giovedì 30 luglio 2009

Arizona Dream

L'america vista con gli occhi di Emir Kusturica, un film eccentrico, surreale, fantastico, allegorico, un opera che dentro ha praticamente tutto, la musica, i sogni, la vita vista con gli occhi lunatici in un paese che di lunatico ha ben poco...
Protagonista un giovanissimo Johnny Depp che da New York dove lavora come pescatore per fare da testimone allo zio Leo che sta sposando una donna più giovane, quando conoscerà Elaine, una vedova che ha ucciso il marito che vive con la figlia Grace non tornerà più a casa, ma cercherà di realizzare i sogni dei suoi nuovi amici e anche di suo zio, chi vuole vivere sulla luna, chi vuole volare, chi vuole diventare tartaruga ma alla fine per realizzare alcuni sogni alcuni devono morire...
Arizona Dream è un film che più cult non si può, in italia uscì cinque anni dopo l'america per problemi legati ai diritti di distribuzione, si tratta del primo e unico film americano di Kusturica dipinge un umanità che per sfuggire al dolore, alla sofferenza si rifugia nei sogni, in un mondo dove cerchi di essere cio' che vuoi ma che nella realtà è impossibile anche farsi accettare.
Un opera monumentale quanto fuori dagli schemi, e per un autore geniale quale è Kusturica che non poteva trovare protagonista azzeccato come Johnny Depp, ma non è l'unico bravo nel film, anche Lily Taylor ci regala con la sua Grace uno dei personaggi più veri e sinceri di tutti gli anni novanta, un film complesso ma anche interessantissimo per me è un capolavoro.




Fa la cosa giusta

Fa la cosa giusta è un film duro, ispirato a un fatto realmente accaduto negli anni sessanta, protagonista è lo stesso Spike Lee che lavora in una pizzeria, da Sal, un italoamericano che ha dei pregiudizi nei confronti degli afroamericani ma proprio nel quartiere dei neri ha aperto la sua pizzeria, l'inizio è folgorante i titoli di testa si aprono con Rosie Perez che balla Fight the Power dei Public Enemy che sarebbero diventati famosi grazie a questo film, che si concentra nell'arco di una giornata di caldo soffocante in una New York che somiglia di più a una sodoma e gomorra in un campo di battaglia che a un quartiere pacifico. Il quartiere è pieno di gente di diversa razza, si va dai coreani ai portoricani, nell'atmosfera ribolle un caldo soffocante Sal ha due figli interpretati il primo da un bravissimo John Turturro e il secondo da Richard Edson, Pino che si comporta come un padrone col fratello e non vede di buon occhio il loro fattorino di colore Mookie, nella loro pizzeria solo i volti di tutti gli italoamericani bianchi che tengono come se fossero trofei da esporre con orgoglio, disprezzando però gli afroamericani che ogni giorno vengono nella loro pizzeria e spendono i loro soldi, un giorno uno di loro fa in modo di sensibilizzare gli abitanti del quartiere a non andare da Sal perchè non ci sono foto di afroamericani appese al loro muro, ci tenta ma invano, nonostante ciò gli abitanti del quartiere non vedono bene l'intolleranza verso la gente di colore che gli da a mangiare, le cose ben presto si mettono male quando Radio Rahaeem entra nel locale e si rifiuta di spegnere il suo stereo, Sal glielo distrugge sotto gli occhi, Radio Rahaeem lo aggredisce, i figli cercano di difenderlo ma invano, così interviene la polizia che lo uccide strozzandolo con un manganello, Mookie osserverà in silenzio l'accaduto indeciso su cosa fare sia anche per la paura di perdere il posto di lavoro e sia se fare o no la cosa giusta, alla fine prenderà un bidone della spazzatura e lo butterà distruggendo la vetrata della pizzeria che sarà l'inizio della rivolta che massacrerà il locale di Sal una volta per tutte...
Un capolavoro astuto, duro nei confronti dell'intolleranza tra bianchi e neri, tra coreani e portoricani, che sottolinea l'incapacità dell'uomo di vivere in pace con i propri simili, di qualsiasi razza appartengono, Spike Lee dirige un film realista raccontando soprattutto per fare riflettere lo spettatore sul male dell'intolleranza e le conseguenze che si possono creare.
Magistrale.

