giovedì 22 dicembre 2011

La Fabrica dei sogni va in vacanza

La fabrica dei sogni va in vacanza, e vi augura in Buon natale e un felice anno nuovo, ovviamente di grande cinema, ci ritroveremo qui giorno 3 gennaio come sempre tutti i giorni con le recensioni, con tantissime sorprese e novità, intanto mi gusto il natale e il capodanno con tanta musica e allegria, ringrazio tutti gli amici che mi seguono augurando loro buone feste e soprattutto un buon capodanno, si ok la befana è anche festa ma è minore rispetto ai festoni di natale e capodanno, vabbè intanto passiate sereni le feste e mi raccomando alla linea eh? Hahahaha scherzo ovviamente un abbraccio a tutti da parte mia e di nuovo auguri di cuore.

Arrietty - Il mondo segreto sotto il pavimento

film scritto da Hayao Miyazaki è una favola per grandi e piccini che farà di tutto per stupirvi, nel mondo dell'animazione 3D che ha invaso l'industria del cinema, c'è ancora chi crede alle storie scritte col cuore e fa subito centro, la storia è quella di Arrietty, una minuscola bambina che fa parte della razza dei prendi in prestito, piccoli gnomi che vivono nascosti nelle case ma che non possono mostrarsi agli esseri umani altrimenti devono andare via, Arrietty rompe questa assurda regola quando fa amicizia con il ragazzo proprietario della casa che li ospita, è solo e non ha amici ed è anche malato, la loro sarà un avventura che li porterà a scoprire quanto c'è di più bello al mondo l'amicizia.
Lo studio Ghibli, ammetto che è il primo film che vedo scritto da Miyazaki e mi ha colpita molto, perchè in apparenza sembra un semplice cartone animato, ma che possiede la forza delle grandi storie che un tempo i bambini vedevano coi cartoni animati giapponesi, ma con una marcia in più, sa suscitare emozioni intense e riesce a colpire laddove ormai l'animazione computerizzata è pompata non fa ed è curioso che un cartone animato riesca a far palpitare il cuore, perchè questo significa tanto, innanzitutto significa che c'è ancora speranza e che il grande cinema, quello degli artisti della settima arte, vive ancora e pulsa di passione propria che lo fa andare avanti, se amate il vero cinema d'animazione non perdetevi assolutamente questo film, perchè non è un semplice cartone animato è un piccolo ma grande capolavoro che riesce a toccare laddove ormai le storie pompate dal 3D non sanno fare più, evviva il cinema tradizionale dico io eh si, poi tocca anche i temi del diverso, dell'incomprensione verso esseri di un altro mondo e del piccolo grande dono che è l'amicizia che riesce a salvare chiunque, perchè l'amicizia oltre ad essere un dono è anche una medicina per ritrovare il gusto di amare la vita e di andare avanti.
CAPOLAVORO.





mercoledì 21 dicembre 2011

Carnage

un film che abbaia ma non morde, e avrebbe tante tutte le qualità per essere una pellicola sagace, provocatoria e dissacrante, non c'è niente di tutto questo, solo un gruppo di borghesi stressati che sbraitano, urlano ai quattro venti le loro frustazioni inappagate, e i loro rancori, è un peccato perchè c'è un quartetto d'attori capace di tutto, e di più, ma la regia di Polanski si muove tra la satira del bon ton al film superficiale finendo per fare una pellicola che si muove tra questi due punti senza mai andare al centro sagace della storia.
basterebbe tanto così per farne una pellicola attraente che fa centro al primo colpo, ma così non è, Carnage risulta una pellicola interessante per molti versi, è interessante ma è un film riuscito a metà, interessante perchè sottolinea l'incapacità degli adulti nel risolvere le situazioni più semplici senza sbranarsi (in questo caso urlare) peggio di come fanno i bambini piccoli, che poi scopriremo alla fine i loro figli risolveranno la situazione meglio di come l'hanno risolta i loro rispettivi genitori, perchè accade questo? Perchè il figlio di una coppia ha dato un colpo in bocca con la mazza da baseball al figlio dell'altra coppia, e qui si inizia prima con le buone maniere, per poi cominciare il litigio, in cui Jody Foster è la mina vagante che fa innescare il tutto, il litigio che culminerà quando Kate Winslet vomiterà sulle riviste di arredamento di Jody Foster, è lì che la bomba esplode e cominciano a urlare, qui dovrebbero cominciare a sbranarsi, tra il marito della Winslet Christoph Waltz che parla sempre al cellulare, l'altro marito che è un emerito imbecille e che svaluta l'immagine della moglie che vorrebbe l'immagine di alto livello dato la professione che fa, insomma, in parole semplici è una commedia nera che non fa centro, che non sbrana, ma riesce solo a sbraitare senza il mordente della provocazione e della innovazione che avrebbe fatto gola a un regista come Luis Buñuel.  , lui si che sarebbe stato pungente, e provocatorio, facendo una satira sulla borghesia come effettivamente ci ha abituati, il film è tratto dalla pièce di Yasmina Reza Il dio della carneficina che sicuramente sarà migliore del film di polanski. Bravissimi gli interpreti che danno il meglio di se, soprattutto Kate Winslet che è strepitosa, ma la bravura degli attori non basta al film per farlo decollare.




