mercoledì 28 novembre 2012

Fuori Orario

Ecco il film più originale, più assurdo e più strampalato di Martin Scorsese.  protagonista è uno strampalato operatore di computer, che per caso o per destino incontra una giovane donna con cui scambia qualche frase a proposito de Il tropico del cancro di Henry Miller. Quando lei lo invita a casa sua incontra una strampatata scultrice,  che veste sempre punk e fuma come una ciminiera; da quel momento gli succedono delle bizzarre coincidenze talmente surreali che se le racconta a qualcuno potrebbero pensare che fosse svitato.
Dal barista che gli propone lo scambio di chiavi per poter aprire la cassa, alla barista che è triste di fare lo stesso lavoro e si invaghisce di lui, ad un altra donna che poi si rivela la più svitata di tutti, questo succede dopo che ha litigato con la ragazza incontrata prima al bar e si lasciano.
Martin Scorsese regala al mondo uno sguardo surreale allucinato su New York, Fuori Orario è un film particolare, con delle scene talmente bizzarre da risultare strano, ma è in questa particolarità che è nascosta la genialità di questa pellicola.
Il film è uscito due anni dopo il flop di Re Per Una Notte, e ha partecipato a Cannes ottenendo il premio per la regia: e nonostante il soggetto particolare è stato un successo.
Il protagonista assoluto è Griffin Dunne, attore particolarmente attivo negli anni ottanta, poi ha iniziato una carriera registica;  gli fanno da spalla Rosanna Arquette, e Linda Fiorentino.
Ma è nella regia di Scorsese il segreto della riuscita del film, scritto da Joseph Minion è in realtà una commedia su un timido impiegato che è dentro a una storia più grande di lui, con delle situazioni talmente assurde che sembra sia dentro un altro mondo dove sono tutti fuori di testa. Paul Hacket non riuscirà a venire a capo di questa situazione se non quando sorge il sole; e si ritrova cosparso di calce da capo a collo per scappare dai vicini del barista che lo vogliono linciare perchè lo credono un ladro: e lui ladro non lo è.
E' inutile spiegare, bisogna guardare e divertirsi, perchè questo film è puro divertimento, fresco surreale, folle e allucinato, il più allucinato di Martin Scorsese.
DA NON PERDERE.


sabato 24 novembre 2012

La leggenda del cacciatore di Vampiri

Solo un russo poteva inventarsi, - con il benestare di Tim Burton, che qui è in veste di produttore - la storia di Lincoln cacciatore di vampiri. E si che siamo al cinema, e dai che esiste la sospensione di incredulità, e fin qui ci siamo; il film resta un fumettone plastico, ben confezionato, il classico Blockbuster, con l'eroe che stavolta è niente di meno che Abramo Lincoln...va bene, mi avete capito no?
Dunque cominciamo, il film non è tutto sto granchè di eccezionale, anzi credo che sia palesemente costruito come prodotto per incassare e basta, lo si vede che il più delle vole  Timur Bekmambetov, regista del film - ma se volete vi consiglio di vedere in assoluto i suoi precedenti film che sono di gran lunga migliori, come I guardiani Del giorno, I guardiani della notte, e Wanted, primo film americano - si inventa di sana pianta la storia di Lincoln, e lo trasforma in cacciatore di vampiri.
Va bene se è preso come è il film sicuramente c'è chi riuscirà ad apprezzarlo, io  non sono tra questi anche perchè non è il classico film fatto bene di intrattenimento che ti tiene incollata alla poltrona, pur avendo difetti riesce a divertirti, ma soprattutto ti fa staccare la spina.
Il plot è una storia fantastica e va presa per come si presenta, ma presenta una regia piatta, senza mordente il regista non sente questo film come suo e lo si nota ad ogni inquadratura.
Nelle precedenti pellicole si notava una certa innovazione stilistica che qui manca, si vede che è un film commissionato e fatto su misura per accrescere la fama del suo autore. Anche se alla produzione c'è Tim Burton, che è un nome di tutto rispetto, sia come produttore che come regista.
Per chi ama i vampiri potreste anche apprezzarlo, dipende dai gusti, poi sono anche di moda ultimamente, anche se ripeto il film è piuttosto deludente, considerando il suo autore, speriamo sia solo un triste capitombolo, resto e restate in attesa di una pellicola con più mordente.


