martedì 30 luglio 2013

Star Trek - Into Darkness

E siamo al secondo capitolo della saga diretta dal grande JJ Abrahams, che non si smentisce neanche in questo secondo capitolo, più spettacolare, più drammatico e perchè no, anche più audace del primo.
Di certo siamo consci che Abrahams ha voluto fare di più, pur restando fedele alla sua personalizzazione, ma anzi ha dato molto in più alla saga rispetto al primo capitolo, questa seconda puntata potremmo definirla dark, oscura o in tanti modi, ma mostra una maturità sorprendente soprattutto nella caratterizzazione dei personaggi, che nel bene o nel male, devono fare i conti con il loro lato oscuro.
Anche i nostri eroi Kirk e Spok dovranno salvare il mondo dopo essere stati estromessi dall'enterprise, ed evitare a tutti i costi che alcuni uomini geneticamente modificati si risveglino perchè causerebbero la distruzione del pianeta terra, e come faranno se l'equipaggio dell'enterprise è stato preso da un altro capitano?
Un film sorprendente e drammatico, che incentra la sua narrativa su tematiche universali, quali il pericolo di una fine imminente, l'eroismo, il tradimento, il lato oscuro, il bene e il male e via dicendo.
In questo capitolo JJ Abrahams non si è risparmiato di niente, ha voluto aggiungere moltissimo alla saga cominciata nel nel 2009, e ha reso il secondo capitolo un degno seguito di una saga storica cominciata negli anni sessanta in televisione e poi approdata al cinema, che ha un seguito di fan degno di altre saghe come guerre stellari, anche se quest'ultimo si è limitato solo al grande schermo.
Comunque sia Star Trek ha fatto la storia della televisione, e non a caso anche nel cinema ha lasciato il suo segno indelebile, in cui si aggiunge anche la saga diretta da JJ Abrahams che aggiunge molto alla serie e non la appesantisce con inutili sequenze o effetti speciali etc...lui la saga la conosce molto bene e lo dimostra in ogni scena di questo e del primo capitolo.
Questo secondo capitolo è il migliore a mio modesto parere, perchè mostra i protagonisti adulti e alle prese con problemi ben più gravi del primo capitolo, devono crescere e capire che avvolte si prendono scelte in cui nel bene o nel male bisogna lasciare un segno, e loro il segno lo lasciano.
DA NON PERDERE
Voto: 8


lunedì 29 luglio 2013

Malice Il sospetto

Primo ruolo dark per Nicole Kidman, quando era nota al pubblico come moglie di Tom Cruise, ma sappiamo tutti benissimo che si è fatta strada da sola diventando la diva cinematografica vincitrice di un Oscar per The Hours.
In questo film interpreta la moglie di un preside di un college, che è sospettato di essere un maniaco sessuale, a causa di diversi delitti compiuti proprio nella scuola che dirige, sua moglie bada ai bambini e fa la maestra d'asilo, ma ha dei forti dolori addominali, una sera si sente male e viene operata d'urgenza diventando sterile, ma il bambino che portava in grembo non era del marito perchè è risultato sterile, Nancy ha parecchi scheletri nell'armadio, riuscirà suo marito a scoprirli tutti?
E' un film con parecchia carne sul fuoco, ma che non decolla come dovrebbe, in tutto ci sono due trame che si intrecciano tra loro, non è meglio scegliere una trama e concentrarsi su di essa?
Nicole Kidman  è molto brava, e si nota la sua capacità di interpretare ruoli ambigui, in maniera credibile e perspicace, tornerà in un ruolo così oscuro nel bellissimo Da Morire che a differenza di questo è un capolavoro.
Gli altri attori se la cavano egregiamente, ma Alec Baldwin e soprattutto Bill Pullman fanno scena, soprattutto il secondo che conoscendo la verità sulla moglie comincia a uscire le palle.
Un film discreto, piacevole da vedersi ma che non aggiunge molto al genere, vale la visione soprattutto per i tre protagonisti che formano un triangolo incandescente.
Bellissima la colonna sonora, la regia  punta troppo sulle interpretazioni degli attori, lo script è confuso, ma sarebbe stato interessante se fosse misurato.
Voto: 6


