martedì 30 aprile 2013

Noi siamo infinito

Questo film è una delle sorprese cinematografiche dell'anno.
Quando ho visto che la protagonista di questo film era Emma Watson, ho storto subito il naso decidendo di soprassedere dal vederlo: cosa mi ha fatto cambiare idea?
Lo dico subito, leggendo le recensioni della blogosfera, a  cominciare dalla recensione di MrFord, per poi continuare con altri bloggers, dopo la lettura di queste recensioni mi convinco a vederlo.
Durante la visione ho avuto emozioni contrastanti, ma in senso positivo e mi avvicinavo empaticamente alle personalità dei protagonisti, che sono ragazzi fuori dagli schemi.
La cosa sorprendente è la capacità di esprimere sentimenti in maniera semplice non è roba da tutti i giorni, Noi siamo infinito è tratto da un romanzo scritto dal regista stesso che ha fatto la versione cinematografica.
Di per se sembra quasi un rischio, in molti hanno cercato di fare una versione cinematografica dai loro libri e non sempre i film hanno riscontrato il successo che cercavano.
A differenza si può dire che Noi siamo infinito, punta a giocare la carta della nostalgia, ci sono molte influenze al cinema di John Huges, pur personalizzando l'opera e creando un film sincero e fresco, che a differenza di tanti altri, che sono incapaci di avere una struttura propria da una impronta e un suo stile unici.
Chboski riesce a dare un suo parere parlando di ragazzi normali, non di ragazzi popolari, creando un alchimia unica con il pubblico che si riconosce nei protagonisti.
Il protagonista è un outsider, timidissimo che non riesce a familiarizzare con i compagni di scuola, fino all'arrivo di due fratelli: Patrick e Sam.
Con l'oro l'alchimia dell'amicizia scatta a primo colpo, e il nerd, Charlie, protagonista del film capisce di aver trovato gli amici giusti, anche se deve trovare il modo di aprire il suo cuore a Sam, cosa che si rivela assai difficile.
Un film che mostra quanto sia difficile trovare una strada su cui riconoscerci, e quanto sia assai complicato dopo che l'hai trovata trovare il coraggio di percorrerla.
Gli adolescenti di Chboski non pretendono di essere vincenti, sono così e devi prenderli per come vengono descritti, nè più nè meno.
Il loro mondo è fatto di musica, di sensibilità e di allegria, non è certo un mondo per i ragazzi più popolari della scuola, che pretendono tanto dai soliti imbranati.
Bravissimi i tre protagonisti, splendida la colonna sonora che cercherò di avere, fatta di classici brani come Heroes di David Bowie, che è presente nella scena più bella del film, quella in cui Sam apre le braccia sulla capotta per volare chiudendo gli occhi.
In conclusione un film sorprendente e bellissimo che racconta i giovani senza particolari effetti speciali, in modo naturale e mai edulcolorato  e banale.
Un film che merita un posto nella vostra collezione.
DA NON PERDERE





domenica 28 aprile 2013

Hitman - L'assassino

Un killer geneticamente modificato, che porta come nome il numero 47, svolge il suo compito con fredda precisione, fino a quando una prostituta è testimone di qualcosa che non doveva vedere.
La ragazza risveglierà la sua coscienza di essere umano, e grazie a lei capirà che è stato coinvolto in un gioco politico che ha causato il colpo di stato in russia, riuscirà a sbrogliare la matassa e smacherare i colpevoli che lo hanno coinvolto in un gioco più grande di lui?
Ehilà ragazzi, ecco uno dei film che ho particolarmente apprezzato nella stagione 2007/08, in cui ho scoperto quel simpaticone di Timothy Oliphant, se non sapete chi è vi posto una sua fotuccia


