mercoledì 30 gennaio 2013

AI - Intelligenza artificiale

Un film di Stanley Kubrick diretto da Steven Spielberg.
Su precisa richiesta del grande regista Kubrick, Spielberg dirige nel 2001 AI lo dico subito, è un film piuttosto complesso soprattutto perchè mostra un lato emozionale che colpisce al cuore. In un mondo ormai abitato da umani detti orga e robot detti mecca, uno scienziato riesce a creare un robot capace di amare, sembra un bambino vero e viene affidato a una famiglia il cui figlio naturale è malato, la madre che si rivela la più cinica e crudele prima comincia con non poche difficoltà ad affezzionarsi a quel bambino giocattolo, appena lo accetta succede che il figlio si risveglia dal coma e allora nonostante l'imprinting l'arrivo del vero figlio scatena la competizione e poi per non ultimo anche l'abbandono con il robot.
Film attuale che mostra con assoluta sincerità il cinismo degli esseri umani, che arrivano anche a sostituire i figli con dei robot, delle macchine, piuttosto che guardare in faccia dalla realtà, David è un robot, una macchina, un giocattolo, ma che sa amare, la madre si rivela più cinica e crudele di lui, che ragiona come un essere umano, ma è artificiale e finto, la madre lo tratta come un oggetto e nient'altro, il vero figlio è quello che lei ritiene più degno di attenzioni, la macchina è solo un surrogato, una volta abbandonato David conosce un altro robot creato per prostituirsi, e insieme vanno alla ricerca delle risposte che il robot cerca, vuole trovare la fata turchina per poter diventare un bambino vero e riconquistare l'amore della mamma, ma le cose si riveleranno assai complicate del previsto perchè dovrà fare i conti anche con il crudele mercato della carne, ovvero umani che vogliono togliere di mezzo i robot.
AI è una favola adulta magica ma allo stesso tempo crudele, che infonde nello spettatore il cinismo degli esseri umani incapaci di guardare se stessi tanto da rimpiazzare i propri figli con delle macchine, e allo stesso tempo ci mostra l'amore di una macchina verso un essere umano, ovviamente avviene nel film che ha una scenografia da paura, bellissime inoltre la fotografia e il montaggio.
Spielberg dirige un film esattamente per rispettare un volere del suo amico Kubrick e lo fa nel pieno delle sue capacità, un film che lascia perplessi e indignati allo stesso tempo, sulla natura superficiale degli esseri umani, alla fine David riuscirà a trovare la sua fata turchina, grazie ad esseri venuti da un altro pianeta e a trovare l'amore di una mamma, esattamente come un bambino vero...durerà?
Un film grandioso, che altro dire, se non l'avete visto correte subito a vederlo, perchè oltre ai nomi da cardiopalma per questo film c'è una storia che colpisce infondo al cuore.
DA NON PERDERE ASSOLUTAMENTE
Buona visione.



007 Skyfall

Cambiare attore avvolte può essere una mossa vincente, altre volte è  una mossa che peggiora la situazione, per il franchise di 007, serie storica che comincia negli anni sessanta con il grande Sean Connery possiamo dire che Daniel Craig incarna perfettamente i panni dell'agente segreto James Bond.
Innanzitutto dobbiamo dire che forse questo episodio riporta in cima al successo la saga creata da Ian Fleming, e non era così in cima da tempo immemorabile, poi al timone della regia abbiamo quel furbacchione di Sam Mendes che dirige questo capitolo regalando personaggi memorabili, l'antagonista è interpretato da uno dei miei attori preferiti in assoluto, il premio oscar Javier Bardem che è la classica ciliegina sulla torta e in quanto a bravura se la gioca tutta con  Daniel Craig.
E succede una cosa tristissima che non vi anticipo se ancora non avete visto il film, ma di sicuro scoraggerà i molti fans di M. Ah c'è anche Ralph Fiennes che ha un ruolo marginale che piano piano diventa molto chiaro man mano che il film avanza.
Andiamo alla storia, l'inizio vede il nostro eroe, alle prese con un ladro che ha rubato l'hard disc con i nomi di tutti gli agenti Nato infiltrati nelle organizzazioni terroristiche e criminali del mondo, un altro agente su ordine di M gli spara e viene dato per morto, al ritorno a casa M si vede licenziata da Gareth Mallory, in quanto l'azione da lei compiuta non è piaciuta all'MI6, mentre M si avvia a prendere le sue cose l'ufficio esplode uccidendo altri otto agenti in rapporti stretti con M.
Bond non è morto, si è solo ritirato, e non appena ha scoperto dell'attentato fallito di M chiede di essere reintegrato all'MI6, non prima di aver superato un test che non supererà, ma nonostante ciò M lo riprende con se, e si reca a Instambul dove incontra la misteriosa Sevérine, una ex prostituta d'alto bordo che ha dei legami con un misterioso trafficante, sarà lei l'asso nella manica di Bond per acciuffare il criminale che si diletta  a vendere al miglior offerente dei crimini online, sottomette Bond a una prova.
La prova consiste nello sparare un bicchiere di wiskey sulla testa della ragazza, Bond ancora ferito sbaglia il bersaglio, così sarà Silva a sparare perchè tocca a lui e centra la ragazza in piena fronte.
Ma nonostante ciò riesce a catturarlo, qui Silva, ha un confronto con M in cui Bond capisce che anche lei ha qualcosa da nascondere, comprende che quando è stato dato per morto fu proprio M a ordinare di sparare, e non solo, si capisce benissimo fin quanto si può spingere M per restare fedele all'inghilterra, riesce a fermare Silva, ma riuscirà anche a fare i conti con M?
Spettacolare, intrigante pieno di scene d'azione al cardiopalma, non si vedeva un 007 così da tanto tempo, eppure io che avevo storto il naso con il primo interpretato da Craig, vedendo questo film mi sono dovuta ricredere, Sam Mendes ha fatto un ottimo lavoro di regia, rinfrescando la saga che continua a mietere successi da una cinquantina di anni a questa parte, e scusate se è poco, nonostante gli alti e bassi posso dire che ormai la saga di 007 è entrata nel mito del cinema a tutti gli effetti.
Un capitolo vincente sotto ogni punto di vista che nonostante gli alti e bassi ha fatto la storia e continua ancora  a scrivere capitoli di grande cinema, e scusate se è poco.
Se continua ancora così ne vedremo ancora delle belle.
DA NON PERDERE ASSOLUTAMENTE.


