mercoledì 30 novembre 2011

Delitti e Segreti

Uno dei film più incompresi di Soderbergh, e forse è anche uno dei suoi migliori film, in scena uno scrittore Kafka, che si trova coinvolto suo malgrado in strane sparizioni di persone che vengono ritrovate morte, chi è l'autore dei delitti? E per quale motivo vengono compiuti? Girato in un bianco e nero e ambientato all'inizio del secolo scorso, è un giallo che coinvolge dalla prima all'ultima scena, che purtroppo ai botteghini non ha avuto fortuna, ma che resta un opera di valore intensa, coinvolgente, lontana dal cinema mainstream come lo conosciamo, possiamo definirla una pellicola di culto, di certo è uno dei migliori film di questo regista, che in futuro vedrà nella collaborazione con George Clooney, una rinascita artistica e soprattutto commerciale che lo allontanerà da pellicole di un certo calibro.
Ma veniamo al film, che ha un cast di primordine, in cui spiccano Jeremy Irons, Theresa Russell e soprattutto Ian Holm, sempre magnifico qui in un ruolo mefistofelico che fa davvero colpo.
Il film, che è liberamente tratto dalla vita e dalle opere di Franz Kafka, in particolar modo fa riferimento a Il Castello e il Processo, la cosa che colpisce di questo film è la fotografia, in bianco e nero quando si sta nel mondo reale con tutti gli altri, e a colori quando si entra nel castello, forse per sottolineare una certa divisione tra i due mondi?  O anche per far capire che c'è un grande fratello che osserva tutto e tutti e che siamo potenziali vittime? Tutto è possibile, ovviamente nulla è lasciato al caso, in una pellicola che veramente conquista sia per la sua trama, che per la bravuta dei suoi interpreti oltre alla regia particolarmente ispirata e vivace.
DA NON PERDERE.


Nuova Rassegna, la scegliete anche a Gennaio

Ebbene si, dopo aver visto l'entusiasmo con cui partecipate alle rassegne della fabrica e la felicità per la vittoria di Lars Von Trier mi son decisa anche a Gennaio a farvela scegliere, restiamo in europa sempre, ma stavolta sono in gara tre autori interessanti ma diversissimi tra loro.













Pedro Almodovar












François Ozon










James Ivory


Chi sarà il protagonista alla fabrica dei sogni a Gennaio? A VOI LA PAROLA!!!

Scream 3

Capitolo minore che chiude la prima trilogia di Scream, come dico io squadra vincente non si cambia, soprattutto quando si tratta di chi ha creato la serie Kevin Williamson, che lascia il posto a un altro sceneggiatore Heren Krueger, che dimostra di non dare anima e spessore ai personaggi, e di essere fuori strada riguardo alla serie e al suo significato, quello che salva il film dal baratro è la regia di Craven, che non lascia la sua cabina - anche se aveva detto che non lo dirigeva se non gli facevano dirigere la musica del cuore - ed eccocci qui, ecco il capitolo conclusivo della serie - almeno della prima - la tensione c'è ma manca lo spessore, si fa sentire pesantemente la mancanza di Williamson nella sceneggiatura, trasformando i protagonisti delle repliche dei fenomenali due episodi precedenti e questo è già di per se uno dei limiti del film, un altro dei limiti è ambientare il tutto in un set cinematografico e scoprire scheletri nell'armadio della madre di Sidney, la cosa peggiore è che si fa la parodia di un altra grande saga Nightmare - ma cosa centra mai - soprattutto nella scena del sogno di Sidney, che sogna sua madre, che poi sarà la chiave della soluzione, piuttosto scontata direi e molto lontana dalle geniali ingenzioni di Williamson.
Però stavolta sarà anche la polizia a collaborare per la cattura del colpevole, che sarà legato a Sidney non solo sul piano della storia, ma sarà legato al segreto di sua madre che si scoprirà alla fine.
Effettivamente c'è troppa carne al fuoco per farne una pellicola interessante, ci sono poche idee, insomma un buco nell'acqua che non aggiunge altro alla serie, e nemmeno alla filmografia di Craven.
Ma d'altronde è preconfezionato forse per avvicinarlo di più al pubblico dei teenager ingordi di film horror senza però toccare le vette del passato.


Risultati sondaggio, ha vinto Lars Von Trier

E ci siamo, il risultato del secondo sondaggio scelto da voi lettori era piuttosto scontato, ha vinto Lars Von Trier, sarà lui il protagonista della fabrica dei sogni per il mese di dicembre, e  sinceramente ne sono più che contenta, dato che lo apprezzo molto, quindi appuntamento - se ovviamente non voglio cominciare prima dato che è dicembre e faremo la pausa natalizia, ma tutto questo è ancora da decidere - al 12 dicembre giorno in cui inizia ufficialmente la rassegna, quindi restate collegati alla fabrica per leggere le mie recensioni ai suoi film.