Le cinque variazioni

Un film che è il documentario sul cinema secondo Lars Von Trier, che  sfida un altro regista danese Jørgen Leth a rifare il primo film della sua carriera, con regole e trabocchetti, molto simili ad impedimenti, cioè per dirla con parole semplici Lars Von Trier ti fa andare fuori di testa, e dimostra quanto sia sadico il suo metodo di lavoro, ma la cosa è divertente, perchè se l'anziano regista, da noi piuttosto sconosciuto dato che le sue opere non sono mai andate oltre i confini danesi, in poche parole, tanto per farvi capire il tutto il nostro Lars gli fa fare 5 versioni del suo film d'esordio, il perfetto essere umano, e ogni volta c'è una variazione, un trucchetto, un impedimento, si va dal film normale con 12 fotogrammi al secondo fino ad arrivare al cartone animato, è divertente e fuori di testa vedere questo regista anziano arrivare fino a vedergli fumare le orecchie per stare sotto le regole precise di Lars Von Trier, il film che è un documentario sul cinema intelligente, acuto, spiritoso, e talmente fuori di testa che ti viene voglia di pigliare lars von trier per il collo per dirgli basta, ma è proprio questo il bello, perchè sotto sotto si capisce subito che è una partita a scacchi tra i due, per smascherare l'altro, la partita chi la vincerà? Lo volete sapere? Mi dispiace, non ve la dico altrimenti capite subito, per saperlo non vi resta che procurarvi questo film assolutamente perchè oltre che dura poco, è anche interessante per vedere come TORTURA Von trier questo povero regista, allora se non siete molto masochisti, e vi piace il cinema intelligente ma che vi fa sbattere la testa al muro non perdetevelo, perchè c'è da divertirsi e molto, allora secondo me è un piccolo documentario che avrebbe meritato un premio per questi due autori che si dimostrano istrioni, se non siete masochisti vi avviso che il film può risultare antipatico e Von Trier vorreste strozzarlo, ma vale la pena di darci una occhiata anche.
DA NON PERDERE ASSOLUTAMENTE.


martedì 20 dicembre 2011

Lanterna Verde

Secondo comic movie dell'anno, uscito quasi in contemporanea con Capitain America un altro nome  questa volta della DC comics spunta nel grande calderone delle produzioni cinematografiche, usando la tecnica del 3D che ormai è una rivoluzione come lo è stato il sonoro ai tempi d'oro del cinema, almeno è quello che dicono, Lanterna Verde racconta le gesta, di un giovane che è stato scelto da un altra lanterna che è stata imprigionata perchè ha sconfitto colui che voleva diffondere la paura nel mondo e che liberandosi ha potuto scegliere il suo successore in un giovane ragazzo Hal Jordan che grazie ad un anello acquista i poteri delle lanterne verdi, all'inizio lo prende come un gioco, e comincia ad usare i suoi poteri subito dopo aver pronunciato la formula del giuramento delle lanterne, ma le cose sono ben più serie di una scazzottata dentro un bar, o di qualche saltino qua e la, Hal viene trasportato nel pianeta Oa per poter imparare a controllare i suoi poteri, ma le cose non saranno alquanto facili visto che non è mai successo che l'anello scegliesse un umano come lanterna verde, ma il giovane riesce a superare le prove grazie al suo coraggio, ma qualcosa di oscuro sta avvicinandosi come una minaccia per la terra e i suoi abitanti, uno scienziato, Hector Hammond deve eseguire l'autopsia su Abin Sur, e la forza malefica viene trasmessa allo scienziato che uccide il padre, Hal che è ritornato sulla terra perchè Sinestro lo ritiene timoroso in combattimento, grazie ai poteri dell'anello riesce a sconfiggere lo scienziato che si è impossessato della paura e minaccia di distruggere l'umanità, il giovane riuscirà a fare un impresa da ricordare e a guadagnarsi il titolo di lanterna che sorveglia la terra...
Martin Campbell, non è certo Spielberg, e nemmeno Bryan Singer, regista di X men e il primo episodio di Superman e nemmeno Raimi, ma di certo dirige una pellicola spettacolare, avvincente che conquista a primo colpo, un ottimo film con un cast di giovani attori che lo rende appetitoso, impossibile non riuscirne conquistati dopo la visione, c'è tutto, non manca nulla, e non c'è nulla di gratuito o superficiale, anzi, gli ingredienti sono dosati al punto giusto in modo che lo spettatore si diverta dall'inizio alla fine, una pellicola del genere non richiede grandi interpretazioni, ma gli attori sanno caratterizzare ottimamente i loro personaggi tanto da risultare simpatici e accattivanti.
DA NON PERDERE.


lunedì 19 dicembre 2011

The Tomorrow Series - Il domani che verrà

Se questo è l'inizio abbiamo buone speranze, beh un film al livello interessante e per un inizio serie direi che ha anche dei punti di vantaggio per appassionare il pubblico di tutte le età, finita l'era del maghetto Harry Potter, e dei vampiri con al v minuscola di Twilight che somigliano più a supereroi che alle terribili creature horrorifiche con cui le leggende, la letteratura e soprattutto il cinema ci hanno insegnato a conoscere e apprezzare, inizia un altra serie, questa volta più terrena, più realistica, in cui un gruppo di giovani adolescenti come tanti, sono alle prese con una misteriosa invasione in cui delle persone hanno imprigionato i loro cari e devono imparare a combattere per sopravvivere, pensate a un gruppo di teenager pacifici, che devono crescere subito e imparare a imbracciare le armi per combattere questa invasione, il primo capitolo non rivela nulla di chi sia che ha invaso il loro territorio, ma mostra questi giovani, che vanno in campeggio e poi una volta tornati a casa non trovano nessuno dei loro familiari, beh chiunque di noi urlerebbe di paura, perchè non sai nulla dei tuoi genitori, dei tuoi fratelli e delle persone che ami, devi imparare a cavartela da solo, a sparare, e a nasconderti, e soprattutto devi scoprire dove diavolo sono i tuoi cari, e magari a salvargli la vita, no, no, non si tratta di eroi, sono ragazzi normali, l'eroismo lasciamolo ai fumetti, che nonostante hanno successo sono sempre appetibili, questa serie è diversa, è diversa perchè prima di tutto è reale, sincera, schietta, non ci sono magie, nè incantesimi, spero vivamente che abbia il successo delle altre serie di film perchè questa merita e molto, perchè colpisce di più, è diretta, devi colpire il tuo nemico per salvare altre vite, comprese quelle dei tuoi cari, e sarà una lotta difficilissima, ma riusciremo a capire di che si tratta e perchè ha invaso il loro paese? Speriamo che ci saranno altri indizi nel secondo capitolo, intanto gustatevi questo capitolo, che mostra senza troppe reticenze, nè smancerie, come questo gruppo di ragazzi deve mostrare le palle per salvarsi il sederino, e di questi tempi mi sa che è proprio la serie giusta per tutti i gusti. Il film sottolinea anche i loro ideali, che devono essere messi da parte per questa immane tragedia che è capitata a loro.
DA NON PERDERE.