lunedì 28 gennaio 2013

La casa dei 1000 corpi

Rob Zombie è un tipo curioso, diversi anni fa è uscito questo film che concentrava di citazioni e omaggi i vecchi horror degli anni settanta, per alcuni è robaccia, per altri uno dei film più originali e schizzati che sono usciti al cinema.
Devo essere sincera, il film non  mi è dispiaciuto, avvolte ci sono scene che ti fanno venire  la pelle d'oca, ma allo stesso tempo ti divertono.
E' proprio questo mix di innovazione che fa di La casa dai 1000 corpi un opera da vedere e soprattutto da collezionare.
Forse non tutto è originale o innovativo, ma che importa? Fossero tutti così gli horror usciti in questi ultimi anni avremmo risolto il problema della crisi del cinema di genere che ha invaso hollywood e non solo; Rob Zombie fa un suo film prendendo citazioni, e la sua originalità sta nel fatto di renderle uniche agli occhi degli spettatori, e scusate se è poco, ma preferisco mettere nella mia collezione questo film piuttosto che perdere spazio con gli  odiatissimi reality movies, che sono tutto fumo e niente arrosto.
La trama è presto detta, un gruppo di adolescenti mezzi scemi, cerca di ricostruire le gesta di un sadico serial killer, ma nella loro strada incontrano e soprattutto si scontrano con una famiglia di sadici schizzati - qualcuno si ricorda non aprite quella porta di Tobe Hooper? - i pargoli non faranno più ritorno a casa loro alla fine, e resteranno vittime di una famiglia sadica e sanguinaria, il cui capo è un pazzo che si trucca come un clown ma  starci lontano è la cosa migliore che una persona normale potrebbe fare.
Come film dovrebbe piacervi, soprattutto se amate gli horror robusti e con le palle, e non siete schizzinosi con scene di sangue, ma comunque è adattissimo a chi gli  horror li mastica a dovere.
Consigliatissimo.


Ultime recensioni da Robydick

Innanzitutto mi scuso con Robertino per non averle postate, prima, scusa...ecco qui le mie ultime rece da Robydick, se volete potete andare a leggerle ^^

L'ultima rece è Magnolia x leggerla clicca qui
Prima ancora c'è stato il mitico Cuore Selvaggio click 
Man on the moon click 
The Truman Show click 
Titanic click 
Nine click 
Il paziente inglese click 
Ragione e sentimento click 
Leggetele ed esprimete il vostro parere direttamente nel post della rece da robydick ok?

Un poliziotto da Happy Hour

Prendete un poliziotto sui generis, razzista, amante delle prostitute, che si scontra sempre con i suoi superiori perchè secondo lui non capiscono i sobborghi delle città perchè stanno sempre dietro una scrivania, ora prendete un agente dell'FBI dalla pelle nera, che all'inizio viene sbeffeggiato dal poliziotto, ma poi capendo le sue qualità cambia idea su di lui perchè è un ottimo poliziotto e in tante azioni gli ha dimostrato di avere le palle quadrate.
Aggiungete il verde dell'irlanda ed esce un film particolare, con scene divertenti e cazzute, il poliziotto nonostante i pregiudizi capisce che deve andare oltre e apprezzare l'agente dell'FBI più per le sue qualità che per il colore della pelle.
Insieme infatti sgominano una banda di narcotrafficanti, ma quando un serial killer comincia a seminare il panico in città le cose si fanno dure.
Un film sui generis come il suo protagonista, una persona qualunque dotata anche di cervello, che riesce a capire le qualità delle persone nonostante i suoi pregiudizi, riuscirà anche a piantarla col suo razzismo perchè è più importante quello che una persona fa, piuttosto per come si presenta.
I due agenti diventeranno persino complici e forse anche  amici chissà, ma le loro azioni e sgomitate rendono il film accattivante e unico, presentando personaggi senza i soliti buonismi, ma per come realmente sono; il tutto è infarcito da scene divertenti e uniche che fanno capire allo spettatore che i protagonisti non sono eroi, ma sono persone normali, ed è proprio questo incrocio con la normalità la chiave del successo di questa pellicola, il suo essere vicino alle persone, non a degli ideali di persone, e questo è più un pregio che un difetto, riuscire a creare empatia con il pubblico non è roba da poco.
DA COLLEZIONARE.



domenica 27 gennaio 2013

Mister Hoola Hop

Lo dico subito, così ci leviamo il pensiero una volta per tutte, sono una fan sfegatata dei fratelli Coen, e il motivo è presto detto.
Sottolineo che Mister Hoola Hop  è stato il primo film che ho visto di questo magico duo di fratelli registi, e già da allora mi ha colpito molto soprattutto per il gusto della commedia classica ma, e qui andiamo al dunque, il loro gusto di mescolare i generi tra la commedia classica americana infarcita di scene alquanto divertenti.
E' proprio questa miscela, e soprattutto la freschezza con cui il film è scritto e diretto a fare di Mister Hoola Hop un film da non perdere, anzi direi un film da collezzionare.
Sono piuttosto severa nel giudicare, e so che le reazioni davanti a un film non sono per tutti uguali, mi concentrerò soprattutto sulle emozioni che questo film mi ha dato.
Innanzitutto il cast di attori si fa da Tim Robbins al grande Paul Newmann che interpreta Syd, il cinico capo delle industrie Hudsucker, che prende un emerito imbecille Norville Barnes Tim Robbins e lo promuove a presidente delle industrie per poterci speculare, ma ha fatto male i suoi conti, perchè il giovane non solo inventa l'hoola hop e fa guadagnare un mare di soldi alla compagnia, ma diventa -  grazie a una giornalista che in un primo tempo lo vuole smascherare ma finisce per innamorarsi di lui e lo aiuta a riprendersi quello che ha perso - colui che vuole salvare la compagnia dalle speculazioni di Syd che crede di fare il furbo ma ha fatto male i suoi conti.
Il film è stato scritto insieme all'amico Sam Raimi ed è una delle poche pellicole ad alto costo dei mitici fratelli, anche se alla sua uscita non ha suscitato grande entusiasmo devo ammettere che è un opera divertente e spensierata, infatti di scene divertenti il film ne è intriso, basti pensare alla scena della festa con i finlandesi tra le altre, come anche il boom dell'hoola hop che partito in sordina si rivela un enorme successo capace di arricchire una compagnia e di farla campare di rendita per il resto della vita, ma le idee poi faticano a tornare soprattutto se ci mettiamo comodi sul nostro piedistallo dimentichiamo quella scintilla che ci ha fatto diventare unici, fino a quando qualcuno che si crede furbo vuole fregare e finisce per essere fregato.
Jennifer Jason Leigh interpreta la giornalista che riesce a capire Norville e a fargli riavere quel coraggio che aveva perso.
In conclusione, un film da non perdere e da vedere e rivedere per scoprire la magia del cinema dimenticato che si rinnova a ogni scena.
DA NON PERDERE ASSOLUTAMENTE.