Ecco ora sapete chi è, appena finisco la rece posto le fotucce dei film, dunque continuando a parlare del film dico che è costruito molto ma molto bene, il regista è abile nel costruire tensione e colpi di scena e non cade mai nel banale o nel già visto.
Considerando che a Hollywood ci sono parecchi film d'azione, avvolte senza tensione emotiva, fracassoni, privi di contenuti mentre strabordanti di effetti speciali, ci troviamo di fronte a un prodotto genuino e sincero.
Qui Xavier Gens, si concentra sui contenuti oltre che la superficie  e si nota l'impegno che ci ha messo e soprattutto la cura.
La cosa più sorprendente è vedere il grande coinvolgimento degli spettatori che scena dopo scena restano risucchiati nella storia dall'inizio alla fine.
Beh niente male per un film tratto da un videogioco, non trovate?
Un piccolo grande film che diverte e che merita un posto speciale nel vostro cuore.
Bravissimo Timothy Olyphant, che risulta credibile nel suo ruolo, compresi i cambiamenti che denotano la sua umanità che piano piano viene fuori, nonostante sia stato creato in laboratorio.
Forse possiamo dire una cosa su questo piccolo oggettino, oltre che è fatto bene, ha dei personaggi veri e intensi, non è il solito film fasullo, l'aspetto narrativo del film è molto curato, altrimenti non potremo restare coinvolti nella fuoriuscita dell'umanità del killer, e forse scopriremo che chi lo ha messo in quei pasticci è meno umano di lui e più viscido di un serpente.
In conclusione, consigliatissimo, se amate i film d'azione con le palle.
Buona visione.



sabato 27 aprile 2013

Train de vie - Un treno per vivere

Questo è un signor film, signore e signori preparate il vostro lettore dvd, perchè Train De vie è un film da possedere perchè?
Innanzitutto è una storia originale, e molto prima di Benigni, ha parlato della shoah in maniera brillante.
La storia è alquanto semplice, anche se in un primo momento può sembrare difficile, ma -  e qui sta la fase geniale del film - considerando che il film è costruito come una bellissima favola sulla libertà, in cui un paesino di ebrei capiscono che i nazisti stanno per venire a prenderli, fanno di tutto per trovare una soluzione.
La trova il matto del paese - chiamalo matto - prendere un treno per trovare la strada giusta per non farsi beccare.
Il film ha una particolarità, che poi si capirà verso la fine; posso solo dire di guardarlo attentamente perchè la soluzione è molto semplice e assai drammatica.
Ciò che ho capito io, è che questi ebrei protagonisti del film, non cercano una soluzione alla shoah, ma forse una via di fuga dalla realtà.
Il film è costruito come una favola, come un desiderio di trovarsi in un posto differente di dove realmente si è, capitemi non è facile non dire, ma avvolte le parole che non dicono fanno intuire molto.
E' un film particolare e mi ha colpito molto positivamente.
Diversissimo dal film di Roberto Benigni, anche se gli somiglia moltissimo, sicuramente è un pelino superiore, e meritava certamente più di un riconoscimento.
Avvolte sono i piccoli film quelli che dimostrano davvero di essere grandi, e Train De vie è un piccolo capolavoro da non perdere assolutamente, soprattutto se amate le storie di speranza, che mostrano uno spiraglio su dove vogliamo andare e soprattutto su ciò che vogliamo essere.
Sicuramente è un film sulla libertà, la regia è asciutta e nitida, Radu Mihaileanu, che nella vita è ebreo, non fa un film tutto lacrime incentrato sul dramma, lui fa un opera capace di far riflettere cercando di fare avvicinare il pubblico coniugando empatia e comprensione; e non è da tutti i giorni riuscire in questa impresa.
Un piccolo grande film che non può assolutamente mancare nella vostra collezione.
Buona Visione.
CAPOLAVORO