La città verrà distrutta all'alba

Un film senza dubbio minore di Romero, ma che presenta un morbo, un virus sfuggito al controllo dei laboratori il trixie, fa impazzire le persone di una tranquilla cittadina, c'è chi violenta la figlia e si suicida, chi incendia negozi, chi uccide il primo che capita, chi uccide la propria famiglia, i militari e il governo arrivano alla cittadina per calmare la situazione e la bloccano per evitare il diffondersi della malattia, il trixie non è nient'altro che un arma biologica segreta che per un errore è arrivata ai cittadini, non c'è via di scampo, persino i medici che sono in cerca di una cura rischiano la propria vita per salvarli...
Un film apocalittico, che presenta i consueti temi Romeriani, d'altronde stiamo parlando del papà degli zombie, qui invece il tema è simile anche se è diverso, ma la sostanza non cambia, autentico cult movie, soprattutto per chi ama il genere horror, misti con i consueti ingredienti che hanno fatto grande il genere soprattutto negli anni cinquanta, un film vecchio stampo, che non ha avuto molta fortuna ai botteghini, ma che merita di essere visto e riscoperto, e lasciate perdere il remake, anche se è interessante, questo è molto più lacerante e apocalittico, un autentico gioiello per tutti gli amanti del cinema di genere, di certo è uno di quei film che meritano una riscoperta, soprattutto per la visione di Romero in cui è impossibile sfuggire, tantomeno aiutare le persone colpite da questo virus, e senza dubbio è una cosa agghiacciante oltre che tanto triste, ma se da un lato il film ha le sue imperfezioni, dall'altro è una analisi interessante sul potere che hanno sia la scienza che le sue scoperte, sia come vengono usate se messe nelle mani sbagliate, e chi è a pagarne è sempre l'umanità.
Notevole l'uso della regia, e soprattutto la recitazione degli attori che sembrano davvero tanti matti, che senza controllo si danno fuoco, come il prete che si immola con la benzina, l'anziana che uccide con ferri da cucito lo sceriffo, soprattutto chi sotto banco vorrebbe "risolvere" la situazione insabbiando tutto.
DA COLLEZZIONARE.


domenica 18 dicembre 2011

I Love you Man

Peter e Zooey si stanno sposando, sono felici, è tutto pronto, ma c'è un problema, Peter non ha amici maschi, e con questo non può scegliere chi sarà il suo testimone di nozze, Zooey è disperata e ne parla con le sue amiche, che gli danno l'idea di frequentare i loro mariti, ma l'amicizia non si può manovrare, ben presto Peter capirà che ci vuole ben più degli interventi delle proprie amiche e dei giochi a carte o guardare le partite, dopo pochi giorno ormai Peter si è stancato di cercare l'amico, lo trova in un giovane che sta partecipando a una presentazione per vendere la casa di Lou Ferrigno il giovane si chiama Sydney Fife e Peter rimane molto colpito dalla sua personalità, che sia l'amico giusto? Come sempre succede l'amicizia nasce sempre in modo spontaneo, si ritrovano e si accorgono di avere molte cose in comune, e passano la maggioranza del tempo insieme, vanno ai concerti, alle partite, stanno a casa a suonare, insomma direi che ci siamo ha trovato l'amico ideale, e passano parecchio tempo insieme, fino a trascurare la fidanzata, Zooey, che dice che gli manca, e che non stanno insieme da un po' di tempo, le cose peggiorano quando con Sydney Peter si porta anche Zooey, l'unica soluzione? Stare un periodo separati per un esame di coscenza di entrambi, ma alla fine avranno capito tutti quanti che non è giusto rinunciare all'amore o a una amicizia, la cosa importante è stabilire i limiti di tutto, e le cose si rimetteranno apposto...
Un film divertentissimo, e che non è assolutamente volgare, ma al contrario è ironico, intelligente, acuto e racconta senza facili fronzoli l'amore e l'amicizia così come sono, senza inutili smancerie, bellissime le scene con Sydney soprattutto quando fa fare i bisogni al cane e non pulisce la strada, e soprattutto quando fa vedere all'amico il suo angolo per la masturbazione ricco di carta per non sporcare, e quando Peter racconta all'amico che Zooey non apprezza il sesso orale e poi Sydney lo dice davanti a tutti, che è la classica goccia che fa trabboccare il vaso ai due piccioncini, un film spensierato che riesce a divertire con sincerità tenendosi lontano da facili lacrimucce per raccontare l'amicizia maschile e le goliardate che spesso nascono tra amici, e soprattutto i facili commenti delle amiche della sposa, tutte brave a  parlare ma all'esame dei fatti non danno nessun aiuto, anzi sanno solo peggiorare la situazione.
Bravissimi Paul Rudd e Jason Segel, la regia di John Amburg è semplice e schietta, adatta per una commedia, ultimo consiglio personale se volete le commedie tutte lacrime e sospiri statene alla larga, ma se adorate le goliardate lontane dalle volgarità ma per farvi due sane risate è il film giusto per voi.
DA COLLEZZIONARE.