Ho cercato il tuo nome

Scott Hicks dirige un film tratto da un romanzo di Nicholas Sparks, fin qui nulla di nuovo, è la storia di un reduce che trovata la fotografia di una donna, si mette alla sua ricerca e finisce per innamorarsene; quando poi la verità verrà fuori il rapporto rischia di andare in crisi anche grazie all'invadenza dell'ex marito che mette in fuga gli uomini che tentano di stare con lei...riusciranno a stare insieme nonostante tutto?
Sembra dalla trama un film intenso e commovente, ma ahimè c'è troppa saccarina.
Se volete vederlo preparare tanti fazzolettini, anche se sinceramente io durante la visione più che piangere e commuovermi mi sono palesemente annoiata. Si perchè il film non offre nulla di nuovo, è melenso e stucchevole, troppo costruito per incantare lo spettatore, la regia di Scott Hicks sembra artificiosa, stabilita, non riesce a staccarsi dalla pellicola su commissione.
I protagonisti poi sembrano bambolotti inespressivi, apparte Blythe Danner che da al film un guizzo in più.
E pensare che aveva proprio le qualità per essere non propriamente un capolavoro, ma almeno più appetitoso, questo non succede con Ho cercato il tuo nome e il motivo è presto spiegato: Scott Hicks non riesce ad osare, ad intrattenere il pubblico, a plasmare i protagonisti a dare forma e sentimenti alla storia, è tutto così palesemente costruito che lo spettatore è incapace anche di provare emozioni.
Un opera patinata e nient'altro, che se avesse avuto un regista con le palle, magari sarebbe stato un film migliore, è un peccato che l'opera parte abbastanza bene, ma poi si perde in scene drammatiche e avvolte palesemente esagerate allungando la storia dell'ex marito invadente - ma lei perchè non lo denuncia per stalking? E' così imbecille per caso? - che ne diminuisce il pathos tra i due amanti.
Peccato in conclusione, un opera che non va oltre la sufficienza, nonostante le potenzialità di essere un filino sopra i classici chick flick...cosa penso di Zack Ephron? Ehehehe come attore non mi dice niente, però devo dire che Blythe Danner se li mangia tutti  a colazione, ovviamente detto in senso metaforico per sottolineare la sua bravura rispetto al resto del cast.
MAH...


Never Back down 2

Seguito più o meno ufficiale di Never Back Down anche se questa volta la storia è differente come il regista e i protagonisti.
Ci troviamo di fronte un altro film, ma il centro di tutto sta nella rabbia dei protagonisti, è un film incentrato su un bivio, quello del cambiamento e della crescita.
Il centro di tutto è un giovane,  Mike, che ha  la retina mezza staccata e non può più combattere, ma ha alle spalle una storia triste, il padre è andato via con un uomo, e questo lo mette al centro di sghignazzamenti da parte dei compagni.
A complicare le cose si ci mette anche un gruppo che ci va pesante con i combattimenti, a dare una mano al giovane è un ex campione che ora allena con problemi giudiziari legati al razzismo, ma dentro è una persona onesta che mette subito in chiaro come intende allenarli, non devono far del male a nessuno.
Chiarite le regole i giovani cominciano ad allenarsi per la gara, ma la rabbia di uno di loro rischia di complicare le cose all'allenatore.
Secondo capitolo un po' sottotono rispetto al primo, ma che nonostante i difetti riesce a intrattenere abbastanza per una serata di break con gli amici.
Per chi ama i film d'azione e di combattimento, per voi maschietti soprattutto, dovrebbe essere l'ideale soprattutto per passare tempo.
Cosa c'è che non va? Innanzitutto anche se il titolo suggerisce un sequel del primo Never back down - per leggere la recensione clicca il link sopra - è una storia completamente opposta, ma che ha al centro lo stesso combattimento.
Ma qui abbiamo anche una sorta di esercizio di formazione, dove i protagonisti devono crescere e fare la scelta giusta che li avvicini alla vita.
Poi vabbè ci sono i cattivi, i buoni, c'è l'ex campione con gli ideali ma che è la persona che li farà maturare rispetto agli altri e via di seguito.
Il film sembra qualcosa di già visto e sentito, e non offre di certo nulla di nuovo, solo sano divertimento, anche se avvolte si può cercare altro che semplice divertimento.
NON MALE.



giovedì 24 gennaio 2013

ET L'extraterrestre

E' la favola che ha commosso milioni di persone in tutto il mondo, e continua a farlo nonostante siano passati ben 30 anni dalla sua uscita cinematografica.
Con ET Spielberg ha la sua definitiva consacrazione come cineasta, e verrà inserito nell'olimpo dei più grandi autori del secolo.
Fattostà che essendo un film fantastico è adatto a tutta la famiglia, protagonista è Elliot, un bambino che vive con i fratelli e la madre che trova un piccolo extraterrestre che ha perso la strada di casa.
Come fare per aiutarlo a tornare dai suoi genitori? Grazie all'astuzia e all'intelligenza dei suoi fratelli e poi anche della madre, riuscirà nell'intento e aiuterà il suo amico a trovare la strada di casa.
Per un ebreo come Spielberg è sorprendente la presenza di elementi di origine cattolica nel film, ET che viene dal cielo, trova in Elliot una guida per ritrovare l'astronave che l'ha lasciato sulla terra, muore, risorge ed è ancora Elliot ad aiutarlo a ritrovare la sua astronave.
Un film che ha fatto storia, un capolavoro che è entrato nella storia del cinema, ed è stato uno dei maggiori incassi di tutti i tempi.
E' un film dalla trama semplice, che va gustato per emozionarsi e ricordarsi di quando noi eravamo ragazzini, soprattutto noi, quelli che negli anni ottanta erano ragazzini, famosissima la scena del volo delle biciclette, ispirato da un film italiano di De Sica, e che ha di fatto lanciato la moda delle biciclette per bambini, infatti dopo questo film in molti si sono comprati la bicicletta di Elliot.
Commovente, magico, fantastico, in una parola unico.
La qualità del film è di livello alto, Spielberg ha aggiunto anche elementi biografici alla trama, e da cantore di favole qual'è ha pensato bene anche di ispirarsi a un altro grande regista che lavorava molto bene con i bambini: quel François Truffaut che ha ispirato lui e tanti altri registi della sua generazione, non a caso Spielberg soprattutto in quegli anni fino a Jurassic Park ha lavorato molto con i bambini.
ET è una fiaba, da far vedere ai bambini ma anche a quegli adulti che hanno dimenticato le cose belle dell'infanzia.
CAPOLAVORO