sabato 27 luglio 2013

Tutti i santi giorni

Volete una commedia italiana originale che punta sui sentimenti e sulle cose che amiamo davvero invece che allo spreco di cleenex? Tutti i santi giorni e la commedia che fa per voi...anche se lo ritengo un film meno coinvolgente rispetto a tanti altri film di Paolo Virzì senza dubbio migliori, ma forse è solo una mia impressione chi lo sa.
La cosa centrale è il rapporto di coppia tra Guido e Antonia, interpretati da Luca Marianelli e la cantante Thony.
Come ho detto prima non è un film banale, tratto dal romanzo La Generazione di Simone Lenzi ne racconta la quotidianietà di una coppia, la loro vita di precari, e le difficoltà a mandare avanti il rapporto quando lui lavora di notte, e lei lavora di giorno, il bimbo che vorrebbero ma che non arriva mai e via dicendo, e in tutto questo ambaradan ci si mettono pure i genitori che non capiscono un fico secco, bellissima la parte in siciliano con Thony che si lamenta con i genitori che non capiscono mai...ma l'amore vero supera tutte le difficoltà.
E' un film vero, realistico, di due persone che hanno pure dei sogni, e che in un certo senso li portano avanti nonostante le mille difficoltà, accanto a loro un gruppo di amici burini che non li capiscono del tutto.
La vita è così, questi nostri protagonisti sono innamorati si, ma sono come due persone aliene rispetto agli altri che li circondano, li potremmo chiamare nerds, ma che importa? L'importante è non essere pecoroni ed essere fuori dal coro, poi se al pubblico non piace la musica di Antonia lei stessa se ne fa un baffo e continua con coraggio nel suo cammino...alla fine riusciranno a sopravvivere nonostante le mille avversità?
Paolo Virzì fa un film unico nel suo genere, mette come protagonisti ragazzi normali, un po' sfigati, che vivono i loro sogni come persone normali, non come gente figa, il realismo che ha messo nel film è sincero e disarmante, hanno delle aspettative, dei sogni, perchè dobbiamo bollare noioso un film, perchè non presenta divi da paginone centrale? Eh no, il film è bello e va preso per quello che è.
Di pregi questo film ne ha a iosa, è proprio questo il suo punto forte, proprio nella normalità e nei sogni dei suoi protagonisti, e stavolta voglio esagerare.
Voto: 8



The Paperboy

The Paperboy è un film controverso, difficile dire a primo impatto se ti piace o meno, ma una nota positiva ce l'ha: non è un film che lascia vuoti e freddezze, è un film che nel bene o nel male ti lascia dentro qualcosa.
I motivi sono evidenti, innanzitutto alla regia troviamo Lee Daniels, conosciuto grazie allo straziante Precious, e la protagonista femminile è una star che non ha bisogno di presentazioni: Nicole Kidman.
Oltre lei abbiamo Zack Ephron, Matthew McConaugey e John Cusack.
E' un film a tinte forti, che narra di un giornalista che si mette in contatto con una donna innamorata di un detenuto che rischia la pena capitale, e cercano di riaprire il caso perchè le prove a suo carico non sono schiaccianti, la donna ha l'abitudine di scrivere ai detenuti e grazie a lei conoscono Van Wetter.
Il fratello più piccolo del giornalista si innamora proprio della donna, e questo rappresenta un problema.
Il grande limite del film è che non si concentra sulle tematiche razziste, lasciando spazio a una storia di attrazione pericolosa tra il timido ragazzino, e Charlotte Bless, ma c'è da dire che è un film con scene piuttosto forti, che possono non piacere al grande pubblico, ma la sua forza sta proprio in questo, ed è qui che c'è il suo coraggio, il personaggio di Charlotte - magnificamente interpretato da una Nicole Kidman in forma smagliante - sboccato, volgare, sembra costruito come fosse una donna disposta pura  a darla per far liberare l'uomo che ama, da notare la scena della masturbazione a distanza tra i due, con davanti tutti i giornalisti, e anche la scena in cui urina sulla ferita del ragazzo che si innamora di lei perchè è stato morsicato da una medusa e via dicendo.
E' un film spiazzante, che può piacere o può essere mandato al diavolo a me ha spiazzato e non poco, ma c'è da dire che non lascia alquanto indifferenti e questo signori miei non è poco. Sinceramente non so se è un capolavoro, ma mi ha sorpresa, forse è uno di quei film che verranno rivalutati col tempo, e di questo ne sono più che sicura, ma non aspettatevi grande amore perchè o lo si ama o lo si odia, non ci sono vie di mezzo.
Voto: 7



giovedì 25 luglio 2013

Stoker

Devo dire una cosa, avevo moltissime aspettative su questo film, primo perchè di Park avevo visto Oldboy che mi era piaciuto, poi per un rinnovato interesse per Nicole Kidman, da sempre una delle mie attrici preferite, così mi sono buttata nell'attesa, e poi quando mi sono trovata davanti il film devo dire sono rimasta un po' delusa.
Primo perchè si tratta di un film freddo, che si avviluppa su se stesso, come se Park Chan-wook promette di essere cattivo - soprattutto grazie al trailer devo dire azzeccatissimo - ma poi ha paura di esprimere la sua cattiveria fino in fondo, risultato il film non decolla mai, è come ingabbiato nella sua fredda cupola e non è capace di uscire gli artigli.
Primo film americano di Park Chan-wook, la cui produzione è affidata ai fratelli Scott, stilisticamente è impeccabile, ha una fotografia che cattura lo spettatore dall'inizio alla fine, il problema del film sta nella sua incapacità di fare uscire la sua cattiveria, chi ha scritto il copione non è stato in grado di fare esplodere la cattiveria, non c'è neppure l'ironia - Tarantino sarebbe stato capace di spaccare lo schermo con l'ironia - invece ci troviamo davanti a una pellicola che promette ciò che non mantiene, ed è un peccato perchè il film se l'avesse scritto Park, magari sarebbe stato molto meglio, perchè ha delle potenzialità pazzesche che non vengono prese fino in fondo, peccato.
Il film si rivela deludente per diversi motivi, primo perchè non si è saputa sfruttare una grande attrice come Nicole Kidman, che qui è piuttosto sottotono, poi questo Matthew Goode che dovrebbe essere il cattivo di turno, lascia una interpretazione anonima che non dice nulla, la migliore di tutti? Mia Wasikowska, che da sola non solo salva il film, ma si mangia i primi due che dietro di lei diventano due macchiette anonime, solo per questo il film va visto, ma non aggiunge nulla di nuovo al genere, anche se ha tutte le carte in tavola che non vengono giocate a dovere...peccato.
Voto: 5