Epidemic

Secondo film di Lars Von Trier, che sarebbe in realtà un film nel film, potreste anche confondervi, ma la forza delle immagini e l'energia che vive in questo film che ha come sfondo la musica di Wagner ne fanno un opera affascinante e curiosa, un film da collezzionare assolutamente, già si nota il talento di Von Trier sin dalla fotografia dai colori oscuri, non vi è nota di colore, nulla, forse per sottolineare l'effetto drammatico della storia? La cosa curiosa è che sia la storia in cui lo stesso Von Trier con un altro giovane scrive il film su una epidemia di peste bubbonica, che il film vero e proprio hanno la stessa fotografia sgranata, oscura, come se fosse un unica storia, in cui Von Trier ha la straordinaria capacità di coinvolgere lo spettatore dall'inizio alla fine del film, in cui egli stesso nel film che sta scrivendo si vede come un medico idealista che per salvare vite decide di scendere nel mondo ma sarà veicolo della stessa malattia, invece che di salvare le persone, la diffonde, nonostante la città sia ormai chiusa in quartieri per evitare che la malattia sfugga di mano e diventi un epidemia e di conseguenza salvare vite, ci sono due momenti veramente estremi, in cui il medico decide di intraprendere la propria strada per bene dell'umanità e nel finale in cui una donna viene ipnotizzata chiudendo come un cerchio un opera che in apparenza sembrava un film dentro un altro film.
Un film davvero curioso e affascinante che riesce a far riflettere sull'umanità quando si trova di fronte al pericolo di qualcosa che minaccia la sua sopravvivenza, un piccolo ma grande film d'impatto emotivo che non lascia per nulla lo spettatore in modo superficiale, ma anzi lo rende partecipe, lo interessa, è un opera complessa di non facile lettura, ma che una persona che comincia adesso con Von Trier può trovare pesante, ma tra i fans del regista, quelli che almeno hanno visto qualche suo film può risultare interessante.
DA NON PERDERE ASSOLUTAMENTE


venerdì 16 dicembre 2011

Il gioiellino

Un azienda di prodotto caseari, fiorente, che fa guadagnare soldi a destra e a sinistra, un gioiellino, in cui molti vogliono mettere le mani, e guadagnarci pure loro la loro fetta di torta, quando la leda viene quotata in borsa presto le sue quotazioni si alzano maggiormente, ma la borsa è infida, e il presidente, invece di affidarsi a persone qualificate, si affida ai suoi familiari, gente diplomata, ma incompetente per l'organizzazione dell'azienda sia anche per gestirla perchè è incapace di farlo, risultato? Il Crack, ben presto la Leda perde molti soldi, finendo per ritrovarsi il culo a terra, l'unica soluzione è inventarsi soldi, soldi che in realtà non ci sono e che finiranno per inghiottirli tutti, liberamente ispirato al crack della parmalat, è un opera che sottolinea la spregiudicatezza e l'avidità umana, diretto in modo semplice da Molaioli, anche se è un po' sottotono, e interpretato da due attori cardine della cinematografia italiana, il bravissimo Tony Servillo e Remo Girone.
Ma la spregiudicatezza e l'avidità sono solo l'inizio di quello che dico io perchè quando non ci si pone limiti nell'agire si fa di tutto per spolpare il gioiellino e farlo rimanere a galla, ma non si può fare sempre che la botte resti piena con la moglie ubriaca, presto le cose cominciano a farsi complicate, il capo della leda è troppo debole per tenere testa a quei lupi dei suoi familiari e si ritrova con una bancarotta da capogiro, in cui tutte le famiglie che lavorano rischiano di perdere il posto di lavoro, mangiarsi i soldi non è il miglior modo per mandare avanti una azienda, ma nemmeno inventarsi i soldi, come puoi pagare la gente se non hai i soldi o i soldi che dici di avere sono messi li solo per rassicurare i creditori?
Un film drammatico che scuote, che fa indignare, e che fa soprattutto riflettere su chi ha una fortuna, ma che è incapace di mandarla avanti, mettendo dei lupi a spolpare l'osso al posto di persone competenti che riescono a mandarla avanti.
DA VEDERE.





L'ultima casa a sinistra

Ispirato al capolavoro di Ingmar Bergman la fontana della vergine, Wes Craven gira con la complicità di Sean S Cunningam autore di venerdì tredici la sua opera prima, un opera talmente scioccante in cui lo stesso Craven si allontanerà non riconoscendosi, il film si rivelerà un autentico cult movie col tempo, ma avrà problemi di distribuzione sia in inghilterra che in molte parti del mondo a causa delle forti scene presenti, il film in italia è visibile sia in versione integrale che accorciata, la prima è uscita con i sottotitoli.
L'opera in se si accosta benissimo agli horror che uscivano in quel periodo come ad esempio non aprite quella porta, anche se non allo stesso livello dell'opera di Tobe Hooper, come ho detto all'inizio è ispirato alla fontana della vergine, di Bergman autore preferito di Craven in cui due ragazze che uscite di casa e in cerca di un po' d'erba, entrano in una casa, rimanendo vittime di un gruppo di maniaci sessuali assassini che prima le violentano e poi le uccidono squartate, poi trovandosi in panne con l'automobile arrivano all'ultima casa a sinistra non sapendo che è la casa dove vivono i genitori di una delle vittime, all'inizio va tutto bene, trovano cibo, ospitalità, ma qualcosa non quadra, i comportamenti bizzarri degli ospiti e alcuni indizi portano a sospettare la madre che potrebbero essere gli assassini della ragazza, sospetti che troveranno conferma nelle rivelazioni che usciranno dalle loro stesse bocche la sera a letto, e la madre era nelle vicinanze e ha potuto ascoltarle, il giorno dopo arriva la resa dei conti finale e sarà un altro bagno di sangue.
Violento, eccessivo, disturbante, è un opera che fa impressione soprattutto sia per il tema trattato che per la trasformazione di normali persone in assassini, persone che sono lontane anni luce dalla violenza e dalla crudeltà di questi psicopatici.
Un opera prima che lascia di stucco, anche se è ancora imperfetta, ma già si notano i temi di Craven che saranno presenti in tutta la sua filmografia, l'incapacità dei poliziotti di dare una mano nelle indagini, il capovolgimento della storia, poi anche lo scontro finale in cui è sempre la gente comune a doversi scontrare con gli assassini  e psicopatici.
CULT.