martedì 29 novembre 2011

Nightmare nuovo incubo

Wes Craven ripiglia la creatura che l'ha fatto diventare un icona del cinema di genere negli anni ottanta, resuscitando Freddy Krueger, in quello che potrebbe benissimo essere considerato il suo miglior film, inquietante, raccapricciante, da pelle d'oca, perchè qui c'è tutto l'orrore di Freddy e c'è anche il confine tra realtà, finzione cinematografica, e ancora realtà e incubo, in diversi binari che davvero lasciano lo spettatore senza fiato, ma fatti così bene che si potrebbe rischiare la confusione, ma qui non avviene grazie alla grandissima bravura di Craven, che con la sua regia riesce a tenere alta la tensione dello spettatore dall'inizio alla fine, si viene a scoprire che l'attrice che ha interpretato Nancy nel primo Nightmare è continuamente perseguitata da strane telefonate, in cui una voce rauca le dice di stare arrivando, ma non sono solo le fotografie a terrorizzarla, si pensa sia un maniaco ossessionato dal film Nightmare che la perseguita in questo modo, la realtà sarà ancora più agghiacciante di quanto immagina, e nonostante rischia che la gente la crede pazza lei continua perchè capisce di essere sulla buona strada per scoprire la verità e la verità la trova, grazie al regista Wes Craven - che per l'occasione fa una piccola parte nel film, che tutto quello che racconta la saga di Nightmare è in realtà una antica leggenda che quando è terminato il film è uscita per avere vita propria e tormentare le persone nella realtà, Dylan il figlio di Heather è perseguitato  da incubi e visioni del mostro, l'unica sua difesa è rex un dinosauro di pezza che frena il mostro per non farlo entrare nei suoi sogni e sarà proprio il bambino ad essere la chiave di tutto.
Un film agghiacciante che mette fine alla saga Nightmare, in un modo memorabile, è un vero e proprio horror, fatto col cuore e con tutti i sentimenti, se Freddy doveva terminare, perchè non farlo terminare alla grande? Ed ecco che proprio Craven dirige questo nuovo incubo mostrando di che pasta è fatto un vero horror che potrei definire sbalorditivo, ma non è finita qui perchè negli anni novanta ci sarà la saga di Scream a rinverdire i fasti di questo resgista curioso e sorprendente.
DA NON PERDERE ASSOLUTAMENTE.


domenica 27 novembre 2011

Le colline hanno gli occhi 2

Secondo capitolo de Le colline hanno gli occhi, un po' meno terrificante del primo capitolo che è e rimane migliore di questo, ma dopo Nightmare, Wes Craven dirige il suo primo sequel, che comincia proprio come un incubo, solo che non ci sono i protagonisti del primo capitolo, ormai quasi tutti deceduti, è presente solo Bobby che dovrebbe prender parte a una gara di motociclisti proprio nel luogo dove è morta tutta la sua famiglia tranne sua sorella e la bambina che ha rischiato di finire in pasto alla famiglia di Cannibbali, di cui Ruby è riuscita a scappare da quel luogo e con una nuova identità accompagna il gruppo di giovani, che prende quasi con leggerezza l'accaduto di tanti anni prima scherzandoci su, ma quando si trova faccia a faccia con il nemico allora le cose cambiano e i giochi si fanno più pericolosi.
Film girato per rinverdire la saga della famiglia che vive nel deserto degli esprimenti atomici un po' sottotono rispetto al primo capitolo che riusciva anche a provocare lo spettatore, qui invece non avviene niente di che, solo la paura di chi vive oltre la collina, non c'è l'efferatezza del primo capitolo nulla, c'è solo la spavalderia iniziale dei nostri amici che devono vedersela coi mostri per poter sopravvivere, il film è salvato da un ottimo incipt che preannuncia i timori di Bobby (il protagonista del primo capitolo) e il trauma subito da quella esperienza, si notano scene del primo capitolo, poi il film deraglia su un altra strada, facendone un classico horror senza troppe pretese, nè tanti sconvolgimenti, qualche lotta, qualche accanimento e qualche morto, poi basta ovviamente non è terrificante come il primo capitolo.
Wes Craven gioca con lo spettatore a tirare la palla, ma non va mai al sodo dei fatti, è come se avesse paura ad andare fino infondo, ma  è un horror, dacci dentro che aspetti?
Di certo resta ugualmente un film interessante e accattivante il che non guasta mai.
DA COLLEZZIONARE.



Il Mostro Della Palude

Primo film fumettistico e finora unico di Wes Craven, che diciamocelo a guardarlo adesso sembra un filmetto, ma allora erano gli anni ottanta non c'era la tecnologia che c'è oggi, nonostante ciò si lascia vedere bene, da notare tra gli attori Ray Wise che sarà uno dei protagonisti di Twin Peaks, in questo film è un giovane dottore, a dire la verità anche piuttosto simpatico, vabbè concentriamoci sul film, che nonostante sia accattivante non va oltre la sufficienza, anche per l'incapacità di Craven di fronte a un film fantastico dove c'è l'eroe che  è rimasto vittima di un incidente durante la sperimentazione, e un cattivo che vuole la formula che ha scoperto, c'è anche la bella da salvare (comprese anche un paio di tette per far risalire il film) ma tutto questo non basta per colmare la povertà di idee ma soprattutto di contenuti, che ne fanno solo un b-movie senza arte nè parte ecco cosa succede quando Craven tocca progetti che non gli appartengono, e sarà ancora lunga la strada da percorrere prima che La Musica del cuore arrivi nelle sale mostrando più ispirazione e capacità di quanto ne ha mostrato questo film, che resta un film poco riuscito, uno dei suoi film minori per così dire, resta comunque la trama tratta da un fumetto della dc comics piuttosto sconosciuto ai più, ma ci vorranno anni prima che i personaggi dei fumetti esplodono al cinema, forse questo film fatto troppo in fretta e senza convinzione se fosse uscito con un altro regista che avesse curato con più attenzione i dettagli e avesse maneggiato con più ispirazione sarebbe stata un opera interessante. Peccato.