domenica 21 luglio 2013

Il blog è in pausa....solo per qualche giorno

No non sono in vacanza, solo in pausa, per ora non sto bene, ed è sopraggiunto anche il lavoro che mi occupa anche un po' di tempo, ma questo non è il motivo per cui il blog è in pausa, lo sono perchè per ora non sto abbastanza bene e devo stare nel più completo riposo per riprendermi, la dottoressa è disponibile giorno 22 per la visita e quindi ancora pochi giorni  e posso risolvere questo mio piccolo problemino, solo per qualche giorno, poi tornerò più in forma che mai, si tratta solo di qualche giorno, anche se è già passata una settimana dalla mia ultima recensione, mi aspettate ancora un po'?
Un abbraccio a tutti gli amici che mi seguono.
Arwen.

domenica 14 luglio 2013

After Earth - Dopo la fine del mondo

Io c'ho una storia con M Night Shiamalan, posso solo dire che non è una storia d'amore precisiamo, ma ho sempre sostenuto che i film prima di massacrarli bisogna guardarli con attenzione, e - senza vergogna - sono sempre stata una assidua sostenitrice di questo autore, di cui da tutti è odiato, io invece ho sempre apprezzato i suoi film...fino ad adesso.
Mi dispiace dirlo ma stavolta devo mettermi con i detrattori, pur avendo delle ottime intenzioni Shiamalan non è certo un autore di film d'avventura, o di fantascienza eh caro mio, stavolta hai toppato e anche di brutto.
Per la prima volta si vede incerto su quale strada prendere, non sa come raccontare questa storia, e non ci vogliono protagonisti Will Smith con figlio, per capirlo, quello semmai è uno specchietto per le allodole.
Il mio parere? E' un film vuoto, senz'anima che si guarda e si dimentica come si beve un bicchere d'acqua, ma solo che lascia l'amaro in bocca.
Mi dispiace dirlo, ma Shiamalan ha fatto molto meglio, e potete credermi quando ve lo dico perchè gli altri suoi film compreso il sesto senso, sono molto ma molto migliore di questo qui.
Il problema centrale per me è che si concentra troppo sulle scene d'azione perdendo la cosa fondamentale per un film del genere, l'immedesimazione e la narrazione, la conoscenza con i protagonisti, le loro scelte, i loro errori, niente c'è solo questa battaglia e poi la lotta del figlioletto per salvare il paparino, cioè dai mi aspettavo moltissimo da questo film, come d'altro canto ho sempre fatto con gli altri film di questo regista, e ovviamente le mie attese sono rimaste deluse, senza contare che conoscendo Shiamalan mi aspettavo qualcosa di toccante, ciò che in realtà non era.
Peccato, un occasione sprecata, scommetto che questo film è stato impacchettato e dato in pasto al pubblico per lanciare Jaden Smith, che è il vero protagonista del film, con la benedizione di papà Will che come comprimario - lo ha detto lui stesso - ha preso tre volte quanto hanno dato al figlio.
Eh si, piccole star crescono, ma dietro la star ci vogliono i contenuti, e le emozioni, ciò che questo film non da, mi dispiace lo boccio.
Voto: 3



Cocoon - L'energia dell'universo

Non so se questo è proprio un film simbolo degli anni ottanta, non potrei mai paragonarlo a filmoni come la prima trilogia di guerre stellari, eppure questo film ha lasciato il suo segno, proprio nei magici 80's.
Ron Howard lo sappiamo che ha diretto film fantastici e che in un modo o nell'altro sono entrati nella nostra vita quotidiana, non è certo un grande regista, ma sa bene come raccontare storie: e non si smentisce neanche con Cocoon - L'energia dell'universo.
Ben lungi dal definirlo un capolavoro, è un ottimo film di impianto fantascientifico che racconta agli umani le cose più importanti della vita, al centro della storia c'è un gruppo di alieni, venuti sulla terra per riportare a casa i loro amici ancora nelle uova, così li conservano in una piscina vicino a un ospizio per vecchietti.
E saranno proprio questi vecchietti che una volta scoperta la piscina con le uova giganti, si fanno il bagno e ritrovano l'energia della gioventù, e così saranno protagonisti di una avventura più  unica che rara, una volta acquistata la forza di un tempo ritrovano la voglia di vivere e la gioia di fare cose che normalmente alla loro età le persone normali non fanno.
Ma come in tutte le cose c'è un prezzo da pagare, soprattutto quando alcuni di loro non capendo il perchè quelle uova sono nella piscina, - ma dietro c'è la storia di uno di loro che ha chiamato altri vecchi - ben presto l'energia si esaurisce, solo per poche uova, e così, alcuni degli alieni non potranno far ritorno a casa, ma ad aiutare gli alieni ci pensa anche un pescatore, che con la sua barca li porterà nel punto esatto dove l'astronave li verrà a pigliare.
E non partiranno da soli, alcuni vecchietti li seguiranno, e andranno nel loro pianeta, non prima che una di loro si innamori del pescatore...
Un film magico di quelli che ti restano nel cuore, non tanto perchè sono capolavori, ma per le emozioni che riescono a suscitare, e di emozioni in Cocoon ce ne sono tante.
Di pregi questo film ne ha a iosa, soprattutto riuscire a carpire emozioni, cosa che pochissimi film fanno, poi l'immedesimazione con i personaggi è immediata, per questo colpisce nel profondo.
Naturalmente ci sono anche i difetti, il film è troppo romanzato, troppo concentrato sulle emozioni, senza uno spiraglio verso la realtà, ok è un film di fantascienza ma deve essere credibile, altrimenti non riesce a fare un grandissimo film.
In conclusione è un ottimo film da vedere e rivedere, per chi (come me) non pretende di avere solo capolavori, ma vuole divertirsi ed emozionarsi, nonostante i difetti.
Voto: 7