giovedì 15 dicembre 2011

Vampiro a Brooklyn

Eddie Murphy chiama Wes Craven, per cercare di rinverdire la sua carriera, e fare un film horror, ma l'operazione non riesce come si sarebbe aspettato, il vampiro di Murphy non inquieta e nemmeno fa ridere, anzi è all'opposto ricco di stereotipi e di battute che lo hanno reso celebre ma che in questo film sono inopportune.
La regia di Craven è indecisa su cosa fare, se pestare il piede della commedia, o il pedale dell'horror, facendo del film un opera confusa ricca di stereotipi su neri, siciliani, italiani in genere appesantendo la storia, che poteva essere interessante dato che c'erano vampiri, se non ci fossero queste forzature comiche che di comico non hanno nulla anzi, sono talmente stereotipate da risultare fastidiose.
La recitazione degli attori peggiora ancora di più la situazione, se Eddie Murphy da una vena sarcastica del suo vampiro allontanandosi dalla figura di come la conosciamo e rendendolo un pupazzone inespressivo che quando deve azzannare le persone cambia persino il colore degli occhi da neri diventano gialli, manco fosse malato di epatite...gli altri attori tra battute sarcastiche  a go go e scene a dir poco imbarazzanti ne fanno un film goliardico riuscito solo a metà, che fa il verso ai veri horror, che sono di  tutt'altra pasta, l'unica veramente brava è Angela Bassett, che anche se si trova in un ruolo che non le appartiene lo rappresenta al meglio delle sue capacità, d'altro canto Wes Craven poteva far di meglio,  o scegliere un film diverso invece di parodiare un genere facendone un polpettone indigesto, non sempre mischiare i generi cinematografici risulta simpatico al pubblico anzi tutt'altro, specialmente quando ci troviamo di fronte a cinema di genere e parodie, meglio scegliere un genere e fare un film decente che centomila e farne film brutti.
Da evitare.


mercoledì 14 dicembre 2011

Un gioco da Ragazze

Non aspettatevi molto da questo film, forse è il solo modo per apprezzarlo meglio.
E' un opera prima che mette in scena il vuoto di una generazione, che si legge Vanity Fair in classe e segue la moda ostinatamente dettata da Kate Moss e Paris Hilton, che di certo non sono i modelli per formare caratteri o personalità degli individui, anzi tutt'altro, ma la colpa non è lo squallore con cui si incentra il mondo fintamente dorato di queste due starlette, ma è nella psicologia delle protagoniste che in america vengono comunemente chiamate Queen B, anche se le Queen B a confronto sono innocque, e fintamente oche, queste invece sono spietate, crudeli, dei serpenti velenosi che con la loro presenza avvelenano coloro che si mettono sulla loro strada, la più bella, la più spietata di tutti è senza dubbio Elena, che è anche la più pericolosa, gli altri attorno a lei non esistono, sono stupidi, inetti, ciò che la attraversa va distrutto, se si mette sulla sua strada, ma è una persona sola, incapace di provare sentimenti verso il suo prossimo, una bambola vuota capace solo di comandare come una aguzzina, nella loro vita e nella loro leadership a scuola tutto procede bene, finchè non arriva un professore idealista che rischia di rovinare tutto, allora Elena e le sue amiche iniziano un gioco che avrà un epilogo tragico  e inaspettato.
Il film ha anche i suoi difetti, la recitazione è pessima, ma tra i suoi pregi c'è una regia efficace e un plot che anche se è tratto da un romanzo riesce a catturare l'attenzione dello spettatore dall'inizio alla fine, e trattandosi di un opera prima non è roba da poco, il film riesce a intrigare e a indignare, soprattutto per il vuoto di una generazione che viene descritto senza facili sentimentalismi di un Moccia o di altri filmetti per teenager che a confronto fanno più ridere che riflettere.
Il rapporto tra Elena e il professore diventa pericoloso quando le cose cominciano a farsi serie, lei vuole catturarlo nella sua rete, ma fare certi giochi può portare a delle conseguenze terribili, conseguenze che una ragazzina ancora non riuscirebbe ad affrontare come un adulto, la cosa che veramente fa riflettere in questo film è la consapevolezza per i ragazzini di volersi far vedere ormai adulti navigati, e di voler comandare con piglio dittatoriale, laddove devono prendere la consapevolezza che bisogna vivere secondo la propria età, non secondo come si vuole essere o come si vuole apparire, e questa è una cosa da non sottovalutare mai, ma in una società dove è più importante apparire, essere fighi, essere in, si arriva a far l'amore con il primo che ti capita, coi fidanzati delle tue amiche, con chiunque, perchè tu devi essere quella che non sei, e ti costruisci una personalità fasulla, che cancella tutto quanto, per questo Elena comincia questo gioco col professore, perchè il professore, prima della fine è una persona normale appare per quello che realmente è, per poi trasformarsi alla fine in quello che Elena vorrebbe. Agghiacciante.
DA COLLEZZIONARE.





Parto Col Folle

Cosa succede quando si incontra un tipo normale, Peter che deve raggiungere la moglie perchè deve partire, e un tipo assolutamente fuori di testa Ethan che trasformerà il suo viaggio in una follia?
Un film esilarante e goliardico in cui i due attori protagonisti i sensazionali Robert Downey Jr e Zach Galfianakis, ne combinano di tutti i colori, anzi è il secondo che ne combina al terzo dall'inizio alla fine fanno il viaggio insieme, e tra i casini combinati, il viaggio si rivelerà un autentico collasso.
Il secondo è un vero pazzo psicopatico, che trasformerà il viaggio in un supplizio, inizia tutto all'aereoporto, come se era destino che quel viaggio li avrebbe uniti, e sarà l'inizio del calvario, finiranno per prendere la stessa postazione sull'aereo, per poi perdere la possibilità di continuare dato che viene scambiato per un terrorista e l'unico modo per continuarlo è in macchina, e sarà una vera e propria tortura. Film che riprende il filone delle commedie buddy buddy, rese celebri da Walter mattau/Jack Lemmon, anche se ha una cattiveria più incentrata e meno audace, il film rende bene soprattutto per la recitazione degli attori, che non fanno perdere mai il filo del divertimento al pubblico, la regia è frizzante e accattivante, certo non ci troviamo di fronte a un capolavoro, ma di fronte a un film divertente, tanto per staccare, e per farsi due crasse risate, certo ci sono parecchie scene divertenti, come ad esempio quella in cui scambiano per caffè le ceneri del padre di Ethan o come Peter che cerca di allontanarsi grazie all'arrivo del suo amico e fanno saltare l'auto per far saltare Ethan, dato che lo ha ridotto con un braccio rotto, ci sono scene esilaranti, comiche in cui ci si diverte davvero, un film da non perdere, soprattutto se amate sganasciarvi dalle risate.