Il Silenzio (Tystnaden)

Terzo capitolo della trilogia religiosa che comprende come in uno specchio e Luci d'inverno è la storia di un viaggio di due sorelle verso la svezia, ma per una coincidenza si trovano bloccate in una città di nome Timoka, di un paese sull'orlo della guerra dove si parla una lingua sconosciuta, Anna ed Ester, si trovano a dover alloggiare in un albergo e devono fare in modo di riuscire a comprendere e a dialogare con il cameriere locale e con le persone di quella città, in albergo alloggiano anche un gruppo di nani, Ester, la minore delle due sorelle, è malata di tubercolosi ed alcoolista, e sarà l'unica a tentar di comunicare col cameriere che viene spesso a trovarla per prendere le ordinazioni, lei cerca di comunicare e di capire cosa vuole il cameriere, Anna, la maggiore delle sorelle ha un figlio Johann che sta in albergo con la zia, ed è l'unico che riesce a comprendere il dolore della zia, la madre che è la sorella di Ester è più superficiale, esce e si concede un avventura con un cameriere dell'albergo, senza provare nulla, tanto per passare tempo, non riesce a comunicare con la sorella, non riesce a capirla, per lei Ester è solo un peso di cui si deve liberare, Anna è incapace di capire Ester, e di parlare con lei, come fanno sia il cameriere che parla una lingua diversa dalla sua, e il figlio di Anna.
Film sull'incomunicabilità, sul dolore, e sul silenzio che infonde più dolore di qualsiasi parola, Ingmar Bergman in questo terzo capitolo sulla trilogia religiosa, Bergman mette in scena il rapporto conflittuale tra due sorelle e l'incapacità di comunicare tra loro, ma soprattutto l'incapacità di comprendersi fino in fondo, e un cameriere che parla un altra lingua ma comunica con Ester, che di mestiere fa la traduttrice, meglio di chiunque altro, senza dubbio è uno dei film più dolorosi di Bergman, forse anche dei più sofferti, non c'è altruismo in Anna, non c'è bontà, ma solo egoismo, ed è proprio questo che la porta a chiudersi a sua sorella, e a pensare a se stessa, tanto è malata, è un peso, meglio pensare a me stessa e a mio figlio invece che a lei.
Ed ecco che qui esce la capacità di Ester di comunicare, Ester è più aperta al mondo, più altruista, è malata, capisce che deve fare delle scelte che riguardano la sua vita, ma per realizzarle ha bisogno degli altri, in un certo senso tutti abbiamo bisogno di qualcuno, forse di qualcuno di superiore a noi per avere un aiuto, psicologico, morale, affettivo, ciò che la sorella Anna non da, è forse questa la differenza tra Dio e gli uomini? Lui è capace di parlare ed aprirsi, ma noi siamo incapaci di comunicare e di vedere ciò che ci sta intorno? Alla fine Ester riesce a comprendere una parola, che vuol dire Anima.
CAPOLAVORO.


Alexandra's Project

Un film che è un vero pugno nello stomaco, che inizia come il tipico film per famiglie, ti da la botta centrale e sarà un calvario nel buio che risucchia questo marito fino all'inverosimile, la  didascalia nella locandina dice, ti piacciono i regali di compleanno? Questo non lo dimenticherai mai? Ed è proprio questo il regalo che sua moglie Alexandra gli fa, in che cosa consiste il regalo? Nel dirgli in faccia tutto l'odio che prova per lui, smerdarlo insomma, dato che lui la usa e l'ha sempre usata come un oggetto sessuale fine a se stesso e non come un essere umano.
Un film di odio puro, che non ha mezze misure, tutto dalla parte delle donne, ma fatto talmente bene che durante la visione ho avuto i brividi, se esiste un orrore puro, forse trovare una videocassetta in cui tua moglie ti sputa addosso tutto il suo odio eh beh non c'è da stare tranquilli, se poi devi assistere anche a certe cose di cui non parlo per non rovinarvi la sorpresa.
Un film coraggioso e sorprendente, che fa riflettere sulla natura umana e sui sentimenti che si provano, in quante vorremmo sputtanare la nostra vita perfetta, la nostra famiglia perfetta, che è come uno di quei quadretti perfetti e felici, ma dietro si porta un dolore e un rancore non usciti in evidenza, ma che possono esplodere da un momento all'altro generando soltanto un vuoto attorno che non ti immagini, in quanti si lasciano andare all'ipocrisia della vita e VANNO AVANTI? Alexandra questo non lo fa, non vuole solo sputtanare suo marito, ma vuole fargli capire cos'è lui, cos'è diventata la sua vita con lui, tutto il marcio di un matrimonio la cui facciata sembra perfetta ma non lo è, e il fango viene fuori durante il suo "regalo" per così dire, fino alla sorpresa finale che è a dir poco agghiacciante, ma tutto questo cambierà la visione di un uomo verso sua moglie? Oppure non è servito a fargli capire un accidenti? Poco importa, perchè quello che Alexandra voleva dire lo ha detto, poi se è servito o non è servito non fa niente, l'importante è svuotarsi dentro.
Un film agghiacciante, terrificante, che lascia senza fiato e mette la pelle d'oca allo spettatore.
DA NON PERDERE ASSOLUTAMENTE.




sabato 26 novembre 2011

Il Rito

Nel grande calderone di film horror che escono in questo periodo succede che piccoli, ricercatissimi oggettini riescano a ipnotizzare lo spettatore come il caso de il rito, di certo non siamo ai livelli di capolavori come L'esorcista, ma ci siamo quasi.
Il rito è un film che riflette sulla natura umana quando si trova a confronto con forze che vanno aldilà delle cose razionali come gli eventi soprannaturali, davanti a loro non esiste razionalità, è quello che sperimenta un giovane che sta per diventare prete Michael ma che si trova nella vita tra il credo e non credo tra dio e il diavolo, anche perchè ha scelto di andare in seminario senza troppa convinzione quando si trova a dover affrontare un corso per diventare esorcista conosce un altro prete Padre Lucas, esorcista che deve prendersi cura di una giovane indemoniata, all'inizio Michael pensa che è una ragazza che ha bisogno di cure psichiatriche, ma quando la ragazza muore in circostanze che la medicina tradizionale non riesce a spiegare ecco che quella forza soprannaturale che lui ha sfidato si presenta nella sua vita prima uccidendo suo padre, poi attraverso padre Lucas, che sarà costretto a lottare con la sua fede per non soccombere.
Riuscirà Michael a mettere da parte la sua razionalità aprendo le sue percezioni su realtà diverse da quelle che aveva immaginato?
Un film intrigante e coinvolgente, capace di far riflettere sulle forze soprannaturali che circondano la vita dell'uomo e che vivono constantemente accanto a noi, non è certo un capolavoro ma si lascia vedere benissimo, sostenuto dalla bravura del regista, e dal talento di Anthony Hopkins, che ne fanno un piccolo grande film a livello minore rispetto alle pellicole del passato ma passabile secondo i canoni horrorifici odierni, ci sono tanti film horror che non danno nessun brivido, questo invece si limita a ricostruire un fatto peraltro realmente accaduto quindi anche con i suoi piccoli difetti resta un film si imperfetto ma apprezzabile.
DA COLLEZIONARE.