Election

Piccoli politici crescono, si potrebbe riassumere così in poche e semplici parole questo particolare film.
Seconda pellicola diretta da Alexander Payne, regista di acclamati film, come Sideways e About Schmidt, in questa pellicola i due protagonisti - ma sarebbe meglio definirli mattatori - sono Reese Whitherspoon, - che anni prima ha interpretato pellicole sagaci fino alla versione teen delle relazioni pericolose. - questo è  uno dei suoi ruoli più importanti, il suo antagonista è un attore molto brillante e di grande esperienza: Matthew Broderick.
Tracy Flick, è una studentessa che ha passato la vita immischiata nei consigli di classe e non esita a riproporsi anche quest'anno, per riuscire nel suo intento la signorina non esita anche a frequentare le camere da letto dei docenti, ma quest'anno il professor Jim McAllister non ci sta; perchè teme di essere attratto sessualmente da lei. Per prima cosa cerca di cestinare un voto per le primarie, e alla fine viene smascherato da uno dei suoi allievi, secondo, propone al giocatore di football ingenuo di candidarsi insieme alla sorella, questo manderà Tracy su tutte le furie, perchè vedeva la sua vittoria certa. Sarà una lotta senza esclusione di colpi in cui Tracy alla fine dimostrerà quanto sia tenace nell'usare qualsiasi mezzo per vincere le elezioni, anche a costo di fare sgambetti ai compagni di classe che si sono candidati insieme a lei.
Innanzitutto questo film è stato una sorpresa, uscito a fine anni novanta, troviamo due attori  in piena forma che se le danno di santa ragione pur di poter vincere nei loro intenti. Di mezzo ci sono i comprimari, cioè gli alunni che si candidano insieme a Tracy, per farle concorrenza. Il tema centrale del film è l'arrivismo, credo che l'abbiate capito, pur di arrivare al consiglio studentesco si fa qualsiasi cosa, anche bruciare la reputazione di una alunna pulita, raccontato in maniera realistica, ci fa capire quanto sia vicinissimo alla realtà di tutti i giorni, specialmente con la politica: ma questo è un altro discorso.
La piccola Tracy pur di vincere commetterà anche cattiverie, ma riuscirà ad andare lontano. Il professore non riuscirà mai a capire la sua spietata ambizione, e seppur essendo affascinato da lei, comincia una seria repulsione per il suo arrivismo.
Il film inoltre, è una commedia nera che è anche una satira sul mondo politico, che nasce dal basso, ma che già dal basso comincia a scannarsi fino all'ultimo sangue, assolutamente sincero, mai banale o superficiale, anzi acuto avvolte anche al vetriolo, ma pungente ed esilarante, e credetemi non sono molti i film che dopo la visione riescono a fare uscire in un parere tutti questi aggettivi.
Fattostà che è un piccolo titolo da possedere per guardare e riflettere sul mondo intorno a noi.
DA NON PERDERE.


venerdì 23 novembre 2012

L'ululato

Era già in programma da tempo questa rassegna libera, oggi ho finalmente trovato il momento giusto per cominciarla. Parlo del cinema degli anni ottanta, che sarà protagonista alla fabbrica per un bel po' di tempo; la pellicola d'esordio è un supercult: L'ululato di Joe Dante.
L'ululato è senza dubbio una pellicola da collezionare, per diverse motivazioni: Innanzitutto abbiamo nelle mani una storia originale e per nulla scontata; pur prendendo la creatura del lupo mannaro che è uno dei classici del cinema di genere, Joe Dante, riesce a creare una pellicola ad alta tensione, rispettando si le regole del cinema di genere, ma con qualcosa in più: una regia con le palle e degli effetti speciali piuttosto realistici per quei tempi, che ne hanno fatto col tempo un piccolo classico del genere horror.
E ve lo dico sinceramente perchè a me ha messo ansia e brividi, roba così al giorno d'oggi ce la sognamo, e solo i grandi sanno fare piccoli film di questo genere.
Il film racconta di una donna, che decide di fare da esca per catturare un pericoloso serial killer, riuscirà a divenire un eroina per aver aiutato la polizia nel mettere fine a questa catena  di dellitti, ma il serial killer è morto ma il suo cadavere non si trova.
Karen, pur essendo ormai divenuta un eroina, ma è traumatizzata e fa dei brutti sogni. Lo psicologo le consiglia di passare del tempo in una colonia, per riprendersi e parte con il marito.
Ma anche nella colonia gli incubi non finiscono, anzi vengono accentuati dalla presenza oscura di una misteriosa donna che cerca di circuire il marito di Karen.
Ma quella non è una semplice colonia, le persone che la vivono sono dei lupi mannari che stanno cercando di far diventare come loro Bill, il marito di Karen, fino al giorno in cui il serial killer si presenta alla colonia per uccidere la donna che voleva farlo catturare dalla polizia...riuscirà Karen a salvarsi oppure diventerà anche lei un licantropo?
Un film leggendario un supercult da collezionare e se non l'avete visto correte subito a farlo, perchè ne vale la pena.
Non è il primo film che vedo di Joe Dante, ma pur non avendolo approfondito devo dire che mi ha sorpresa e non poco.
DA NON PERDERE.


Finalmente la felicità

Eh mi spiace, ora lo devo dire. Negli anni novanta l'avvento di Pieraccioni al cinema è stato un exploit, qualcosa di originale e nuovo che ha sorpreso persino me. Ma con gli anni ha ripetuto quella formula vincente, generando pellicole qualitativamente al di sotto delle aspettative che all'esordio pareva promettere e che ahimè non ha mantenuto.
Adesso è un quarantenne che sembra un ragazzino cresciuto, sempre a dirigere film in cui trita e ritrita c'è sempre la bella ragazza come protagonista, una storia accattivante e via dicendo: Poco, mooolto poco, e nell'anno del fallimento dei cinepanettoni, sul braciere ci è andato anche lui.
Ben gli sta un critico direbbe, io invece sono dispiaciuta perchè effettivamente presentare la solita minestra riscaldata al pubblico prima o poi questo pubblico si stanca e passa ad altro.
E stiamo parlando dell'autore de Il Ciclone, film che ha superato tutti i record di incassi nel cinema italiano. Da qualche anno in avanti mostra commediole incapaci di bucare lo schermo come i suoi film precedenti, con personaggi scialbi, caratterizzati sempre dalla solita italianietà che a lungo andare infastidisce. Si Leonardo Pieraccioni è simpatico lo ammetto, e il film non mi è dispiaciuto, ma non sono più gli anni novanta, quindi è giunto il momento di cambiare anche stile e sfidare il pubblico con pellicole spregiudicate e coraggiose, ma invece questo Pieraccioni non lo fa. Si ferma alla solita commediola dagli incassi facili, per un pubblico senza particolari pretese, ma anche quello alla fine vuole vedere qualcosa di diverso, di più accattivante; si dice che la crisi serve per maturare, speriamo che questa crisi finisca e che presenti una pellicola anche di genere commedia ma capace di far divertire come ai vecchi tempi, e anzi se ci  mette pure qualcosa di innovativo ben venga...ma Leonardo Pieraccioni è capace di osare? Oppure si limita a fare il suo brodino per la minestra?
Ma andiamo al film, il protagonista è un giovane, che viene invitato a C'è posta per te perchè gli ha scritto la sua sorella adottiva, che è venuta in italia per conoscerlo. Il ragazzo conoscerà allora il segreto della madre, che ha adottato una bambina a distanza, e deve imparare a convivere con questa realtà...da allora nella sua vita arriva la felicità che la cambierà in meglio.
Ora il film è spensierato e lo ammetto, alcuni momenti mi hanno divertita, ma da uno come Pieraccioni mi aspetto un film che mi diverte dall'inizio alla fine, come ai vecchi tempi, oppure come dicevo io una pellicola che sa osare...Leonardo, ce la fai a sfidare il pubblico? Io sono qui che ti aspetto.