sabato 13 luglio 2013

L'uomo con i pugni di ferro

Signore e signori...Quentin Tarantino Presenta...L'uomo con i pugni di ferro...
Film che ha avuto la benedizione anche di un certo Eli Roth, di cui parleremo prossimamente grazie al suo Hostel, e che vede all'esordio dietro la macchina da presa, niente meno che il rapper RZA, autore della colonna sonora dei due Kill Bill.
E' un film che ha avuto una lunga gestazione, perchè è stato ideato proprio durante la lavorazione del capolavoro di Quentin Tarantino, ambientato in cina, vede protagonista anche lo stesso rapper, che interpreta un fabbro che deve fabbricare le armi per la peggiore gang cinese, pur di liberare la sua amata da un bordello, ma questo non basterà.
Ben presto si vede costretto a combattere lui stesso contro le gang con conseguenze devastanti.
Allora, diciamo che stiamo per giudicare un film d'esordio no? Tarantino avvolte ci azzecca e altre volte no, innanzitutto c'è da dire che il cast all star messo in punto per realizzare un film appetibile è un punto sia a suo favore che a suo sfavore, nel cinema bisogna badare più ai contenuti che alla superficie.
RZA non lo conosco come rapper, quindi - giustamente - alzo le mani, ma posso parlare di questo film, perchè stiamo parlando di un opera cinematografica, che sinceramente nonostante le buone intenzioni, lascia un po' l'amaro in bocca.
L'autore ci mette tutto se stesso per fare un opera originale e appetibile, forse per il pubblico di giovanissimi, ma dimentica di seguire le regole base di un ottimo film d'azione, e si concentra troppo sulle lotte, quando dovrebbe badare anche alla sostanza, cioè c'è anche quella ma è minima, non si concentra sulle personalità dei personaggi, sul perchè delle loro scelte e via dicendo, evitando una immedesimazione con il pubblico, insomma in poche parole, RZA mescola la ricetta, ma non è capace di dare forma e contenuto, scopiazzando dai vari blaxploitation e film cinesi non si fa una ricetta originale, bisogna anche impersonarla, come fa il più talentuoso Tarantino.
In poche parole in questo film RZA fa la figura del dilettante che mescola e rimescola una ricetta già presa da altri, ma senza dare un impronta originale e una personalizzazione, stilisticamente eccelle, ma lo stile senza la sostanza... è come la torta senza la ciliegina sulla cima.
Voto: 6




venerdì 12 luglio 2013

Fast and Furious 6

E siamo alla sesta puntata del franchise di Fast and Furious, ma devo dire che nonostante i buoni propositi di una rinascita, questo sesto capitolo zoppica per diversi motivi, primo non si sottolineano i personaggi e le loro motivazioni delle scelte che fanno in questa nuova puntata, secondo è troppo fracassone per colpire al cuore fin da subito, terzo c'è Dwayne Johnson, che ha trovato spazio in pellicole d'azione e torna anche in questo sesto capitolo.
Justin Lin, regista che aveva risorto il franchise ora non riesce a far continuare la storia, si trova di fronte a una storia che non sa come mettere in piedi, allora prende l'espediente del ritorno di Letty (ma non era morta?) fidanzata storica di Dominique Toretto, che si trova in una posizione difficile perchè è in ostaggio dell'uomo che l'ha rapita salvandole la vita per i suoi sporchi traffici: come faranno gli amici a salvarle la vita?
Semplice, con una collaborazione con lo sbirro che voleva fare loro le scarpe, così scendono a compromessi e cercano di smascherare quest'uomo pericoloso che ha con se Letty, il che non sarà una cosa facile, anzi tutt'altro...
Allora bisognava far risorgere Letty per il sesto capitolo? Secondo me no.
Ci hanno dato giù pesante ma per un franchise vincente, dal ritorno del mitico Vin Diesel con cui era cominciato e la regia di Justin Lee che ha rinfrescato la serie, ora si trova in stallo, in questo capitolo non riesce a far decollare il film, allora si inventa una storia per renderlo appetibile, ottenendo il risultato opposto.
Al terzo film da lui diretto non sa come imbastire il tutto, proprio lui che aveva fatto rinascere la serie, con due capitoli eccezzionali (e nel mondo del cinema è un caso più unico che raro) ora si concentra troppo in scene d'azione spettacolari ed effetti speciali, senza dare un contorno alla storia.
Il che è una cosa che da lui non mi aspettavo, sinceramente poteva e doveva far meglio, ma si sa quando hai per le mani un giocattolo per molto tempo poi ti stufi. Spero che se gireranno un settimo capitolo almeno venga messo in mani fresche, o se deve girarlo Lin, almeno si faccia venire un idea più originale...
Non male, ma si poteva fare molto meglio.
Voto: 4


