martedì 28 gennaio 2014

Capitain Philips attacco in mare aperto

Un film al cardiopalma, dove niente e nessuno sono come sembrano, tranne il capitano, che si dimostra molto coraggioso ad affrontare i suoi rapitori, rischiando persino la vita, quando un gruppo di banditi o meglio dire pirati, entra nella sua nave, e mette in ostaggio l'intero equipaggio, salvo poi prendere solo il capitano, per un motivo non specificato, forse per compiacere un capo invisibile che detta ordini, ma sotto sotto si sa che è la solita guerra tra poveri, rappresentata dai banditi, e ricchi, rappresentata dal capitano e la sua flotta.

Paul Greengrass torna al cinema con un opera all'apparenza noiosa, ma una volta iniziato il film ti accorgi che è esattamente l'opposto. Furbescamente non perde mai il filo del discorso e non lascia indizi o rivela flashback che possano distrarre lo spettatore.
Tutto è narrato alla luce del sole, quasi come fossimo anche noi dentro quella nave.
Ma il film è di per se una grande metafora sulla rabbia creata dalle differenze sociali tra ricchi e poveri, come ho detto prima.
Tom Hanks per la prima volta in un ruolo d'azione ad alta tensione, che rinvigorisce finalmente la sua carriera dopo una serie di film al di sotto delle sue reali possibilità.
La regia di Greengrass è acuta e brillante e sapientemente gioca con gli spettatori tenendo sempre alta la tensione, ma di questi tempi questa cosa è più unica che rara...non si trova da nessuna parte un regista capace di giocare così con le persone.
E le carte le sa giocare bene, la partita la vince lui, non il pubblico, grazie anche a una sceneggiatura tratta da una storia vera precisiamo, e alla recitazione grandiosa di Tom Hanks che riesce ad essere naturale, quando c'è il rischio di non riuscire ad esserlo.
Non possiamo affatto chiedergli di più.
Un filmone come questo merita di essere visto e rivisto, soprattutto collezionato.
Da non perdere perchè mostra il volto inedito di un grande attore ultimamente usato in pellicole che non lo valorizzavano come meritava.
Voto: 8



Glee Terza Stagione.

Ed ecco a voi la terza stagione di Glee, il serial + canterino della stagione almeno da queste parti, dato che è  una delle serie ammiraglie di quest'anno, ebbene visto che ieri è cominciata la quarta stagione, recensisco la terza, quella finita prima delle vacanze di natale.
Sempre coinvolgente e divertente e ricchissima di belle canzoni, non annoia mai, anzi mi coinvolge puntata dopo puntata, e per una serie educativa come questa diciamo che è un pregio non trascurabile.
Ora mi dite, serie educativa? Ma come Glee? Cosa avrà mai Glee di così educativo?
Innanzitutto porge un ritratto di omosessuali esattamente come sono, senza trucchi e prese per il culo, e per me che credo nei diritti degli omosessuali è uno dei pregi della serie, la dovrebbero vedere tutti quanti, così cominciamo a finirla con messaggi omofobi, daltronde Ryan Murphy stesso è un omosessuale, sposato e con figlio, bravo Ryan, mi piaci soprattutto per questo.

in questa stagione si vedono i due papà di Rachel, verso la metà, quando la ragazza decide di sposare Finn Hudson, decisione che per un po' rimane in bilico fino allo sconvolgente finale che non vi annuncio se non l'avete ancora vista.
Una terza stagione più matura che rivela un lato inedito anche della cattivissima Sue Silvester, che in questa season, diventa quasi un alleata di Will Shuster, e poi scoprirete anche il perchè, intanto il nostro prof è andato a vivere con Emma e deve far fronte alle prime difficoltà con i suoi problemi psicologici legati a traumi infantili, il nostro prof conoscerà anche i futuri suoceri, e scoprirà che i problemi della sua amata sono causati dalla troppa invadenza della mamma.
Riuscirà la nostra Emma a risolverli e vivere tranquilla con Will?
E riusciranno i nostri amici a vincere le sospirate nazionali? Lo volete sapere? Eh NO, per saperlo guardatevelo.
Innanzitutto devo dire che questa stagione è strafantastica, anzi stratosferica, come nella migliore tradizione della premiata ditta capeggiata da quel furbaccione di Ryan Murphy che è la mente ideativa centrale del serial tv.
Intrigante e coinvolgente fino al massimo, non ti annoia mai e ti fa anche divertire...ma cosa volete di più da una serie come Glee?
Voto: 7 e 1/2