giovedì 22 novembre 2012

Paycheck

E ci siamo, un regista come John Woo io lo trovo intrigante, e nella mia collezione non mancano alcuni titoli da lui diretti, tra i quali anche Face Off che spero di recensire alla fabbrica prima o poi. Oggi è il turno di Paycheck, tratto da un opera letteraria di Philip K Dick, narra le gesta di uno scienziato che lavora per una multinazionale, dopo ogni lavoro gli viene cancellata parzialmente la memoria, un giorno uno strano tipo gli fa un offerta che non può rifiutare, gli paga 92milioni di dollari per un lavoro, dopodichè gli verrà cancellata la memoria sempre parzialmente.
Ma tre anni dopo Michael si sveglia con delle cose accanto che apparentemente non centrano niente, dovrà ricostruire con l'aiuto dei suoi amici e della donna che ama ciò che è successo negli ultimi tre anni: ma non sarà una cosa facile, perchè il giovane ha scoperto una macchina che vede nel futuro.
La macchina ovviamente non può funzionare perchè c'è un virus immesso proprio da Michael stesso, che poi si scoprirà il vero motivo per cui ha fatto questo.
Continuamente braccato dall'FBI e dai servizi segreti, deve fare del suo meglio per scoprire l'intricata matassa  e ricostruire cosa effettivamente gli è successo: ce la farà?
John Woo si conferma un autore di classe, e dirige una pellicola avvincente e spettacolare. Tralasciando la recitazione di Ben Affleck è un film che ti tiene incollato e che ti diverte. Certo non offre interpretazioni che si ricordano nel tempo, ma il film è un prodotto di intrattenimento fatto abbastanza bene, capace coinvolgere lo spettatore dall'inizio alla fine.
Il migliore attore che partecipa a Paycheck? Aaron Eckhart, che solo per la sua presenza il film merita di essere visto oltre che alla regia adrenalinica di John Woo; certo non è il suo film migliore, ma per chi si accontenta il gioco vale la candela.
COOL.


mercoledì 21 novembre 2012

Avventure di un uomo invisibile

Il timido Broker Nick Halloway, si trova vittima di un incidente dentro una azienda di computer che di fatto scompone le sue molecole rendendolo invisibile.
Da quel momento si trova braccato dalla CIA che vorrebbe usarlo per scopi non pacifici contro l'umanità.
Da ora in avanti Nick dovrà fare i conti con questo dono che è anche una maledizione, dovrà imparare a vivere con la consapevolezza che per gli altri è invisibile. All'inizio le cose non saranno facili, ma poi capirà che la sua invisibilità può essere anche una scusa per sfuggire anche a quelli che lo vogliono acciuffare. Quando trova il professore che potrebbe aiutarlo a tornare come prima cerca di farlo camuffandosi, ma anche stavolta gli uomini della CIA lo raggiungono e per evitare che questa arma gli sfugga di mano, fanno fuori il professore.
Da questo momento in poi Nick dovrà far uso della sua abilità per non cadere nelle loro mani e salvarsi la vita. Ci riuscirà grazie ad Alice, giovane ragazza di cui si è invaghito e con cui ha passato una notte d'amore prima di essere invisibile.
Riuscirà il nostro eroe a scampare a quei cattivoni e a salvarsi la vita riuscendo a riconquistare Alice?  Che nel frattempo sarà l'asso nella manica per sfuggire a coloro che lo vogliono usare.
Ma come lo vuole usare la CIA? Logico, lo vuole usare come arma contro i nemici, Nick per loro è un vantaggio per vincere tutte le guerre ed essere in vantaggio contro i nemici.
Sapendo questo lui fa di tutto per non farsi prendere, e per sfuggire a un orrendo destino che non vuole accettare.
Considerato film minore di John Carpenter, perchè è molto lontano dal genere di film che di solito dirige, è in realtà una pellicola piuttosto divertente e originale che si rifà al mito dell'uomo invisibile, non a caso il film è tratto da una novella di H.F Saint dal titolo Ricordi di un uomo invisibile.
Come protagonisti ci sono l'attore comico Chevy Chase e Darryl Hanna, che riescono ad essere spiritosi e intriganti.
John Carpenter nonostante ciò che ha detto la critica al tempo dell'uscita mescola sapientemente vari generi cinematografici, che vanno dalla commedia, al cinema  fantastico, fino alla fantascienza non perdendo mai il filo del discorso, riuscendo al tempo stesso ad essere consapevole di cosa vuole raccontare, col tempo è diventato una pellicola di culto per i cinefili, e come quasi tutte le pellicole da lui dirette è stato riconosciuto dagli appassionati di cinema.
Io l'ho trovato ben costruito, coinvolgente e soprattutto sorprendente. L'abilità di John Carpenter  è evidente dall'inizio alla fine; e riesce a giocare con il pubblico in maniera sincera, ma forse è solo la pellicola di un autore coraggioso, che cerca anche di allontanarsi dagli stereotipi e dimostrare di poter dirigere film differenti da quelli per cui il pubblico lo conosce.
DA NON PERDERE