Le colline hanno gli occhi

Secondo lungometraggio di Wes Craven, che potrei definire un horror di frontiera, sporco duro, ma che mostra il Craven che verrà nel futuro, un film considerato il primo capolavoro di Craven, in cui una famiglia in giro per cercare una miniera si imbatte in feroci assassini cannibbali, beh con questo ho detto tutto credo che non ci sia nient'altro da aggiungere per raccontare la trama, ora è giunta l'ora di commentare il film per la recensione.
Non è di certo turculento, ma fa effetto vedere la famiglia tipica americana imbattersi nel deserto e diventare preda di questi mostri in un desolato luogo, non c'è nient'altro in quel deserto, non c'è quasi possibilità di salvezza, ci sono anche dei morti in quella famiglia che dovrà prendere i propri istinti primordiali per sopravvivere e trasformare la loro pacifica natura in una natura che è lontana anni luce da loro selvaggia, malsana, potrei definire questo film disturbante, ma forse è proprio questa la natura dei questa pellicola che considero tra le migliori di Craven, ma si sa in quegli anni gli horror erano decenti e questo non fa eccezzione (anche se io preferisco altre tipologie di horror) va detto che erano gli anni anche in cui i film horror si sapevano fare, potremmo definirla una pellicola di culto? Che è di culto non lo metto in dubbio, di certo è una pellicola che può dividere il pubblico, o la ami o la odi non ci sono vie di mezzo, detto questo credo che ci sia da dire solo che come horror è da vedere sicuramente ma soprattutto è un oggetto da collezione per ogni appassionato di cinema di genere che si rispetti.
Craven dimostra di saperci fare dietro la macchina da presa, la fotografia grezza e vecchio stile sottolinea l'ambientazione desertica del film e non c'è da stare tranquilli, perchè Craven sa regalare tensione ad ogni inquadratura, anzi la tensione non si perde mai fino al finale agghiacciante.
DA COLLEZIONARE.


venerdì 25 novembre 2011

Scream 2

Secondo capitolo della trilogia di Scream, in cui vede la protagonista Sydney all'università che si ritrova ad affrontare ancora una volta la catena di omicidi del killer che si nasconde dietro alla maschera dell'urlo di munch, ed ecco che i giochi ricominciano, l'omicida stavolta è più spietato di prima, e questa volta inizierà il tutto durante la proiezione di Stab film tratto da the Woodsboro Murders di Gale Wheaters che sarà presente al campus per fare la cronaca degli omicidi, come dicevo prima comincia tutto da lì con un omicidio commesso davanti a una folla, al cinema, ma che tutti credono sia una mossa commerciale, un ottima critica sulla realtà che imita la finzione strizzata da un regista che sa cosa vuole il pubblico da lui.
Rispetto al capitolo precedente non è migliore ma si lascia vedere bene, anche se qualche buco sparso qua e la fa supporre da subito chi è l'autore dei delitti, ma la sorpresa finale salva il film.
Naturalmente come sempre sarà Sidney con gli amici ad affrontare e ad uccidere l'omicida per mettere fine alla catena di delitti, in cui moriranno Randy, Ellie e altri amici di Sidney, il cerchio si stringe attorno a Sidney, perchè l'assassino la vuole fare fuori e soprattutto replicare gli omicidi di Woodsboro,
Secondo capitolo della saga di Scream, più patinato del primo capitolo, in cui spiccava freschezza, che manca in questo secondo capitolo, che mantiene alta la tensione dello spettatore dalla prima all'ultima scena, in cui finalmente si risolve tutto, in questo capitolo Craven si è divertito a mischiare il reale dalla finzione, la recitazione alla vita, come se fosse un tuttuno forse per mettere in risalto la natura malata dell'assassino o anche per concentrarsi sul vuoto assoluto di una generazione strafatta di film da non riuscire più a concernere la realtà dalla finzione, il film non è un capolavoro come il primo capitolo, ma si lascia vedere  bene.
DA COLLEZIONARE.