sabato 25 gennaio 2014

Camino

Ringrazio il grandissimo blogger J. Doinel grandissimo amico e grande cinefilo che mi ha consigliato questo capolavoro, in italia non è uscito, eh si l'italia paese cattolico fino al midollo, non può uscire un film polemico contro la chiesa e soprattutto contro l'Opus Dei, se volete sapere di che si tratta qui potete leggere qualcosa a riguardo a questa organizzazione di fanatici religiosi.
La storia del film è quella di una bambina che si ammala gravemente di tumore alla spina dorsale, i genitori invece di intervenire e salvare la vita della figlia, la mettono nelle mani di Dio, ma avvolte l'opera del creatore non è necessaria, bisogna farsi aiutare da mani umane esperte, che salvano la piccola e la riportano alla vita, e soprattutto farsi aiutare dai medici, non dalle parole di fanatici legati all'Opus Dei.

Un film agghiacciante e straziante, e ci credo che non l'hanno fatto arrivare in Italia, troppo sfacciato nel descrivere l'alienazione che porta alla mostruosità e all'egoismo umano celato dietro all'abito talare e alla fede cieca verso Dio, eppure è proprio Dio che ha insegnato all'uomo a rispettare e salvaguardare la vita umana, perchè mettersi nelle sue mani allora? Per far diventare la bambina una martire e una santa? Ma a che pro? A che motivo? Una bambina malata non ha forse diritto a vivere la vita anche se sta male? La vita si vive fino in fondo e comunque vanno le cose, si vive fino all'ultimo istante e si fa di tutto per salvare una vita, soprattutto quella di una bambina.
Un film che stordisce per la sua acuta analisi sull'ignoranza usata da certe organizzazioni religiose simili a una setta, perchè L'Opus Dei è un po' come una setta, l'ignoranza è forza, e puntano tutto sulla credenza di una figura suprema ma invisibile, che da sola non può fare nulla per salvare la vita della bambina, al di fuori di farla diventare una santa, sempre che la bambina lo sia o meno.
Il film analizza bene la bambina, i suoi sogni, i suoi desideri che vengono spazzati via dalla malattia, che i genitori invece di metterla nelle mani dei medici e di salvarla, la mettono nelle mani di Dio.
Avete capito che questo film mi ha colpito moltissimo non è vero?
Consigliatissimo per riflettere sulla natura umana, avvolte talmente pazza da non fare ragionare le persone.
Lo potete trovare in streaming, perchè di certo il film resta ancora un inedito dato i temi critici riguardanti certe comunita fondamentaliste religiose.
Film tratto da una storia realmente accaduta.
Voto: 10




venerdì 24 gennaio 2014

Il matrimonio del mio migliore amico

Julia Roberts abbandona la fase più interessante della sua carriera per un film mainstream, che nonostante tutto è uno dei suoi film più riusciti.
La critica gastronomica Jules, che invitata alle nozze del suo migliore amico nonchè suo ex amore, cerca in tutti i modi di "scongiurare" le nozze.
Come fare per portare via lo sposo alla giovane ragazza in fiore? Ci pensa l'amico gay, che fa il fidanzato ma la sposina ha un asso nella manica che lei non si aspetta e si rivela molto più in gamba di lei...riuscirà a fare capire a Jules che lei è la donna giusta per Michael? E Jules riuscirà a farsene una ragione e prendere una sua strada diversa da quella del suo amico?