martedì 20 novembre 2012

Prometheus

Avendo visto la prima trilogia di Alien, che ho apprezzato le aspettative per Prometheus erano abbastanza alte. Devo dire però che il film pur essendo un prequel, non è il capolavoro che ha segnato la storia del cinema di genere come è successo con il primo capitolo della trilogia: e i motivi sono tanti.
Prima di tutto è una storia apparte, o meglio una trilogia apparte, pur avendo le stesso impianto che ha fatto della saga di Alien un classico del cinema di fantascienza e horror. In parole semplici è la storia di Alien parecchi anni prima che Ellen Ripley sbarcasse sullo spazio, per assistere alla battaglia che ha visto i suoi compagni di viaggio morire uno dopo l'altro.
Qui ci sono personaggi diversi, e  ovviamente attori diversi, ma forse è così che doveva andare, perchè evidentemente per fare il prequel non possono esserci i personaggi della saga precedente.
Il film è costruito abbastanza bene, forse un po' troppo romanzato, ma pur non avendo la tensione crescente come nei precedenti film, riesce a catalizzare una specie di angoscia, di tensione e di sospetto legate ai personaggi.
A proposito di personaggi, sono loro che appesantiscono il film, pur avendo nomi del calibro di Charlize Theron, Michael Fassbender e Noomi Rapace, che riescono a colpire lo spettatore, ma non fino in fondo come gli altri attori che li hanno preceduti.
Ma parliamo del film, che parla delle origini degli alieni di Alien e di come tutto è cominciato, c'è l'inizio con un umanoide che ingerisce un misterioso liquido nero e poi si disintegra cadendo in acqua, innescando una reazione a catena. Secoli dopo due scienziati fanno un importante scoperta, una mappa che è vista come un invito degli ingegneri a percorrere un viaggio che li porta in un certo luogo.
Gli scienziati accettano l'invito, ma devono fare i conti con alcuni incidenti di percorso legati sia alla terra misteriosa in cui si trovano, sia alla civiltà che l'ha abitata e credono sia estinta. Non solo, c'è anche la misteriosa comandante della navetta prometheus che nasconde parecchi scheletri nell'armadio; quando capiranno che la civiltà non si è estinta, ma risulta ostile all'essere umano dovranno fare di tutto per salvarsi la pelle: ci riusciranno?
Il film non è un capolavoro, è una storia a parte, che va vista per come si presenta. Avvolta il film può risultare piuttosto patinato e meno realistico di Alien con evidenti difetti nella regia, e soprattutto nella scelta di attori famosi e fotogenici che non hanno nulla a che fare con la saga; il resto è un prodotto di intrattenimento fatto abbastanza bene che riesce a divertire...anche se Alien è tutta un altra cosa.


lunedì 19 novembre 2012

Taxi Driver

Taxi Driver è uno dei capolavori massimi di Martin Scorsese, uscito nella seconda metà degli anni settanta e vincitore della palma d'oro come miglior film.
Sceneggiato da Paul Schrader, fotografa una New York malsana, popolata da gente drogata, papponi, prostitute, che vengono accostati dalle elezioni di un politico che promette di essere come il popolo.
Accanto a questi due poli, c'è la via di mezzo, rappresentata da un taxista, Travis Bickle, che soffre di insonnia, ed è reduce dal vietnam. Nonostante tutto cerca di andare avanti e ricostruirsi una vita accanto a Betsy, che lavora nello staff del politico, all'inizio le cose procedono bene e tra i due c'è una specie di simpatia; quando però lui la porta ad un cinema porno le cose sfumano e la donna si allontana bruscamente da lui. Ogni sua azione per riconciliarsi non viene accettata e i due percorrono strade diverse.
La tensione sulle strade di New York cresce a tal punto che quando conosce Iris, una prostituta bambina, decide che è arrivato il  momento di aggiustare le cose. Sia con Palpatine, che considera la faccia pulita e fasulla dell'america, sia con quella ragazzina, che ha una vita davanti a se e non è giusto che si butti via, allora lui decide di salvarla.
Ma la via per arrivare alla luce è imperviata da un lurido pappone che sfrutta la ragazzina, ma lui saprà superare questo ostacolo, anche se sto pervertito dice che non la conosce.
Il tutto si concluderà in una sparatoria piuttosto cruda per i tempi, e che Scorsese ha voluto dipingere in una maniera assolutamente sincera e realistica, e gioca con lo spettatore in cui capisce che facendo una buona azione forse lui morirà...ma non vi dico il vero finale, quello è tutto da scoprire.
Capolavoro assoluto di Martin Scorsese che mette in risalto le nette differenze tra un america pulita e fasullla, rappresentata da Palpatine, politico che si riconosce nel popolo solo a parole, poi nei fatti c'è il vero popolo, gente emarginata, povera, drogata, che vive per le strade e che non ha nulla da spartire con l'immagine da american dream rappresentata dal politico.
Un film arrabbiato crudo, che con la sua sincerità rappresenta in maniera realistica quanto sia fasullo l'american dream, e quanto sia difficile la vita reale.
In poche parole, è un film che fa a pezzi il sogno americano, in maniera spietata, narrando una realtà che seppur differente è molto lontana da quello che il politico decanta e rassicura alla popolazione.
Ed è questa ipocrisia che Travis combatte per le strade, e per le persone che incontra, il culmine si ha quando incontra Iris, scappata di casa, ma è una bambina, e lui decide di salvarla da quel marciume nascosto da una realtà fasulla rappresentata proprio da Palpatine.
Tenta persino di fare un attentato al politico, che poi non gli riesce perchè le guardie lo riconoscono e si da alla fuga, l'unico modo per ripulire la città è salvare Iris dalle grinfie di quel pappone.
L'interpretazione di De Niro è immensa calandosi nei pani di Travis Bickle, risulta naturale e per nulla artificioso, Jodie Foster molto tenera anche lei è bravissima, la sua Iris sembra più un angelo che un diavolo. Chibille Sheperd dona al suo personaggio naturalità e spregiudicatezza.
CAPOLAVORO ASSOLUTO.


