sabato 30 giugno 2012

40 anni vergine

Quando uscì questo film, credevo fosse la solita commedia bislacca, e superficiale, e l'ho lasciato perdere, poi un giorno decisi di guardarlo, e mi accorsi che invece dietro il titolo un po' sopra le righe si nasconde intelligenza e realismo, raccontati con un ironia realistica e senza troppe prese di posizioni superficiali.
In scena abbiamo un uomo tranquillo, Andy Stitzer, ha 40 anni, è serio, intelligente, ha un buon lavoro, una collezione di fumetti ed è...vergine, si perchè non gli è ancora successo di far l'amore, quando la cosa viene fuori durante una partita a carte gli amici gli stanno vicino e cercano di aiutarlo a consumare la sua prima volta, e chi sarà la fortunata che sverginerà il nostro eroe? Dulcis in fundo le stravaganti prove per consumare sono alimentate con scene alquanto eccentriche e divertenti senza mai cadere nella volgarità o nella superficialità, il nostro eroe però incontrerà una eroina, Trish Piedmont interpretata da Catherine Keener, sarà lei la fortunata che inizierà all'amore Andy? Per saperlo dovete guardare il film, quello che vi dico è che è un film pieno di sorprese, e scene goliardiche, intelligenti, mai banali, girate con il ritmo giusto e l'ironia accattivante di chi vuole che il migliore amico cedi finalmente la sua verginità a una fortunata, non è da tutti i giorni riuscire ad esprimere, il sarcasmo giusto e intelligenza, Judd Apatow, non cade mai nel ridicolo, il suo film è un film diretto che parla chiaramente che a volte le cose non succedono per tutti alla stessa maniera, e che la vita è piena di sorprese, riuscirà persino ad innamorarsi di Trish, dopo le tante prove fallite, perchè come sempre se le cose vengono forzate non riescono mai del tutto, il film è ricchissimo di scene comiche, tra cui quella dell'amico che presta la sua videoteca porno per insegnargli come si fa...
Il film è inoltre incentrato sulle difficoltà con cui una persona normale si imbatte nella vita di tutti i giorni, certe volte non è facile rimorchiare, e per alcune cose ci vuole del sentimento, ma Andy ha una banda di amici che lo aiutano nella sua missione, ma deve fare i conti anche con una collega che se lo vuole mangiare...e fortunatamente non ci riuscirà, perchè alla fine con un balletto divertente stile Hair, lo spettatore capisce che la missione è stata compiuta, indovinate con chi?
Un film intelligente e divertente, direi spassoso, adatto a tutti quelli che ancora non hanno avuto la fortuna di assaggiare l'amore, e anche a chi lo ha assaggiato può essere un vademecum per esorcizzare pensieri superficiali e boriosi, e anche  a chi pur non avendolo ancora fatto può aiutare ad esorcizzare di sentirsi un alieno.
Spumeggiante, goliardico, fresco e divertente allo stesso tempo.
DA NON PERDERE.


venerdì 29 giugno 2012

Diaz Non pulite questo sangue

La locandina del film ha una frase di Amnesty International, in cui dice la più grave sospensione dei diritti democratici in un paese occidentale dopo la seconda guerra mondiale, già questa frase suona drammatica e tragica allo stesso tempo, non è facile parlare di Diaz, perchè racconta un atroce massacro della polizia a degli inermi e innocenti esseri umani che hanno scambiato per black block, ma qual'è la verità? Chi erano i black block? Non si tratta di un errore, si tratta di abuso di potere, delle forze dell'ordine contro degli esseri umani disarmati che sostavano alla Diaz per poter andare a casa l'indomani, il tutto è successo la sera dopo la manifestazione e i tumulti che hanno infiammato le strade quel giorno di luglio del 2001, in cui c'è stato il G8 a Genova.
La ricostruzione del massacro è agghiacciante, ti spezza il cuore, vedere tutti questi poliziotti che prendono i manganelli e entrano in quella scuola per fare una carneficina, ma fino a dove arriveranno? Non ci saranno colpevoli, non ci saranno punizioni, solo delle prove false e i ragazzi che hanno subito quella barbaria spietatamente fatti fuoriuscire dall'italia senza avere la possibilità di tornare in questo paese se eri straniero, per i poliziotti si è trattato di "errore umano" ERRORE UMANO? Ma fatemi il piacere si è trattata di un vero e proprio massacro cominciato con una bottiglietta tirata per sbaglio da alcuni ragazzi che forse in quella scuola non erano presenti, da quel semplice gesto si è arrivati a un massacro che di fatto ha cancellato i diritti democratici per una notte in italia, un fatto gravissimo che è stato sapientemente insabbiato dalle autorità, le stesse autorità che devono garantire democrazia, e rispetto per la legge.
Daniele Vicari narra la storia come fosse il documento di alcuni ragazzi che si trovavano durante le manifestazioni pacifiche, non quelle violente che hanno infiammato Genova in quei giorni, fattostà che a pagare sono sempre le persone che non centrano nulla, ma forse gli stessi black block si nascondevano nella polizia perchè non è possibile che non siano riusciti a trovarli e a massacrare gente che non centrava niente, disarmati, che non avevano nulla a che fare con gli scontri del G8.
Un film di denuncia incisivo che non vuole essere tenero, vuole raccontare tutto lo schifo che si nasconde nelle grandi manifestazioni ai tempi in cui al governo c'è un tipo come Berlusconi un fascista che con la scusa della democrazia ha illuso un intera nazione per i suoi scopi personali, e che credete come si comportano le forze dell'ordine quando il fascismo è al potere? Può essere chiamato con altri nomi, forza italia, popolo della libertà, etc etc...ma quando sostiene ideologie di stampo fascista non può essere chiamato in altro modo un partito, anche con un altro nome, sempre di fascismo si tratta.
Quando al potere c'è la destra ecco cosa succede, violenza, tumulti e insabbiamento, e me la chiamate democrazia?
Un film da non perdere, per riflettere fin dove può arrivare il potere.
DA COLLEZIONARE.