martedì 9 luglio 2013

Di Nuovo in gioco

E siamo giunti a recensire un film che trovo coinvolgente, eh si il grande Clint Eastwood torna a fare l'attore con un film in cui è un allenatore che ha qualche problema alla vista, a dargli una mano è sua figlia che oltre ad avere un occhio di lince, riesce a capire il talento di giocatori per inserirli in squadra.
Sarà anche un occasione in cui padre e figlia si conosceranno meglio e dissiperanno i loro problemi, e chissà ci sarà un nuovo amore anche per Mickey - una brava Amy Adams - per un giovane giocatore.
I contrasti tra padre e figlia non mancheranno, ma grazie a loro riusciranno a chiarirsi e a collaborare, nonostante le critiche di alcuni colleghi che storcono il naso di fronte alla figlia.
Un film davvero coinvolgente, girato abbastanza bene e recitato strabenissimo da un sempre unico Clint Eastwood, che nonostante come stile recitativo non è che mi piace molto - lo apprezzo di più come regista in cui ha lasciato il segno nella storia del cinema - qui invece da una interpretazione sincera e ispirata, lo stesso fa Amy Adams, dimostrando una maturità recitativa coinvolgente, riuscendo a fare immedesimare il pubblico con il suo personaggio.
Justin Timberlake fa il suo onesto lavoro, abbiamo comunque un film sportivo capace di parlare al pubblico, non è superficiale, sapete di quei film tutti sentimenti che non ti lasciano nulla dentro, anzi  possiamo dire che è il suo esatto opposto.
Non solo l'arrivo di Mickey salva il posto a suo padre, ma riesce a fare ingaggiare giocatori molto più abili dando alla squadra di baseball parecchie vittorie, nonostante il parere contrario dei suoi colleghi.
Apparte questo è un regista che è capace di parlare al suo pubblico con una storia semplice, uno script diretto e lucido, che colpisce al cuore dall'inizio alla fine, senza aver bisogno di una scatola gigante di fazzoletti, quello che ha da dire riesce a dirlo con scene dirette.
Un filmone, che riporta dopo tanto tempo Clint Eastwood davanti la macchina da presa, e solo per questo ne vale la pena di guardarlo.
Voto: 7




lunedì 8 luglio 2013

I Croods

Ed ecco un nuovo cartoons targato Dreamworks, la majors dello zio Steve ha partorito un nuovo film d'animazione I croods, un film divertente direi, protagonista è una famiglia, la cui figlia vuole andare alla scoperta del mondo, ma il padre per paura che le può capitare qualcosa non è daccordo con lei, fino a quando è il mondo stesso a richiamare papà Croods, e così la famiglia si unisce alla conquista di una nuova casa e del mondo.
Un film particolarmente accattivante, fresco, e sorprendente. La Dreamworks ha sformato un nuovo piccolo grande film davvero da gardare come si berrebbe un bicchiere d'acqua fresca, e così le avventure di questa famiglia di cavernicoli (che non ha nulla a che spartire con i flinstones) che piano piano riescono ad incollare lo spettatore alla poltrona dall'inizio alla fine.
Il film è divertente e a tratti anche intelligente, e questo gli da una marcia in più per essere un opera solida e da uno stile che entra nel cuore del pubblico; a parte questo direi che questa piccola famiglia grazie al terremoto che distrugge il loro piccolo mondo, creato dal padre affinchè  stia lontano dai predatori che hanno decimato la sua famiglia. ed è così che bisogna uscire questa volta per salvarsi la pelle e trovare un nuovo posto, nonostante la punizione iniziale, sia il padre e la figlia si ritroveranno e il primo capirà che non si possono tenere in catene le persone.
Un film che è una scoperta verso un nuovo mondo, fatto di persone e di cose che sono fondamentali per la crescita di un individuo, Chris Sanders e Kirk de Micco, hanno lavorato a un opera che carpisce nel profondo i valori fondamentali delle persone, evitando le banalità e superficialità di cui sono avvolti certi film d'animazione creando un opera personale e toccante, che riesce a creare empatia nello spettatore.
Voto: 7