giovedì 24 novembre 2011

L'elemento del Crimine

Lars Von Trier esordisce con un Thriller complesso, ma che lascia impressionati soprattutto per l'abilità nel costruire le psicologie dei personaggi, riuscendo nell'intento che rimangono impresse nella memoria dello spettatore, non è un film facile, anche se si distanzia dalle classiche regole del thriller carpendo l'identificazione di un poliziotto verso un assassino seriale di bambine, personalizzando forse in maniera complicata il film, ma raggiungendo livelli di suspence mai toccati in precedenza, come se Hitchcock in persona avesse fatto una lezione sul thriller e Von Trier l'ha smontata e cambiata come piace a lui, ed ecco il risultato, l'elemento del crimine per ogni appassionato di cinema che si rispetti, è un esordio alla regia di alta qualità, che trasuda l'immenso talento di un autore avvolte capace di grandi emozioni, altre volte spiazzante e provocatorio soprattutto nelle opere future, l'elemento del crimine come ho detto in precedenza non è un thriller come gli altri, ma un vero e proprio pugno nello stomaco, vederlo può impegnare tutte le vostre energie, ma ne vale la pena, non so se è un capolavoro, ma forse ci siamo vicini, perchè se così fosse allora ci troviamo davanti a un film che non sfigurerebbe accanto ad altri capolavori, L'elemento del crimine è un opera originale che rappresenta la visione di un autore di trasmettere suspence e tensione alla sua maniera, personalizzando il film in una maniera alternativa, e innovativa mai banale, anzi al contrario, si pensi alla fotografia marcata di colori chiari e accecanti che trasuda ansia ad ogni inquadratura, si pensi alle scenografie suburbane, che mettono tensione, capace di creare un vuoto intorno che rischia di inghiottirti, è un vortice in cui lo spettatore si ritrova risucchiato, sia nell'indagine sia nel comprendere chi è in realtà l'assassino e il detective.
DA NON PERDERE ASSOLUTAMENTE.


Le Regole della truffa

Immaginatevi una rapina in banca i cui rapinatori sono sorpresi di vedersi arrivare altri rapinatori, presente solo una cassiera che distribuisce il denaro, l'altro personale è tenuto in ostaggio dentro una stanza, ora immaginatevi che i ladri sono uno più sfigato dell'altro, che combinano un guaio dopo l'altro mettendo a repentaglio la rapina stessa, ma soprattutto non conoscono le regole della rapina perfetta, insomma non ci sanno fare, bene avete presente tutto quello che ho descritto prima? Eccocci qui, tra scene mozzafiato, in alcuni momenti goliardiche  e divertenti si presentano i rapinatori che più incapaci di loro non esistono, e si presenta anche un affascinante Patrick Demsey  anche se si rileva più rimbambito degli altri, e la cassiera che ha l'aria mooolto gentile? Come mai riesce a tener testa a tutti? Una brillante commedia che diverte e fa sorridere, direi anche una sagace commedia sugli imprevisti e sulle sorprese che ti passano sotto il naso e non te ne accorgi, diretta da Rob Minkoff e scritta dal duo del film una notte da leoni, è una divertente presa in giro delle rapine, interpretata da un gruppo di attori in piena forma che ne accentua maggiormente il divertimento negli spettatori, un posto di riguardo spetta anche all'interpretazione di Ashley Judd, la cassiera, sagace e pungente riesce a tenere testa a tutti, facendo regole a modo suo, questa cassiera, dolce e servizievole, avrà qualcosa da nascondere o asseconda i rapinatori che nella loro  imbecillità non si accorgono che...aaaaaaahhhh attenzione, non posso dire altro per non rovinarvi la visione, non sarebbe giusto spoilerare, comunque si, è un film divertente e spassoso, gradevole per farsi due risate in modo spensierato una sceneggiatura accattivante, un cast brillante e una regia gradevole ne fanno un prodotto appetitoso.
DA COLLEZIONARE.


mercoledì 23 novembre 2011

Frozen

tre amici,  che sono due ragazzi e una ragazza, decidono di fare un weekend sulla neve e sciare, all'inizio va tutto bene, si scherza si passa tempo, poi verso la fine della giornata dopo che vanno sulla funivia rimangono bloccati perchè il padrone, si è dimenticato di loro, dovranno fare i conti con la natura tutta intorno per sopravvivere, sarà anche una battaglia dura perchè sono da soli in mezzo al freddo e alla neve, conosceranno la crudeltà e l'avidità di uno di loro che abbandona il gruppo da vigliacco che è dopo che un altro è stato sbranato dai lupi per essere sceso dalla funivia rompendosi le gambe...
E' un tipico horror dell'uomo che deve combattere con la natura per sopravvivere nè più nè meno, non è male come film, c'è tensione un po' di sangue sparso qua e là non manca nulla, di certo non è un capolavoro, ma la pellicola si fa vedere bene, un film che di certo ha i suoi difetti, tra l'altro una proverbiale smarcatura all'inizio in cui i personaggi vengono percepiti dallo spettatore come protagonisti di un film goliardico, perdendo il mordente iniziale per creare una specie di empatia, poi il dilungarsi di alcune scene che se fatte in un certo modo avrebbero acquistato maggiore prestigio, ma è nella parte in cui sono abbandonati in mezzo alla neve che il film riprende quota, sarà una lotta durissima sia per sopravvivere sia per uscire da quell'inferno di freddo e gelo, non ci sono fantasmi, assassini, o mostri di nessun tipo, ma al contrario c'è la neve ed è questo che inquieta maggiormente lo spettatore, il vedere persone come voi, completamente abbandonate in mezzo alla neve che cercano di uscire fuori da quella situazione, ed è qualcosa che terrorizza chiunque.
NON MALE.


Dovevi essere morta (Deadly Friend)

