vince fa lo stesso, i personaggi di contorno anche se non ricordi i loro nomi, restano appiccicati dentro la tua pelle per la loro sincerità e il loro animo.
Ma la vera protagonista è la musica, musica che si sente per tutto il film, musica creata per amore, per le sensazioni suscitate, per sognare, per divertire, e per fare innamorare.
In questo film Tornatore, forse qui più che in altre sue opere, riesce ad esprimere una maturità di fondo che lo spettatore rimane profondamente colpito dal film, e soprattutto dalla storia, creando un alchimia che solo i grandi registi sanno fare, e giustamente non fa il copia incolla di Titanic, che sarebbe stato da dilettanti, ma crea una storia che difficilmente dimentichi, creare empatia con i personaggi e farli entrare nel cuore della gente è roba che poche persone sanno fare.
Voto: 7





martedì 20 agosto 2013

Henry & June

Ecco un film tratto da un romanzo di Anais Nin, la scrittrice francese è la protagonista di un quadrato amoroso che comprende oltre al marito, Henry Miller, - interpretato da Fred Ward - e sua moglie June - una giovanissima Uma Thurman - durante la genesi del suo capolavoro letterario, Il Tropico del cancro.
Visto così la visione risulta piacevole e mai pesante, ma non aspettatevi un grande capolavoro, il film ammicca, cerca di provocare, seduce, lo spettatore per deliziarlo con delle scene erotiche che sono al centro della trama e che effettivamente ci stanno tutte.
La Nin era una scrittrice di romanzi erotici, che possiamo anche definirli racconti racchiusi in un diario dove esprimeva le sue fantasie, e quelle parole ci seguono anche per tutto il film, troviamo le fantasie di una donna, le sue storie, le sue avventure sessuali, le sue pulsioni, i suoi sentimenti descritti in maniera precisa e sincera e mai volgare.
E troviamo anche gli uomini, Henry, volgare, spudorato, Hugo, elegante, e le donne June, ambigua e sensuale, e infine anais che lo spettatore segue per tutto il film come un suo amico, e scusate se è poco.
Al centro c'è ovviamente l'amore tra Anais, che lui chiama sempre Enys, per americanizzare il suo nome, poi c'è sua moglie June, una donna dal passato misterioso e dai gusti sessuali coloriti.
Un film da guardare senza aspettarsi troppo, solo per conoscere una storia d'amore tra due scrittori, che si confrontano e crescono insieme, e le persone che vivono loro accanto, l'arte, la poesia, l'erotismo, sono concentrati in un tuttuno, cosa molto rara in un film del genere.
In Henry e June non c'è solo sesso, forse ci sono anche degli stereotipi, ma se un film riesce a catturarti ha già carpito la buona strada per far centro sullo spettatore, daltronde il regista è lo stesso di L'insostenibile leggerezza dell'essere che è SI un capolavoro.
Voto: 6