lunedì 12 dicembre 2011

Amici di Letto

Io lo dico sempre, mai sottovalutare un amicizia per poi fare sesso e continuare ad essere amici come nulla fosse, non si può fare così, motivo? Semplice, l'amore ci mette sempre il suo zampino, è quello che succede ai nostri protagonisti, Jamie (Mila Kunis) e Dylan (Justin Timberlake) che dopo aver lasciato i rispettivi fidanzati si ritrovano a New York, lei aiuta nel suo lavoro lui, lo introduce diciamo così e fanno un patto, fare sesso senza alcun coinvolgimento sentimentale ma rispettando il fatto di essere amici, quanto durerà?
Insolita e divertente commedia romantica che si distanzia dalle lacrimose e caramellose commediole, a cui il cinema americano ci ha abituati da tanti anni a questa parte, innanzitutto presenta due protagonisti in splendida forma, e che riescono ad essere naturali senza mossette nè macchiette puccicose, che caratterizzano certi personaggi ormai divenuti fastidiosi, sanno caratterizzare i loro personaggi nel modo più naturale possibile, sono in splendida forma e si vede, c'è un alchimia che rende palpitante se non accattivante il film e si nota dall'inizio alla fine.
L'amore fa tanta paura? E' forse questo che si chiede Will Gluck con questo film? Forse si, fattostà che se anche c'è dell'attrazione fisica ed erotica, i nostri beniamini faranno i conti con l'amore, nel momento esatto in cui smettono di essere solo amici per sesso e guarderanno nel profondo del loro cuore si troveranno in crisi, perchè nonostante tutto, nonostante i buoni propositi, ed uscire anche con altre persone per trovare l'amore non sarà lo stesso, perchè il sentimento è già presente e palpabile, alla fine non potranno che arrendersi all'evidenza, buttando all'aria quello che avevano programmato, perchè con l'amore non c'è nulla da fare, si accetta e non si programma.
DA NON PERDERE.


Manderlay

Secondo capitolo della trilogia americana di Lars Von Trier, l'america vista attraverso la vergogna che l'ha macchiata per secoli, ovvero la segregazione razziale, uscita di scena Nicole Kidman - che nel secondo capitolo avrebbe fatto faville, ma vabbè lavorare con Trier non è certo una passeggiata - nel ruolo di Grace troviamo la giovanissima Bryce Dallas Howard, attrice che a confronto della Kidman con poca esperienza, ma un curriculum appetitoso, e di per se in questo film non fa rimpiangere la Kidman, anzi da alla sua Grace, un impronta umanistica da non sottovalutare.
Se nel primo capitolo c'era l'entrata di Grace in una comunità di "brave  persone" ma che di bravo hanno solo la nomina, ma poi sono uguali a tutti gli altri, forse anche peggio, e la convivenza con le loro tradizioni, con le loro regole, in questo secondo capitolo c'è il controllo degli esseri umani, da parte di un superiore, in questo caso Mam, interpretata da una straordinaria Lauren Bacall, il suo è un piccolo ruolo ma efficace, che le consente di esprimere al meglio la storia. Alla morte di Mam, è Grace che prende il controllo della piantagione di Manderlay, grazie a una richiesta che ha fatto al padre, una richiesta di indipendenza, in quella piantagione vige ancora la legge della schiavitù, scritta in un libro che Mam conservava gelosamente e che descriveva la personalità e la psicologia dei neri che vi lavoravano, quel libro è chiamato la legge di Mam, dai neri, che lo seguono minuziosamente, come se al mondo esistesse la legge del padrone, e che loro non avevano nessuna autorità di contraddirla, non è forse questa la schiavitù, la dipendenza?
L'arrivo di Grace alla piantagione da una ventata di novità e di ideologismi, che si scontrano continuamente con le dure leggi della vecchia padrona, ma ormai è lei a dettare legge la dentro, è lei che vive le storie di tutti i giorni, è lei che deve scegliere attraverso il voto democratico della comunità di Manderlay, se una donna che ha causato la morte di una bambina per fame debba vivere o morire, il verdetto è spietato, e lei da autorità si vede costretta a recidere una vita, questa è per Von Trier una chiara critica alle leggi barbare che vigono in america, alle sue comunità, alla sua mentalità ristretta, beh se si deve rappresentare l'america, perchè non farlo senza facili sentimentalismi, ma come realmente è, gioie e dolori inclusi, e Von Trier ci riesce appieno, le ambientazioni sono teatrali come in dogville, e lui strizza il suo occhio provocatorio mettendo in scena un amplesso tra schiavo e padrone, senza però scadere in facili provocazioni, c'è tutto, non manca nulla, in questo secondo capitolo che si conclude come il primo, ma che lascia un po' di confusione sulla nuova destinazione di Grace.
DA NON PERDERE ASSOLUTAMENTE.





