domenica 29 novembre 2009

Segreti di Famiglia


C'è un profondo dolore dietro questo film, ma non è un dolore semplice, è un dolore lacerante che ti spiazza ma che sicuramente non lascia indifferenti, Francis Ford Coppola torna due anni dopo lo splendido (ma sottovalutatissimo per me) un altra giovinezza e realizza un opera che accompagna per mano lo spettatore, girato in bianco e nero con flashback a colori per enfatizzare i mondi e le personalità dei personaggi che sembrano viaggiare in un atmosfera surreale, in cui è incentrato il mistero della scomparsa del fratello maggiore di Bennie che ora vive in Argentina a si fa chiamare Tetro dall'inizio del suo cognome, non lo conosce nessuno apparte Bennie, vive con Miranda una dottoressa che si è innamorata di lui dopo averlo conosciuto in un ospedale psichiatrico, il tutto costruito come un simil puzzle per raccontare le vite di questi due fratelli, e soprattutto incentrando l'attenzione sulla figura ingombrante paterna (di cui Francis Ford Coppola non nega nè conferma ci siano risvolti autobiografici) e sui rapporti conflittuali tra Tetro (Angelo detto Angie) e suo padre soprattutto dopo la morte della madre famoso soprano in un incidente stradale...E' forse questo il mistero che unisce i due fratelli o c'è dell'altro?
All'inizio i rapporti tra i due fratelli sono difficili e conflittuali, poi man mano che passa il tempo iniziano a conoscersi e a capirsi meglio.
Coppola non svela nulla di tutto ciò ma anzi fa il contrario, lascia che sia lo spettatore a scoprire il mistero che si cela nelle vite di questi due giovani, in alcuni momenti il film sembra troppo lungo o addirittura manieristico ma è un impressione che viene smontata solo alla visione delle splendide immagini a colori ( meravigliosa quella della ballerina danzante) e in bianco e nero (soprattutto quando i due fratelli si confrontano e parlano per scoprire perchè Tetro non è più tornato a casa e non l'ha ripreso con se dopo avergli lasciato la lettera)
Menzione speciale a Vincent Gallo, è nato un grande attore? Io punto tutto su di lui e sono sicura che farà moltissima strada soprattutto dopo questa splendida interpretazione, altrettanto bravo Alden Enenhreich nel ruolo di Bennie, giovane diciottenne in cerca di se stesso e della verità, insieme sono straordinari soprattutto in questo film.
In Conclusione un capolavoro, un opera davvero straordinaria la cui visione è consigliatissima sia per la regia, che per l'interpretazione degli attori e anche per la fotografia.

mercoledì 18 novembre 2009

Bastardi senza Gloria

Bentornato Quentin, verrebbe da ridire, il suo Bastardi senza Gloria remake del film di Enzo G. Castellari quel maledetto treno blindato, è divertente coinvolgente, violento, e trascinante, indomma un esperimento riuscito almeno in parte, primo perchè già dalle prime scene si nota il Tarantino's Touch, intriso di violenza, humor, e un po' di pulp, secondo ha dei difetti, in primis sceglie di ambientare la storia durante la seconda guerra mondiale (non è proprio un difetto, diciamo un anomalia?) poi il lato storico è completamente cancellato, per dirigere una storia di fantasia che da agli ebrei la loro vendetta, ok ci siamo, possiamo chiamarlo invece di spaghetti western uno spaghetti war? Bah, perchè no? Infondo è un prodotto di puro intrattenimento, gustoso, scoppiettante, divertente, Eli Roth, che mostra un fisico che è una montagna camminante (per il ruolo ha messo 15 chili in muscoli) e uccide i nazzisti con una mazza da baseball, convincente anche Brad Pitt che da un interpretazione gagliarda e sincera, non perdetevi la scena finale, da antologia, anche se la realtà come ben sappiamo è stata un po' diversa, ma va bene questo è cinema, bisogna prenderlo per quello che è contenti tutti quanti e anche io che l'ho visto.

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