domenica 7 luglio 2013

Girlfriend in a coma

Un film che è una disperata lettera d'amore all'italia, guardare questo documentario ti rende sbalordito di come il tuo paese sia caduto così in basso.
L'italia è stato il paese della pizza e del mandolino, delle gondole e degli spaghetti, ma manovrato da lobbisti senza scrupoli quale è il nostro ex presidente del consiglio Silvio Berlusconi, chi mi conosce bene sa, quanto io sia critica nei suoi confronti e quanto soprattutto contesti la sua politica sbagliata, volta a pensare ai più ricchi invece che al popolo, principalmente ai suoi interessi, ma questo non è un documentario su Berlusconi, ma su tutti quelli che ci hanno fatto precipitare, Mr B è stata la classica goccia che ha fatto trabbocare la barca fino a quasi farla affondare.
Il documentario si trovava allegato all'espresso e in vendita sul sito si doveva scaricare e pagare, ultimamente l'hanno fatto in televisione, ma quando uscì non l'hanno fatto uscire al cinema, si sa la gente deve essere ben addomesticata, e lontana da certe verità scomode.
Curioso vedere come l'italia sia drammaticamente caduta in basso dal 1969 fino all'arrivo di Berlusconi al potere che è stato quasi come schettino quando è caduta la costa concordia...il mio è un esempio esagerato ma sinceramente ci sta tutto.
Continuiamo, l'italia è un paese bellissimo, pieno di cultura, ma con poltici che fanno più i loro interessi che gli interessi dei cittadini, è sempre stato così, Annalisa Piras dirige questo documentario per parlare agli italiani e in un certo senso fare aprire gli occhi a quei cittadini, che non sono capaci di guardare oltre la realtà che li circonda, in italia la televisione ha un grande potere persuasivo, e la televisione è in mano a una sola persona o meglio, i principali canali italiani e chi è questa persona? Silvio Berlusconi, quale altro politico in Italia si può permettere di far cacciare via due giornalisti come Santoro e Biagi senza ripercussioni o rivolte popolari? Il pubblico è abituato a guardare i lustrini senza capire cosa c'è dietro, dimenticando anche quali sono i propri diritti legittimi, l'analisi di Annalisa Piras è drammatica, e investiga intervistando personaggi famosi e non, giornalisti e uomini di rilievo per capire in che stato è il bel paese.
Un film da guardare con una confezione di cleenex accanto, non perchè è commovente, ma perchè è  un peccato che l'italia sia finita nelle mani di gente senza scrupoli.
Voto: 8





sabato 6 luglio 2013

Stone

Questo si che è un bel film.
Innanzitutto abbiamo come protagonisti due pezzi da novanta, il magistrale Robert De Niro autentico veterano del grande schermo, e il giovane e altrettanto grande Edward Norton, in un film drammatico che sembra più un noir, e per completare il triangolo abbiamo anche Milla Jovovich che interpreta la moglie  di Gerard "Stone" Creeson, detenuto che sta richiedendo la libertà vigilata per uscire di prigione dopo l'omicidio dei suoi nonni e ha incendiato la loro casa.
L'uomo che dovrebbe aiutarlo ad uscire si chiama Jack Mabry, - un magistrale Robert De Niro - che ha una grande fede e senso dell'onore, anche se l'inizio del film lo vediamo come un marito violento, forse il tempo avrà cambiato qualche cosa...e questo il regista furbescamente non ce lo fa notare.
Abbiamo di fronte un film costruito come un noir dai risvolti drammatici, incentrato sul classico triangolo amoroso, formato da Gerard, sua moglie Lucetta  e Mabry, la moglie comincia pure a darla a Mabry pur di fare uscire di prigione il marito, ma questo è tutto manipolato da Gerard, che spinge sua moglie ad avere una relazione con il suo agente di sorveglianza, per inscenare un gioco psicologico dai risvolti drammatici.
Un filmone, uno di quei film in cui tutto non è come appare realmente, coaudiuvato da due grandissimi attori quali sono Robert De Niro e Edward Norton, che insieme giocano una partita al gatto col topo, chi vincerà tra i due, alla fine il gatto avrà la meglio?
Come spesso accade quando di mezzo c'è un triangolo amoroso, ci sono risvolti in cui il retto sorvegliante comincia a vedere che qualcosa gli sfugge dalle mani, come fare a riprendersi la sua vita?
John Curran costruisce il film come un giallo dai risvolti noir, tutti quanti abbiamo delle debolezze, ma quando queste vengono alla luce, è impossibile resistere, la dark lady di turno è Milla Jovovich che seduce letteralmente Mabry e se lo lavora in modo da ottenere quello che vuole, ossia la libertà del marito e diventa per lui una piccola spina nel fianco, incapace di sostenere questo clima di tensione alla fine cede, e sarà la fine...
Voto: 7 e 1/2