domenica 11 dicembre 2011

Scream 4

Nuova trilogia, Nuove regole, Nuovi personaggi, nell'era di internet l'apparire ed essere famosi conta più di un semplice gioco al telefono, e non ci sono più psicopatici che usano i veri horror, ora è tutto un gioco, un gioco tra parodie e riferimenti all'horror vero e proprio, in un gioco al massacro che si tramuterà in un altro bagno di sangue.
Wes Craven e Kevin Williamson ritornano con una nuova trilogia, ah e per gli  appassionati della saga, c'è anche Sidney, che ora ha scritto un libro sulla sua vita ed è diventata una celebrità, ma i vecchi incubi faticano a restare a dormire, e così ecco che si presentano altri nuovi assassini che seguono le orme dei  killers precedenti, potrebbe essere una noiosa ripetizione della vecchia trilogia, ma non è così, Craven gioca col pubblico rendendolo partecipe e divertendolo, sin dall'incipt che è un film nel film nel film, riesce a confondere, riesce a citare, e fa centro a primo colpo, una nuova trilogia deve essere ancora più fuori di testa della precedente e ripescare ciò che oggi è di maggior uso quotidiano, e cosa c'è di maggior uso quotidiano se non internet e il suo mondo? Se prima era la tv la maggiore protagonista della cronistoria oggi è un videoblog che racconta in diretta tutto, e non c'è da stare tranquilli, perchè l'assassino o gli assassini possono essere chiunque, Wes Craven ripiglia la trilogia in cui è diventato ancora più famoso negli anni novanta e la aggiorna rendendola accattivante, e conquistando anche il pubblico di giovani delle nuove generazioni, Scream 4 è sicuramente uno dei film migliori di quest'anno e un horror in cui non lascia nulla per scontato, nè la psicologia dei personaggi, nè le tecnologie nè la passione per gli horror che è ancora più sconfinata di prima, anche se stavolta gli assassini sono più efferati e lo splatter presente dimostra che l'energia e il talento di Craven non sono andati in pensione, anzi, aspetto con ansia Scream 5 per avere ulteriori sorprese voi no?
DA COLLEZZIONARE.



sabato 10 dicembre 2011

Dancer in the dark

No, ragazzi fermi tutti, eliminate tutti i pregiudizi sui film musicali, e su alcuni cantanti che si prestano al cinema, Dancer in The Dark, è l'opera di un autore in stato di grazia, ma soprattutto di una protagonista Bjork, per la prima volta al cinema che interpreta il ruolo di una madre, una donna che lotta contro tutto e tutti purchè il figlio non finisca come lei al buio, Selma, (Bjork) lavora in fabbrica e tutto ciò che guadagna, o meglio la maggioranza dei soldi del suo lavoro li conserva per l'operazione di Gene, suo figlio, che a causa di una malattia rischia la cecità, ma Selma che è una persona di buon cuore, che ingenuamente ascolta i lamenti del suo amico Bill, che vive al di sopra delle sue possibilità ed è ridotto sul lastrico, ha bisogno di un prestito, ma il tempo stringe, l'operazione di suo figlio è necessario che sia fatta entro i 13 anni, perchè  altrimenti sarà troppo tardi e finirà di non vederci più e non potrà più essere operato, ci sono due persone, c'è una vittima, un carnefice, secondo voi chi è la vera vittima? Bill, che  soddisfa i capricci di una moglie avida e spendacciona e non ha il fegato di dirle che sono senza il becco di un quattrino, oppure Selma, che si vede portar via i soldi da Bill ed è costretta suo malgrado ad ucciderlo per salvare suo figlio dalla cecità? Chi è il vero avido? Chi è la persona onesta e di buon cuore che pur sapendo che dire la verità riuscirà a salvarle la vita, ma va avanti lo stesso proteggendo la confidenza di Bill e mantenendo la promessa data? Un film straziante, e dolente, in cui non piangere è impossibile, interpretato da una straordinaria Bjork, di cui sono una fan da moltissimi anni e vedere la sua interpretazione così naturale e commovente me l'ha fatta ammirare di più, la sua interpretazione vale da sola la visione del film, e che film, no ragazzi, questo non è un semplice film, E' UN CAPOLAVORO, ed è stato uno dei film che mi hanno fatto ammirare Von Trier regista, che mostra come il dolore, il sacrificio, l'onestà, e l'amore per il figlio sono capaci di far prendere a una madre le scelte più disparate, si fa di tutto purchè il proprio figlio ci veda come tutti gli altri, persino immolarsi, davanti a degli spettatori senz'anima, messi lì a godersi uno spettacolo di dolore, senza provare nulla, il film è anche una straordinario incrocio tra drammatico e musical, in cui Bjork canta divinamente le canzoni, perchè Selma è prima di tutto una sognatrice, amante del musical, e si fa raccontare dall'amica Kathy, le scene di balletti perchè non ci vede, Von Trier riesce a divertire, commuovere, e appassionare lo spettatore, già da questo film mostra il lato crudele ed egoista degli esseri umani, un lato che vedrà la luce in opere più controverse come Antichrist, ma ne parleremo dopo, appena prenderò il coraggio di rivedere questo film, riparlando di Dancer in the dark, è un film che colpisce al cuore, che fa piangere e sognare, qui Von Trier ha davvero toccato il cuore dello spettatore, bravissimi anche tutti gli altri attori, da Peter Stormare che sarebbe lo spasimante di Selma, e che vorrebbe vivere insieme a lei, a David Morse (Bill), il poliziotto che segnerà il suo destino per il suo egoismo, un film che mischia drammatico e musical, che commuove e che fa riflettere, non è da tutti i giorni vedere un film del genere.
CAPOLAVORO ASSOLUTO.










venerdì 9 dicembre 2011

The Box

Norma e Arthur Lewis, sono una coppia normale e hanno un figlio, avrebbero problemi economici ma chi non ne ha? Inoltre Norma cammina zoppicando a causa di un incidente che le ha fatto saltare le dita dei piedi, un giorno ricevono una misteriosa scatola con un bottone e cento dollari, se premono il bottone avranno in cambio un milione di dollari, se non lo premono gli resteranno i cento dollari, ma c'è sempre una conseguenza se si prende la prima decisione, cioè quella di premere il bottone, una persona nel mondo morirà, da quel momento le vite di Norman e Arthur cambieranno bruscamente, e avranno solo 24 ore di tempo per decidere, dapprima si interrogano se premere o no il bottone, poi alla fine quasi d'impulso è Norma a premerlo,  tutto finisce come dovrebbe finire, apparentemente, però qualcosa non torna, ci sono parecchie coincidenze che fanno credere ai due giovani sposi di essere stati oggetto di qualcosa più grande di loro, qualcosa che riguarda il misterioso uomo colpito da un fulmine con metà volto che continua a vivere, pur dovendo essere morto, che cosa nasconde? La verità sarà ancora più agghiacciante di quanto si aspettano, e sarà proprio che il destino deciderà come una ruota per la loro vita e per quella del loro figlioletto...basta mi sa che ho detto fin troppo della trama, Richard Kelly, dopo il cult movie Donnie Darko, torna con un film avvincente tratto dal racconto di Richard Matheson Button Button, seppur con qualche cambiamento, riesce a fare un opera inquietante che cattura lo spettatore dall'inizio alla fine, e dopo il deludente Southland Tales che ancora non ho visto, questo film è una boccata d'aria, la regia è accattivante, e riesce a incuriosire lo spettatore, il cast segue Kelly dando una sua precisa impronta ai personaggi, quasi come riuscissero a sentirli come fossero loro stessi, in un armonia che di questi tempi manca a tanti film fracassoni capaci di stancare e annoiare, con The Box questo non accade, ci sono tanti film vuori, senz'anima, incapaci di suscitare emozioni, ma The Box possiamo dire che in questo calderone è un opera apparte, innanzitutto perchè non stanca mai, poi perchè è capace di farti provare emozioni, dal dolore, alla paura, all'amore, insomma in parole povere, è un film da vedere, anche se non è un capolavoro, lascia comunque il segno, inoltre ha un cast di attori di tutto rispetto, si va da Frank Langella - il mefistofelico Steward - James Marsden, nel ruolo di Arthur, e Cameron Diaz in quello di Norma, che è senza dubbio una delle sue prove più coinvolgenti.
Un bel film, di sicuro un piccolo cult da guardare e da collezzionare.