Un film piacevole, un ottima commedia romantica che seppur restando ancorata al mainstream, non rinuncia alla qualità, grazie a una regia vivace e fresca e a un cast di attori tra cui spiccano oltre alla citata Julia Roberts ci sono una sorprendente Cameron Diaz che tiene testa a Julia dimostrando di non temerla, Delmort Mulhroney e il bravissimo Rupert Everett, alla regia troviamo Paul J Hogan già visto da queste parti con il film Le nozze di Muriel, questa sua opera seconda, sempre in odore di fiori d'arancio, è agguerrita e ironica, il che la rende unica e divertente.
Che cosa spicca maggiormente in questo film? L'assoluta esuberanza dei personaggi, e la bravura di regista e attori, che ne fanno un opera intrigante e pungente, che nonostante siano passati 16 anni mantiene inalterata la sua freschezza e originalità, cosa rara di questi giorni.
Ci sono stati del cloni poco decenti, vedasi il film con Jennifer Lopez, che sono l'ombra di questo film, che risulta più intelligente e grintoso, oltre che graffiante.
Bella persino la colonna sonora, fate attenzione ai titoli di testa, che vedono una dolce sposina con le sue damigelle volteggiare al suono di una soft ballad, molto grazioso l'inizio, per poi cominciare con la storia vera e propria...vi lascio immaginare Julia Roberts che tira fuori gli artigli per fare le scarpe a Cameron Diaz, da sottolineare la scena al karaoke, imperdibile la performance di Kimmy stonatissima che canta una canzone, è senza dubbio la scena migliore del film, anche se nonostante tutto la prima carta la vince proprio lei, e non Jules, che ha fatto di tutto per farla apparire ridicola agli occhi di Michael.
Imperdibile.
Voto: 7


mercoledì 22 gennaio 2014

Onora il padre e la madre

Un film che non può non essere preso in considerazione, soprattutto perchè è incentrato sul furto organizzato da due fratelli che doveva filare liscio come l'olio, ma che andrà a puttane, proprio nel momento in cui si dovevano prelevare i soldi accade un imprevisto, nella gioielleria la madre arriva per sistemare una cosa e ci lascia la pelle...questo errore causerà una catena di eventi che sarà un domino e travolgerà tutto e tutti.
Un film incredibile, potrei concludere qui la recensione, ma mi voglio dilunguare come faccio di solito.
Innanzitutto abbiamo due attori straordinari, Philip Seymour Hoffman e Ethan Hawke nel ruolo dei due fratelli, il primo che ha sempre sofferto a causa della predilizione del padre verso suo fratello più piccolo, che ha una relazione con sua moglie, ma quest'ultimo dimostra di essere molto più fragile del fratello maggiore, ciò lo porta a commettere errori grossolani nella vita, errori che lo porteranno a mandare in fumo il piano di suo fratello.

Sydney Lumet dirige un film spietato e allo stesso tempo riesce a sottolineare con una spudorata sincerità, i sentimenti e le azioni dei protagonisti, e non è cosa in cui tutti i registi riescono a fare, da sottolineare la bravura del cast degli attori in cui spiccano oltre ai succitati protagonisti anche un grande Albert Finney, un uomo talmente cieco da non accorgersi che intorno a lui le cose non sono esattamente come appaiono. Un uomo che da le cose per scontate, un padre talmente cieco che non conosce veramente i suoi figli, e ne rimane sconvolto non appena le carte verranno scoperte del tutto, e sarà vittima di una cieca esplosione di rabbia e follia che lo porterà a commettere una cosa che non avrebbe fatto mai a mente lucida.
Una chiara e spietata analisi sulla famiglia, sulle maschere che tutti portiamo, e che una volta buttate giù rivelano segreti e bugie montati ad arte che fanno cadere le mura del tuo mondo, portandoti vicino alla follia.
E' una storia di follia? No, una storia che sicuramente PORTA alla follia, perchè racchiude in se una crudeltà capace di atterrire chiunque e di portare a una discesa agli inferi senza possibilità di trovare la luce.
La vita non sarà mai più come prima, è inutile sperare di cambiare, perchè non lo si potrà fare mai più.
Un film che lascia di stucco per la tonalità della storia, soprattutto l'incapacità dei protagonisti di fare le cose per bene, un piano che doveva essere una cazzata, un gioco da ragazzi, è capace di portare all'inferno chiunque.
DA NON PERDERE ASSOLUTAMENTE.
Voto: 8