venerdì 5 luglio 2013

L'ipnotista


Lasse Hallström torna in Svezia per girare un thriller tratto dal romanzo di Lars Kepler, l'origine letteraria del soggetto, - in cui chi ha letto il romanzo fa sempre confronti tra l'opera letteraria e quella cinematografica ma questo è risaputo - è già un punto a suo sfavore.
Hallström, in questo film si dedica anima e corpo a narrare gli eventi in maniera precisa e millimetrica, dimenticando una cosa fondamentale: nel cinema thriller ci vogliono emozioni forti, ci vuole azione, niente da dire sulla regia che stilisticamente impeccabile, nè sulla recitazione degli attori, tra cui spicca la bravissima Lena Olin nel ruolo della madre del bambino rapito di cui si cercano le tracce.
La trama racconta di un ragazzo a cui è accaduto un incidente, ma al tempo stesso suo padre è morto nella palestra della scuola in cui insegnava, come si sono svolti i fatti?
A ricostruire il tutto ci pensa appunto un ipnotista, a cui è stato rapito il bambino, chi si nasconde dietro questi crimini?
Sinceramente è un film che non decolla mai, a causa di un prolungamento delle storie dei protagonisti, delle loro paure, e anche di ricostruire i fatti - che fin qui nulla di male, ma un po' di azione avrebbe giovato - il regista non sa dosare bene gli ingredienti della trama, e si finisce di assistere a un film dalle molteplici potenzialità che non vengono sfruttate fino in fondo.
E' un peccato perchè il film che già risente della natura letteraria, se avesse avuto una impronta personale ne avrebbe giovato parecchio, fattostà che Hallström non va fino in fondo, non è capace di osare, nè di stupire il suo pubblico, poteva fare di questo film un piccolo capolavoro, ma la sua regia si perde dietro stereotipi e dialoghi esistenziali che non hanno nulla a che fare con l'azione e le emozioni.
La ricostruzione del film è eccellente, ma si perde per non sapere dare ciò che il pubblico vuole in un thriller, in conclusione, un film che bene o male si fa vedere, ma che non da l'outing che un film thriller dovrebbe dare al suo pubblico.
NON MALE MA SI POTEVA FARE DI PIU'
Voto: 6



Freerunner - Corri o muori

Nel cinema d'azione ci sono certe regole da seguire, e se si sgarra si finice per far sbrodolare la pentola senza riuscire a tenerla sul fuoco per così dire, è il caso di Freerunner, che potrebbe avere tutte le carte in regola per una buona riuscita: tensione e coinvolgimento pubblico in poltrona, ma questo ahimè non succede. Ci troviamo davanti a un giocattolone mal riuscito, una specie di videogioco filmico dove ci sono vecchi, che si divertono a muovere le pedine e i partecipanti a questo "gioco" devono far di tutto per correre e evitare così di lasciarci la pelle.
Io non vedo quale divertimento ci può essere in un film dove gli uomini sono usati come topini in gabbia, e manovrati da mani più grandi di loro solo per puro piacere.
Cioè se almeno il regista lo spiegasse il motivo, invece ci troviamo davanti a un film senza nè capo e nè coda a vedere sti poveracci che corrono come pazzi da un punto all'altro per salvarsi le chiappe, poi alla fine qualcosa succede, ma è troppo poco.
Il film fa acqua da tutte le parti e porta lo spettatore a una sola prospettiva: la noia.
Il cinema d'azione ha le sue regole, e se non vengono rispettate succede che il risultato è sempre un pastrocchio senza arte ne parte...non capisco perchè agire in questo modo; il regista inoltre non sente suo il progetto: è incapace di imbastire una storia e renderla coerente, gli attori d'altro canto fanno il loro lavoro, ma la recitazione non è il must di questo film che ha più pregi che difetti.
Peccato perchè aveva delle potenzialità fantastiche, se avessero approfondito certi aspetti come la motivazione, il perchè sono stati coinvolti in questo gioco, quali sono i motivi per cui partecipano etc etc etc...
Mi dispiace, un film che non lascia nulla e che non aggiunge nulla.
Voto: 4


mercoledì 3 luglio 2013

Arrivederci amore ciao

Un terrorista torna in italia  e si rifà una vita come persona rispettabile, con casa moglie e una nuova identità, diventa una persona molto ricca grazie all'aiuto di una persona che lo fa intraprendere una strada in una azienda, ma per fare questo visto che si trovava in nordamerica, si consegna alla polizia e fa i nomi dei suoi precedenti compagni, così scontata una pena minima, esce per buona condotta e comincia la sua vita da normale cittadino, fino a quando i suoi vecchi compagni si fanno vivi per vendicarsi del suo tradimento...
Un film estremo terrificante, non perchè sgorga sangue, o ci sono scene splatter e via dicendo, ma per la crudeltà del protagonista nel cancellare ogni traccia del suo passato, lui non guarda in faccia nessuno, e per proteggere quello che ha costruito a spese dei suoi ex compagni è capace di fare qualsiasi cosa, anche di uccidere, in parole povere, lui vuole che niente e nessuno intacchi la sua vita di persona rispettabile, altrimenti esce fuori una violenza senza limiti che trasforma in mostro un "tranquillo signore onesto e per bene".
Non vi stupite delle mie virgolette, questo signore qui è davvero un mostro che non guarda in faccia niente e nessuno, neanche quando alla fine si trova di fronte alla ragazza che ha deciso di sposare...ma non vi dico altro per non rovinarvi la sorpresa.
E c'è una sorpresa in questo film ed è Michele Soavi, regista di cui avevo sentito parlare tempo fa e che ancora non avevo visto niente di  lui fino a questo film.
La sua regia è in assoluto tagliente e graffiante, nessuno è come appare, e tanto meno è innocente, ma ogni colpa viene lavata a discapito di vite altrui che devono sottostare purchè una persona diventi pulita.
Ma la pulizia è solo esteriore, prima o poi tutti i nodi vengono al pettine, non si può sempre uccidere la gente per proteggere la tua bambaggia...
E Michele Soavi racconta questo mondo pulito che tanto pulito non è, l'immagine di se viene fatta a pezzi ed è proprio lo spettatore che vede cosa si nasconde dietro la rispettabilità e l'onestà...le cose non sono mai come appaiono agli occhi di tutti Giorgio - un bravissimo Alessio Boni che solo la sua presenza merita la visione del film - decise di far fuori il suo passato e cambiare vita...la fine è didascalica, ha vinto lui? Non lo sapremo mai, il regista ha deciso di ometterlo, forse perchè un po' voleva raccontare la storia di un antieroe, e diciamo che ci è riuscito in pieno.
Voto: 7