venerdì 26 aprile 2013

Risky Business - fuori i vecchi i figli ballano

E' una delle commedie simbolo degli anni ottanta.
Risky Business racconta di un adolescente che resta solo in casa, cosa che tutti noi vorremmo avere per un po' di tempo.
La cosa che gli succede è un po' matta ma ne vale la pena, soprattutto se si ritrova in casa una ragazza bella come Lana.
Quello che non sa è il mestiere che Lana svolge, ma forse sarà l'occasione per entrambi di cambiare vita e lei di mollare il suo protettore.
E' innegabile, Risky Business è stato il film in cui Tom Cruise è diventato una star rivelandosi al grande pubblico.
Il film è divertente per diversi motivi, primo di tutti quello di far casino con la casa a tua disposizione e fare quello che ti pare senza che i genitori ti rompano le scatole; secondo è trovarsi una bella fanciulla che ti coinvolge in un business che può farti arricchire.
Una commedia frizzante e trasgressiva che non è mai banale, anzi è spregiudicata, allegra, casinista che diverte scena dopo scena.
Tra le scene cult segnalo il ballo in camicia e mutande di Cruise proprio all'inizio del film, quando i genitori sono andati via.
E' chiaro che ci troviamo tra uno dei cult che hanno segnato gli 80s, e considerato che sono passati 30 anni dalla sua uscita direi che il film è invecchiato bene, non un capolavoro ma un cult, questo è  poco ma sicuro, bella anche la colonna sonora che include anche In the air tonight di Phil Collins, musiche dei Tangerine Dream.
La regia non pretende di essere geniale, ma è fresca e sincera, vuole solo raccontare una storia in maniera semplice e diretta e ci riesce.
In conclusione, un titolo appetitoso che sa essere un cult senza pretendere chissà che cosa, e forse sta in questo la sua grande forza trascinante.
CULT.


COMUNICATO STAMPA - Festa del cinema




DAL 9 AL 16 MAGGIO NEI CINEMA DI TUTTA ITALIA
INGRESSO A PREZZO RIDOTTO
(3 euro in 2D e 5 euro in 3D)
MICHELE PLACIDO primo ambasciatore dell’iniziativa
È online il sito ufficiale www.festadelcinema.it
Al via il contest online “Premi da Star”
È MICHELE PLACIDO il primo ambasciatore della FESTA DEL CINEMA, che si celebrerà dal 9 al 16
maggio in tutta Italia, promossa e sostenuta dall’industria cinematografica. Durante la FESTA DEL
CINEMA, il biglietto per l’ingresso nelle sale cinematografiche italiane sarà a prezzo ridotto: 3€
per i film in 2D e 5€ per quelli in 3D.
Ecco lo spot ufficiale http://www.festadelcinema.it/video.php
È online il sito ufficiale dell’iniziativa, www.festadelcinema.it, ricco di informazioni, contenuti
speciali, concorsi per gli appassionati cinefili e molto altro.
Al via il contest “Premi da Star”, con in palio tanti premi: la borsa Piquadro usata sul set di “Mi
Rifaccio Vivo”; una giornata sul set del nuovo film di Checco Zalone; la coppia di guanti creata su
indicazione di Geoffrey Rush e utilizzata dall’attore sul set di “La migliore offerta”; accrediti per i
più importanti festival cinematografici nazionali (Venezia, Roma, Torino, Taormina, Giffoni);
sceneggiature del film “La Banda dei Babbi Natale” autografate da Aldo, Giovanni e Giacomo; la
sceneggiatura de “Il Divo” autografata da Paolo Sorrentino.
Per partecipare all’estrazione finale basta registrarsi al sito www.festadelcinema.it o connettersi con il
proprio profilo Facebook. Tutti i premi sono stati donati dall’intera filiera cinematografica, a conferma
del suo sostegno alla Festa del Cinema.
L’iniziativa è promossa e sostenuta dalle associazioni dell’industria cinematografica ANEC,
ANEM, ANICA, insieme a ACEC e FICE, sulla scia del successo che ha in Francia la FÊTE DU
CINÉMA giunta alla 28esima edizione.
La FESTA DEL CINEMA, la cui organizzazione è affidata a QMI, vuole favorire, attraverso una
riduzione del prezzo del biglietto, l’aumento dell’afflusso di pubblico nelle sale cinematografiche
per far apprezzare la vera bellezza e il fascino del grande schermo.
www.festadelcinema.it
Milano, 12 aprile 2013
Ufficio comunicazione FESTA DEL CINEMA: Parole & Dintorni (Resp. Riccardo Vitanza) - Ufficio stampa/
Promozione radio: Ilaria Boccardi 346/7829223, Anna Pompa 346/7829202, Giovanni D’Amico 366/5676219
Promozione TV: Arianna D’Aloja – arianna.daloja@yahoo.com
Organizzazione QMI: tel. 02 36505037
Ufficio comunicazione AGIS: Marta Proietti e Gabriele Spila – 0688473383/5
Contatto ANICA: 06 4425961 – redazione@anica.it