lunedì 20 gennaio 2014

The Vampire Diaries Stagione 3

Terza stagione del cult televisivo di questo anno meraviglioso, che continuerà a breve tempo con la quarta stagione, e nell'attesa recensisco questa terza stagione.
Dunque cominciamo con il dire che stilisticamente è un pochetto inferiore alla seconda, ma il coinvolgimento è sempre presente e bilancia certe cadute di stile della serie che rimane sempre di alto livello.
Nulla da dire sulla trama e sui personaggi, sempre rappresentati al loro meglio e il coinvolgimento del pubblico nelle loro storie è sempre molto alto.
Stiamo parlando del telefilm che dalle mie parti ha avuto un successone enorme dall'inizio della stagione, tanto da essere inserito nelle serie ammiraglie di questo anno.
Nella terza stagione accade di tutto, l'inizio è sconvolgente, vede Stephan Salvatore in balia di Klaus e cambia annullando la sua natura umana, fatta nascere dalla sua amica lexie, i tentativi di riportarlo all'ovile di Elena e di suo fratello Damon, non tardano ad arrivare, ma sembrano tutti inutili, tranne quando effettivamente si sveglia la vendetta nei confronti di Klaus sarà terribile e spietata anche se deve fare in modo che Elena resti viva e vegeta.
Ma Klaus ha dalla sua un asso nella manica, pur avendo scoperto che Elena è rimasta viva dopo il rito capisce che la può usare per creare gli ibridi, e allora la userà, non certo senza conseguenze.
Le cose peggiorano quando la madre di Klaus viene portata in vita dalla strega amica di Elena che con sua madre è l'unica che può fermare l'avanzata crudele del vampiro originale, il suo piano però si presenta ben più crudele del figlio, anche se è fatto per fermare l'ondata di sangue che è iniziata quando tutti loro sono diventati vampiri.
Il finale di stagione ve lo lascio immaginare, e non vi dico nulla in proposito, vi dico soltanto che il triangolo con i fratelli salvatore volgerà in una catarsi inevitabile, chi sceglierà la bella Elena tra i fratelli di cui si è innamorata?
In questa terza stagione c'è una new entry, la sorella di Klaus, che aveva una cotta per Stephan negli anni venti, quando con suo fratello facevano stragi di persone per nutrirsi.
Una terza stagione che segue la seconda senza nessun ribaltamento e senza innovazioni, coinvolge e diverte, ma nettamente è inferiore alla seconda, come del resto è giusto fare per i seguiti, calare un po' la tensione avvolte è giusto per far si che il seguito risulti più moderato senza nulla togliere alla qualità del telefilm.
Voto: 7


domenica 19 gennaio 2014

Mimic

Rieccomi di nuovo, dopo una settimana di pausa...le cui cause sono attribuite a fattori esterni, vabbè cercherò di essere più presente ora, non vi preoccupate, e la recensione di oggi è Mimic il cult movie di Guillermo del Toro con Jeremy Northam e Mira Sorvino, che interpretano due scienziati che scoprono la cura per una malattia che sta decimando i bambini, ma che una volta uscita dai loro laboratori, rischia di infestare l'intera città di new york, dato che la natura fa sempre il suo corso?
La malattia dei bambini si chiama morbo di Strickler, e viene curata creando uno speciale scarafaggio in grado di decimare gli altri scarafaggi causa della malattia.
Fino alla scoperta e creazione va tutto bene, ma l'uomo per quanto vuole risolvere i problemi avvolte non fa altro che aumentarli, ed ecco che nella città girano voci su dei scarafaggi giganteschi, e una volta scoperti bisogna porvi rimedio, ma come?
Sarà una lotta quasi impossibile perchè questi scarafaggi, portati alla luce da dei bambini che sono andati alla stazione della metropolitana e fatti vedere alla entomologa che ha scoperto il patatrack, e così si accorgerà che il mondo non può essere ridotto solo al laboratorio, quindi lei e il marito con una squadra di poliziotti, tra cui  si aggiunge anche il lustrascarpe che cerca suo figlio scomparso e rapito da cose che non conosce - un bravissimo Giancarlo Giannini prestato al cinema usa per l'occasione - è un film che ricorda molto le atmosfere di Alien di Ridley Scott piuttosto alla lontana però, un cult assoluto da avere se amata il genere e se odiate gli insetti SALTATELO A PIE' PARI, potreste avere persino il voltastomaco e non scherzo.
Io l'ho trovato interessante sotto diversi punti di vista, tra cui fino dove si può spingere l'essere umano per salvare delle vite? E la soluzione che scopre può rivoltarvisi contro? Mai e poi mai sottovalutare le proprie creazioni, il significato del film in fondo è tutto qui.
CULTISSIMO
Voto: 7