Sacro e Profano

Madonna dirige il suo primo film da regista, un film curioso, eccentrico, colorato, musicale, eccessivo e provocatorio proprio come lei, il tutto visto dal punto di vista del suo protagonista maschile interpretato da Eugene Huntz leader dei Gogol Bordello che sono autori della colonna sonora.
Un film in cui tutto è il contrario di tutto, e che non ha un filo conduttore con le storie, tutti mostrano il loro lato profano come il titolo italiano sottolinea e suggerisce, dalla ballerina che si improvvisa lap dancer per aumentare le sue entrate, dal taxista che si improvvisa escort sadomaso a pagamento per uomini, dalla farmacista che è oggetto delle fantasie e desiderio proibito del suo capo che ha una moglie intrattabile che urla sempre ma che vorrebbe anche fare volontarato per i bambini in africa...il tutto musicato con una colonna sonora orecchiabile e filmato con una fotografia colorata e accattivante, forse la regia sembra un po' manieristica, ma ciò che cattura del film è lo spirito musicale e lirico dei protagonisti, con una freschezza tale che non può lasciare un piacere immenso, infondo basta accettarsi così come si è, è forse questo il vero significato del film?
Madonna lascia intendere bei risultati, ma dovrà dimostrare del talento, durerà?



domenica 26 luglio 2009

Segreti e Bugie

Dopo la morte dei genitori, Hortence, una ortottista di colore, si mette in cerca della madre naturale, scoprendo che è bianca e che vive con una figlia aggressiva ma anche lei frustra, scoprendo un muro di bugie e di segreti che Cinthia, sua madre naturale si è costruita intorno per vivere una nuova vita, ma non è la sola, anche il fratello che fa il fotografo e ha una bella moglie ha intorno a se un muro di segreti e di bugie...
Il film mostra come sia difficile avvolte la vita, e come anche sia quasi impossibile viverla alla luce del sole, Mike Leigh ci prende per mano e mostra i suoi protagonisti senza mai giudicarli per le loro scelte, sia positive che negative, ma anzi mostrando le loro ragioni, infondo tutti quanti siamo umani, tutti quanti possiamo sbagliare, avvolte basta sgretolare quei muri per ritrovare se stessi, è forse questa la parabola di questo straordinario film?
Sembrerebbe di si, Hortence con il suo arrivo, è riuscita anche a riappacificare Cinthia con sua figlia Roxanne, una delle scene più belle, e che riassumono in se il significato del film è lo scontro tra Cinthia e sua figlia, che vuole stare con il suo ragazzo, la madre le dice di stare attenta, che quello che fa potrebbe cambiare la sua vita, in quel momento le ha parlato di se, ma fino all'arrivo di Hortence, non recepirà il suo messaggio.
Un film di sentimenti, che riesce a leggere nel profondo dell'anima e naturalmente riflette sui misteri più grandi dell'uomo, l'amore e la vita.

mercoledì 15 luglio 2009

I Diabolici

Un noir, in cui niente è ciò che sembra, in cui ogni personaggio nasconde una maschera, in cui tutto sembra andare come vorresti ma che è il contrario di come lo immagini, H.G Cluzot, firma un film spietato, che mette in scena un piano diabolico in cui tutti gli elementi e soprattutto i personaggi, interpretano una parte in un piano segreto che stravolgerà il destino di una donna che è coinvolta in un trianglo tra il marito e l'amante di lui, che in apparenza vuole aiutarla a sbarazzarsi del marito, lo faranno, anzi le fanno credere che sia complice di un delitto, un delitto che le si ritorcerà contro, ma soprattutto sarà vittima della sua stessa voglia di libertà.
In un gioco di specchi spietato vediamo Christina proprietaria di un collegio maschile, il marito Michel ne è il direttore ma si comporta come un padrone lì dentro, sottomettendo Christina, a violenze e umiliazioni, così si mette d'accordo con Nicole, che è l'amante di Michel per sbarazzarsi del marito, ben presto verranno alla luce diversi indizi che porteranno Christina a sospettare che il marito sia ancora vivo,
H.G. Cluzot firma uncapolavoro del noir tratto da romanzo di celle qui n'était plus di Pierre Boileau e Thomas Narcejack, scegliendo la via del melò mischiato col dramma...
Negli ann novanta Jeremiah Chechick, ne ha fatto un remake al di sotto dell'originale con Sharon Stone, Chaz Palminteri e Isabelle Adjani, la pellicola risulta più violenta ed erotica rispetto al film di Cluzot, e il personaggio della moglie che nell'originale risulta una moglie forte, nel remake è la sua pallida versione, senza anima nè ritmo.
Il finale è a sorpresas ma anche sconvolgente.
Da Collezionare.