L'autore di Nightmare prova a collaborare con Bruce Joel Rubin, e ne esce fuori quello che dovrebbe essere un horror inquietante, ma si tratta per lo più di un opera si accattivante, ma senza mordente, che lo tramuta in un horror per famiglie, quasi un film per tutti, questo succede soprattutto perchè per la prima volta è finanziato da una major cinematografica, nonostante ciò resta comunque un film divertente, lontano da vertici di film del passato, ma che propongono il Craven's Touch solo in poche memorabili scene.
Un discreto omaggio a un classico del genere come Frankenstein, di cui il film è pieno di strizzate d'occhio e di citazioni, la trama è piuttosto semmplice ma ben articolata, che vede un giovane scenziato, che ha costruito un robot, che si porta sempre dietro, sta facendo studi sul cervello umano in particolare sul suo funzionamento, grazie al supporto di un professore di medcina, fa amicizia con una ragazzina continuamente vessata dal padre, Samantha, che morirà poco tempo dopo cadendo dalle scale durante una lite col padre, la ragazza ha subito varie lesioni cerebrali che non gli lasciano nessuna speranza di vita, ma il giovane studente decide di mettere un chip in testa per riportarla in vita, ma non è più Samantha, ora è diventata un automa senza coscienza, che si muove più per istinto che per emozione, finendo per uccidere prima il padre, che finisce carbonizzato, poi la vicina di casa che le ha tolto la palla, e rischiando di uccidere anche altre persone.
Craven in questo film pur strizzando l'occhio allo spettatore ai continui rimandi col suo cinema non rischia fino in fondo per terrorizzarlo, finendo per dirigere un opera che non sente affatto sua, appesantita da una trama piuttosto calibrata e da personaggi piuttosto stereotipati e costruiti con un finale in perfetto american style che non si addice ai film horror.
In poche parole, un horror che di horror ha ben poco, ma ha più l'aria di una commedia per famiglie che è piuttosto alla lontana da vertici come altri film che riveleranno il talento di Craven.
NON MALE...


martedì 22 novembre 2011

Sono il numero 4

un ragazzo, che sembra un essere normale ma in realtà è un alieno, vive sulla terra dopo che la sua specie è stata estinta da altri alieni i Mogadoriani, che gli danno la caccia essendo il numero 4 della loro lista il prossimo a morire è lui, con l'aiuto di Henri, riesce a celarsi con l'identità di John Smith, e a scoprire vari poteri, che dapprima lo aiutano a salvare la ragazza di cui si è innamorato da alcuni bulli, e poi a scoprire altri giovani che come lui sono presenti nella lista...
DJ Caruso dirige un film di fantascienza per accattivarsi il pubblico dei più giovani, ma è l'opera stanca di un autore che si trova a disagio con il genere, infatti la regia è piatta e poco espansiva, e ne appesantiscono la visione, il cast di attori cerca di dare il meglio di se, ma è troppo poco per reggere un film di questa portata, dato che non è supportato dal regista, che si limita a filmare senza dare un anima alla sua opera, è come se lui avesse buttato la pietra ma non riesce ad osare di più, di certo non è Spielberg e si nota, il progetto è ambizioso, ma forse questa non basta per farne un opera intrigante, manca il ritmo, l'emozione e soprattutto l'azione, nelle poche scene d'azione che ci sono si nota una certa costruzione programmatica, come se tutto dovesse andare come programmato, non c'è spontaneità, non c'è gusto, sembra un prodotto impacchettato a puntino, preparato per essere mandato in sala e incassare, ma questo è troppo poco, bisogna osare di più, non limitarsi a concepire un opera solo per portarla in sala, bisogna anche rifiutare copioni che non sentiamo nostri, qui Caruso accetta di dirigere un compitino e lo fa di tutto punto, senza personalizzare nulla, basta.
Un consiglio, se volete vedere i veri film di fantascienza se amate il genere andate a guardare Lucas o Spielberg, e lasciate perdere sono il numero 4.
DA EVITARE...


lunedì 21 novembre 2011

Scream

La ricetta giusta per fare un horror che sia più un thriller che un horror? Non ce l'avete? Forse l'intuizione è venuta a Wes Craven, divenuto celebre negli anni ottanta con Freddie Krueger che in Nightmare ha dato gli incubi a una generazione facendosi un consueto gruppo di ammiratori di appassionati di film horror, se il film sopracitato è stato l'icona degli ottanta, Scream può tranquillamente ambire ad essere l'icona degli anni '90, solo che adesso non ci sono gli incubi a farvi morire, ma un assassino reale, un assassino cinefilo appassionato di horror, in cui se sbagli a rispondere ti uccide, risultato? Un capolavoro, uno dei migliori film di Wes Craven, che per l'occasione chiama un gruppo di attori sconosciuti che sono usciti da serial tv, il risultato è una bomba, la trama è piuttosto semplice ma ben articolata e strizza l'occhio al grande Alfred Hitchcock, che sia un ammiratore del grande regista inglese lo si può notare dall'incipt, in cui appare per pochi minuti Drew Barrymore, che grida e urla con tutto il fiato che ha in corpo perchè è terrorizzata dall'assassino, credete sia la protagonista vero? E invece no, la povera Drew muore pochi minuti dopo ed entra in scena lei, la vera protagonista della saga, Sidney Prescott, interpretata da una giovanissima Neve Campbell, che grazie a questo film è divenuta celebre, per poi scegliere film di nicchia con il tempo.
La regia è ottima, e non perde mai il punto di vista di veri appassionati di film di genere, la sceneggiatura è scritta invece da Kevin Williamson, che poi in tv farà Dawson's Creeck e The Vampire Diaries, ma qui ci inserisce tutta la passione per il genere horror e lo si intuisce, ma in scream c'è di più, è un analisi sul vuoto assoluto di una generazione che vede nei film lo scorrere della propria vita, ma c'è anche dell'ironia, l'invadenza della tv, nel suo voler parlare sempre e comunque di storie al limite della violenza pur di fare audience, l'ironia, e tanto tanto altro, insomma c'è tutto non manca niente.
Sarà proprio Sidney con l'aiuto dei suoi amici a dover fare i conti con l'assassino, e smascherarlo, la polizia ha un ruolo marginale,quasi nullo, sarà un gioco al gatto col topo in cui scorrerà un lago di sangue prima che venga fuori il colpevole, o sono due? Mah Chi lo sa, in conclusione un film imperdibile, sia per chi è appassionato di cinema, che per chi si appresta a fare i primi passi del genere.
CAPOLAVORO.