giovedì 25 aprile 2013

I pinguini di Mr Popper

Una nuova commedia per Jim Carrey, che ha come coprotagonisti un gruppo di pinguini ereditati da una vecchia zia, come fare per portarli a casa?
All'inizio è un po' contrariato della cosa, ma poi quei pinguini saranno anche l'occasione per riconquistare la sua famiglia.
Detto così sembra un bel film, ma resta una commediola innoqua che sa di aria fresca.
Jim Carrey ha fatto di meglio, e questo film non aggiunge nuovo al suo talento.
Tra gag e scene che sinceramente non fanno rimpiangere altri film che Jim Carrey ha interpretato, in questo film è chiaramente fuori parte, come se avesse indossato un vestito che gli sta un po' troppo stretto. Per Carrey ci vuole molto di più di un gruppo di pinguini, il suo talento merita personaggi più spiccati e anche fuori dalle righe, questo film mi sa di commedia buonista dal sapore fin troppo mieloso per lui.
La regia è fin troppo lineare e tradizionale, ma oltre la superficie non c'è la sostanza, cosa che in una commedia è fondamentale per il divertimento.
Questo film sembra la classica commediola per i bambini, in cui dopo che l'hai vista ti lascia l'amaro in bocca, per come è stato fatto il film.
Mark Waters ha fatto il grosso errore di tenere impantanato un attore celebrale come Carrey, le cui potenzialità sono immense, invece lo lascia sotto i suoi fili, togliendogli la possibilità di esprimersi al meglio.
Peccato, con un attore del genere bisogna lasciarsi andare fino in fondo, altrimenti che piacere c'è?
Jim Carrey cerca in tutti i modi di fare del suo meglio, ma il film è praticamente tutto sulle sue spalle, con il risultato non decolla mai.
Una occasione sprecata, dove se alla regia ci avessero messo un altro che consceva le sue reali potenzialità, avrebbe fatto in modo di dargli la giusta luce che merita.
EVITABILE



mercoledì 24 aprile 2013

Beautiful Creatures - La sedicesima luna

Mi aspettavo un altro Twilight, o un nuovo Harry Potter, con mia grande sorpresa invece sono rimasta conquistata da questa storia. Primo capitolo di un altra saga fantasy, simile a Potter ma con una differenza, che la protagonista è una giovane streghetta, che vive in un paese bigotto.
La ragazza fa amicizia con un ragazzo che ha il dolore della morte della madre e si rifugia nei libri, lei ha il dono della magia, ma incombe una maledizione legata a un antenata e al compimento del 16° anno dovrà scegliere se diventare strega buona o strega cattiva.
La ragazza vessata dalle compagne di scuola per ignoranza e bigotteria, è una autentica outsider, che dovrà sciogliere il mistero legato a una sua antenata, facendo una scelta che la dividerà dal ragazzo di cui nel frattempo si è innamorata.
C'è qualcuno che vuole minacciarla, come fare a sciogliere la maledizione?
Un film curioso, appetitoso e coinvolgente, che nonostante i difetti riesce a coinvolgere lo spettatore.
Protagonista femminile è Alice Englert, figlia di Jane Campion che si procura il passaporto per la notorietà, a farle da spalla sono attori di grosso calibro.
Si va da Jeremy Irons, Emmy Rossum, e Viola Davis, il coprotagonista invece è Alden Ehrenreich, lanciato da Francis Ford Coppola e ora si prepara ad essere un divo con questa saga fantastica.
Andiamo al dunque, nonostante le aspettative non fossero alte, mi sono ricreduta.
La pellicola è stata una piacevole sorpresa, dall'inizio alla fine uno dei suoi pregi è quello di tenere alta l'attenzione dello spettatore; in sostanza si tratta di un film fatto abbastanza bene capace di non annoiare mai, forse il regista si lascia un po' andare con gli effetti speciali, ma fattostà che il risultato risulta molto realistico e mai banale.
Pur contestando una facile presa di coinvolgimento presso il pubblico delle ragazzine, direi che in confronto al polpettone Twilight, questo sia decisamente un passo in avanti.
Si tratta per lo più di un opera di intrattenimento, che va presa così come viene e bevuta come la vostra bibita preferita, una volta terminata ti rimane un bel ricordo, riuscirà a prendere il posto di Harry Potter nel cuore dei fans? O meglio non prendere il posto, ma avere lo scettro accanto al maghetto? Io credo proprio di si.
APPETITOSO.