sabato 17 novembre 2012

The Amazing Spiderman

Dopo la moda dei remake da un po' di anni c'è la moda dei reboot, cosa sono i reboot? Non sono semplici rifacimenti, ma una nuova trilogia pensata con attori diversi e storie diverse. E' il caso anche di The Amazing Spiderman, uscito l'estate scorsa ma che non ha fatto l'effetto dei film diretti dal grande Sam Raimi, a cominciare dal protagonista che non ha l'appeal di Toby Maguire e la sua controparte femminile che non ha il carisma di Kirsten Dunst.
Qualcuno direbbe, è una pura operazione commerciale tanto per fare soldi, e può anche essere dopo tutto si tratta di un blockbuster con i tipici ingredienti che lo caratterizzano.
Ma manca qualcosa, il tocco di genio dell'autore; se Sam Raimi ha diretto si un blockbuster, ma aggiungendo il suo talento visivo caratterizzando il personaggio dell'uomo ragno e rendendolo più vicino al pubblico, sia con i suoi pregi e con i suoi difetti, creando una specie di alchimia che ha fatto centro al primo colpo.
Mark Webb non ha la capacità di entrare in sintonia col suo pubblico, presenta il compitino esattamente come la casa di produzione lo chiede, nè più nè meno, togliendo l'empatia che ha caratterizzato la trilogia precedente. Se nella prima trilogia Spider man era uno di noi, in questa seconda trilogia Spider man diventa l'eroe carismatico a cui tutti si ispirano, togliendo di fatto quell'alchimia in cui anche una persona normale può essere considerata un eroe.
I protagonisti sono Andrew Garfield e Emma Stone, che interpretano rispettivamente Spider man e Gwen Stacy aaah dimenticavo, Mary Jane non c'è, quindi questa volta Peter si innamora di Gwen che è la figlia del capo della polizia.
Dunque andiamo alla storia, stavolta Peter Parker/ Spider man cerca di far luce sulla misteriosa morte dei suoi genitori, e incontra uno scienziato folle, che sarà il suo antagonista, durante una visita scolastica viene morso da un ragno geneticamente modificato e scopre così i suoi poteri, all'inizio sembra spaventato ma poi prende coscienza di se e li utilizza per aiutare gli innocenti.
La morte dello zio modifica ulteriormente il suo destino, e una volta preso il colpevole deve fare i conti con quello scienziato che ora ha creato un siero per trasformare gli umani in lucertole, riuscirà a fermarlo prima che sia troppo tardi?
Se volete vi consiglio di recuperare la trilogia di Sam Raimi che è di gran lunga migliore di questo film, che potete guardare per osservare uno sguardo differente di quello di Raimi, ma  nulla di più.
DA VEDERE COME UN DIVERSIVO.


Disturbia

E' il film che ha rivelato al mondo Shia La Beuf, e nonostante il plot non sia originale presenta una costruzione di alta tensione capace di incollare sullo schermo dall'inizio alla fine.
DJ Caruso, che già aveva preso la strada del Thriller grazie al film con Angelina Jolie Identità violate, torna a percorrerle con questa pellicola che cita moltissimo il capolavoro di Alfred Hitchcock, madre di tutti i Thriller moderni La finestra sul cortile.
Modificando contenuti ambientazione e forma, il prodotto si presenta come un thriller ben calibrato, adatto ad un pubblico che ama le emozioni forti, ma che vuole anche divertirsi con personaggi freschi di cui è capace di identificarsi.
Il protagonista è un giovane agli arresti domiciliari per aver picchiato il suo professore di spagnolo, ma ci sono delle cose che lo insospettiscono. Comincia a pensare che il suo vicino di casa abbia assassinato la moglie, e allora comincia a spiarlo con i mezzi che ha a disposizione, anche grazie all'aiuto di un amico e della sua vicina di casa di cui è segretamente innamorato. Riuscirà il nostro eroe a smascherare gli scheletri dell'armadio del suo vicino di casa e scoprire se ha effettivamente ucciso la moglie?
Questo film è davvero appetitoso, una di quelle pellicole da guardare e da collezionare, tra i tanti motivi per farlo ci sono personaggi intriganti, una trama avvincente e una regia con le palle, la ciliegina sulla torta è ovviamente Shia La Beuf, che mostra di saper prendere il protagonista del film e trasformarlo: dal ragazzo irrequieto che picchia il professore, al ragazzo che accorgendosi che qualcosa non quadra, cerca di capire cosa effettivamente sia successo. Inutile dire che il sospetto e le ricerche modificheranno il corso della sua maturità, guarderà dentro se stesso e osserverà con maggiore attenzione le persone che vivono accanto a lui. Persino la sua stessa madre, con cui vive e dopo la morte del padre cerca di ricostruirsi una nuova vita.
Saranno anche i suoi amici che si muoveranno al posto suo ad entrare e osservare cosa si cela nella abitazione del misterioso vicino, essi sono il mezzo per cercare come un detective astuto gli indizi che potranno smascherare il colpevole? Ci riusciranno?
DJ Caruso cammina su un terreno minato, ma lui riesce a giocare con Hitchcock in maniera brillante e coinvolgente, con una trama ad alta tensione che non confina mai nel già visto e non è per nulla scontata; ha una sua logica che lo spettatore segue dall'inizio alla fine, anche se si tratta di un soggetto non proprio originale, riesce a mescolare le carte in tavola, sin dall'inizio con la tragica morte del padre, per poi approdare su un terreno più leggero fino all'inizio dell'intrigo, la parte centrale da cardiopalma e la fine, che sarà ricca di sorprese che ovviamente non vi dirò...per saperlo guardate il film.
DA COLLEZIONARE.