domenica 18 agosto 2013

Enter the Void

Questo film è favoloso, primo perchè quando cominci ti sembra di assistere a un esperienza che va oltre la visione cinematografica del film, poi perchè è il film stesso che ti parla e ti osserva.
Non è molto semplice da spiegare, anche perchè la recensione che sto scrivendo oggi è complessa da scrivere per un opera del genere, dico soltanto le sensazioni che il film ha suscitato in me.
Innanzitutto per poterlo guardare e soprattutto apprezzare, dovete dimenticare di capire o di cercare di seguire il filo logico della storia, anche se sembra astratto in realtà non lo è e il finale ve lo dice apertamente.
E' un film coraggioso, che non pretende di essere quello che non riesce a dare, lui da quello che vedete, e vi assicuro che vi coinvolgerà dall'inizio alla fine.
Protagonisti sono due ragazzi, un fratello e una sorella, che vivono insieme, ma lui spacciatore rimane secco nel bar malfamato, la sua anima seguirà la sorella e osserverà la sua vita fino a quando è giunta l'ora di tornare a reincarnarsi, in poche parole la trama è questa, sembra semplificata perchè sinceramente parlando questo non è un film da recensire come qualsiasi opera, è un film che deve essere visto per poterlo esprimere e scriverci sopra, infatti questa mia è si una recensione, ma la definisco meglio come un articolo, il che gli si addice maggiormente al film, che è un concentrato di emozioni, musica immagini e colori, scene violente che si incrociano con la tenerezza, l'amore tra fratelli che è il centro del film viene descritto in maniera schietta e sincera, il pudore che esiste, le incomprensioni, i litigi, la famiglia c'è di tutto e di più.
C'è anche il sesso, l'amore, l'amicizia e via dicendo....lo devo dire Gaspar Noè come regista è un delirio puro, capace di spiazzare il pubblico e costruire film dalla trama pazzesca come appunto questo Enter The Void, che si può definire un capolavoro, sicuramente molto ben diverso dallo strombazzato Irreversible con la nostra Monica Bellucci, anche se tecnicamente è interessante i contenuti sono quelli che danno il classico pugno allo stomaco, ma ritorniamo a questo splendido film, l'unico consiglio che vi do è assolutamente correte a vederlo perchè ne vale veramente la pena.
In conlusione è un film immenso, che merita sicuramente quasi il massimo dei miei voti, e glielo do, perchè è un opera che colpisce nel profondo lo spettatore, è cinema allo stato puro, da osservare, da assaporare senza porsi molti interrogativi, lasciatevi coinvolgere dalle immagini al neon, dagli umori dei protagonisti dai colori, e dalla fotografia solo allora potrete capire cosa si prova.
Voto: 9







mercoledì 14 agosto 2013

Il Cacciatore di giganti

Bryan Singer è un regista che ho conosciuto negli anni 90 grazie al bellissimo I soliti sospetti, devo dire che con il tempo i suoi lavori si sono diradati e uscivano ogni lustro di tempo, l'ultimo suo film è Superman Returns che non era male, ora ritorna con un fantasy affatto niente male.
Eh si, questo regista ne ha fatta di strada, e questo film lo dimostra, l'ho visto solo una volta, ma ti viene voglia di rivederlo ancora perchè hai la sensazione di esserti perso qualcosa, ma forse è solo una sensazione.
Tutto è concentrato su un antica fiaba di alcuni dei, che piantano la pianta di fagioli per raggiungere il cielo - in questo caso Dio - ma quello che ottengono è l'invasione di giganti che vogliono distruggere la terra, un giovane a cui il nonno ha raccontato la fiaba, si convince che nella novella ci sia qualcosa di vero e ha ragione.
Il film è un turbine di fantasia e avventura come non si vedeva così da tempo, Bryan Singer dimostra di saper maneggiare la storia e coinvolge il pubblico dall'inizio alla fine, con un cast all'altezza e scenografie ed effetti speciali che dire da urlo è dire poco.
Bello mi sono divertita, anche se il mio consiglio è di assaporarlo il più possibile e di goderselo senza aspettarsi il capolavoro, ma solo una pellicola di intrattenimento fatta molto bene da un regista parecchio ispirato, si perchè è un buon film senza che esiga per forza di essere il massimo.
Niente male, davvero niente male, nonostante il 3D, che Peter Jackson e Guillermo del Toro hanno trovato il loro degno autore da mettersi in competizione tra loro? Io credo di si, anche se credo che i primi due siano migliori.
Ma questo solo il tempo lo dirà, intanto questo film si becca un bel voto.
Voto: 7
Sette pieno, e se lo merita pure!