martedì 23 aprile 2013

Il promontorio della paura

E siamo alla versione originale di Cape Fear, il promontorio della paura.
Si tratta di un vero e proprio classico del genere thriller, con protagonisti due grandissimi attori, Gregory Peck e Robert Mitchum.
La storia vede protagonista un avvocato che ha fatto un imbroglio a fin di bene a uno stupratore, questi dopo essere uscito di prigione comincia a perseguitare sia lui che la sua famiglia.
Il film mostra con uno sguardo diverso rispetto al remake di Scorsese di come creare una storia ad alta tensione senza particolari scene violente, che gioca soprattutto con la psicologia dello spettatore.
J.Lee Thompson sceglie la forma narrativa, che avvvicina ai personaggi, apparte il fatto che allora, parlo del 1962, c'erano i problemi di censura e non potevano essere girate scene particolarmente violente.
Questo ha diminuito di molto l'alta tensione presente nella versione di Martin Scorsese, ma ha accentuato di molto la descrizione dei personaggi e i loro sentimenti.
Un cult, per tutti gli amanti del cinema di genere, anche se personalmente preferisco di molto la versione di Marty, che rimane un esempio di remake migliore dell'originale.
L'originale invece si concentra su altro, creando una grandissima suspance, le interpretazioni di Peck e Mitchum valgono da sole la visione del film.
C'è molta immedesimazione dello spettatore per quanto riguarda l'avvocato perseguitato, che deve salvaguardare la sua famiglia da una minaccia incombente, trova molto coraggio anche di affrontarlo faccia a faccia, e non si pone problemi.
Un thriller psicologico a tinte forti, che resta uno dei migliori esempi del cinema di genere.
CULT.




lunedì 22 aprile 2013

Heartburn - Affari di cuore Jack Nicholson Day

Mark e Rachel, si incontrano, si innamorano, si sposano e lui comincia a tradirla con una stangona.
Film diretto da Mike Nichols e interpretato magistralmente da due strepitosi  Jack Nicholson e Meryl Streep.
Il film è tratto da un romanzo di Nora Ephron, che racconta il suo matrimonio con un giornalista finito con un divorzio, a differenza degli altri film di Nichols, questo film gioca tutto sull'empatia dei personaggi verso gli spettatori.
Rachel e Mark, si sposano tra i mille dubbi di lei, che è reduce da diversi matrimoni finiti male, mettono su casa, hanno dei figli, ma piano piano la vita coniugale per Mark diventa stretta, e così sceglie di cominciare una relazione con un amica comune per allontanarsi dalla monotonia matrimoniale e le mille difficoltà che vengono condivise con la moglie.
Rachel nel frattempo oltre al lavoro di giornalista e scrittrice di libri di cucina, deve badare anche ai figli, e stare attenta a un amica pettegolissima che non sa tenere la bocca chiusa.
Il film sembra scritto per Jack Nicholson, notoriamente uno sciupafemmine anche nella vita, la sua recitazione è sopra le righe tra il simpaticone a cui si perdona tutto, e che bene o male riesce a riconquistare sempre grazie al suo modo misto tra tenerezza e follia in cui viene rappresentato il suo personaggio.
Rachel invece è una donna forte, capace di fare il culo al marito non appena scopre la sua tresca, nonostante una fuga che poi finirà in riconciliazione, capirà che bisogna prendere una decisione seria per far finire tutto questo, mi sa che Mark ha tirato troppo la corda.
Un film sincero e realistico, che si distanzia dalle opere precedenti di Mike Nichols, meno arrabbiata in un certo senso, fa una critica sul matrimonio, sulle illusioni e sui sogni che notoriamente due persone intraprendono per stare insieme.
Un piccolo grande film che ha nelle interpretazioni dei due protagonisti il suo punto di forza maggiore, non sono da meno gli altri attori che compongono il cast; da non dimenticare il piccolo ruolo del regista Milos Forman, che interpreta il compagno dell'amica pettegola.
Il film non si limita ad essere una critica, ma cerca anche di essere dalla parte delle donne, descrivendo la superficialità degli uomini che non si fermano davanti a niente per avere quello che vogliono, nonostante nel matrimonio bisogna avvolte scendere a compromessi.
Vorrei sottolineare che questa recensione fa parte dell'iniziativa Jack Nicholson Day, in onore di Jack per il suo 76esimo compleanno, Auguri a Jack e Buona visione con questo piccolo ma grande film.