lunedì 21 gennaio 2013

Un sapore di ruggine e ossa

Ennesimo film francese in cui si toccano vette di grandi emozioni, esistono piccoli film capaci di suscitare interesse e conquistare, ma sono pochi quelli che toccano con semplicità il cuore di chi li guarda: uno di questi è senza dubbio Un sapore di ruggine e ossa.
Diretto da un Jaques Audiard che qualche anno fa ha diretto Il profeta, questa seconda pellicola che esce anche da noi è una storia d'amore tra due persone, lui è Ali un buttafuori in una discoteca, e incontra una ragazza Stephane che avrà un incidente in cui perde le gambe, all'inizio non si comprende la coincidenza del loro incontro, destinato a cambiare la vita di entrambi, lui è un padre che deve ricucire il rapporto con suo figlio Sam ormai logoro, dopo che c'è stata la morte della moglie. Il bambino vive con la sorella di lui e non parla con il padre, poi piano piano grazie all'incidente della ragazza con cui instaura una relazione d'amore, padre e figlio si ritroveranno, a complicare le cose ci sarà l'imbroglio della sorella fatto nel posto di lavoro che lui denuncerà...
E' un film che mi ha colpito molto, soprattutto per la semplicità di due persone così lontane eppure così vicine, due vite si incontrano e la vita per loro cambia, niente sarà più lo stesso.
E' il coraggio di essere onesti, che ha cambiato particolarmente il protagonista del film grazie all'amore della ragazza, ma c'è anche il dono dell'altruismo verso coloro che sono più sfortunati di noi, tornare a vivere per la ragazza non sarà una cosa facile, ma grazie all'amore di Ali trova il coraggio di fidarsi e di continuare a vivere, nonostante tutto riesce pure a farsi impiantare delle gambe finte.
La vita continua ed è più semplice viverla accanto a una persona che con tanto amore riesce a farti continuare, perchè il cuore e il corpo sono cose differenti.
Un film d'amore capace di far riflettere sulle cose più importanti della vita, e capace di emozionare e colpire al cuore dall'inizio alla fine, bravissimi i due protagonisti, soprattutto Marion Cotillard, un attrice di grande talento che riesce ad essere naturale in qualsiasi ruolo recita, in questo ruolo da alla sua Stephane un aura di speranza e di forza.
In regia abbiamo Jaques Audiard, un autore interessante, di cui sentiremo ancora parlare ne sono sicura, la sua regia è asciutta, precisa, senza nessuna sbavatura, non dirige il classico film d'amore che riempe di cleenex, no, lui dirige un film d'amore capace di toccare le corde delle emozioni e di far riflettere sulle cose fondamentali della vita, e scusate se è poco.
DA NON PERDERE


sabato 19 gennaio 2013

Flashdance

L'opera cinematografica di Adrian Lyne, una delle opere più patinate degli anni ottanta, nonchè uno dei film più famosi di quel periodo grazie a una sceneggiatura ammiccante e una costruzione di personaggi che conquistano, non è altro che un semplice prodotto di intrattenimento che non va oltre la patinatura.
Un film costruito stop, non c'è nient'altro soprattutto perchè per la scena del ballo non è Jennifer Beals a ballare, ma una ballerina professionista, l'attrice protagonista recita solo quel ruolo, una operaia in una fonderia che ha la passione del ballo.
Apparte la fregatura della scena del ballo - una delusione anche per chi a questo film c'era affezionato - non so se le altre scene le ha girate la Beals oppure è stata "doppiata" anche nelle altre scene del ballo.
Un film che non va oltre la sufficienza, ma che avrebbe potuto essere molto meglio se ci mettevano come protagonista un attrice che sapeva anche ballare.
Vabbè il lato romantico del film è sottolineato da una tenera storia tra la nostra protagonista e il suo capo, dopo che l'ex fidanzato l'ha mollata.
Però dobbiamo essere sinceri, la recitazione non è male, il film si fa vedere bene anche grazie a degli attori capaci di entrare in empatia con il pubblico, la regia vabbè è classica, nulla di chè Adrian Lyne lo conosciamo abbastanza bene, anche se sinceramente ha fatto molto meglio con un altro film che ho apprezzato molto, il sempre mitico per me 9 settimane e mezzo poi si è perso per strada credo...non lo seguo quindi non so esattamente cosa fa per ora.
Gli anni ottanta erano anche questo, pellicole Glamourus, come appunto Flashdance, tutte da bere tutte d'un fiato, e cosa c'è di meglio che un film di evasione come Flashdance?
Però se volete vedere un bellissimo film vi consiglio con il cuore in mano uno che reputo migliore Chorus Line che spero di recensire molto presto.
In conclusione, guardatevelo senza aspettarvi molto, giusto per staccare la spina tra un filmone e un altro.



Burn after Reading - A prova di spia

Comincia anche la rassegna dedicata ai fratelli Coen, il primo film per questa rassegna monografica è Burn after reading.
Che è una commedia alla Coen lo si capisce sin dalle prime scene, in cui vi sono situazioni al limite del grottesco, talmente sopra le righe da risultare accattivanti.
Da autentici maestri della commedia, si divertono pure a mescolare i generi, giocandci pure, succede in quasi tutti i loro film, con Burn after Reading c'è innanzitutto un cast di attori con le palle; per la prima volta c'è il superdivo Brad Pitt tra i protagonisti, e non è solo il primo di new entry attoriali nel cinema dei Coen.
In questo film recitano per la prima volta con i fratelli di Minneapolis anche Tilda Swinton attrice che apprezzo molto, e John Malckovich.
Film che chiude la trilogia dell'idiota cominciata con Fratello dove sei e proseguita con Prima ti sposo e poi ti rovino, la storia, che  presenta personaggi schizzati e imbecilli paternati, racconta di un gruppo che gestisce una palestra che trova un dischetto con  documenti pericolosi, che appartengono a un dipendente della cia che è stato licenziato.
Sua moglie lo tradisce con il suo amico, ma nel frattempo i gestori della palestra ci vogliono guadagnare su, si troveranno immischiati in un gioco più grande di loro finendo per rimanere incastrati a causa della loro idiozia.
Ma forse non è tutto come sembra.
Un film girato molto bene, che rivede i fratelli alle prese con una pellicola piena di citazioni e di invenzioni divertenti dall'inizio alla fine.
Bravissimo Brad Pitt nel suo ruolo di bellone scimunito risulta naturale e per nulla costruito, brava anche Francis McDormand il suo personaggio mi è piaciuto molto perchè nonostante risulti una persona assolutamente normale, cerca di guadagnarci per potersi pagare un intervento di chirurgia plastica credendo che si tratta di documenti segreti...
E' un film fresco, con un umorismo pungente che non lascia mai le caratterizzazioni dei personaggi, che sono ben costruiti con le loro personalità al quanto sopra le righe.
Il cast di attori si muove abbastanza bene, calibrato da una regia appassionata e ispirata, i due fratelli sanno bene cosa vogliono raccontare, e lo dimostrano ad ogni inquadratura.
E' un film che non stanca mai, diverte facendo suo un universo pittoresco di situazioni grottesche e comiche ispirate sia al cinema classico che a quello contemporaneo, e questo frullare di idee rende il film originale senza mai perdere un briciolo di follia, che caratterizza le storie dei Coen.
DA NON PERDERE.


