sabato 23 maggio 2009

La voce della luna


Fellini, nella sua opera di congedo, ci dona forse il suo film ricco di suggestioni fiabesche e lunatiche, in scena due personaggi un maestro di scuola interpretato da uno straordinario Benigni (una delle sue migliori interpretazioni dopo quella de la vita è bella) con un altrettanto bravo Paolo Villaggio che qui si allontana dal famoso personaggio che gli ha dato la notorietà Fantozzi.
Il film onirico e surreale ricorda moltissimo i primi film con il quale Fellini è diventato famoso, ho apprezzato soprattutto la magia di questo film che reputo il migliore tra gli ultimi diretti dal grande maestro di Rimini, la cosa che mi sconcerta è che ricordo alla sua uscita non ebbe buone recensioni, ieri sera vedendolo ne rimasi incantata, quasi come se questo film fosse il testamento spirituale di un autore che ha saputo donare capolavori immortali come La Dolce vita e otto e mezzo, questo film si differenzia da quelli diretti da Fellini in diverse cose, la malinconia, la speranza e soprattutto l'innocenza, grandissima la colonna sonora di Piovani, che spero di trovare perchè è molto commovente, Fellini stesso disse dopo aver diretto questo film "Ho ancora molto da dire" peccato che non ci è riuscito in tempo.
Il maestro di scuola crede di vedere il futuro nel pozzo e di ascoltare la voce della luna, mentre il prefetto Gonnella vede complotti dappertutto, il film mostra una serie di situazioni grottesche e paradossali in cui diversi personaggi come Marisa che diventa una locomotiva quando fa l'amore e Gonnella che balla il valzer con la ducessa fermando una massa di giovani che balla sulle note di The way you make me feel di Michael Jackson sono da antologia, comiche, esilaranti in una parola grottesche, ma che fungono benissimo alla storia.
Poi naturalmente c'è l'italia degli anni ottanta Berlusconizzata, di cui Fellini ha fatto sempre una aspra critica soprattutto nelle sue ultime pellicole, un italia boccaccesca, che vuole apparire, che vuole essere qualcuno anche a costo di fare la figura dell'imbranato pur di apparire in tv, la tv, l'esoterismo, la magia, l'occulto, il reale, il sogno si fondono in un film che colpisce al cuore ma soprattutto ti da la malinconia di vecchi film anni cinquanta di un italia che ormai non esiste più.
CAPOLAVORO.

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