giovedì 15 novembre 2012

L'amante inglese

Questa è la storia di una donna normale sulla mezza età, con una vita monotona, un marito dottore e dei figli adolescenti. Decide di aprire uno studio di chinoterapia. A darle una mano c'è un gruppo di muratori, tra cui un uomo che a differenza del marito non è un uomo ricco e ha anche trascorsi penali. Tutto questo ci viene raccontato dopo lo sparo di un fucile nella notte, poi si torna indietro di qualche mese per scoprire lo svolgimento dei fatti.
Lei è Suzanne, una donna con un matrimonio tranquillo, borghese, ha si può dire tutto ciò che ogni persona può desiderare. Lui è Ivan, un proletario che in passato è stato in prigione per un colpo andato male, ora sta tentando di rifarsi una vita con il suo lavoro di muratore. Il marito è uno stimato medico sempre dedicato al suo lavoro.
Questa è la storia di un amore che sboccia tra Suzanne e Ivan, una passione incontrollabile e fortissima, che supera tutte le barriere e gli impedimenti. Neppure l'accanita guerra che il marito le fa pur di tenerla accanto a se riesce a contenere quei sentimenti che esplodono:  ma ci saranno delle conseguenze. Suzanne si vede costretta a rinunciare al suo studio perchè il marito le ha tolto i soldi, pur di tenerla con se, ma non basterà. Suzanne accetterà pure di raccogliere pomodori in campagna pur di stare accanto all'uomo che ama, accetterà qualsiasi cosa. La guerra sarà tenace e durissima, e lei non si arrenderà mai...alla fine ci saranno delle conseguenze e saranno devastanti.
Catherine Corsini dimostra di aver imparato la lezione di Truffaut, che cita grazie alla musica de la signora della porta accanto che accompagna questa tragica e drammatica storia; e non è l'unica citazione. La cosa sorprendente è la sua capacità di tenere lo spettatore sulla corda dall'inizio alla fine finchè non riesce a capire come va a finire la storia; in parole semplici lo tiene su un palmo di mano, e sono pochi gli autori in grado di fare questo.
Suzanne si innamora di Ivan perdutamente, arrivando persino a rubare nella sua stessa casa pur di prendere dei quadri per avere dei soldi, dato che il marito glieli ha tolti tutti.
Non c'è nessuna possibilità di recupero, perchè ormai Suzanne ha capito quali sono i suoi veri sentimenti e non è disposta a scendere a compromessi. Vuole il divorzio, ma il marito non glielo da, e cerca in tutti i modi di riportarla accanto a se.
Questo continuo tira e molla, astutamente dosato e la straordinaria bravura dei protagonisti, fanno si che L'amante inglese sia un piccolo gioiellino che merita di essere collezionato.E' come quei film piccoli, unici che quando li vedi ti sorprendono ogni volta e ti lasciano nuove emozioni ogni volta.
E l'enigma dello sparo verrà svelato, ma cosa succederà realmente?
DA COLLEZIONARE.



To Rome With love

Eh no Woody, stavolta non ci siamo. Mi sa che ambientare il film in italia, e più precisamente a Roma non ha giovato all'ispirazione del grande regista Newyorkese. Abbandonati i fasti delle sue tre città del cuore, al quale si è aggiunta da un bel po' di anni anche Londra, Woody Allen sbarca in italia, con un film che sembra un mix tra la commedia romantica americana, e la copia mal riuscita o quasi del trittico manuale d'amore. Qui siamo proprio alla lontana, e tanto per aggiungere la ciliegina sulla torta quale attore italiano migliore scegliere? Ma Roberto Benigni; che per l'occasione debutta proprio per la prima volta in un film Alleniano, però c'è qualcosa che non va: ci sono troppe cose. Come dice un vecchio proverbio il troppo storpia, e lo si nota da una trama piuttosto confusa e inconcludente; da personaggi che vengono presentati senza mordente; da una regia che invece di aggregare il tutto è priva di ispirazione ed è incapace di raccontare al meglio la storia.
Per una volta, mi sembra logico dire che Woody Allen avrebbe fatto meglio a mettersi in pausa e scrivere un film più ispirato, piuttosto che dirigere questo filmetto che messo a confronto con cinepanettoni non è che si vede tanto la differenza. Stavolta Allen ha fatto un film all'italiana, ricchissimo di stereotipi e clichè, che non ci fanno fare una buona figura a noi italiani, lo devo dire.  Gli attori? Forse la migliore è Penelope Cruz, che offre al pubblico un ruolo colorito e spumeggiante, Benigni che in altri film è stato bravissimo e in alcuni anche fenomenale, in questo è una catastrofe assoluta, la sua parte non si capisce del tutto e non viene descritta come dovrebbe, perchè viene inseguito dalla tv? Cosa gli è successo? Non si spiega nulla, per questo film Allen è come uno stalliere pazzo, che guida un cavallo senza dirigerlo a dovere, per la prima volta non riesce ad amalgamare personaggi e trama per fare un film degno del suo nome, gli è successo diverse volte dove è stato brillante, si nota un titolo come La Dea dell'amore, o il film che ha preceduto questo  Midnight in Paris, dove ci ha regalato una trama parallela e originale.
La parte migliore è senza dubbio quella di Allen, nel ruolo del padre che scopre il tenore che canta bene solo sotto la doccia, il resto è solo noia.
Per questo film c'è un pollice verso, mi dispiace, lo so Allen è uno dei miei registi del cuore, ma quando si toppa si toppa, non è che posso dire il contrario...speriamo in una ripresa con un film migliore e magari più ispirato.
DA EVITARE.