mercoledì 16 gennaio 2013

Prova a Prendermi

Con questo film comincia la rassegna di Steven Spielberg, ogni mercoledì uscirà una recensione dei suoi film; cominciamo questa settimana con Prova a prendermi.
Protagonista è Leonardo Di Caprio che interpreta il ruolo di un truffatore Frank Abbagnale Jr in un film tratto da una storia accaduta realmente.
Frank è un giovane adolescente che dopo il divorzio dei suoi genitori si mette a girare l'america falsificando assegni e incassando fior di quattrini, riesce persino a spacciarsi per pilota della pan am, avvocato, medico con una sfacciatagine che persino all'fbi non riescono a capire che cosa si nasconda in lui.
A fargli le scarpe è un detective ostinato ma deciso di portarlo sulla retta via, il quale è ancora più furbo di lui e non demorde fino a che non riesce ad acchiapparlo.
Invece di arrestarlo il detective gli fa un offerta, collaborare con l'fbi per acciuffare altri truffatori che stanno seguendo le sue orme...riuscirà nel suo intento? E Frank comincierà a percorrere la retta via?
Un film fresco leggero, ispirato da un regista capace per una volta di staccare la spina sui colossal per dirigere un film semplice ma efficace.
Protagonisti sono Leonardo di Caprio bravissimo nel suo ruolo di teenager che dimostra un impeccabilità recitativa apparendo naturale, capisce il suo personaggio e lo dimostra a ogni inquadratura, Tom Hanks al terzo film con Steven Spielberg dopo aver recitato in Salvate il soldato Ryan e The Terminal, lui è il detective con le palle che fa di tutto per acchiappare Frank e arrestarlo, ma si rende conto che infondo è un ragazzo, e gli fa un offerta subito dopo aver scontato la pena...
E' un film intelligente e originale, un film che parla di solitudine e di reazione di un adolescente alla vita, del rapporto che aveva con il padre, morto subito dopo il divorzio dalla madre, del distacco, delle scelte in cui un adolescente deve fare se arriva il momento del divorzio dei suoi genitori; l'avvocato gli dice con chi vuoi stare con tua madre o tuo padre? Una domanda che nessuno di noi vorrebbe sentirsi porre, Frank reagisce alla sua maniera, facendo ciò che il padre - piccolo truffatore di poco conto rispetto a lui - gli ha insegnato, e lo fa talmente bene da risultare complesso riuscire a prenderlo, perchè il giovane riesce a camuffarsi talmente bene, quindi in un certo caso è una persona intelligente e matura, anche se bene o male deve pagarne le conseguenze della sua scelta di vita.
Un film che Spielberg sente molto vicino a se, e lo si nota dalla cura dei personaggi che riescono a conquistare il pubblico nonostante le loro gesta siano discutibili, cerca di fare capire i loro gesti e ne pone anche una soluzione, Frank è solo un antieroe ribelle che cerca di allontanarsi da una scelta che non gli appartiene, allora si reinventa e cerca di salvarsi da una situazione difficile, ma non si può scappare per sempre, i fantasmi del passato non vanno via se tu non li affronti.
DA NON PERDERE ASSOLUTAMENTE.



Dark Star

E con questo film si conclude anche la rassegna dedicata a John Carpenter.
Dark Star è il suo esordio cinematografico, praticamente un film a bassissimo costo, lo si vede sia dagli effetti speciali, un po' troppo datati, sia anche per la creazione dell'alieno che sembra una palla + che un alieno, ma andiamo al dunque.
Dark Star è un film di fantascienza che sfocia nella commedia, con chiara ispirazione Kubrickiana, sembra di assistere alla versione demenziale di Il dottor Stranamore, i protagonisti sono astronauti che sembrano schizzati, il mondo in cui si muovono è ristretto e loro sembrano convivere in modo bizzarro e fuori di testa, si occupano dell'alieno in maniera morbosa, mentre nel frattempo devono eliminare i pianeti instabili che si trovano davanti.
Quando una bomba rischia di fuoriuscire dalla  navetta mettendo in pericolo le loro vite allora fanno di tutto per salvarsi la vita, fino a quando uno di loro si mette sopra un pezzo della navetta e ritorna a casa salvandosi la vita...
E' un cult movie, praticamente una parodia, l'opera prima di John Carpenter è praticamente un opera a se stante che nulla ha a che vedere con i capolavori che girerà in seguito. E' curioso constatare che un grande autore di cinema di genere come primo film abbia scelto un opera di fantascienza talmente fuori di testa da riuscire a divertire, in questo film c'è praticamente di tutto, anche se dobbiamo dire la verità non è il massimo della sua genialità, il film nonostante sia divertente ha parecchi difetti, una regia ancora acerba che deve maturare, e una marcata citazione ai classici che lo hanno preceduto, ma forse il secondo difetto poteva essere meno marcato, o forse è stato giusto così perchè in fondo il film è una parodia. Ma c'è del coraggio in questo film, che consiste nella libertà di parodiare senza la paura di risultare superficiali, consigliatissimo solo se amate John Carpenter.
Buona visione.
CULT.


martedì 15 gennaio 2013

Step Up 4 Revolution

Step Up 4 Revolution? Un film che passa è va, nè più e nè meno.
Ce ne sono tanti film che gli assomigliano, la trama non è una novità e nemmeno una innovazione, la cosa nuova è la figlia del capo che vuole vendere l'hotel che si innamora del ragazzo della Crew dei Mob, dove la ragazza fa di tutto per entrare.
Tra balli di hip hop dance, e lotte di classe si consuma la tenera storia d'amore dei piccioncini, la novità sta nella lotta di classe e di potere, tra ricchi e poveri, il che avrà un lieto fine in cui i buoni vincono e i cattivi perdono.
Apparte qualche scena maestosa dei balli è un film di intrattenimento per teenager che hanno la voglia di ballare nel sangue, un film costruito per incassare ma è fatto abbastanza bene dobbiamo dirlo, certo i primi due Step Up erano migliori di questo.
Va da se se volete passare un po' di tempo con una storia romantica piena di buoni sentimenti e di balli, allora è il film giusto per staccare la spina di tanto in tanto e per divertirsi senza nessun impegno.
Di certo non è un capolavoro, ma per cazzeggiare ogni tanto va bene.
Che dobbiamo dire, bella la fotografia, e anche gli effetti 3D anche se sono un po' invasivi e mi stanno cominciando a stare un po' sulle palle, d'altro canto non bisogna aspettarsi molto da questi film, bisogna vederli per passare tempo e basta.
E' un film che non aggiunge niente di nuovo al genere, ma che non fa nemmeno innovazione, apparte la novità della classe ricca che si scontra con la classe povera; nei tempi della crisi c'è da aspettarselo che si toccano le classi agiate e quelle meno abbietti.
In conclusione se vi piace il romanticismo e una storia di danza che viene sottolineata da una critica - abbastanza soft devo dire - alla ricchezza allora è il film che fa per voi. Anche se devo ammettere che il messaggio finale risulta un po' fasullo, ma va bene, godetevelo solo per staccare la spina.
NON MALE.