Ecco tutti i partecipanti all'iniziativa :)

sabato 20 aprile 2013

L'esorcista

Signore e signori tenetevi forte, ecco a voi L'esorcista, no no tranquilli, è solo una recensione.
Ok lo so il film è particolarmente forte, anche perchè io ho la versione integrale e avevo paura di spaventarmi molto, alla fine la paura era l'attesa della visione che la visione stessa.
Questo è un capolavorone, una bomba spaccaculo, come direbbe Lorenzo Lorant, eh si, uuuh ora sono più rilassata, ora si...prima di scrivere la recensione sono stata assalita da una strana tensione, ora bene o male mi è passata, ma andiamo al film.
Il film è un capolavoro assoluto nella storia del cinema, e soprattutto horror con la H maiuscola, non come quelli che fanno ora. I giovani dovrebbero guardare più film e lasciare le mode ai dilettanti, come fanno Tarantino e tanti altri; voi mi dite che centra Tarantino? Io vi consiglio di guardare i suoi film e poi scoprire gli autori che lo hanno ispirato, apparentemente questo consiglio non centra niente, ma invece centra, perchè è da questi registi che si impara l'arte del cinema di genere, oltre a Friedkin, dovrebbero guardare Carpenter e Romero, che sono i due autori horror più  di punta, e poi POI fanno un film.
L'esorcista narra la storia della piccola Regan, interpretata da una giovanissima Linda Blair che è posseduta da un demone che la tormenta, la madre è una attrice divorziata che non crede in Dio, e affida la piccola nelle mani dei medici, ma si accorgono fin subito che la bambina per quanto riguarda la salute non ha niente, allora il medico le consiglia di consultare un esorcista.
Il problema è che nessuno li compie più gli esorcismi, come risolvere la situazione? Ci pensa un giovane prete a chiamare un prete anziano che compie il rito, sarà lungo e faticoso, ma dovranno affrontare anche segreti nascosti, che sono legati a un altro demone molto più pericoloso di quello che si aspettano.
Un film grandissimo che tiene col fiato sospeso dall'inizio alla fine, le scene sono particolarmente raccappriccianti, ma l'orrore è più psicologico che fisico, e ci sono momenti in cui si salta dalla sedia.
William Friedkin dirige un classico del cinema horror, che entra a pieno titolo nella leggenda e ha dato inizio a un Frnachise che non ha aggiunto molto a questo film, i seguiti restano in ombra di questo film, almeno da quello che ho letto.
In conclusione, un filmone, di quelli da collezionare, non con un semplice dvd o roba simile, ma nella copia più ricercata e piena di extra del migliore blue ray che è uscito sulla piazza - sempre che sia uscito - magari nella versione limited ediction, speriamo che la faranno uscire.