martedì 13 novembre 2012

Beautiful Girls

E' una commedia che ricorda alla lontana i fasti di un capolavoro come Il Grande Freddo, che troverete prossimamente alla fabbrica, diretta da Ted Demme con un cast di attori allora alcuni emergenti, altri promettenti che di seguito hanno riscosso successo mondiale al cinema, esempio tra tutti l'allora quindicenne Natalie Portman.
Ted Demme che intelligentemente si distanzia dal film di Lawrence Kasdan e dirige una commedia disincantata, a tratti disillusa, sull'amore, e le mille illusioni e contrasti legati ai rapporti di coppia.
Il film è incentrato sull'arrivo di Willy a casa, prima del matrimonio per una rimpatriata con i vecchi compagni del liceo; c'è l'amico in crisi che vorrebbe tornare con la sua ex, dopo che lei lo ha tradito con il macellaio, c'è Tommy, che è diviso dall'amore per la semplice Sharon e per la + matura e sposata Darian, c'è l'amico che va matto per le modelle, e che ne vuole sposare una...e ci sono le donne: Marty, una ragazzina adolescente, che si prende una cotta per Willy;  c'è Andera, che fa colpo sui nostri amici ma che cerca un amore sincero; c'è Sharon che soffre terribilmente perchè ha capito che Tommy frequenta ancora Darian, donna sposata e annoiata che non perde tempo a divertirsi, stando su un piede in due scarpe. Alla fine saranno i veri sentimenti a trionfare, anche se si rischia di interrompere rapporti con persone autentiche, e di fare la figura degli stronzi.
Un film che concentra benissimo anche il punto di vista femminile sulle questioni di cuore, ben calibrato con alcuni momenti particolarmente divertenti, si noti il monologo di Rosie O'Donnel al supermercato quando parla delle foto delle modelle che sono false, e che la maggioranza delle donne non può permettersi corpi così perfetti, almeno non senza chirurgia plastica, oltre questa segnalo tra le scene migliori anche quella del bar, dove cantano insieme spensierati.
E' l'amore che viene raccontato senza falsi mascheramenti, da un regista ispirato con degli attori di talento, con personaggi realistici, veri, creando un film fresco e per nulla scontato.
Un film che esprime l'amore in ogni scena, il personaggio che preferisco è quello di Sharon, interpretata da una bravissima Mira Sorvino, che deve soffrire per un amore mai dimenticato del suo tommy per Darien, che era la sua ragazza al liceo...anche lui capirà che non potrà mai stare legato a quei tempi, chi vincerà la partita? Per questo dovete guardare assolutamente il film. E Willy? Riuscirà a sposare la sua ragazza e capire che non deve rinunciare ai suoi sogni?
Una delle migliori commedie sentimentali degli anni novanta, con una regia schietta e sincera, che non vuole raccontare una favoletta d'amore stile Meg Ryan e Tom Hanks, ma vuole raccontare sentimenti veri, con un cast di attori con le palle, e una colonna sonora spumeggiante, che volete di più da un film d'amore?
APPETITOSO