Body Bags - Corpi estranei

E' il film più pazzo di John Carpenter.
Perchè? Perchè innanzitutto è diviso in tre dico TRE episodi, uno più fuori di testa dell'altro, e tutti gli episodi sono di genere horror con un umorismo macabro e agghiacciante.
diretto a sei mani con Larry Sulkis e Tobe Hooper, ognuno dirige un episodio del film, nel primo c'è una impiegata di una stazione di servizio alle prese con un serial Killer; l'episodio è diretto da John Carpenter che a mio parere è il migliore del trittico, il secondo episodio è diretto da Larry Sulkis, e racconta di un uomo ossessionato dalla capigliatura scarsa, che la vuole rinvigorire e risolvere la sua calvizie, trova un numero di telefono in televisione di una persona che risolve questi problemi, ma c'è una macabra sorpresa che lo aspetta. Il terzo episodio diretto da Tobe Hooper, racconta di un giocatore di Football che perde un occhio per un incidente, lo operano e gli inseriscono un altro occhio, senza sapere che apparteneva a un serial Killer. Il giovane si trova alle prese con strane visioni appartenute al serial killer.
Tra un episodio e l'altro ci troviamo il mitico John Carpenter che introduce le storie senza far capire allo spettatore la macabra sorpresa finale, in cui appaiono anche i due registi Hooper e Sulkis. Non perdetevelo perchè è qualcosa di incredibilmente Cool, soprattutto per gli amanti del genere Horror.
Ed ecco il mio parere, è un film ad episodi di cui ogni regista dirige un episodio a testa, l'ho trovato intrigante e coinvolgente, anche se sinceramente parlando non è un capolavoro, ma si fa vedere bene, è un film di intrattenimento costruito per chi ama l'horror, fatto abbastanza bene che fa passare tempo senza particolari impegni.
Se volete una serata pazza è il film giusto per voi, anche se sinceramente parlando conosco Carpenter ma gli altri registi no, quindi alzo le mani sugli altri due; per quanto riguarda Carpenter ha fatto decisamente meglio negli altri film che ha diretto, va da se il suo episodio tiene sulle spine.
Da non sottovalutare la presenza di Wes Craven in una  piccola parte, si può dire un cammeo durante l'episodio diretto da John Carpenter.
COOL.


sabato 12 gennaio 2013

Chi sta bussando alla mia porta?

Con questo film termina (finalmente) la rassegna di Martin Scorsese, come si suol dire il primo è sempre l'ultimo e così è stato.
Ed è con questo film d'esordio che Scorsese comincia la sua lunga e proficua carriera, film che peraltro risente moltissimo dell'influenza della nouvelle vague, sembra di assistere a un film di Godard, sia per quanto riguarda la fotografia - il film è girato in bianco e nero - sia per le atmosfere.
Ma, e poi ma, il film è imperniato dei suoi temi abituali, protagonista è Harvey Keytel, anche lui all'esordio cinematografico, che interpreta un giovanotto cattolico italiano, che passa il suo tempo come un vitellone con gli amici nei bar di little italy, un giorno incontra una ragazza di cui si innamora ricambiato.
Pur desiderandola non cede alla disponibilità della ragazza che farebbe l'amore con lui volentieri, anche per via del suo essere profondamente cattolico, quando la ragazza gli confida di essere stata violentata dal suo ex comincia un periodo di crisi e al distacco.
Ma si ravvede e tenta un altro approccio, e quando la ragazza si accorge che la sposa non perchè ha capito ma per mettere a tacere le voci, la ragazza lo rifiuta...
Un film ancora grezzo, ma che riesce a centrare il bersaglio puntando su una descrizione dei personaggi e del mondo profondamente maschilista di little Italy, in questo film, il peccato e la redenzione sono temi cardini ma c'è anche l'incapacità di comunicare e comprendersi della coppia di giovani protagonisti, nonostante i sentimenti che provano è la morale che distrugge ogni rapporto. Il conformismo bigotto tipico dei cattolici che è incapace di comprendere un dramma come lo stupro, invece di sostenere la ragazza lui la lascia per gelosia, perchè è stata con un altro, non comprende la paura, e il dolore di quella ragazza.
Scorsese aveva 25 anni quando dirige questo film e già sapeva come raccontare una storia, riuscendo a trasmettere sentimenti contrastanti nel pubblico, pur essendo un opera d'esordio si capisce il talento di questo giovane regista, che in futuro sfornerà capolavori ancora maggiori di questo; nonostante ciò è un film che fa riflettere sulla natura dell'amore, sulla morale cattolica,  che cancella ogni comprensione dell'animo umano e etichetta le persone per come non sono.
Un esordio interessante per un film che già riesce a sottolineare con pochi dialoghi e sequenze, i sentimenti creando empatia.
Non un capolavoro, ma un opera da collezionare sicuramente.
APPETITOSO