martedì 13 agosto 2013

Reazione a Catena

E siamo di fronte a uno dei must del cinema di Mario Bava, un titolo imprescindibile perchè da questo titolo è iniziato il cosidetto sottogenere dello slasher, si è considerato uno dei primi Slasher italiani.
Da sottolinear: in questo film non ci sono vie di mezzo o spazi, tutto comincia con il primo omicidio e finisce con l'ultimo senza sosta quindi scoprire da cosa è partito il tutto sembra un impresa improponibile, e invece Bava, da astuto genio della settima arte qual'era, non solo riesce a giocare con lo spettatore - il film non dura molto ma rimane impresso dall'inizio alla fine - ma lo sfida nello scoprire per primo cosa c'è dietro questi folli omicidi, e si diverte a giocare con gli spettatori per scoprire da che cosa è scaturita questa reazione a catena.
Nei paesi stranieri è conosciuto come Baia De Sangre o anche con altri titoli che in questo momento non mi vengono in mente, ma comuquesia è un cult, imperdibile se amate il vero cinema di genere.
Per quanto riguarda il mio parere ora lo espongo, qui Mario Bava è al suo meglio, è inutile negarlo la sua regia è decisa, schietta, e sfacciata, sa dove vuole andare a parare e non si fa mille giri di testa per confondere il pubblico, va dritto al suo obiettivo, che è quello di spiazzarlo e sconvolgelo, ma allo stesso tempo di giocare con lui, come si gioca una partita di ping pong per capire chi è il più bravo a giocare e soprattutto chi è che vincerà.
Il finale è quello che meno ti aspetti, e ci mette persino dell'ironia, segno che la catena di omicidi non si fermerà mai, chiunque prende una pistola è destinato a fare la stessa fine, l'inizio è folgorante si comincia già da subito con l'omicidio di una paraplegica in carrozzella da parte del marito che fa una brutta fine, fino al folgorante finale che non vi dico...
In poche parole è un film tutto da vedere, perchè dimostra che la sapiente mano di un grande autore quando sa fare film lo dimostra sempre, in conclusione, è un opera innovativa che ha inventato un sottogenere, e solo per questo va vista e collezzionata, poi perchè la mano di Bava è già qualcosa di unico.
Voto: 9




sabato 10 agosto 2013

Il banchetto di Nozze

Un film sulla paura di apparire per come si è, soprattutto davanti ai genitori, taiwanesi e tradizionalisti, che vorrebbero che il figlio si sposasse e regalasse loro un nipotino, il figlio accetta di accontentarli ma comincieranno i problemi anche con il suo compagno di cui ha raccontato che è un suo coinquilino...come fare a rimettere tutto a posto?
Siate felici per come siete, il messaggio di questo film è questo, non bisogna mai avere paura degli altri per le proprie tendenze sessuali, se gli altri non ti accettano pazienza, ce ne faremo una ragione, questo è giusto, ma nonostante ciò il figlio vuole far felici i suoi genitori, e presto la sposa darà il tanto sospirato nipotino.
Un bellissimo film sincero, semplice, che sancisce già dalle prime scene le tematiche al centro di questo film, che si scontra con la tradizione e la mentalità dei genitori di lui, Ang Lee fa una sua precisa analisi sull'amore omosessuale e sulle persone che gravitano attorno a questa coppia, la ragazza che sarà la moglie di Wai-Tung il protagonista maschile, sa tutto sull'omosessualità del marito e sta al gioco, fino a quando a carte scoperte non arriva la verità.
Il film cita sapientemente film come Green Card strizzando l'occhio anche a Il Vizietto, è un film che parla sinceramente della paura di come gli altri ci vedono, in questo caso i genitori, che si teme non capiscano le tendenze sessuali del figlio rifiutandolo, ma allo stesso tempo c'è la voglia di assecondarli e renderli felici, il finale lascierà tutti a bocca aperta, ma allo stesso tempo,  la moglie diventerà parte integrante della famiglia allargata.
Imperdibile, soprattutto perchè parla di amore in maniera spiccia, senza inutili pregiudizi, ma anzi, quando alla fine le maschere crolleranno, forse anche i genitori accetteranno la natura del figlio..
Voto: 8