lunedì 25 giugno 2012

Al Calare delle tenebre

Questo è un horror atipico, che sembra più una filastrocca, o meglio ancora una leggenda metropolitana, e da questo horror che narra la storia di una donna che amava molto i bambini e che ogni volta che perdevano un dentino donava loro delle monetine, ma un giorno è stata vittima di un incendio, in cui rimase sfigurata, e ha dovuto portare una maschera di porcellana perchè la sua pelle è rimasta sensibile alla luce del sole, quindi la gente ha cominciato ad allontanarla come un appestata, leggenda vuole che la donna ha continuato a portare le monetine ai bambini, ma loro non dovevano guardarla in faccia. La storia prende il via quando un bambino dopo aver ottenuto la monetina dalla donna la guarda negli occhi, e questa comincia a perseguitarlo, la prima vittima è la madre del bambino che muore per salvargli la vita, una volta cresciuto la fata dentina colpisce ancora, e si dovrà salvare la vita di un altro bambino, ci riusciranno?
Un film originale e intrigante, girato bene, che si distanzia dai soliti filmetti che fanno più ridere che spaventare, che parte benissimo per dare tenzione che non ti lascia mai dall'inizio alla fine, in un crescendo di suspance in cui la persona che in vita è stata buona dopo un incendio, viene allontanata da tutti, creando una specie di empatia nello spettatore, e anche un po' di umanità nel mostro che di solito viene dipinto come crudele e inumano, qui invece la storia comincia con quella che potremmo  definire una leggenda, che piano piano ha un suo sviluppo e una sua storia, che ha iniziato ad esistere grazie alla crudeltà degli altri esseri umani che l'hanno allontanata, perciò la fata dentina pur restando vicina ai bambini, ha messo la sua regola, ma in quanti la seguiranno rispettandola?
Il film è pieno di riferimenti all'infanzia, che ha nella paura il suo centro e il suo epicentro, e una persona buona che restando sfigurata vuole lo stesso  dare il suo altruismo agli altri, e la paura generata è causa della crudeltà degli esseri umani che l'hanno trattata come un appestata, di certo i bambini avvolte non sapendo la storia la guardano, e sarà l'inizio di un incubo che non ha fine finchè quegli stessi bambini non moriranno, perchè bisogna rispettare gli altri è questa la sintesi della storia, perchè il male causato non l'ha voluto di certo la fata dentina.
Tensione, brividi e suspence non lasciano mai lo spettatore che si trova davanti a un film fatto bene, finalmente dopo tanti prodotto di scarsa qualità, pur non essendo un capolavoro è un buon film diretto e scritto benissimo che fa di certo la sua buona figura.
DA COLLEZIONARE.


Last Days

Ultimo capitolo della trilogia della morte, per questo film Gus Van Sant si ispira alla tragica morte del leader dei Nirvana Kurt Cobain, cambiando ovviamente nome ai personaggi, forse per una questione di diritti, ma la  storia tragica fa comunque capire chiaramente di chi si tratta, ci troviamo di fronte a uno dei film sperimentali e complessi della filmografia di Van Sant, completamente lontano dal clamore dei due precedenti capitoli della trilogia, qui si respira aria di sofferenza, il protagonista Blake è un loser, completamente inghiottito dalla sua solitudine, dal male di vivere, la moglie e gli amici sono completamente assenti, e tutto il mondo attorno a lui non lo prende in considerazione, è un essere invisibile, quasi anonimo, che vive la vita in silenzio, senza speranza nè prospettive, è un personaggio depresso, complesso, che solo la bravura di un attore come Michael Pitt ha saputo trasmettere sullo schermo.
D'altra parte la regia di Gus Van Sant è asettica, filma esattamente ciò che accade come voler dare un pugno nello stomaco allo spettatore per trasmettere quella stessa depressione alla visione di quest'opera, i cui dialoghi sono ridotti all'osso, per accentuare l'oppressione che vive il protagonista, con una pesantezza quasi soffocante, ma se non ci fosse stata il film sarebbe stato banale, ed è proprio questo lato atroce del film che lascia lo spettatore impressionato.
Non ci sono vie di mezzo, o lo si ama questo film, o lo si odia, ma ve lo dico subito, non è un film per tutti, quindi se volete un film di intrattenimento vi posso consigliare mille e più titoli, ma se volete un film complesso e vi piace il cinema sperimentale allora questa è un opera da non perdere.
Sicuramente è il film più disperato di Van Sant, venato di un pessimismo che va oltre ogni limite, in cui chiaramente Van Sant dimostra fin subito allo spettatore che non vuole essere tenero, anzi tutt'altro, lo vuole scioccare, non con particolari scene impressionanti, ma con l'ambientazione della storia, per altro scritta benissimo e diretta in modo superbo da un autore che ha ormai raggiunto una maturità registica che non lascia dubbio della sua grandezza.
DA COLLEZIONARE.


sabato 23 giugno 2012

Histoire D'O

Histoire D'O è uno di quei film che una volta letta la recensione negli altri blog li scopri, pur rendendoti conto di conoscerli ma non li hai mai visti, eppure bene o male tutti ne parlano, però quando li vedi ti stupisci di quanto i giornalisti ne costruiscono gli scandali per rendere accattivante la visione e attirare forde di curiosi nelle sale, Histoire D'O che è tratto dal romanzo omonimo dell'autrice francese  Dominique Aury  sotto lo pseudonimo di Pauline Réage.
In molti dicevano che non era possibile che il romanzo fosse scritto da una donna, ora il romanzo non l'ho letto, ma ho visto il film, in cui ci sono moltissime scene affascinanti, la storia di "O" è quella di una donna che per amore si sottopone a pratiche sessuali masochistiche e a molte pratiche sessuali, con vari uomini venendo trasformata in una schiava sessuale, viene sodomizzata, frustata, insomma gli uomini in quel castello la usano con varie pratiche sessuali e lei prova piacere in questo, fino a quando incontra un uomo, che è il padrone del castello Sir Stephen, che usa autorità anche con Renèe, che una volta trasformata in una schiava perfetta, la consegna a lui definitivamente, e la donna riuscirà a fare di lui il suo schiavo sessuale.
Non è un film per tutti, ma ha delle scene particolarmente affascinanti, altre sono particolarmente forti, ma restano un gradino in alto rispetto a pacchiani filmetti senz'anima, perchè nonostante ciò non sono gratuite e fini a se stesse, ma rappresentano il piacere della protagonista che come un sacrificio accetta tutto ciò per amore di un uomo, che poi verrà surclassato da un altro uomo, che riuscendo laddove lui ha fallito, capisce che lei è una donna che non ha paura di sottomettersi e provare piacere, non ha paura di provare qualsiasi pratica erotica, quindi per lui rappresenta una sfida, che poi sarà anche lei a tenergli testa, perchè una volta provata la dominazione si ha la curiosità di provare la sottomissione, e l'unica donna che può dominarlo non è che O.
Il film non cade mai nel porno, forse è l'unico limite che Jaeckim si è imposto, ma resta comunque un opera intrigante, che ha un certo fascino, e una certa filosofia se vogliamo chiamarla così, un altra parola ci sarebbe ma per ora non mi viene.
La protagonista è l'attrice francese Corinne Cléry, che negli anni è stata molto più attiva in Italia che all'estero e che rappresenta l'oggetto del desiderio maschile in questo senso per un film che negli anni è diventato un vero e proprio oggetto di culto per gli appassionati.
DA COLLEZIONARE.