venerdì 11 gennaio 2013

L'ultima tentazione di Cristo

E' sempre stato il film di Scorsese che la tv ha sempre e secondo me erroneamente evitato di programmare, e negli anni della scoperta di questo grande regista, ho sempre agognato a vedere.
L'ho fatto diversi anni fa e proprio ieri sera ho rivisto per poterne parlare a mente fresca alla fabbrica.
Dunque cominciamo a dire che la visione Scorsesiana di Cristo è tratta da un romanzo di Nikos Kazantzakis, romanzo che l'autore del film ha letto e che ha per molto tempo sognato di portare al cinema; c'è riuscito nel finire degli anni ottanta suscitando un clamore del tutto incomprensibile per la chiesa.
Si il film ha scandalizzato per la scena di sesso tra Gesù e Maria Maddalena, scena che si svolge in uno spazio onirico verso il finale del film, dove avviene la riflessione su una vita umana, piuttosto che divina. In parole povere è il classico libero arbitrio che Dio ha dato all'uomo.
Adesso arriva il mio parere, seppur dalla prima volta mi aspettavo di vedere chissà cosa, e invece le mie aspettative si sono tramutate in sorpresa. Sorpresa di vedere una figura di Gesù diversa da come i classici film religiosi ci hanno abituati, sorpresa di mostrare un Gesù che non ha paura di urlare ai potenti di turno, di urlare, di sbraitare, e di predicare la giusta novella, di mostrare paura e timore per quello che avviene in lui, di mostrare tratti umani, ma che lasciano intendere una aura di divinità in lui.
Adesso non faccio sermoni religiosi, che sarebbero fuori luogo nella mia veste di recensitrice cinematografica, e parlo del film.
Un film che viene narrato rispettando i dettami di un film religioso, proprio come avviene con Kundun, un altro film questa volta che parla del buddismo.
I temi religiosi dei film di Scorsese sono ben presenti, ma quando si cimenta in film interamente centrati sulla religione o su un particolare credo religioso, riesce a scuotere gli animi di coloro che guardano il film, e non è da tutti i giorni provare emozioni del genere.
E' un film che fa riflettere soprattutto sul mistero di Dio, sulla fede, su ciò che ci gira intorno, e soprattutto sul nostro destino.
La figura di Gesù, che sia messia o essere umano, è disegnata in maniera sincera e sostanzialmente vicina agli esseri umani, senza quell'aura di superiorità che davvero la chiesa gli disegna, ma andiamo ora alla scena che ha scandalizzato il mondo, che vorrei lanciare una pietra a favore, non a torto, e da critica cinematografica credo che me lo posso permettere.
La tanto scandalosa scena, è una cosa che dovrebbe fare riflettere noi esseri umani, non tanto perchè si svolge un atto sessuale - profondamente umano e mai che proviene da un altro pianeta - è una sequenza che mostra se Cristo invece di morire in croce, come effettivamente avviene, sceglie di vivere una vita da essere umano, con tutti gli annessi e concessi del caso, quindi è perfettamente comprensibile avere una compagna, e una famiglia come avviene per tutti noi, ed è proprio qui che avviene l'ultima tentazione che da il titolo al film, che è la sintesi del famoso libero arbitrio che Dio ci ha donato.
Un film che tutti dovrebbero vedere, anche per imparare a riflettere sui misteri di questa grande figura di figlio di Dio, profeta, messia o come volete chiamarlo voi, e sul grande mistero di Dio.
DA NON PERDERE.


mercoledì 9 gennaio 2013

L'era glaciale 4 - Continenti alla deriva

Ci sono tante saghe d'animazione, alcune hanno avuto un exploit tanto da entrare di diritto nel costume, ma poi sfortunatamente sono cadute nell'oblio dei tanti seguiti che ne hanno offuscato la magia.
Per quanto riguarda L'era glaciale, ci troviamo dinanzi a una saga che bene o male, dopo l'exploit iniziale ha creato grazie a una riuscitissima caratterizzazione dei personaggi, qualcosa di originale e per nulla caduto nell'ombra.
Persino Scrat, che con la sua ghianda inizia e chiude tutti i film è un personaggio che bene o male ha un suo spessore, e la sua scenetta non è messa lì tanto perchè è un personaggio del film, è messa lì perchè ha una sua precisa motivazione, che da inizio alla storia.
Siamo al quarto capitolo dell'era glaciale, e i personaggi a noi ormai familiari risultano più accattivanti che mai.
Il film è fatto abbastanza bene, e nei novanta minuti di durata riesce ancora a fare divertire senza stancare lo spettatore.
Ci troviamo di fronte a una saga che è riuscita a creare qualcosa di magico nei suoi 4 capitoli, senza perdere di una briciola del suo appeal, questo grazie a una riuscita creazione di personaggi capaci di colpire lo spettatore e a una storia capace anche di entrare nel cuore del pubblico, cosa rara di questi tempi di tanti seguiti anonimi che offuscano, l'era glaciale 4 porta con se il suo guizzo di originalità che non ha mai perso sin dalla prima puntata della serie; e questo è più che un pregio.
Com'è questa quarta puntata? Strafica, ve lo dico sinceramente, le risate e il divertimento non mancano dall'inizio alla fine, ed è proprio scrat con la sua ghianda a innescare la deriva di continenti che risucchierà i nostri amici in un altra avventura che li porterà anche a capire l'amore verso le persone che sono accanto a  loro, come succede a Manny con sua figlia, che dopo un litigio si troveranno a dover affrontare la deriva e a cercare di salvarsi a vicenda, riusciranno a riappacificarsi?
Un film originale e divertente, che non ha perso nulla del suo smalto, e questo basta e avanza per andarlo a vedere.
DA NON PERDERE.


martedì 8 gennaio 2013

Persepolis

Film d'esordio di Marjane Satrapi che dirige insieme a Vincent Paronnaud questa opera tratta dalla sua graphic novel, che ha avuto successo in francia; graphic novel fortemente autobiografica che racconta la caduta dello scià di persia vista con gli occhi di una ragazzina.
Con tutte le contraddizzioni del suo credo religioso che si scontra con la cultura che si avvicina al suo essere ragazzina, raccontato con una maturità e una delicatezza uniche nel suo genere.
E' lo sguardo critico di una donna, di una persona che mostra il lato contraddittorio di due culture, quella orientale, la sua, e quella occidentale.
Un opera di una notevole semplicità, in cui spicca la difficoltà a convivere con usi e costumi imposti alla sua civiltà, che da democratica diventa totalitaria grazie all'arrivo dell'ajatollah che impone il velo anche alle bambine, e la cultura occidentale, in cui spiccano la musica degli abba e dei metallica fortemente osteggiati dal regime.
E' un film coraggioso, che mostra come la modernità dei genitori di Marjane è completamente opposta al regime instauratosi in Iran, e quando le cose si fanno difficili la mandano in Europa per farla vivere liberamente; la cosa che colpisce maggiormente di questo film è l'identificazione che si crea con il personaggio di Marjane, che risulta molto vicino alle persone normali di quanto si possa immaginare. La regista ha tenuto duro e non ha accettato le pretese hollywoodiane che volevano Jennifer Lopez nel ruolo di sua madre e Brad Pitt in quelle di suo padre.
Ha fatto di testa sua e ha avuto ragione, perchè il film risulta sincero e vicino alla gente normale, insomma questa ragazzina è tutti noi, e viene molto facile immedesimarsi con le sue esperienze, anche se non si è vissuto in un regime totalitario come capita a lei.
Della Satrapi è apparso recentemente anche il suo secondo film Pollo alle prugne tratto anche questo da una sua graphic novel creata da lei, ma si tratta di tutt'altra storia.
Un film bellissimo che fa riflettere sulla natura umana e sulle esperienze in maniera convincente e mai banale, sottolineando le esperienze di vita che si scontrano con alcune imposizioni da assurdi regimi totalitari che tendono a schiacciare gli esseri umani invece di farli vivere tranquillamente.
MAGISTRALE.