View Conference resoconto manifestazione


VIEW Conference e VIEWFest danno appuntamento al 2013
Torino si conferma capitale internazionale dell’infotainment e dell’audiovisivo
con performance da record per la tredicesima edizione della kermesse
Torino, 21 ottobre 2012 – Con 60 ospiti pluripremiati e oltre 6000 visitatori, molti dei quali
internazionali, VIEW Conference si è conclusa all’insegna del successo, confermandosi la più
importante conferenza europea dedicata ai media digitali. Un momento di incontro per appassionati,
scuole e professionisti che ha registrato un’affluenza di pubblico, proveniente da ogni parte d’Italia ed
Europa. Tutti si sono dati appuntamento a Torino per condividere idee, esperienze, conoscenze con i
più importanti nomi a livello mondiale nel campo dell’animazione, degli effetti visivi, della grafica, del
design, dell’animazione 3D, dei videogames e del cinema digitale.
Questa tredicesima edizione di VIEW Conference, tenutasi presso il Centro Congressi Torino Incontra
da lunedì 15 a venerdì 19 ottobre 2012, ha visto il susseguirsi di talk, workshop, eventi aperti al
pubblico e bootcamp con i nomi più importanti dello scenario mondiale come il 7 volte premio Oscar
Gary Rydstrom, il padre delle serie TV Dan Attias, Genndy Tartakovky che ha presentato in anteprima
italiana il suo primo film per il grande schermo, Hotel Transylvania; il regista Disney-Pixar Mark
Walsh; il mago degli effetti speciali Paul Franklin; Josh Holmes creatore di Halo; Eric Darnell e Rex
Grignon rispettivamente regista e character animator della trilogia di Madagascar; Chris Perry,
pluripremiato regista e sceneggiatore indipendente, Glenn Entis, pioniere della computer grafica; Tom
Wujec, guru del visual thinking, Dan Glass, con la presentazione mondiale del film Cloud Atlas in arrivo
nel 2013 e tantissimi altri ospiti.
Ancora in corso sino a domani, 23 ottobre, i laboratori creativi per le scuole medie torinesi, tenuti da
Erminio Pinque ed Emanuele Micheli che insegneranno ai ragazzi a fabbricare mostri -tramite un
processo di produzione sperimentale che unisce l’arte dei pupi (burattini), delle maschere e dei
costumi- e piccoli robot in grado di interagire con le persone. Gli studenti potranno assemblare i robot
e iniziare a fare i primi passi nella programmazione.
Inoltre VIEW ha indetto numerosi concorsi per premiare i talenti nazionali e internazionali: il VIEW
SOCIAL CONTEST, dedicato a film, cortometraggi, video musicali e pubblicità legati a temi sociali
come la discriminazione, l’immigrazione o la violenza alle donne, vinto da “Caldera” dell’americano
Evan Viera che racconta come la percezione del mondo cambi quando si affetti da malattie mentali; il
VIEW AWARD per cortometraggi animati, andato al corto “Second Hand” opera del canadese Isaac
King; ITALIANMIX per opere dedicate all’Italia, ai suoi simboli e alle sue eccellenze; il GRIMM
ANIMATED per cortometraggi animati che rivisitano i classici dei Fratelli Grimm.
E’ stata poi la volta del VIEWFest, la kermesse che ha presentato grandi anteprime, come quella
nazionale de Alla Ricerca di Nemo 3D e del film indipendente Cloud Atlas, che in Italia arriverà solo nel
2013, nonché l’esclusiva visione italiana del film documentario Indie Game: The Movie premiato al
Sundance Film Festival 2012, e il tributo a Lotte Reiniger, pioniera del cinema di animazione, con la
proiezione di alcuni dei suoi cortometraggi di maggior successo. Tre giorni di prestigiose anteprime
mondiali, il meglio della produzione 3D, retrospettive, film, cortometraggi, arte, videoclip, musica,
workshop per le scuole ed eventi esclusivi. In 4.000 hanno assistito alle proiezioni in calendario dal 19
al 21 ottobre.
VIEW, diretto da Maria Elena Gutierrez, e le sue iniziative si confermano punto di riferimento europeo
della cultura trans mediale a Torino.
‘Un successo da replicare il prossimo anno! – ha dichiarato Maria Elena Gutierrez – L’edizione 2012 di
VIEW è stata una scoperta per oltre 6000 visitatori che hanno avuto la possibilità di incontrare e parlare
con ben 60 ospiti, tutti personaggi di spicco nel campo dell'animazione, degli effetti visivi, della grafica,
del design, dell’animazione in 3D, dei videogames e del cinema digitale. Torino con VIEW Conference e
VIEWFest è la capitale dell’infotainment e della cultura trans mediale e offrono ogni anno grandi
possibilità di crescita coinvolgendo nuovi talenti e studenti del territorio come gli allievi delle scuole
medie torinesi, della scuola Holden, del Politecnico e tante altre, oltre alle anteprime italiane e mondiali
per il grande pubblico.”
VIEW Conference e VIEWFest sono stati realizzati grazie al contributo della Compagnia di San Paolo,
Regione Piemonte, Fondazione CRT, Camera di Commercio di Torino, Città di Torino, Provincia di
Torino e Autodesk. www.viewconference.it/ FB: VIEW Conference/ info@viewconference.it
Contatti stampa
Sec Relazioni Pubbliche e Istituzionali
Teresa Baroni (340 7608713)- Anna Esposito - Francesca Colombo
Tel. 02/624999.1 - baroni@secrp.it; esposito@secrp.it colombo@secrp.it

VIEW  CONFERENCE www.viewconference.it 
VIEWFest www.viewfest.it

CORSO MARCONI 38, 10125, TURIN, ITALY
TEL. +39 011 6680948 - +39 011 19785575;
FAX +39 011 6501214 | info@viewconference.it

lunedì 5 novembre 2012

Ghost Rider spirito di vendetta

E ci siamo, ecco una altra pellicola trash con Nicolas Cage, io non capisco perchè accetti di fare la macchietta in filmetti del genere, un attore che ha vinto il prestigioso premio oscar ormai accetta di fare film soltanto per ingrassare il suo conto in banca; peccato. La pellicola in sè si dimentica facilmente, e di certo non entrerà nell'olimpo dei film che faranno la storia del cinema. Io spero che Cage si fermi un attimo a riflettere sulla sua carriera, che è ormai a un punto morto, che ricorda parecchio viale del tramonto, il tramonto di un attore promettente che non ha mantenuto le promesse che il pubblico sperava in lui.
Questo è il sequel di un film uscito parecchi anni fa, e che come di consueto non ha lasciato ottimi ricordi, ma si sa per guadagnare lo stipendio si fa questo e altro.
Ma parliamo del film, se cercate un film tratto da fumetti e ben fatto posso dirvi titoli divertenti e coinvolgenti, come la trilogia di Spiderman di Sam Raimi, oppure Iron Man, tanto per fare un esempio. Questo film è un insieme di idee, fracassone, strapieno di effetti speciali, ma è un vuoto a perdere, non lascia nulla dentro lo spettatore, solo un insopportabile senso di noia, e un fastidioso contenitore che non ha nulla a che fare con il cinema come noi lo conosciamo.
Peccato davvero,soprattutto per la regia che è approssimativa, superficiale e per nulla intrigante.
Come dicevo prima un film adatto per essere interpretato da un attore che ormai campa soltanto per guadagnare, che non è interessato ad avere riconoscimenti artistici, e vive all'ombra del suo talento, sempre se ancora questo talento esiste in lui. Certo che questo film lascia l'amaro in bocca, in poche parole ormai dico che è una cazzata colossale, qui ci vorrebbe un Quentin Tarantino per rilanciare una carriera, sempre se Nicolas Cage ormai sia d'accordo...ma ne dubito.
Questo è un film da evitare assolutamente, una pacchiana e grossolana pellicola vuota e superficiale adatta solo per farsi delle seghe mentali, ci sono film che è un piacere guardarli, ma altri sono pura masturbazione vuota, ecco ghost rider spirito di vendetta appartiene alla seconda categoria.
EVITABILE




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