venerdì 19 aprile 2013

Upside down

Questo film sembra una fiaba, un opera fantastica, con strabilianti effetti speciali e al centro di tutto una storia d'amore.
Si perchè la confezione che ci viene presentata, mostra due protagonisti cattura spettatori come Jim Strugees e Kirsten Dunst, che dovrebbero essere i moderni Romeo e Giulietta della situazione, che vivono in due pianeti diversi: l'uno sopra l'altro.
Possono solo sfiorarsi la mano, perchè altrimenti se uno attraversa l'altro mondo rischia di bruciare.
Il film presenta due mondi paralleli, nel mondo di sopra ci sono i ricchi, che controllano il mondo di sotto dove ci sono i poveri, i primi sono vincenti, gli altri no e bla bla bla.
Detto così sembra che sia una storia che attira, ma ahimè è vero solo in parte, se da una parte il film presenta uno stile superbo, con degli effetti speciali particolarmente curati e ricercati, dall'altra parte per la storia d'amore si allontana dalle emozioni; eh però che senso ha non fare palpitare i cuori delle spettatrici? La storia ha delle grandi potenzialità, ma il regista invece di approfondire i personaggi e i loro sentimenti si concentra troppo sullo stile, facendo in modo di buttare la pietra e poi ritirarla: ma perchè così non si fa.
In questo film manca qualcosa che lo rende unico, non è un brutto film, ma neanche un opera che resta impressa nella memoria, è intriso di romanticismo, ma la passione è messa da parte, ma come giri un film d'amore e non ci metti l'ingrediente più importante?
Il film resta una fiaba che si potrebbe bere in un bicchiere d'acqua, belle  le scenografie e le musiche, ottimi gli effetti speciali, il problema è soprattutto il plot.
Ovviamente non mancano i guardiani dei due mondi che devono tenerli separati perchè appartengono a mondi differenti, a questo il regista non ha osato facendo una critica sulle differenze dei protagonisti.
Sembra un opera che sa di già visto e sa di vecchio, non offre nulla di originale e innovativo, un occasione sprecata anche per i due protagonisti, che solitamente apprezzo molto, che reggono il peso di un film che non  li valorizza come meriterebbero, così danzano il loro balletto contornati da mirabolanti effetti speciali, oltre questo non offre nulla.
Peccato.






giovedì 18 aprile 2013

Jurassic Park II - Il mondo perduto

Ed ecco il tanto atteso seguito di Jurassic Park, anch'esso tratto da un romanzo di Michael Crichton, ovviamente i pareri a confronto col primo film si sprecano, ma diciamoci la verità, pur essendo un gradino sotto stilisticamente parlando del primo film, resta comunque una buona opera di intrattenimento.
Stiamo comunque parlando di Steven Spielberg, uno dei registi più innovatori della storia del cinema, non stiamo mica parlando di un principiante qualsiasi.
Ed ecco che lo zio Steve, sforna un altro blockbuster, e ci regala come sempre grandi emozioni, bastano solo queste frase per andare a vederlo; ma il cinema si sa è anche intrattenimento.
Pur seguendo le regole del genere avventura, azione regala anche suspance, ma qui non siamo nel parco, i dinosauri ora vivono liberi in un isola, nessuno sa di quest'isola apparte Hammond - Richard Attemburugh, che in questo capitolo appare quasi in un cameo - e suo nipote, che vuole prendere un cucciolo di T-Rex per  inserirlo in un parco di divertimenti.
In questo secondo capitolo il protagonista è Ian Malcolm, si proprio lui, interpretato da Jeff Goldblum che va nell'isola per riportare a casa la sua fidanzata; con lui arriva anche un altra persona: sua figlia.
Ebbene si, i nostri amici questa volta dovranno vedersela con il nipote - il vero antagonista del film - di Hammond, che vuole farsi i soldi, ma gli equilibri della natura non conoscono il denaro, e presto o tardi ci saranno delle conseguenze.
Spielberg fa il suo seguito riuscitissimo per carità di Jurassic Park come ho detto pocanzi, con attori diversi come Julianne Moore scoperta nel film Il fuggitivo, Vince Vaughn, Pete Postelwait e Peter Stormare.
Sono due ore e passa di divertimento coinvolgente, con effetti speciali piuttosto realistici, più ricercati del primo episodio, diciamo che ne seguono il percorso creativo.
Per un regista conosciuto come il papà dei blockbuster, che per molti resta più una colpa che un merito io comunque la penso diversamente, al cinema odierno c'è di peggio - un esempio tra tutti Michael Bay, che cerca di copiarlo in tutto e per tutto senza mai trovare una impronta registica, come succede con Spielberg -
nonostante sia un seguito The Lost World aggiunge molto al franchise tratto dai romanzi di Crichton, cercherò di vedere anche il terzo capitolo, che ancora non l'ho visto, e si parla anche di un quarto capitolo della saga di imminente uscita.
Considerando che la regia stuzzica lo spettatore coinvolgendolo nella storia, come sapeva fare un tempo il caro zio Steve; direi che è un film da collezionare, un seguito fatto abbastanza bene che non mette in ombra il primo capitolo, ma che aggiunge tensione scena dopo scena, e cosa volete di più dalla vita?
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mercoledì 17 aprile 2013