martedì 2 luglio 2013

Effetti collaterali

Ed ecco il grande ritorno di Steven Soderbergh con un film decisamente interessante, anzi secondo me è il miglior film da qualche anno a questa parte uscito dopo il deludente Knockout resa dei conti ritorna alla grande con questo film, ragazzi lo dico subito: E CHE FILM!!!
Innanzitutto è costruito in modo intelligente, in cui c'è sempre qualcosa che non ti aspetti, Steven Soderbergh si destreggia bene sui temi del giallo e soprattutto del noir.
La trama racconta di una donna sofferente di depressione, Emily Taylor - una sorprendente Rooney Mara - che è in terapia dal suo psichiatra il dottor Jonathan Banks - Jude Law - che le prescrive delle  pillole che la fanno completamente impazzire e a causa di ciò commette un omicidio, ma è davvero colpa del dottore o c'è qualcosa sotto?
Un film ricco di colpi di scena in cui nessuno è come appare, un piccolo gioiellino devo dire girato con ispirazione da un grande Soderbergh; la sua regia è sobria, mai sopra le righe, rispetta i tempi delle regole del gioco, sa come dosare i momenti giusti per costruire una trama che colpisce a primo colpo.
Meravigliosa la messa in scena finala, in cui si capisce quali segreti e quali bugie nasconde Emily, bravissima anche Catherine Zeta Jones nel ruolo di un altra psichiatra collega del dottor Banks.
Quello che più colpisce è proprio il modo narrativo che Soderbergh ha deciso di scegliere per girare questo film, che non è il solito film banale e smodato con belle donne e sesso a volontà, sembra un film hitchcockiano, in cui tutto sembra andare fino al verso giusto tranne quando i protagonisti fanno dei banali errori, e allora tutto il castello di carte cade a terra, come le tessere del domino, c'è una reazione a catena che non si può fermare, e quello che era un piano perfetto, diventa un piano imperfetto.
Un noir pieno di sorprese che vi terrà piacevolmente incollati alla poltrona.
DA NON PERDERE
Voto: 7 e 1/2




lunedì 1 luglio 2013

Cella 211

Il cinema iberico ogni tanto fa uscire delle vere e proprie gemme, come in Cella 211, diretto da Daniel Monzòn,
In scena abbiamo una rivolta scoppiata apparentemente all'improvviso, ma organizzata dal detenuto Malamadre - Louis Tosar - che costringe il timido secondino che ha appena trovato lavoro, a fingersi un detenuto per poter riabbracciare sua moglie incinta di sei mesi...ma sarà una rivolta distruttiva in cui è impossibile uscire dal carcere.
Ultimamente la spagna sforna dei film interessanti, diretti da autori interessanti, questo film riprende le ambientazioni carcerarie, ed è una discesa agli inferi senza possibilità di recupero.
Magistralmente interpretato dal già citato prima Louis Tosar che da solo vale la visione del film, la regia è schietta e spudoratamente sincera, non c'è possibilità di recupero o via d'uscita, alla fine distruggerà come un tornado, tutto ciò che si ritrova contro.
All'inizio il secondino - Alberto Ammann - fingerà di stare al gioco, guardandosi sempre dietro le spalle per paura che loro sappiano che non è un detenuto, ma un secondino, i secondini e la polizia sono praticamente invisibili, restano dentro i loro uffici cercando di risolvere la situazione, ma come si può bloccare una rivolta senza scendere in campo? E quando scenderanno in campo sarà la fine.
Lo sapete che non spoilero mai, anche se con questo film diventa quasi un obbligo non lo faccio, per non rovinare la sorpresa a chi ancora non l'ha visto, vi dico solo una cosa, è senza dubbio un film da collezionare, sia per il realismo delle scene con cui vengono espresse attraverso la mdp, sia per come viene raccontata la storia.
L'espressione della narrazione è sincera, acuta e graffiante, non c'è nulla lasciato al caso, sembra che il regista abbia volutamente fatto una critica verso le forze dell'ordine e i carcerati che si ribellano al regime imposto nelle prigioni.
Imprescindibile.
Voto: 8

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