Martha

Martha è una giovane donna che ormai arrivata alla trentina, non si è ancora sposata, durante un viaggio a Roma, sulla scalinata di trinità dei monti a piazza di spagna il padre muore, con la morte del padre conosce anche un uomo, molto bello ed elegante, Helmut e ne rimane colpita, perchè è molto affascinante, ma lei non sa che è un uomo sadico, una volta sposati lui la plasma psicologicamente, da quel momento Martha, non è più libera di esprimere il proprio io, la propria personalità, via la musica che ascolta, lei ama Donizetti come il padre, e lui invece vorrebbe che ascoltasse la musica a lui più gradita, l'orlando di lasso.
Helmut all'inizio sembra persino troppo normale, quasi noioso, troppo perfetto, quest'uomo inoltre arriverà persino a violentarla, e anche a vietarle di uscire di casa, riusciendo a imbastirle una violenza psicologica terribile che la costringe all'isolamento dagli altri esseri umani, riuscendo a plasmare anche la sua personalità, per questo piano piano Martha scivolerà nella follia e nella depressione, una delle scene più intense del film è quando Martha compra un gattino per avere il contatto con un altro essere vivente, quando troverà la bestiola morta sarà un punto di non ritorno, non esiste via d'uscita, perchè è come se Helmut avesse creato una specie di prigione psicologica, in cui tutto ciò che piace a lei è bandito, ma quello che piace a lui è regola che deve essere seguito e deve anche piacerle.
Rainer Werner Fassbinder dirige un film estremo e doloroso, che è una feroce critica sul matrimonio e sulla dominanza e sottomissione dei coniugi, ma è anche una critica alla società che si sottomette ai voleri di un capo-padrone, in questo caso marito-padrone, che vuole dominare e plasmare la psicologia della donna che ha sposato in un crescendo di tensione che non abbandona mai il  film, ma non si limita solo a fotografare il rapporto sadomasochistico tra i due coniugi, è bravissimo anche a sottolineare l'ambientazione familiare dalla quale arriva Martha, il suo essere ancora signorina superati i trent'anni, il suo essere timida, poi fotografa con precisa lucidità anche Helmut, uomo perfettamente vestito, curato, di tutto punto, bello, affascinante, apparentemente è l'uomo perfetto per essere sposato, ma come dice un vecchio proverbio, non è tutto oro ciò che luccica, e Martha scoprirà ben presto a che tipo di trattamento verrà sottoposta, sarà plagiata, violentata, plasmata, con una sadica e crudele violenza sia sessuale, perchè lui è incapace di amare, sia psicologica, perchè lui non ammette che lei esprima la sua personalità, deve sottostare ai suoi gusti, lui è eccitato da Martha, ma non riesce a fare sesso se non in modo violento e brutale, il loro sarà un rapporto esclusivo e assoluto, in cui il mondo intero è totalmente bandito, questa sottomissione sarà per Martha l'inizio di una discesa verso gli abissi della follia e della depressione, che nemmeno quando tenta di scappare riuscirà ad uscire da quella situazione.
Un piccolo grande film per constatare quando un rapporto diventa estremo e assoluto e finisce per reprimere un essere umano, consigliatissimo per vedere come il male si nasconde sempre in persone dall'aspetto migliore ma dentro sono marce e pericolose.
DA NON PERDERE ASSOLUTAMENTE



giovedì 21 giugno 2012

John Carter

Un film disney, ora mi rendo conto, quando lo vidi credevo fosse un film d'avventura fico, uno di quelli fatti bene per il semplice divertimento del pubblico, ora capisco il perchè, c'è dietro la disney, quindi nulla di male se dico che è un film fatto bene, ma non aspettatevi prodigi, non siamo a livelli di cinema epico, siamo davanti a un opera di puro e semplice intrattenimento che scusando il termine mi ha gasata parecchio, è tutto al punto giusto, la regia, gli effetti speciali, l'avventura, il pericolo, le scene d'azione etc...etc...etc...forse c'è anche troppo, ma siamo davanti al cinema americano e quindi un po' di pomposità è d'obbligo, sul pianeta marte, il giovane eroe John Carter deve liberare la principessa da una casta di alieni che hanno imbastardito la gente un tempo pacifica, come fare per riportare l'ordine? E diciamocelo avanti non dobbiamo mascherarci dietro a maschere radical chic...per favore sarebbe anche ridicolo c'è anche - ma questa è roba scontata - la storia d'amore tra la principessa e l'eroe e come va a finire? Beh guardatevi il film e poi mi dite se ho ragione o meno, i cattivi fanno una brutta fine e l'amore trionferà sempre e comunque, non dopo la classica prova dell'eroe - che è cosa saputa e risaputa, in effetti la trama è un po' scontata, e la recitazione forzata, la cosa migliore del film sono la regia, ma soprattutto gli effetti speciali, di certo non innovativi ma sono fatti bene.
E' un film che non si dovrebbe prendere sul serio, il classico film blockbuster da popcorn, piacevole da vedersi in compagnia per passare tempo con gli amici e tifare per l'eroe di turno se vi piace farlo, non è affatto male e si lascia vedere bene, nonostante la trama scontata.
Che altro dire, rispetto ad altri film fracassoni alla Michael Bay è un puntino a livello + alto, ma la cosa bene o male lascia indifferenti, perchè se fosse stata curata maggiormente la sceneggiatura a quest'ora avremo un film intrigante e appetitoso, invece di un film di intrattenimento che passa e va, senza infamia e senza lode, in conclusione, non è certo un ottimo film ma si fa vedere bene soprattutto se amate gli eroi senza prendersi troppo sul serio o cercare a tutti i costi un film serioso, giusto per passare tempo.


mercoledì 20 giugno 2012

Il Seme della Follia

Inizia questa settimana, una rassegna a cui tengo molto, quella dedicata a John Carpenter, il mio mito un vero maestro horror, che insieme a due geni come David Cronenberg e George Andrew Romero, formano il gruppo dei maggiori esponenti del cinema di genere internazionale, qui siamo a livelli alti signore e signori, e per il film d'esordio ho pensato bene di re-visionare Il seme della follia per poter scrivere una recensione fresca e immediata.
Bene comincia lo spettacolo, mettetevi comodi, che ora parliamo del film, in scena abbiamo uno scrittore, di successo che è in ritardo per la consegna del suo ultimo libro, il suo nome è Sutter Cane, ed è molto letto dagli amanti della letteratura horror, perchè sta ritardando nella consegna? E soprattutto dove si trova? Con questi interrogativi, l'editore della casa editrice invia John Trent un esperto in assicurazioni con una sua assistente per cercare Cane, vi dico subito che si tratta di un viaggio in cui si entra letteralmente nel mondo di Cane, come se la storia che sta scrivendo prendesse vita, infatti la realtà e la finzione si mischiano, e persino il viaggio che Cane e la donna intraprendono è strano, perchè è strano? Perchè arrivano direttamente nella cittadina fittizzia di Obb's End, luogo dove sono ambientate le vincende horror scritte da Cane e Trent sarà testimone di una brutale quanto agghiacciante perdita della lucidità che comincia con dei bambini che vengono attirati in una chiesa sconsacrata, il male si diffonde ovunque, in forma apocalittica, generando psicosi di massa, e mentre Cane scrive, appaiono mostri allucinanti, accadono omicidi insensati e tante altre cose, sarà un apocalisse senza via d'uscita, perchè il romanzo non ha una fine precisa, è come se Trent diventasse un personaggio della storia, il film comincia con Trent rinchiuso in un manicomio che spiega allo psichiatra come si sono svolti i fatti, man mano che il suo racconto va avanti, l'uomo capisce che tutto ciò che racconta non può essere la realtà, ma E' la realtà, che lo voglia o no, ormai la finzione creata da Cane, e il suo mondo, vivono in un altro piano cosmico, in cui Trent e la sua collega sono stati risucchiati, persino la donna quando entra nella chiesa rimane contagiata dal male creato da Cane rimanendo imprigionata nella storia.
Lasciatemelo dire, questo film è un capolavoro, è stato uno dei primi film di Carpenter che ho visto, e che ogni tanto rivedo sempre con piacere, la prima volta che l'ho visto ne rimasi piacevolmente impressionata, il film è curato in tutti i dettagli, la regia, la sceneggiatura, la recitazione degli attori, c'è tutto al posto giusto, ed è il film più allucinato di Carpenter, in cui si notano gli incroci tra il bene e il male che combattono nello stesso piano, tematica che si può dire è il centro del cinema di Carpenter, ma con questo film va oltre, perchè è un film che incrocia la realtà con la finzione, mischiando le carte, rimescolando i generi, questo film è come un allucinazione di massa, che si immischia con l'apocalisse e la fine del mondo e della civiltà umana, il romanzo di Cane sta al centro, e tutti i personaggi ne sono i protagonisti, e DIVENTANO letteralmente i protagonisti del film facendo un tuttuno fino a non capire dove finisce la realtà e comincia la finzione romanzesca generando una follia di massa che causerà la fine del mondo, con uno dei finali più agghiaccianti della storia del cinema di genere, che solo un genio e Carpenter lo è, poteva farlo così bene, ora che ho visto tutti i film di Romero posso dire che strizza l'occhio a Romero Carpenter, omaggiandolo con una sua personale ed inquietante visione.
CAPOLAVORO.