giovedì 8 agosto 2013

Il seme della discordia

Un film curioso, questo di Pappi Corsicato, dalle chiarissime influenze Almodòvariane, si vedono gli abiti dai colori vivaci, e le scenografie sgargianti, questa volta l'omaggio è più che evidente, devo dire che non mi è dispiaciuto, anche se il soggetto si ispira a La Marchesa Von O, che è rimasta incinta proprio nel momento in cui il marito si è scoperto sterile, succede la stessa cosa anche alla protagonista di questo film e già questo non la rende certo una pellicola originalissima, il bello sta nella capacità del regista di costruire una tama pseudogialla, in cui la protagonista si mette alla ricerca di chi può essere il padre, e soprattutto cerca di capire cosa le sia successo.
Inevitabile la crisi con il marito Veronica - Caterina Murino - è la giovane proprietaria di un negozio di abbigliamento, sposata con Mario - Alessandro Gassman - rappresentante di fertilizzanti.
Questi due giovani sono continuamente vessati dalla madre di lei, che vuole un nipotino, allora  li convince a fare il test della fertilità, ma la giovane subisce uno scippo...cosa è successo a Veronica quella notte?
Pappi Corsicato costruisce un film intelligente, imbastendolo di scene ironiche, tenere, drammatiche e anche dolci, qui c'è tutto il suo amore per il grande Pedro e lo dichiara esplicitamente in ogni sequenza filmica, bella anche la colonna sonora, in cui è inclusa anche una vecchia canzone di Mina.
Pappi Corsicato è un regista interessante e coinvolgente, ho visto altri suoi due film, che presto verranno recensiti alla fabbrica, questo è il primo che ho visto e mi ha colpito molto soprattutto per come gli altri vedono Veronica, dalla madre invadente alle amiche, e infine anche il poliziotto innamorato di lei...è una commedia degli equivoci insolita e ironica, che riesce a fare sarcasmo senza risultare banale o volgare, e questo è un punto a suo favore.
Il regista poi sa come coinvolgere il suo pubblico, non a caso viene chiamato l'Almodòvar Italiano, anche se sinceramente Pappi strizza l'occhio e cita il maestro spagnolo dimostrando la sua ammirazione, in questo film la citazione è esplicita e spudorata diciamo.
Voto: 6 e 1/2


mercoledì 7 agosto 2013

Dementia 13 - Terrore della 13a ora

Dementia 13 può essere considerato come il primo, vero film di Francis Ford Coppola, si tratta di un piccolo film, prodotto da Roger Corman ma che lascia il segno.
Certo si tratta di un regista alle prime armi, ma già si nota il suo tocco per il mistero, e soprattutto per riuscire a smascherare segreti e bugie di un delitto commesso tanti anni prima, vittima è stata una bambina, figlia di una famiglia altolocata, dietro questo delitto c'è lo spirito della bambina cerca di svelare il mistero sulla sua fine, e di far pagare la sua morte a chi gliela ha tolta.
Sembra incredibile che questo film abbia 50 anni, non dura molto, soltanto 75 minuti, eppure la tensione è palpabile, dall'inizio alla fine, e non lascia mai lo spettatore che viene risucchiato nella storia, sin dall'inizio dove accade il primo omicidio, la moglie poi va a trovare la famiglia di lui, e lì ne succedono di altre, nulla è lasciato al caso, Francis Ford Coppola, pur essendo giovanissimo - aveva 24 anni quando ha girato il film - sa cosa vuole dare al pubblico, e non lesina assolutamente nulla, capisce come dosare e cosa far vedere, costruisce una trama labirintica in cui lo spettatore, in pochi minuti cerca di indovinare qualcosa, ma allo stesso tempo usa espedienti ingegnosi, onde divertirsi con lo spettatore che nel frattempo si scervella per sbrogliare l'intricata matassa.
E devo dirlo, non sbava mai la trama, oggi nessun regista è capace di tenere alta l'attenzione del pubblico come fa lui, e devo dire che questo film è un cultissimo assoluto, da non perdere se amate i piccoli film, e soprattutto se amate quel grandissmo genio di Francis.
Coppola è cresciuto alla scuola di Roger Corman e si vede, questo film pur essendo piccolissimo - si tratta di un prodotto a basso costo - ha il pregio di non essere banale o superficiale, e sa creare un intricata e labirintica trama, ricca di colpi di scena che sono astutamente studiati e messi alla perfezione.
Promosso a pieni voti.
Voto: 7








LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...