La piccola bottega degli orrori


Un horror atipico, divertente allucinato, protagonista una pianta carnivora, che usa un timido impiegato per nutrirsi e crescere, ma la pianta non si nutre di carne qualsiasi, sin dalla sua scoperta il timido impiegato dovrà prima fornirle del sangue, poi pian piano che cresce, parti di cadavei e alla fine veri e propri esseri umani, Corman dirige un horror che potrebbe essere definito anche una parodia del genere, in cui il timido impiegato si trasforma per far crescere la pianta in assassino, ben presto le cose si mettono male anche per lui...
in questo film c'è solo l'horror? C'è commedia, giallo, in un miscuglio di generi da rendere la pellicola originalissima, la cui durata è di appena 71 minuti, ma che sicuramente è uno dei film che è ormai un classico del genere...
Già si possono notare che nonostante sia stato girato con pochi mezzi e negli anni sessanta, dei trucchi che ne hanno fatto un piccolo gioiellino, soprattutto per quanto riguarda la pianta.
Da sottolineare il cameo di un giovane, quanto divertente Jack Nicholson, nel ruolo del cliente del dentista, esilarante.

venerdì 10 luglio 2009

Festen Dogme 1 - Festa in famiglia

Festen è uno dei film che è stato girato secondo le regole del movimento di Lars Von Trier Dogma 95, racconta di una ricca famiglia borghese, che si riunisce per festeggiare i 60 anni del patriarca, vengono figli, amici, partecipano persino camerieri, tutto in apparenza sembra far vedere una grande famiglia felice, allegria, in realtà è solo un paralume, che nasconde scheletri nell'armadio piuttosto pesanti da digerire...
La bomba esplode nel momento che Christian rivela ai commensali riuniti di essere stato violentato dal padre quando era piccolo, insieme alla sua sorella gemella morta suicida...
Christian che non è mai riuscito a superare il trauma della morte della sua gemella all'inizio davanti a tutti nessuno gli crede, gli dicono che è ubriaco, lui stesso dice scusa al padre perchè non sta piuttosto bene, però in sala cala il silenzio, persino sua sorella, (che più avanti scopriremo ha una relazione con un uomo di colore) assicura gli invitati che quello che ha detto Christian sono solo bugie...bugie che in realtà vengono celate dagli invitati com scuse per insabbiare scheletri nell'armadio che stanno per venire alla luce piano piano, e la verità verrà alla luce, perchè il passato non può rimanere celato a lungo, come il dolore di chi ha subito per anni abusi e che finalmente in quella sera che è come una resa dei conti tra lui e il padre verranno alla luce, Christian ovviamente dice la verità, e viene malmenato, cacciato, ma soprattutto maltrattato anche dal suo stesso fratello, soprattutto quando nel suo secondo discorso accusa il padre di essere il colpevole del suicidio della sorella...
Un film che è come un pugno nello stomaco, dove un padre viene "processato" per i suoi errori, solo il padre? Tutti quanti sono colpevoli, sono colpevoli, perchè sono stati cechi di fronte a una mostruosità come l'incesto, persino la madre sembra essere ceca di fronte a quelle rivelazioni, tutta presa dal mantenimento della cosiddetta "facciata" che piano piano si sgretolerà come un vaso di cristallo, il tutto filmato con la telecamera a spalla da Thomas Vinterberg, che è girato come se fosse un film amatoriale di famiglia, i vecchi fantasmi girano ancora per il palazzo, e troveranno pace quando finalmente tutti si renderanno conto che dietro a una famiglia "rispettabile" si sono celati per anni orrori e mostruosità inaudite, nella scena migliore del film Christian rivede sua sorella e quasi lo ringrazia per aver messo alla luce quel segreto che ha segnato per sempre la sua vita.