Juno

Opera seconda di Jason Reitman che segna l'inizio della collaborazione con la blogger Diablo Cody che ha scritto questo splendido film, protagonista è una teenager che rimane incinta dopo la sua prima volta...ehy aspettate, no non è come credete voi, non è il solito filmetto teen per adolescenti vuoto e superficiale in cui servono fazzoletti in quantità industriale, si Juno è un film che commuove e che diverte allo stesso tempo, il tutto calibrato, dalla brillante sceneggiatura di  Diablo Cody, e dalla regia di Jason Reitman, che dimostra talento anche con il suo secondo film, che è stato la rivelazione cinematografica della stagione 2007/08 vincendo anche il festival del cinema di Roma, ma premi a parte, c'è la storia che è originale e al tempo stesso intelligente e spassosa.
Protagonista è Juno, una adolescente che decide di far sesso con un compagno che le piace, ma resta incinta, come risolvere la cosa? Ovvio all'inizio si cerca di interrompere la gravidanza per eliminare l'incidente di percorso, ma quando scopre grazie ad un amica che invita le donne a non abortire e le dice che il bambino che aspetta ha le unghie e all'ambiente un po' sopra le righe della clinica abortiva un po' sopra le righe, decide di tenersi il bambino, e come risolvere la cosa? Ovvio, cercando una famiglia che possa adottarlo, all'inizio la sua decisione verrà presa male da parte delle amiche e del padre, ma poi piano piano aiuteranno Juno in questa sua scelta, il ruolo del padre della ragazza è fondamentale, perchè nonostante tutto cerca il meglio per sua figlia appoggiando questa sua iniziativa, anche la matrigna che è per lei come una madre, le fa da madre in tutto e per tutto standole vicino, troverà i genitori giusti per il suo bambino? Si e anche no...ok scusate lo spoiler la verità è un altra, ma lo scoprirete quando visionerete il film.
Cosa ne penso io? Innanzitutto ci troviamo davanti a una commedia fresca, spiritosa diretta da un regista ispirato, i personaggi sono presentati in modo spigliato e intelligente, ognuno con un suo preciso punto di vista condivisibile o meno, la cui peculiarità è entrare in sintonia con gli spettatori, è facile riconoscersi in Juno, che è ancora una bambina, ma dimostra una maturità fuori dal comune, a rispetto di altri che davanti alle scelte scappano via, viene spontaneo pensare che Juno è tutti noi, ed è proprio così, conoscerà una coppia di coniugi che non possono avere figli e li sceglierà come genitori per il suo bambino.
Dico solo una cosa, si stabilisce un rapporto speciale tra Juno e la madre adottiva del suo bambino, dico solo questo e per chi ha visto il film sa di cosa sto parlando, un film che noi donne dovremmo vedere, e soprattutto far vedere ai nostri compagni o mariti o fidanzati, per capire la forza delle donne e la meraviglia di diventare genitori, cosa che molto spesso oggi viene presa in maniera superficiale.
In conclusione, un film dove la commozzione e le risate sono presenti, e vengono trasmesse da personaggi che riescono ad entrare nel nostro cuore con una semplicità unica, bravissima Ellen Page, che per questo ruolo si è trasformata in Juno riuscendo ad essere naturale e fresca, anche tutti gli altri attori sono bravissimi, compresa Jason Bateman e Jennifer Garner, che sono i genitori adottivi del bambino di Juno.
DA NON PERDERE ASSOLUTAMENTE.




lunedì 18 giugno 2012

Il Sorpasso

"Chi è sta cicciona?
Mia mamma
Ah perbacco, bella donna"


"Non bevi, non fumi, non sai guidare la macchina.
ma ti godi la vita tu?"


"Ma non ci siamo già conosciuti io e lei?
Non mi pare.
Ma si, come no! Sa dove?
Dove?
Lì alla macchina delle sigarette, poco fa!"


Questo film è un autentico cult, un capolavoro, che racconta di un viaggio in automobile, nel giorno di ferragosto di un quarantenne immaturo, che non ha nulla da fare nella vita, e di un giovane studente universitario, che viene coinvolto dal primo nel suo giro in macchina a zonzo per l'italia, è un road movie che racconta l'italia del boom, e devo dire che invecchia bene, come il vino buono, io che l'ho visto da poco posso constatare anche l'amarezza che ci ha messo Risi di due generazioni a confronto, quella disillusa che della vita non gliene frega un cavolo, e quella di grandi speranze che vengono a meno grazie all'invadenza del primo.
Il personaggio cardine è ovviamente Bruno, interpretato da Vittorio Gassman, che inizialmente doveva interpretarlo Sordi, ma per impegni ha rinunciato al film, Gassman riesce a centrare appieno il personaggio di Bruno e a caratterizzarlo alla sua maniera, riuscendo a creare un icona che dentro l'italia del boom ci sta a pennello.
Bravissimo anche Jean Louis Trintignant, qui ancora giovanissimo che riesce ad essere naturale nella sua interpretazione del giovane studente ingenuo.
Nonostante sia una commedia, si nota l'amarezza con cui la storia è narrata, un banalissimo giro in macchina si trasforma in un viaggio che cambierà la vita ad entrambi, due uomini appartenenti a due generazioni differenti, il primo immaturo fannullone, il secondo è un ingenuo che vuole staccare la spina con lo studio, il tutto comincia con una telefonata di Bruno alla casa dello studente, e dopo grazie alla sua invadenza lo coinvolge nel suo giro in macchina, che nel bene o nel male cambierà la vita a entrambi, il finale amaro lascia supporre che nella vita non si può decidere il proprio destino.
E' un film è stato fonte di ispirazione per Dennis Hopper che poi ha diretto Easy Rider dal titolo americano del film di Risi che era Easy Life.
Il viaggio che sarà di sola andata per il giovane compagno di bruno, racconta di un italia che ormai non c'è più e si nota la critica di Risi verso la superficialità del boom economico, del benessere rappresentato da Bruno, due mondi si incontrano e si scontrano in un viaggio che alla fine non sarà per il giovane studente di ritorno, non è certo un viaggio iniziatico, è un viaggio lungo l'imprevedibilità della vita, che tutto lascia sperare per un ritorno, ma che non arriverà mai, un ritorno a quella sicurezza in cui il ragazzo è cresciuto, come la scelta di una strada da percorrere, solo che se fosse tornato e avesse insistito, le cose sarebbero state migliori, ma non si può andare in faccia al proprio destino, non quando percorri una strada sconosciuta piena di incertezze che ti allontana sempre di più verso la tua vita e il tuo futuro.
In conclusione, una commedia senza happy end, che è entrata nella storia del cinema e ancora oggi è attualissima nonostante siano passati cinquant'anni dalla sua uscita.
CAPOLAVORO.