Rango

Gore Verbinski si da all'animazione, dirigendo una delle sue pellicole più curiose e interessanti, protagonista un camaleonte, che si vede spiantato nel deserto e poi subito dopo in un villaggio western dove gliene capitano di tutti i colori, ma quello non è un vero villaggio western ma si trova dentro un film e gli capita di recitare il ruolo  dell'eroe finendo col diventarlo davvero.
Un film d'animazione curioso e divertente girato benissimo da un autore in forma smagliante, che non sfigura affatto accanto a tanti altri film d'animazione, forse anzi gli da qualcosa in più perchè è girato come un film normale live action, per così dire.
Il bello del film è che si rifà soprattutto ai classici western con Clint Eastwood nota particolare visto che si tratta di recitare o far finta di essere un eroe, la cui ciliegina nella torta sta sia nella regia, sia che il protagonista si trova nel mezzo di fingere e soprattutto di convincere che essi sia un eroe, trovandosi in una serie di rocambolesche avventure.La regia di Verbinski, che qui è in forma smagliante dimostra divertimento e azione, e soprattutto ispirazione, che ne fanno un piccolo gioiellino per appassionati di film d'azione, in poche parole un film da non perdere, soprattutto perchè si tratta di una pellicola originale e divertente e per nulla banale. Da antologia la lunghissima scena iniziale dove si vede questo piccolo camaleonte volare letteralmente nel deserto.
DA NON PERDERE.




domenica 20 novembre 2011

La Musica del cuore

Lasciate perdere quelle recensioni che dicono che la musica del cuore è un film melenso, stucchevole e bla bla bla...fermatevi solo un secondo, osservate meglio da vicino questo piccolo film e vi accorgerete che si tratta di un piccolo gioiellino che merita di essere visto ma soprattutto merita un posto di riguardo nel vostro cuore, perchè?
Prima di tutto perchè è un esperimento di un autore conosciuto ai più per il genere di film di cui è famoso, - soprattutto horror e thriller - che si mostra davanti a un genere che non ha mai toccato ovvero il drammatico, chiamando un attrice d'eccezzione, la bravissima Meryl Streep, qui peraltro molto dolce, facendo decisamente centro.
Si perchè questa è una storia di speranza e di buoni sentimenti, diretta da un autore ispirato che ha persino sorpreso anche me, un film fatto col cuore, sincero, onesto, che va aldilà delle previsioni più pessimistiche, si lo devo dire, anche io avevo qualche riserba, ma man mano che il film andava avanti, mi conquistava sempre di più, avrà anche i suoi difetti ma vengono ampiamente cancellati sia dalla bravura di Meryl Streep, sia dalla regia di Craven, che riesce a donare al suo pubblico una sorpresa a dir poco accattivante.
Mettendo a nanna, babau, assassini e roba varia, ha saputo regalare al pubblico un film che parla di una maestra di violino, che nonostante il parere contrario della direttrice riesce ad insegnare questo strumento a dei ragazzi, avrà forse pensato al suo pubblico quando ha scritto questa scena? Si, Roberta ci riesce, e riesce anche a stare dieci anni, col tempo ad insegnare il violino a più di mille bambini in un quartiere difficile di Harlem, la sua storia è raccontata anche nel documentario piccole meraviglie.
Wes Craven ha fatto una scommessa, ampiamente vinta perchè è un film girato da un autore in stato di grazia, che vuole soltanto che il suo pubblico si fermi per ascoltare il dolce suono della musica dei violini.
DA COLLEZZIONARE.


sabato 19 novembre 2011

Biutiful

Uxbal è padre di due bambini e vive un rapporto conflittuale con la moglie, la quale è malata terminale, ma per Uxbal non c'è più tempo dato che anche lui ha il cancro in stadio terminale, e deve decidere a chi affidare i suoi figli, ma non è la sola cosa che deve fare, deve rimettere in regola anche coloro che lavorano per lui, sarà un percorso difficile e doloroso, che lo porterà a confrontarsi con la sua vita e a fare scelte difficili, ma non c'è abbastanza tempo, si deve sbrigare, deve dare ai suoi figli una casa e un posto sicuro dove vivere, ci riuscirà?
Questo non è il primo film di Iñárritu che vedo, ma è il primo che recensisco e mi ha stupita la sua abilità di far sentire il dolore anche con semplici sequenze, la sua regia è dolorosa, silenziosa e realistica, piuttosto lontana dalle rassicurazioni di tanti film strappalacrime che poi si concludono con il lieto fine rassicurante, a differenza lui non vuole rassicurare nessuno, usa la sua mdp in maniera decisa a mostrare la realtà per come si presenta, e non sono molti i film capaci di trasmettere tanto, bellissima la fotografia smarcata, che ne sottolinea la discesa verso la morte del protagonista, un bravissimo Javier Bardem, mi stupisco del talento di questo attore, che è stato capace di intraprendere un cammino artistico e rivelare il suo grande talento al mondo, a differenza di tanti altri attori iberici, lui il suo talento lo dimostra, e diventa il personaggio che interpreta, calandosi alla perfezione nella parte.
Biutiful è un opera dura, lacerante, che rivela la difficoltà di lasciare le persone che amiamo e i mille dubbi su come sistemarli per poi prendere una strada diversa dal loro cammino, è un film così complesso e difficile che nonostante i temi trattati viene spontaneo apprezzare, soprattutto alla semplicità di come l'autore ha affrontato la storia.
In conclusione, un piccolo grande capolavoro, da collezionare e soprattutto da vedere e rivedere per riflettere sul grande mistero che è la vita.