lunedì 6 luglio 2009

Zona di Guerra

Uno dei film più sconvolgenti che abbia mai visto, già dall'incipt si notano colori oscuri, come è oscura la trama, Tim Roth esordisce alla regia puntando su un tema scabroso e particolare come l'incesto, il tutto vissuto come se la cosa deve venire alla luce a poco a poco, si accorge di tutto Tommy il fratello di Jess, e cerca fin dall'inizio di capire come realmente stanno le cose, come dice la locandina, un terribile segreto lega padre e figlia, e questo segreto è destinato a travolgere tutto quanto.
I personaggi si muovono come se vivono dentro un incubo, un incubo dove tutto è in apparenza perfetto e pulito, la madre interpretata da una straordinaria (e qui anche bellissima) Tilda Swinton che si rivela a suo agio nelle scene di nudo anche con pancetta, una delle scene più belle è quando allatta la neonata Alice.
E' proprio Tommy ad accorgersi che qualcosa non quadra in quel quadretto familiare, Jess nasconde un segreto sconvolgente, e deve assolutamente scoprire se quello che all'inizio sospetta sia vero o frutto di un fraintendimento, una delle scene più sconvolgenti è quando i due fratelli si affrontano in campagna afferrandosi come per picchiarsi, naturalmente non quando c'è la scena chiave anche se lo dico ormai non cambia nulla, in cui assiste ad una sodomizzazione nascosto, tra suo padre e sua sorella, lì capisce che quello che sospettava era la realtà, tutto crolla quando la più piccola viene ricoverata in ospedale, con una resa dei conti agghiacciante quanto inevitabile.
Un film incredibile, tratto dal romanzo di Alexander Stewart che qui firma anche soggetto e sceneggiatura, e diretto con mano da professionista da un magistrale Tim Roth, che sceglie di narrare una storia mostruosa con una delicatezza senza pari, i mostri sono accanto a noi, e hanno il volto rassicurante di chi ispira fiducia, è questo che vuole dirci Roth?
Una storia che colpisce nel profondo, e che rasenta un dolore senza pari.
Da vedere, per capire e per riflettere sul male e sulla vita.

domenica 5 luglio 2009

Il Cielo sopra Berlino

Surreale, metafisico, lirico, come una sinfonia, come se il tempo non esistesse, Wim Wenders dirige un opera esistenziale, o meglio dire esistenzialista, e narra di un sottile velo tra il reale dell'umanità e l'astrattismo di un mondo che gli umani non riescono a vedere nè a percepire, ovvero il mondo degli angeli, due angeli scendono sulla terra, e hanno il potere di ascoltare i pensieri umani, vagano per Berlino in mezzo a una umanità in preda alla vita, al frenetismo della loro vita quotidiana, tra di loro vi è una trapezista di un circo che sta per chiudere i battenti...
Gli angeli di Wenders hanno il ruolo di osservare l'umanità ma soprattutto i Berlinesi, le loro paure, i loro rimpianti, Damiel interpretato da uno straordinario Bruno Ganz si innamora della trapezista Marion, una ragazza che vive da sola in un camper e che è molto triste, per questo decide di perdere la sua immortalità e sperimenta, il sangue e il dolore, così ad un concerto di Nick Cave incontra la sua amata e si parlano come se si conoscessero da una vita.
Un film che è stato una rivelazione e una sorpresa, volevo vederlo da 22 anni e non ci sono mai riuscita, finalmente ho avuto il piacere di constatare che è un opera tra i migliori film di Wim Wenders, assolutamente da non perdere, in america ne hanno fatto un pallido remake, la città degli angeli, togliendo la spiritualità in favore di semplicità e dialoghi più diretti per garantire incassi, l'opera di Wenders è un capolavoro, è profondo sintetico metafisico, è impossibile non farsi domande quando guardi questo film, come è impossibile non restarne abbagliati dalla splendida fotografia a colori e in bianco e nero che fotografa i due mondi che si toccano e che sfuggono allo stesso tempo, gli americani non sanno creare la magia di Wenders...è proprio vero!

Dracula


Vedendo questo film, mi è parso come viaggiare indietro nel tempo, la magia del cinema sta proprio nel fatto che quando tutto è ben diretto, ben montato, ben curato, non si spegne mai...
Apparte il fatto che a vedere il Dracula con Bela Lugosi che è parecchio datato come film, la cosa che fa paura non sono le scene sanguinolente, praticamente inesistenti visto i tempi e naturalmente la scarsità di mezzi ma fa paura Bela Lugosi, il volto, i movimenti, lo sguardo, Browning poi è molto bravo a riflettere le luci che accompagnano Dracula nel suo viaggio e nella sua avventura.
Dracula rimarrà il personaggio con cui Lugosi rimarrà imprigionato per sempre, perchè questo film E' BELA LUGOSI non ci sono altre spiegazioni nè tantomeno idiosincrasie.
E con questo film mi è venuto in mente anche quel gioiello di Ed Wood diretto da Tim Burton che è un esplicito omaggio sia al peggior regista di tutti i tempi che a Bela, che morì negli anni 50 vestito come Dracula, il personaggio che lo ha reso famoso e che nonostante tutto lo ha relegato in un personaggio, un film che ogni cinefio DEVE ASSOLUTAMENTE POSSEDERE come un monumento solo per il ricordo di Bela e del suo Dracula, o se volete per l'affetto di un attore che negli ultimi anni della sua vita è stato dimenticato.

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