Il signore degli anelli - Il ritorno del re

L'epilogo, la fase finale della trilogia, un esplosione spettacolare di cinema che va aldilà di qualsiasi immaginazione, diretta da uno stellare Peter Jackson, questo è il capitolo che si porta a casa ben 11 statuette alla notte degli oscar e suppongo che è stato il più amato dai membri dell'academy.
Non c'è ombra di dubbio, il film è l'atto finale del lungo viaggio dei nostri amici Hobbitt per distruggere l'anello, la strada per Mordor è vicina, ma è continuamente contrastata sia da Gollum che tenta con tutte le sue forze di strappare l'anello a Frodo, e nella terra di mezzo c'è una battaglia senza precedenti, tutte le razze della terra di mezzo sono in battaglia per la difesa della libertà, ed eroicamente attendono il momento cruciale in cui quell'anello verrà distrutto sul monte fato dove finalmente il mondo verrà salvato per sempre.
Il terzo capitolo della saga, è il più drammatico e anche il più avventuroso, e riesce a colpire al cuore dalla prima all'ultima inquadratura, memori delle precedenti avventure anche noi spettatori aspettiamo quel momento fatidico, che arriverà, non dico come a chi ancora non ha visto il film, ma vi assicuro che quando succederà sarà come fare un tifo da stadio, con gente che si alza e urla di gioia, ma veniamo al film, che giù dall'incipt ci narra di come Smeagol ha trovato l'anello che lo ha trasformato nella creatura Gollum, ma non c'è solo lui, tutti i personaggi cambiano, cercano attraverso loro stessi delle risposte alle loro vite, c'è Arwen che la sua vita è appesa a un filo, c'è Frodo che porta il peso dell'anello e lotta con se stesso affinchè non ne subisca il fascino malefico, c'è il fido Sam che lotta con tutte le sue forze perchè Frodo compia la sua missione, e c'è la guerra, quella guerra che percorre il film nelle sue quasi quattro ore, una guerra in cui ogni creatura della terra di mezzo è chiamata a combattere per la libertà, in nome del bene, affinchè le forze maligne di Sauron finiscano per sempre, ma il più forte di tutti, il caposaldo in questa battaglia è senza dubbio Gandalf, che come un capo guida tutti nella battaglia, è il più abile spadaccino e anche il più feroce dei soldati, è lui che salva un giovane soldato dalle grinfie di un re ormai divenuto quasi pazzo per la morte del primo figlio, è anche lui che riunisce la compagnia dell'anello nello struggente finale, non parlo di Gollum, dico solo che fa una brutta fine, di più non posso perchè altrimenti svelerei  il finale e sarebbe un peccato.
La regia di Peter Jackson è impressionante, riesce a trasmettere emozioni ad ogni inquadratura, e a ogni fotogramma, non c'è nulla che è lasciato al caso.
CAPOLAVORO ASSOLUTO.


giovedì 8 dicembre 2011

Summer of fear

Wes Craven dopo il cult movie Le Colline hanno gli occhi gira questo tv movie in cui si sospetta sia un filmetto, e invece non lo è, il film è ben scritto e ben diretto ed è pieno di suspance dall'inizio alla fine, protagonista Linda Blair, qui nel ruolo di Rachel, ragazza che dovrà affrontare una terribile strega, che seduce tutte le persone che le vogliono bene, in un primo momento suo fratello, poi il suo fidanzato, per finire ai suoi genitori, è come se Julia, vuole prendere piano piano il suo posto all'interno della famiglia, nonostante Rachel lo gridi, lo urli che c'è qualcosa di strano in Julia, nessuno vuole crederle, dicendo che Julia ha perso i suoi genitori e per questo va rassicurata e le si deve dare l'affetto di una famiglia, l'unico che le crede è un professore che si è accorto di un particolare, persino il cavallo di Rachel non è tranquillo quando Julia è nei paragi, c'è qualcosa di sinistro in Julia, e lo si nota anche da una lettera che arriva e che viene stracciata, Rachel chiama l'amica di sua cugina e scopre un particolare inquietante, che poi sarà la chiave per scoprire il dramma che si cela dietro il volto pulito della cugina.
Un film originale, che riesce a incatenare lo spettatore dall'inizio alla fine, un piccolo cult per gli amanti del regista Wes Craven da avere assolutamente, anche se non ci sono scene horror dato che è un film televisivo, però riesce a catturare, a inquietare quanto basta, bravissima Linda Blair, che dopo l'esorcista si vede assegnato il ruolo di una ragazza normale il cui mondo viene stravolto dalla cugina, la regia di Wes Craven, dona al film quell'aura di inquietante seduzione, tipica di certe pellicole future che si rifaranno a questo film replicandolo senza troppo successo.
DA COLLEZZIONARE.


LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...