Sonno di Ghiaccio

Miles da tempo malato, viene ibernato nell'attesa di una cura efficace, passano dieci anni e sembra che la cura sia arrivata, la madre decide di svegliarlo dall'ibernazione per operarlo e guarirlo, l'operazione riesce, ma ci sono problemi, all'inizio non risponde agli stimoli, finchè un infermiera non gli massaggia il braccio, allora iniziano i primi segnali di vita, che sono piuttosto anomali per una persona normale, la pressione sale a duecento e si hanno dei rigonfiamenti in tutto il corpo, sembra che esploda, invece Miles riesce a superare questa crisi e a riprendere la vita normale in apparenza ma è davvero così? I primi cambiamenti arrivano quando ritorna a casa e il cane non lo riconosce più, e comincia ad abbaiare come se Miles in realtà fosse un estraneo, lui riprende la sua vita normale, ma qualcosa accade, il vecchio amico di suo padre viene silurato e poi ucciso, anche il cane fa la stessa fine, lo fa fuori perchè abbaia troppo e così via, fino al reverendo amico di sua madre che però la scampa e finisce ricoverato all'ospedale, ma chi è diventato Miles da quando è stato ibernato? Cosa è tornato al posto suo?
Tipico horror di routine piuttosto datato, uno dei film minori di Craven, che torna al cinema dopo il successo di Nightmare, ma il film è pieno di stereotipi che ne appesantiscono la visione e la trama è priva suspence, che ne rallenta il ritmo, una sfoltita alla regia sarebbe bastata per farne un film intrigante, ma manca lo sprint per farne un film accattivante.


My Soul To Take - Il Cacciatore di anime

Penultimo film di Wes Craven, che si incentra sulla figura di un assassino che riesce a reincarnarsi e a uccidere sette persone nate il giorno in cui è morto, usando il coltello con scritto di sopra vendetta, il film comincia con un uomo ignaro di essere la reincarnazione del serial killer, che una volta posseduto fa fuori la moglie incinta, poi la polizia lo uccide, non prima di aver fatto finta di morire per poi far fuori altre persone nella autoambulanza, alla fine sono proprio altri poliziotti a farlo fuori.
Sedici anni dopo suo Bag, figlio ignaro di tutto, fa una vita normale e vive con la zia e la sorella, e ha come amico Alex, un tipo un po' strano che ha un rapporto conflittuale col patrigno, la vita scorre tranquilla finchè una sera è proprio Alex a fare una specie di celebrazione per il sedicesimo compleanno di questi sette ragazzi nati il giorno della morte del serial killer, ed è proprio qui che ricomincia la catena di delitti, che vede morire piano piano tutti gli amici di Bug, ma presto i sospetti si concentrano su di lui sia per la rappresentazione un po' troppo fuori dalle righe di Alex mascherato da un uccello divoratore di cadaveri, sia per alcuni comportamenti strani, ma è proprio lui il sospettato numero uno? Oppure l'assassino gli sta col fiato sul collo e aspetta di colpire ancora colpendo lui e la sua famiglia?
Il film parte bene, ed ha momenti di alta tensione, ma il tutto finisce appena comincia la parte centrale del film, che perde ritmo e tensione, per poi riprendersi alla fine, con la scoperta della verità da parte di Bug raccontata dalla sorella e dalla zia, qui c'è una pecca, ma come scopri di essere stato vittima di una bugia colossale e non esprimi rabbia, non esprimi dolore, non esprimi niente? Hai saputo che la persona che ti ha cresciuto non è tua madre e fai come niente fosse? Un po' di realismo sarebbe stato più credibile, un altro difetto del film è che non spiega come questo serial killer riesca ad incarnarsi, quali sono i motivi? Perchè avviene questo? E' una maledizione? Un antica leggenda? Niente, non rivela niente, e avanza sempre su questo binario, fino a un finale un po' scontato, che smonta tutto e non risolve vero l'enigma, peccato, un occasione mancata per Craven, che nonostante la fotografia patinata, e il plot accattivante non riesca ad andare aldilà del semplice thriller, cercando l'irreale ma non lo fa esplorare fino in fondo, è come se tirasse la pietra e poi la ritira per paura di approfondire l'argomento, se avesse osato di più sarebbe stata una pellicola interessante, peccato.


giovedì 17 novembre 2011

Benedizione Mortale

Benedizione Mortale è uno dei primi film diretti da Wes Craven, è ancora lontano dalle vette registiche con cui lo conosciamo, ma sono già presenti alcuni dei temi che poi saranno molto presenti con un altro film che segnerà la sua fama di regista nella generazione degli 80s, Nightmare - Dal Profondo Della notte  ma piuttosto alla lontana, questo di certo è il lavoro di un regista che deve ancora crescere e maturare ma già presenta i suoi segni distintivi, che saranno ben presenti nella prima parte della sua filmografia.
Il plot narra la storia di una comunità simile agli Hamish, che rifiuta il progresso e la tecnologia, ma anche i contatti con il mondo esterno, qualsiasi contatto con il mondo esterno, in quella piccola società rinchiusa, ricca di intolleranza accadono vari delitti capaci di terrorizzare sia la gente normale che la comunità religiosa, che somiglia più a una setta che ad altro...
Chi è l'assassino? E' davvero come dice la comunità religiosa che è tutto frutto del demone che tormenta Lana nei sogni? (una giovanissima Sharon Stone) Oppure è come dice la ragazza sua amica a cui hanno ucciso il fidanzato? La risposta arriverà verso la fine, ma non presenta molte sorprese, i colpevoli si riescono ad intuire già dai primi minuti di film, se la regia è discreta e intrigante, è il plot a presentare parecchi buchi di confusione, Wes Craven è indeciso su quale strada prendere, e ne prende due contemporaneamente, quella reale e quella paranormale, generando confusione, che alla fine fa spegnere l'entusiasmo nello spettatore, di certo Wes Craven in futuro farà di meglio.
Nonostante ciò presenta molti spunti sull'intolleranza della comunità religiosa chiusa e bigotta, ma è poco per spaventare davvero il pubblico ci vuole ben altro.
Da Vedere se volete approfondire Craven e vedere i suoi primi lavori.