Nightwatch

Remake di un Thriller uscito nel 95, il regista Ole Bomedal, rifà il suo film scena per scena, esattamente come fece Alfred Hitchcock con il suo film L'uomo che speva troppo.
C'è da dire che la produzione ha messo un cast di attori di grido, tra cui Ewan McGregor e Patricia Arquette; alla sceneggiatura ha collaborato anche Steven Soderberg, possiamo dire che è un film che riesce a giocare bene le sue carte, le mescola e rimescola fino a creare una partita con lo spettatore.
La regia di Bomedal riesce a calibrare bene la tensione, creando un atmosfera di alta suspance che non si placa fino allo smascheramento dell'assassino.
In un primo momento si pensa sia il custode dell'obitorio, ma è solo un pretesto che fa parte della partita, che con abilità non svela nulla ma gioca a lasciare piccoli indizi in cui lo spettatore deve cercare di coglierne il significato.
La trama: un giovane universitatio, come impiego per pagarsi gli studi trova un posto come guardiano di un obitorio, ma diversi omicidi portano la polizia a sospettare di lui, il gioco si restringe sempre di più fino a che la sua ragazza non viene rapita dall'assassino e minaccia di ucciderla...chi riuscirà a smascherare l'assassino e salvare la ragazza?
Il film non è un capolavoro, ma è appetitoso, che si allontana dal semplice prodotto di intrattenimento, come ho detto prima il regista - che conosce molto bene la lezione di hitchcock - gioca con lo spettatore quasi a nascondino, per poi darci la sorpresa finale.
Bravo anche Nick Nolte, nel ruolo del poliziotto incaricato di indagare sulla vicenda.
In conclusione, un ottimo thriller stilisticamente vivace, capace di non essere banale e che sa giocare sulle aspettative dello spettatore, cosa volete di più da un Thriller?
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martedì 16 aprile 2013

Knockout - Resa dei conti

In un film d'azione ci vuole il coinvolgimento del pubblico, quando questo viene a mancare si sono tradite le regole fondamentali del genere.
Sappiamo tutti la capacità di Steven Soderberg, di girare film piccoli e coraggiosi, capaci anche di far riflettere; spesso ci mette anche il suo tipico tocco autoriale facendone dei grandi film spendendo pochissimo denaro.
con Knockout ha a disposizione un grandissimo budget, e un cast di attori da capogiro, ma gli manca qualcosa di fondamentale per essere davvero unico, la capacità del suo autore di fare film d'azione. Con questo genere si muove come un elefante in un negozio di cristalleria, incapace di dare una struttura forte alla storia, gigioneaggia con la macchina da presa, cercando un impatto narrativo che invece di coinvolgere lo spettatore in una storia capace di risucchiarla sullo schermo, è capace solo di fare una cosa che per un film d'azione equivale a morte certa: annoiarlo.
Soderberg cerca di fare un film forse diverso dagli altri ma sbaglia strada, per il semplice motivo che la struttura dovrebbe essere spietata, cercare di coinvolgere lo spettatore sia conoscendo i personaggi, sia con le mirabolanti scene d'azione che in un film del genere non dovrebbero mancare; invece si dilunga in tante scene superflue, che minano il coinvolgimento emotivo, facendo in modo che il film risulti un  superficiale e vuoto esercizio di stile.
Per un regista come Soderberg questo è molto poco, considerando la sua carriera e il suo curriculum, mi aspetto grandi cose perchè lui ha la capacità di farlo. Invece questo film è banale e pretenzioso, in alcuni momenti non sembra che dietro la macchina da presa ci sia un regista come Soderberg, resta evidente il fatto che è un film che non sente davvero, non so perchè abbia scelto di dirigerlo.
E in più dobbiamo dire che l'unica a reggere la pellicola, è l'attrice protagonista, ma è evidentemente troppo poco per salvare un film.
In conclusione, è un film che non aggiunge granchè al genere d'azione e spionaggio, inoltre si dimentica facilmente, se volete appisolarvi forse questo è il titolo giusto per voi.
DELUDENTE.