domenica 12 gennaio 2014

Un ottima annata

Ok ci siamo, oggi recensico un film che ho rivalutato l'ultima volta che l'ho visto. La prima volta non mi piacque molto e l'ho accattonato, ma una volta rivisto ne sono rimasta conquistata.
Questa volta Ridley Scott sceglie di fare un opera semplice, e si concentra sulle cose che più possano interessare il pubblico, forse è un opera difficile ma non è da buttare via.
D'altro canto Ridley Scott stesso ci ha abituati al suo cinema che non è affatto scontato, così come lo è questa opera.
Per il protagonista sceglie un altra volta Russell Crowe divenuto una specie di attore feticcio per il regista, e al suo fianco troviamo la bravissima Marion Cotillard in una storia d'amore nostalgica ma che lascia il segno.
Perchè la prima volta non mi è piaciuto? Semplice non l'ho assaporato fino in fondo come ho fatto in questa seconda visione, il che spiega tante cose, prima di tutte non mi sono lasciata andare, grosso grossissimo errore.

In realtà si tratta di un opera che seppur non è tanto originale - esistono parecchi film sullo stesso tema - è fresca e spensierata, e parla di una cosa che per altro potrà essere comune ma che piace a tutti, ovvero l'amore, la nostalgia, e le cose che abbiamo perduto e che ritroviamo dopo tanto tempo, come può un film del genere non piacere?
Alla mia seconda visione ne sono rimasta piacevolmente conquistata, perchè oltre ad essere lineare, è anche coinvolgente, cosa c'è di meglio per fare un semplice film?
Bravo Ridley Scott che si è aggiudicato un posto speciale con questo film carinissimo e ben fatto, bravo proprio bravo, se lo merita un bel voto.
Anche se come dico sempre io sono meglio i film che vengono scoperti dopo tanto tempo che quelli che a primo colpo ti piacciono, per il semplice motivo che ti rimangono impressi a fondo e tanto a lungo.
Come questo piccolo  e delizioso film.
Un consiglio prima della visione, se lo volete vedere lasciatevi incantare dalla sua magia e dalla sua poesia, sono sicura che le cose che prendete per scontate o stupide, passeranno in secondo piano, io ho fatto così alla seconda visione e ne sono rimasta conquistata.
Voto: 7 e 1/2


venerdì 10 gennaio 2014

Dietro i candelabri

Uno dei migliori film dell'anno, con un grandissimo Michael Douglass nei panni del pianista Liberace, il film si concentra sulla love story con Scott Thorson, che gli ha fatto da assistente per molti anni prima e poi da amante per altri anni, infatti il film è tratto dal romanzo scritto da quest'ultimo My Life with liberace, la prima impressione che mi sono fatta guardando questo film è che si tratta davvero di uno dei migliori di Soderbergh con uno straordinario Michael Douglas nella più bella interpretazione da tanti anni a questa parte...e pensare che l'ho conosciuto con le strade di san franscisco, grazie mammaaaaa!!!
Dunque continuiamo, per Matt Damon dobbiamo dire che anche lui è molto bravo e accanto a Michael Douglas fa la sua porca figura - ovviamente detto in senso buono ;)  - il che è una buona cosa, d'altro canto i due risultano realistici nel ruolo di omosessuali.
Poi c'è la figura di Liberace, il pianista, l'uomo, che nonostante la sua evidentissima omosessualità non ha mai fatto coming out, lasciando che la gente si innamorasse di lui come artista e non come l'uomo, forse per evitare spiacevoli problemi che avrebbero rovinato la sua carriera...ma allora erano altri tempi rispetto ad oggi, quindi in un certo senso ha fatto bene.

Un rapporto difficile che scaturisce con le eccentricità del pianista, e che terminerà anche molto male, nonostante tutto alla morte di Liberace, un po' Scott lo perdonerà, ricordandolo con i suoi eccentrici costumi, mentre volteggia sul pianoforte con i candelabri in cui si esibeva sempre.
I momenti migliori? Tantissimi, la scena che mi ha colpito molto è quella all'inizio, quando Liberace suona il piano il suo pezzo e coinvolge il pubblico, e c'è sua madre seduta in platea, la scoperta dell'amore con il suo assistente, bisessuale, che poi diventa il suo amante, fino a quando lo scarica come fa con tutti quanti, non un biopic, ma una storia d'amore tra una figura dello spettacolo, e un giovane che deve scendere a compromessi con l'immagine pubblica dell'uomo con cui ha scelto di vivere, una situazione difficile perchè devono vivere la storia in maniera segreta e non alla luce del sole...un rapporto quasi impossibile...che si rivela alla fine per quello che è stato, in realtà poi Scott capisce che lo ha amato davvero e nonostante tutto il dolore lo perdona.
Un filmone, imperdibile, belli i costumi, belli i numeri musicali e bravissimo (da standing ovation) Michael Douglas.
Voto: 8