Il cuore grande delle ragazze

E' una commedia romantica, quella diretta da Pupi Avati, un film fatto alla vecchia maniera con un cast di attori brillanti tra cui spicca l'ex cantante del lunapop Cesare Cremonini che con Micaela Ramazzotti, sono la coppia di innamorati protagonista di questo film.
E' un film girato benissimo, fresco, brillante, capace di conquistare il pubblico scena dopo scena, e per un film italiano non è roba da poco, il cast di attori poi è azzeccatissimo, anche se Andrea Roncato  mi è sembrato un po' fuori parte, una piccola nota stonata, ma forse fa parte del personaggio, il padre del ragazzo.
Carlino, figlio di contadini, è invitato dalla famiglia proprietaria del terreno dove lavora suo padre a casa loro per conquistare una figlia in età da marito, il fatto è che sono due le ragazze, e il trio passa il tempo a giocare e a ridere, le cose cambiano quando arriva Francesca, molto più bella delle sorelle, e tra i due ragazzi scoppia l'amore inizialmente osteggiato dai genitori di lei, così i due ragazzi si frequentano di nascosto, va tutto bene finchè lui non ne può più di aspettare che vuole fare l'amore con lei, e allora si sposano, al primo tentativo non va bene perchè il prete è malato, quindi devono rimandare le nozze, ma quando finalmente giungono a sposarsi, lui la tradisce con un altra donna, e senza aver consumato lei lo lascia perchè gelosa, e non ci può niente e nessuno per farla tornare, finchè non arriva la notizia della morte di Carlino...
Frizzante, scoppiettante, fresca, è una commedia girata benissimo e ambientata nell'italia degli anni trenta, recitata benissimo e scritta altrettanto bene, con protagonisti curiosi e bizzarri che riescono ad entrare nell'immaginario degli spettatori, come la sorella di Carlino,  che aspetta sempre il ciclo mestruale e ha i capelli lunghissimi e sta a letto tutto il giorno, il padre della sposa che critica sempre il padre dello sposo, personaggi altamente sopra le righe che riescono a divertire esattamente perchè appaiono per come sono, molte volte si sfiora il ridicolo, alcuni non li sanno caratterizzare i personaggi, Pupi Avati invece, li rende empatici riuscendo a far sorridere anche in scene drammatiche il che è un vantaggio a suo favore.
In conclusione è un bellissimo film di un autore che sa raccontare storie, ma soprattutto sa come raccontarle per fare divertire il pubblico, sia ai propri fan, che a quelli che si stanno avvicinando al suo cinema, come la sottoscritta, e di questi tempi con il cinema italiano è cosa più unica che rara.
DA NON PERDERE.


Gli effetti collaterali dell'amore

Quando ho cominciato a vedere questo film mi aspettavo di vedere una commedia romantica, dato il titolo italiano, e invece mi trovo alle prese con un normalissimo film che parla della carriera di una giovane donna in una azienda farmaceutica, girato con stampo documentaristico, ma allora l'amore dov'è? Misteri dei titolisti italiani che scrivono titoli che non centrano nulla con la trama e sono agli antipodi con il fim stesso.
Perciò non è una commedia romantica, però è un film girato abbastanza bene, in cui una ragazza è alle prese con il suo lavoro in azienda, inizialmente osteggiata per il suo modo di presentarsi, ma poi piano piano sarà capace oltre di rinnovare il suo look anche di dimostrare di vendere bene, va tutto bene, finchè non si accorge che  un farmaco che quella azienda produce è dannoso per la salute delle persone e che loro lo vogliono lanciare sul mercato pur conoscendo i rischi, la nostra eroina farà giustizia allo scenziato spietatamente licenziato?
Ma io dico che centrano gli effetti collaterali dell'amore quando si parla di lavoro aziendale? Eh si questa me la devono spiegare certi titolisti, avvolte è meglio lasciare il titolo originale e il film ne guadagna, ma qui preferiamo cambiare in modo da richiamare il pubblico, così il pubblico che guarda il film crede sia una commedia romantica e cerca di capire dove sta la storia d'amore, quando si accorge che la trama parla di tutt'altra cosa ci resta male, comunquesia rimane questo l'unico difetto inaccettabile per questa pellicola che definisco intrigante e coraggiosa, è un film sperimentale che nulla ha a che fare con l'amore o commedie zuccherose (mandiamo al diavolo i titolisti italiani!!!) Kathreine Heigl è persino più brava in questo film  e dimostra maturità e coraggio per un ruolo adulto piuttosto lontano dalle commedie zuccherose con cui la conosciamo, in un film da guardare documentandosi prima sulla trama mi raccomando.
In cabina di regia c'è una donna, il che rende la cosa al quanto appetitosa, il film è un piccolo oggettino da collezionare e ne vale la pena...nonostante il banalissimo e alquanto inadeguato titolo italiano.
APPETITOSO


domenica 17 giugno 2012

La donna della mia vita

La storia di due fratelli, che si contendono il cuore di una donna, uno è sposato, l'altro no, chi dei due vincerà? Nonostante le premesse e gli attori bravi, alcuni cercano di fare film imitando l'inventiva degli stranieri, avvolte ci riescono altre volte la loro abilità si trova di fronte a soggetti più grandi di loro e si rischia di floppare, ok forse ho esagerato, il film in effetti non mi è dispiaciuto, di certo è un film che bene o male si lascia vedere bene, ma la qualità lascia un po' a desiderare, c'è un po' troppo e nonostante la bravura del cast i difetti del film sono nell'impostazione del racconto, e manca di passionalità anche se alla fine i due fratelli lottano per avere il cuore della ragazza ma è un contentino che lascia l'amaro in bocca, perchè Lucini, non sa dirigere l'orchestra, e si rischia di mandare lo spettatore a nanna, ma questo fortunatamente non funziona anche perchè dimostrano di saper interpretare bene i loro personaggi nonostante la regia di Lucini cerchi in tutti i modi di dimostrare di essere un autore, sono proprio gli attori a manovrarlo come una marionetta, ma questo non basta a farne un ottimo film.
Un opera che bene o male passa e va, senza nessuna pretesa, ma non dobbiamo aspettarci più di tanto quando ci sono grossi calibri come Alessandro Gassman e Stefania Sandrelli, che recitano con volti praticamente sconosciuti come Luca Argentero e Valentina Lodovini, che ne fanno un film di intrattenimento per serate romantiche tra ragazze ma nulla di più, se aspettate un capolavoro vi posso consigliare qualche film migliore di questo, ma se cercate la distrazione questo film è perfetto.
Ma andiamo alla storia, due fratelli uno sposato e l'altro single appena mollato dalla fidanzata si innamorano della stessa ragazza, cosa succederà quando le carte si scopriranno e dovranno confrontarsi con i loro rispettivi sentimenti? Chi rimetterà a posto le cose?
Intrigante, schietto, piacevole, riesce a divertire senza essere troppo serioso.
NON MALE.