The Avengers

Siamo abituati ai soliti roboanti film cosidetti chiamati di cassetta, ma sono meglio noti come blockbuster, che sono di vario genere, tra quelli di moda in questi anni stanno avendo appeal i film tratti dai fumetti, ormai da più un decennio che sono un appuntamento fisso per gli appassionati, sia di cinema che dei fumetti.
Non si smentisce nemmeno Joss Whedon, che sforna anche lui un comic movie, e presenta al pubblico The Avengers tratto ovviamente dai fumetti Marvel.
Gli effetti speciali sono superlativi, coaudiuvati da una caratterizzazione dei personaggi e della storia che buca lo schermo.
Qui non abbiamo un solo super eroe, ne abbiamo un gruppo intero, e sono stati chiamati per salvare il mondo da Loki, che cerca un cubo che rischia di uccidere il genere umano e distruggere il pianeta terra, riusciranno i nostri eroi a contrastarlo?
Un film appetitoso, divertente che ha nel cast degli attori il suo punto di forza, la regia di Joss Whedon che ricordiamo come ideatore della fortunata serie tv Buffy L'ammazzavampiri, non si smentisce nemmeno per questa opera cinematografica, imbastendo una regia brillante e astuta.
Il cast di attori poi è stellare, abbiamo Robert Downey Jr che riveste i panni di Iron Man, Mark Ruffalo che veste i panni di Bruce Banner/Hulk, poi abbiamo anche Thor e tanti altri supereroi Marvel, compresi i fantastici 4.
Eh si una galleria di supereroi ingaggiati per salvare il mondo contro Loki, fratello di Thor, e la battaglia sarà senza esclusione di colpi.
Un film divertente girato abbastanza bene, che aggiunge un altro tassello in più nei film tratti dai fumetti, risultando originale e per nulla stereotipato, anche se si tratta di un blockbuster.
Cosa vogliamo di più da un film di intrattenimento?
Non c'è affatto il vuoto assoluto dei film di Michael Bay, The Avengers tecnicamente è fatto bene, non è certo un capolavoro ma neanche un film da buttare via.
APPETITOSO.


lunedì 7 gennaio 2013

Peggie Sue si è sposata

Anche la fabbrica dei sogni partecipa all'iniziativa creata da "il cinema spiccio" di Frank Manila, per l'occasione ho scelto uno dei primi film con Nicolas Cage Peggie Sue si è sposata.
Peggie Sue è una casalinga sull'orlo del divorzio con il marito, che convive con Janet, ma durante la reunion dei ragazzi del liceo proprio nel momento in cui è stata incoronata reginetta del ballo sviene, e si risveglia nel 1960 con i ricordi attuali.
Rivede suo padre, sua madre, sua sorella e anche Charlie, con cui si è sposata giovane, ma tornando indietro crede di avere l'occasione di sistemare le cose e di fare quello che non ha fatto da teenager, ma il destino la riporta sempre nelle braccia di Charlie.
Ma non succede solo questo, questo ritorno al passato è anche una occasione di notare tante piccole cose che non aveva notato, e di avere  una certezza più limpida sulla sua vita.
Sarà il nonno a farla tornare nel suo presente con alcuni amici e a risvegliarsi con Charlie accanto che aveva vegliato su di lei con i figli, ritorneranno insieme?
Un film poetico e bellissimo, che narra con assoluta semplicità una storia a tratti surreale e fantastica che rimane impressa nella memoria dello spettatore.
Per una volta Francis Ford Coppola dirige un film semplice, il cui maggior pregio non è la nostalgia, ma al contrario, il riuscire a mettersi in esame e capire se stessi, e soprattutto le persone che ci vivono accanto. Capirà che l'amore non passa in fretta come credeva, e che c'è ancora tanto da fare sia per la sua vita, che per coloro che le stanno accanto.
In un  breve ruolo c'è anche Jim Carrey nel ruolo di un amico di Peggie e Charlie.
Bravissimi gli interpreti, in particolar modo Kathleen Turner che risulta brillante e spiritosa, Nicolas Cage pur essendo ancora giovane fa una interpretazione grintosa e divertente.
In conclusione, un film brillante e poetico, che racconta un epoca che non c'è più con una poesia e una magia uniche.
DA NON PERDERE.




Ecco i link delle altre recensioni scritte da altri amici blogger che partecipano all'iniziativa

Affari Nostri


domenica 6 gennaio 2013

Top Gun

Un blockbuster, uno dei film che ha fatto di Tom Cruise un divo planetario.
Queste sono le prime parole che mi vengono in mente se si parla di Top Gun diretto da Tony Scott verso la seconda metà degli anni ottanta, in cui è uscito nei cinema è un film patinatissimo, con una colonna sonora da urlo e una storia accattivante.
Certo Tony Scott ha fatto di meglio, e anche se il film non è certo un capolavoro la visione risulta godibile grazie a una regia stilisticamente accattivante, e una storia che colpisce soprattutto grazie alle interpretazioni degli attori in cui spicca un giovanissimo Tom Cruise, accanto a lui troviamo Kelly McGillis, attrice all'epoca in auge, oggi semidimenticata, che interpreta l'istruttrice di volo.
Il pacchetto è stilizzato al massimo, uno dei primi Blockbuster estivi, fatto per attrarre il pubblico e incassare un pacco di soldi, ma è fatto fottutamente bene,ma la ciliegina sulla torta la da Tom Cruise, che dimostra di dare un carattere e uno spessore al suo personaggio.
Maverick e Gus sono amici da tanti anni, dopo una virata  che ha fatto centro in una missione, vengono reclutati nei top gun, dove devono guidare gli aerei in guerra, per questo devono essere istruiti nella scuola migliore, qui Maverick conosce Charlie, l'istruttrice di cui si innamora, ma deve fare i conti con la morte del suo migliore amico e andare avanti nonostante il dolore...ce la farà?
Tra scene spettacolari, soprattutto quelle con gli aerei durante le istruzioni, passioni, amicizie e tanto altro ancora Top Gun offre uno spettacolo di intrattenimento capace di entrare in un epoca e lasciare il suo marchio impresso; non importa se il film non è un capolavoro, l'importante è lasciare il segno.
Tra le migliori scene quella di quando giocano a palla a volo - tra le più sexy in assoluto della storia del cinema - in cui gli allievi mostrano i toraci sudati, quelle delle missioni, e soprattutto quelle in cui spicca la storia d'amore, che è il centro del film che ha attirato il pubblico femminile in sala.
Canzone cult, take my breath away dei berlin



Qui sopra potete trovare il video della canzone, dove mostra alcune spettacolari scene del film, che resta un opera da vedere per ricordare sia gli anni ottanta, sia per mostrare che allora i blockbuster seppure incentrati su grandi e spettacolari scene, e una storia che colpiva al cuore, erano molto più vicini al cuore del pubblico che li andava a vedere, per questo restano impressi nella memoria, anche questo è cinema.
APPETITOSO