giovedì 9 gennaio 2014

Gummo

Un film disturbante, un opera di non facile digestione l'esordio alla regia di Harmony Korine, che racconta di una gioventù abbandonata a se stessa in una località dove c'è appena stato l'uragano Gummo.
Desolazione, povertà, disperazione, sono questi gli aggettivi che mi vengono in mente quando penso a questo film, e Korine non ha mezze misure per descriverlo, e non si fa neanche limiti.
Ma tutto questo non è una critica, anzi semmai è un complimento, per avuto il coraggio di parlare di un gruppo di ragazzini abbandonati, senza meta, o futuro che vivono alla giornata, facendo quello che vogliono senza capire se sia giusto o sbagliato, e davanti al film ci sono gli spettatori che rimangono sbigottiti di tale sincerità nel descrivere uno scenario apocalittico che rasenta l'orrore del degrado umano.

La fine del mondo secondo Harmony Korine con il crollo dei valori umani e il degrado sono i temi centrali del film, non c'è scampo, non c'è uscita, non c'è un happy end, bisogna avere molto coraggio di raccontare una storia simile a un pugno allo stomaco, di cui non è facile dimenticare ma che può provocare disgusto.
Ed è proprio qua che vuole parare Harmony Korine, non vuole una storia di redenzione, vuole una storia nuda e cruda, che sputa ai buoni sentimenti e ti sbatte la verità in faccia, perchè la vita infondo è proprio così, può far star male, ma dubito che lo dimenticherete.
Un piccolo capolavoro del cinema indipendente USA, lontanissimo da hollywood, sembra un film di Pasolini per la struttura in cui è costruito, per questo colpisce fino in fondo, ma è un capolavoro, c'è poco da fare, consigliatissimo se amate il cinema indipendente e impegnativo e che non avete pregiudizi su niente.
Voto: 8


domenica 5 gennaio 2014

Don Jon

Jon Martello jr soprannominato dagli amici Don Jon ha una vita regolare, la palestra, la messa, la discoteca e le ragazze, ma la sua grande passione è il porno, finchè non arriva una ragazza che con i suoi film romantici gli fa cambiare prospettiva fino a quando non lo sorprende in flagrante proprio con il porno...e allora comincia la crisi, come riprendere il rapporto? Nel frattempo una donna più matura si avvicina a lui e lo avvicina a una nuova realtà...facendogli scoprire l'amore...

Questo film mi ha divertita molto, perchè è conciso e sincero e poi ci sono parecchie scene esilaranti, Joseph-Gordon Levitt non dirige un capolavoro ma un film capace di farti passare una buona ora e mezza di puro divertimento, ne ha ancora di strada da fare il protagonista prima di scoprire davvero cos'è l'amore....e nonostante una ragazza attraente, che anche lei ha ancora strada da fare capirà che per avere una vita sentimentale deve rinunciare al porno, cosa che una donna più matura gli farà capire.
Un film intelligente e ironico ma soprattutto divertente, che mostra un nuovo lato dell'attore Joseph-Gordon Levitt per la prima volta dietro la macchina da presa, un esordio niente male, ma che non tocca i vertici capolavoristici, in sostanza è un buon film, che va oltre l'opera di intrattenimento fine a se stessa.
Un opera appetitosa che fa divertire, con scene esilaranti ma anche una riflessione sulle cose importanti della vita come l'amore.
Voto: 7


sabato 4 gennaio 2014

Ehilà torno prima dalle vacanze?

Ebbene SI, sono letteralmente scappata dalla lunghissima maratona musicale che mi ha visto in compagnia del mio idolo Prince con cui in questi giorni e in queste notti sto in compagnia, la fabbrica dei sogni mi è mancata e ho detto perchè non cominciare subito? Bando alle ciance, ora arriva la rece...ma prima, avete passato bene le vacanze di natale? Io pure, e il capodanno l'ho passato proprio con Prince, ora approfitto di questi pochi istanti di relax per fare una capatina nel blog intanto ben ritrovati a tutti :)