Amici, amanti e...

Una volta c'era la commedia romantica, piena di lacrimoni e buoni sentimenti, oggi la formula è leggermente cambiata, e con una buona dose di trasgressione si comincia dal sesso per arrivare al cuore...ma aspetta, la formula non è di certo nuova, perchè è stata trattata anche per un altro film però uscito dopo di questo Amici di Letto con Justin Timberlake e Mila Kunis, cambiando qualche cosa nella sceneggiatura, altrimenti sarebbe stato un remake.
Si perchè ora la commedia romantica è più trasgressiva, e ci sono attori più appetibili rispetto alla virginale Meg Ryan e al romantico Tom Hanks, che rappresentavano l'american way of life riveduto e corretto aggiornandolo ai giorni nostri, oggi ci vuole trasgressione, ormai i tempi sono cambiati, quindi ecco attori protagonisti come l'apparentemente dolce Natalie Portman e l'ex signordemimoore Ashton Kutcher per una commedia dal sapore piccante ma non troppo che riesce nel suo intento, che dire altro, che è carina? Ok lo è, che è accattivante? Anche, poi vediamo gli ingredienti per l'originalità ci sono tutti, l'unico neo, è che ci sono dei cloni riveduti e corretti, e gli spettatori rischiano di vedere film con le stesse tematiche con una formula che si ripete, parliamoci chiaro, il film è carino, diverte, e spero che la ruota si fermi a pochi titoli con lo stesso tema altrimenti ci troviamo dei cloni finti remake che non hanno lo stesso appeal.
L'originalità non è un optional, e poi si sa, che dall'originale non si può paragonare una pallida copia, fattostà che questa formula è più appetitosa e funziona.
Natalie Portman e Ashton Kutcher possiedono l'appeal giusto, che conquista, anche se preferisco di più la coppia di Amici di letto, più sexy ed emancipati, questi sono romantici, ed è il film giusto per ragazzine in cerca di un modello per una cotta passeggera, detto questo è il classico film che si lascia vedere bene, anche grazie alla bravura dei due protagonisti, che sono naturali e riescono bene ad entrare in empatia con il pubblico, la trama rispetto al film con Timberlake è leggermente più seria e matura e ricalca fedelmente ciò che avvolte avviene nella realtà, i tempi cambiano si sa, e bisogna adeguarsi, anche raccontando l'amore con un pizzico di pepe, il che non guasta mai.
APPETITOSO


sabato 16 giugno 2012

Cowgirl - Il nuovo sesso

Presentato a Venezia dove non ha suscitato pareri lodevoli, uscito qualche anno dopo sforbiciato, è uno dei film più icompresi di Van Sant, in cui si trova per la prima volta a decidere di scendere a compromessi, è un opera il cui fine principale è l'ultimo saluto di Van Sant all'amico River Phoenix scomparso proprio l'anno in cui il film avrebbe dovuto vedere la luce, l'origine letteraria non migliora certo le cose, eppure io non voglio essere severa con questo film, che dappertutto ha sempre critiche piuttosto severe, altre acide, comunque, non è la prima volta che lo vedo, e sicuramente lo vedrò anche altre volte, cosa ne penso io? Il film non mi è dispiaciuto, c'è un cast di attori tra cui Rain Phoenix, sorella di River, che ora suona in una sua band, e questo film segna una delle poche incursioni della sua carriera cinematografica, precocemente abbandonata per amore della musica, poi ci sono Sean Young, in un piccolo ruolo che è quasi un cameo, Keanu Reeves, Loraine Bracco e tanti altri.
E' un film che per apprezzarlo forse è meglio che ti distacchi dal libro, che ovviamente non ho letto, e che molti considerano l'opera minore di Van Sant, e non è detto che lo sia, sicuramente dato il tempo passato alcune persone lo considerano datato, altri lo considerano un cult, altri ancora un opera altalenante e via dicendo, è sicuramente un film che ha diviso sia la critica che il pubblico, però sinceramente parlando dopo la visione di oggi mi sono accorta che è un film bizzarro, complesso, che bisogna capire prima di tutto e prenderlo per quello che è, non è certo un opera da guardare per intrattenimento e che forse con il tempo acquisterà valore (d'altronde anche la versione cinematografica di twin peaks ha avuto critiche feroci ma con il tempo è stato rivalutato come un cult movie e tra i  migliori film di Lynch), come tutte le opere complesse è il tempo ad avere l'ultima parola. E' un film da rivalutare, perchè racconta di ideali, di femminismo, di lesbismo e di omosessualità, che sono sempre stati temi centrali nel cinema di Van Sant, visti e letti in maniera originale e per nulla banale, il film non è certo un capolavoro ma si fa guardare bene, nonostante siano passati 19 anni, è bello constatare inoltre che molti attori che hanno lavorato a questo film, se non tutti conoscevano River Phoenix, e che lo stesso River abbia collaborato prima della sua morte, raccontato da un amica fan di River Phoenix, che mi ha illuminata su questo film e mi ha detto di guardarlo sotto una diversa ottica.
CULT.


giovedì 14 giugno 2012

Mine Vaganti

Non è una sempice commedia all'italiana, dietro Mine Vaganti, c'è  una critica arguta sul perbenismo piccolo borghese di cui una famiglia è vittima, e non solo, c'è anche una feroce critica sui pregiudizi riguardanti l'omosessualità che è l'argomento al centro di questo film.
Ferzan Ozpeteck, calca la mano e si nota, facendo a brandelli il mondo incantato con la sua regia che tutto sembra tranne amorevole, lui vuole distruggere quel mondo "normale" edulcorato fatto di un padre omofobo e di una madre che è incapace di ragionare con la propria testa, per paura di quello che dicono gli altri, la mina scoppia a tavola, durante il cambio di gestione per la fabbrica di pasta che il padre gestisce e di cui se ne dovrebbe occupare il figlio maggiore, ma accade qualcosa, Antonio, il figlio maggiore, ha il coraggio di fare coming out con la sua famiglia, dichiarando la sua omosessualità, accade una tragedia, il padre si sente male non prima di cacciarlo di casa, e la madre fa una tragedia americana, così tocca al figlio più piccolo Tommaso, anche lui gay, portare la maschera del perbenismo per mandare avanti la società di famiglia e nascondendo le sue vere tendenze, ma quanto durerà? Ozpeteck fa un film sincero e onesto, mettendo nero su bianco, tutti i circoli viziosi, del vivere in una famiglia vittima di omofobia e pregiudizi e lo fa grazie a uno script acuto e intelligente e a un cast di attori affiatatissimo in cui spiccano Ennio Fantastichini uno dei più bravi attori italiani in circolazione, e Riccardo Scamarcio, finalmente in un ruolo maturo, dopo essersi allontanato dai filmetti teen di Moccia, non sono da meno gli altri attori che sono Lunetta Savino, Elena Sofia Ricci e tanti altri ancora.
E' un film che mette alla berlina la piccola borghesia italiana, parlando di omosessualità come fosse un tabù e non come una naturale tendenza umana, c'è il classico padre, vero maschio italiano, la madre tipica donna vittima delle credenze all'antica, insomma, quel mondo Ozpeteck cerca di farlo a pezzi, facendo capire al pubblico che le mine vaganti non sono i giovani che dicono apertamente la loro omosessualità, ma coloro che vivono accanto a loro, sono loro i familiari, le vere mine vaganti, pronte ad esplodere se qualcuno non si allinea con il loro modo di vivere, chi ha il coraggio di uscire fuori, viene bandito, e chi non ce l'ha e per amore paterno e tanti altri motivi si allinea per aiutare la famiglia, rimanendo vittima di pregiudizi e di un circolo vizioso. Un film capace di guardare oltre gli stereotipi, con sincerità, evitando le macchiette comiche con cui vengono descritti gli omosessuali, e guardandoli più come esseri umani che come esseri alieni.
DA NON PERDERE.


mercoledì 13 giugno 2012

Reeker - Tra la vita e la morte

Un film che non aggiunge nulla agli Horror come li definisco io, protagonisti sono un gruppo di adolescenti idioti, che si incappano in un maniaco che li sbudella, beeene, e qui? Cosa c'è di tanto innovativo? Il film è pieno di clichè e stereotipi che sembra la brutta copia di non entrate in quella casa aggiornato e "corretto" per modo di dire e pensato per i teenager in astinenza da horror come si deve, anche se devo dire che i trucchi sono ben fatti, ma  è troppo poco per definirlo un horror nel vero senso della parola, le stesse scene sono fini a se stesse, di una violenza gratuita e immotiviata, vabbè immotivata nel senso che la trama è imprevedibile, e il film fa acqua da tutte le parti, ci sono dialoghi stupidi che non vanno mai a fondo della storia, nè si capisce chi si nasconde dietro la maschera del killer che poi li fa fuori tutti quanti sbudellandoli.
C'è troppa confusione e troppa carne al fuoco, il tutto diretto in maniera incoerente da un autore che incapace di tessere i fili della trama ed arrivare al punto, si concentra di più sugli effetti e le scene gore dimenticando la cosa più importante, costruire una storia, che è fondamentale per carpirne l'ingranaggio della storia, e questo ha ammazzato un film che poteva sicuramente essere migliore, Dave Payne, l'autore è incapace di tenere alta l'attenzione dello spettatore imbastendo la trama e collegandola con un filo diretto tra il film e gli spettatori, che si trovano davanti a uno spettacolo agghiacciante di scene gore senza mai svolgere un climax e capire il perchè di questo orrore, come succede con questi giovani autori horror, tirano sempre la pietra e poi la nascondono, perchè? Perchè non andare fino in fondo e fare un horror degno di nota? Così ci troviamo davanti al solito horror demenziale che invece di spaventare annoia e disgusta, io non capisco perchè sprecano soldi in film in cui non si è capaci di andare fino in fondo, o meglio non si è capaci di spaventare, almeno Tob Hooper con il suo non aprite quella porta faceva capire chi erano gli assassini, invece qui non si capisce un tubo, ci sono un gruppo di sfigati che salterebbero in aria anche con uno starnuto e c'è un killer senza identità che li fa secchi tutti quanti, ah ora ho capito, i protagonisti sono talmente stupidi che si è pensato bene di eliminarli in modo che il killer fosse l'unico eroe del film, ed in effetti sono talmente logorroici che viene facile anche per gli spettatori volere la loro eliminazione, un film prevedibile con una trama già riproposta in altri film meglio riusciti di questo che a differenza fa annoiare, in sostanza un opera evitabile.
Peccato.


Due occhi diabolici

Ultimo appuntamento con la rassegna di George Romero, e per chiudere in bellezza, questa settimana, ecco l'ultimo film, diretto a quattromani con nientepopodimeno che Dario Argento, prendendo spunto su due racconti di Edgar Allan Poe si è voluto fare un film a quattromani in cui Romero, dirige il primo episodio, che vi dico subito è una chicca imperdibile, specialmente se questo regista lo conoscete, e Argento dirige il secondo episodio.
Qual'è la prova migliore? Senza dubbio quella di Romero, io la definisco terrificante, anche se anche Dario Argento non scherza affatto, beh prima che si impantanasse in filmacci di bassa qualità almeno nel secondo episodio, ci sono tutte le sue tematiche il che non è male. Ma veniamo a noi ecco la recensione vera e propria...
Primo episodio, che è quello che ci interessa maggiormente che si chiama Fatti, nella vita del signor Valdemar, abbiamo come protagonisti una coppia di diabolici amanti, in palio c'è un ricchissimo testamento e si ci deve sbarazzare del cadavere del marito di lei, come fare? Grazie all'ipnosi di un medico che è l'amante della donna, ma ci sono delle coincidenze che giocheranno a loro sfavore, l'uomo morirà e siccome, è stato ipnotizzato, si è aperto un varco dall'aldilà e lui è tra il mondo dei vivi e quello dei morti, l'unica soluzione è svegliarlo dall'ipnosi, ma il medico ci penserà quando sarà ormai troppo tardi e la moglie sarà morta, pensate che tutto questo è finito? No amici miei, perchè se la porta si è aperta, sarà difficile chiuderla, specialmente se il medico per prendere sonno si autoipnotizza e muore nel sonno, come pensate potrà risvegliarsi?
Secondo episodio diretto da Argento il cui titolo è Il gatto nero, protagonista è un fotografo, interpretato da Harvey Keytel, che è ossessionato dalle immagini di violenza e morte, ed è sempre presente sulle scene di efferati delitti, quando muore il gatto della sua compagnia si scatena in lui una furia omicida che sarà per lui una trappola, perchè nonostante la buona volontà nel mascherare i suoi crimini, un gatto nero perseguita la sua esistenza e le bugie non avranno potere e saranno per lui una mannaia come le pedine del domino che cadono a una  a una, nonostante tutti gli sforzi, alla fine non sarà facile liberarsi sia dei vicini impiccioni che dei poliziotti che alla fine scopriranno il cadavere della compagna mangiato dai cuccioli di gatto...e sarà la fine...

Bene, due grandi autori si incontrano per raccontare storie terrificanti tratte dai racconti di Edgar Allan Poe, ve lo dico subito, è un opera ambiziosa quanto intrigante, e per tutti gli amanti dell'horror non si può certamente perdere, con buona dose delle tematiche dei due autori che sono ben presenti, l'episodio migliore resta comunque quello di Romero, anche se neanche Argento scherza, il suo è l'episodio più terrificante, ma mentre Romero gioca col pubblico, Argento, cerca di raccapricciarlo, creando una dicotomia da rendere la pellicola imperdibile per ogni appassionato di cinema e di cinema di genere che si rispetti.
Forse è l'ultimo dei grandi horror, dico forse perchè ovviamente il cinema di genere è ancora da esplorare, diretto da due autori della vecchia guardia, e tutti questi novellini dovrebbero guardarlo per imparare come impaurire la gente, e mollare le telecamerine, perchè tanto quelle non servono a niente e fanno solo girare i cocomeri, bene, che altro dire? Da non perdere ovviamente.
DA COLLEZIONARE.



martedì 12 giugno 2012

Albert Nobbs

Un film dallo stile impeccabile, e da una regia curatissima nei particolari, ma è evidente che si tratta più di un film d'attori che d'autore, sulla storia di una donna che finge di essere un uomo, a cui rimarrà imprigionata per sempre in questo ruolo.
Il soggetto del film, a cui Glenn Close ha sempre voluto interpretarlo al cinema, nonostante siano passati tanti anni in cui non è riuscita a farne una versione cinematografica, c'è riuscita in questi anni, grazie all'amico Rodrigo Garcia, con cui ha lavorato a diverse pellicole, come dicevo prima è un film d'attori, in cui spicca una bravissima Glenn Close, che da sola vale la visione del film, che grazie a uno script scritto da Glenn Close stessa che praticamente salva il film, mostrando una sensibilità creativa e recitoriale da incantare il pubblico, e non vi nascondo che alla notte degli oscar tifavo per lei e non per Meryl Streep, che in pratica le ha rubato la statuetta, vedere la Close in un ruolo sensibile e lontano dai ruoli autoritari con cui l'abbiamo conosciuta è stata una sorpresa, il film che è un ritratto di donne imprigionate in ruoli e in maschere per essere se stesse, non è facile nella società dell'ottocento, anche perchè si rischia di essere scoperti, e allora si rischia grosso, a meno che non si trova qualcuno che è imprigionato come te in una maschera, e allora le cose cambiano, anche se si è sposate con una donna, è un film sul dramma di una condizione che mi ha sorpresa molto, certo non è un capolavoro, ma in confronto a certi film superficiali vale la pena di visionarlo, soltanto se Garcia avesse fatto una regia più elastica magari il film ne avrebbe giovato, ma nonostante ciò il film resta un oggettino da visionare, anche perchè il cast è affiatatissimo e si vede, il mondo maschile e il mondo femminile si incrociano, ma se gli uomini falsi riescono a dimostrare sensibilità, gli uomini veri dimostrano tutta la loro bassezza e superficialità, come dice un vecchio proverbio l'abito non fa il monaco, anche se fortunatamente Albert Nobbs riesce a non farsi scoprire, anche se il rischio diventa maggiore una volta decide di sposare una giovane ragazza incinta di un cameriere, che lui vuole fregare i soldi ad Albert per debiti di gioco, il finale è drammatico e molto triste in cui Albert si vede tutti i suoi sogni infranti ma non dico nulla per non rovinare la sorpresa  a chi non l'ha visto, dunque in conclusione un film da vedere, soprattutto per la grande interpretazione di Glenn Close.
APPETITOSO.


Capodanno a New York

Nella notte dell'ultimo dell'anno qualsiasi cosa può accadere, anche che la luce che per l'occasione sale su dall'empire state building non funziona, e molte storie si incrociano tra loro, un modo diverso di raccontare l'amore, diretto da un Garry Marshall in forma seppur non smagliante, dimostra di saper raccontare storie, anche se si tratta di farlo in occasione dell'arrivo dell'anno nuovo, ok forse questa rece è fuori tempo ma che importa, si doveva fare e la faccio stop!
Un cast stellare per un film piacevole, che sinceramente non stanca mai, e che diverte, e questo è un punto a suo favore, poi raccontare l'amore durante l'ultimo dell'anno è un occasione in più per essere romantici e buttare giù qualche lacrimuccia, specialmente per noi femminucce, si si, lo sappiamo benissimo che ci piace sognare e piangere al cinema, anche se non si piange a dirotto sicuramente qualche lacrimuccia l'avete sentita nel vostro bel faccino no? Poi anche se Marshall non è un esperto in cinema di fazzoletti, è sicuramente un esperto in commedie romantiche, dopotutto stiamo parlando dell'autore di Pretty Woman, autentico cult movie che ha lanciato la stella di Julia Roberts, il film è simile a quello stile ma è più incentrata sulle storie di diversi personaggi, un opera corale che riesce a intrigare e a divertire, beh è un occasione per vederlo la sera dell'ultimo dell'anno prima che arrivi la mezzanotte, ovvio, altrimenti ci facciamo brutta figura, oppure da vedere il giorno di capodanno, tanto per augurarsi un buon anno e sperare nell'arrivo dell'anima gemella.
Un film discreto e piacevole, che di questi tempi non guasta mai, e nel grande calderone di uscite più o meno apprezzabile, riesce ad essere pregievole, in mezzo a tanti filmetti anche poco meritevoli di essere visti, che dire, se amate le storie romantiche, fa per voi, anche perchè non è smielato o zuccheroso tipo i film con Meg Ryan, e ha le carte in regola per piacere  a un grande pubblico, in barba dei soliti filmetti usa e getta, è un film per tutti che riesce ad essere piacevole e divertente, che altro dire se non andate a vederlo? Ovviamente la notte di capodanno, sempre se volete!!!!
APPETITOSO.




lunedì 11 giugno 2012

Ombre dal passato

PREMESSA, non ho visto il film originale, quindi parto un po' a svantaggio in questo momento, appena vedrò l'originale magari parlerò dettagliatamente dell'opera, quindi in questa recensione mi limiterò a parlare di questo film, che come tutti gli horror giapponesi, hanno la loro versione a stelle e strisce, il motivo ormai lo sapete, non voglio essere ripetitiva perchè altrimenti finisco di scrivere la stessa recensione per tutti i film  e rischio di diventare noiosa.
La regia di un giapponese, forse sembra qualcosa di intrigante, e nonostante ci siano momenti da alta tensione, ben calibrati non si va al nocciolo della questione e quando si arriva a sbrogliare l'intera matassa si perde dentro un bicchiere d'acqua, l'originale sarà sicuramente migliore, e mi premurerò a guardarlo il prima possibile.
Come dico sempre io, ha senso rifare un film? Si e no, per la prima ipotesi guardi un film rifatto da altri e il più delle volte vuoi guardare l'originale per confrontare la qualità, non ha senso perchè già esiste una pellicola, quindi se si fanno i remake è anche una questione di soldi e anche di ingaggiare attori belli e famosi, per richiamare il pubblico delle giovanissime, il che è uno svantaggio per la pellicola, in altri casi sono gli stessi autori dell'originale a rifare i remake, con risultati ben più diversi, altri casi invece si fanno per farsi un nome a livello internazionale, una volta la pensavo diversamente e dicevo che i remake sono utili per conoscere i film originali, in parte è vero, ma veniamo al film, non è male ma mi aspettavo di meglio, certo è guardabile rispetto a tanti filmetti usciti di recente che invece di rabbrividire fanno schiattare dalle risate, ma non è neanche tutto sto grande film, in scena abbiamo due fidanzati, e un terribile segreto legato a lui, al ragazzo che si materializza quando la ragazza crede di aver investito un altra ragazza, e se la ritrova per casa in giro a vagare come un fantasma che li perseguita, finito lo spavento iniziale, cerca informazioni riguardanti lo spettro, fino a scoprire la sconvolgente verità.
Ma veniamo al punto, il film è guardabile, il tipico film che nonostante ci siano difetti evidenti non è male guardare con accanto un pacchetto di pop corn e una cocacola, ma si ferma lì, un semplice film di  intrattenimento e basta, che più che brividi regale un po' di tensione e qualche sussulto, che in un film horror equivale allo sbadiglio davanti a una commedia.
Ho visto horror decisamente migliori di questo, per una dettagliata analisi aspettate la recensione del film originale.


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