venerdì 30 settembre 2011

Girl 6 - sesso in linea



Spike Lee dopo Clockers, torna al cinema con un film più leggero, dall'argomento particolarmente audace, il sesso telefonico, e qui ci sono chiari riferimenti a Lola Darling, suo film d'esordio, che sono nascosti, velati, ma sono  ben presenti, protagonista è Theresa Randle, nel ruolo di un attrice che non riesce a trovare il giusto ingaggio che trova il suo successo attraverso le linee telefoniche a luci rosse, come Girl 6, ma può essere qualsiasi persona vuole l'oggetto della chiamata telefonica, Lovely, la ragazza della porta accanto, oppure la dominatrice, ed è proprio grazie a questo insolito lavoro che riesce in un certo senso a ottenere un primo successo personale e professionale, perchè deve usare soltanto una linea telefonica, non si deve spogliare come le suggerisce Quentin Tarantino nell'incipt del film, nel cameo più frizzante e gasato del film, ovviamente immancabile anche l'attore feticcio di Lee, John Turturro, nel ruolo dell'agente di Judy che si arrabbia quando scopre che ha mandato al diavolo Tarantino, il film che è una satira sui problemi sessuali del maschio borghese americano, è un piccolo passo indietro rispetto al bellissimo Clockers, ma comunque resta un film che si lascia vedere tranquillamente bene, perchè offre degli spruzzi di ironia che lo rendono brillante e curioso allo stesso tempo, se nei precedenti film Spike Lee, da il meglio di se, per Girl 6 lascia che siano gli attori a fare il loro lavoro, nel cast ci sono molti nomi famosi, si va da Naomi Campbell e Madonna, fino a Peter Berg e al già citato tarantino, ci sono molte rivistazioni, o possiamo chiamarli omaggi come Carmen Jones, oppure la Foxy Brown, interpretate mentre le racconta da Judy (Theresa Randle) che è la vera protagonista del film, Spike Lee si ritaglia il piccolo ruolo del fratello di Judy, che è contrario alla sua scelta di vita.
In sostanza un film che è particolarmente distante da altre opere ben più considerevoli, di certo non è un capolavoro, ma un buon film a cui spetta qualche attenzione maggiore, rispetto alla media delle pellicole in circolazione, bellissima la colonna sonora firmata da Prince di cui Spike Lee sceglie le sue migliori canzoni degli anni ottanta, d'altronde stiamo parlando di una commedia, perciò ogni tanto staccare la spina fa bene e Spike Lee sembra suggerirci proprio questo.

giovedì 29 settembre 2011

Ti do i miei occhi

Di solito i film che parlano di violenza sulle donne, o abusi domestici se vogliamo chiamarli con un nome più appropriato sono espliciti, chiari, lo spettatore ha come uno sfogo che lascia atterriti, ma anche con gli occhi sgranati quando vede un pugno, uno schiaffo, o un calcio, ti do i miei occhi prende una strada opposta, ma non meno rischiosa, quella del silenzio, che è un vero e proprio pugno nello stomaco, senza scene di violenza, il dolore si sente di più, è come una minaccia, un orrore che quando si avvicina, non sai mai cosa può accadere prima, Iciar Bollain dirige un film strepitoso, un piccolo grande film che è capace di sottolineare anche come spesso la violenza degli uomini perpetrata sulle donne, sia sintomo di debolezza, e allora cercano in tutti i modi, una supremazia, una superiorità che non raggiungeranno mai, nonostante Antonio si metta in analisi da un esperto, non riesce ad reprimere i suoi istinti rabbiosi nei confronti della moglie Pilar, che dimostra anche una indipendenza e una libertà che alla fine la salveranno da quel mondo che il marito ha costruito e dal quale minaccia la sua superiorità nei confronti della moglie, dimostrando una dipendenza da lei quasi morbosa, quando si dice che noi donne siamo  il sesso debole eh? Pilar dimostra una forza e un coraggio senza pari, bellissimo l'incipt del film dove lei va da sua sorella dopo l'ennesima lite con suo marito Antonio, ma come sempre è lei che è capace di perdonare, ed è anche lei che pur sapendo che si è messo in analisi gli da una possibilità, ma quanto può durare il tutto? Bravissimi gli interpreti Luis Tosar e Laia Marull, che da soli valgono la visione del film ma anche la regista accompagnata da uno script insolito e intelligente dirige un opera intensa, dolorosa ma anche straordinaria.
Riuscirà alla fine Pilar a guardare oltre se stessa e a ricominciare a vivere? Lo volete sapere? Beh non vi resta che guardare il film che consiglio fortemente di vedere con il proprio compagno, marito o fidanzato, per insegnare loro che la comunicazione è molto importante nel rapporto di coppia e che avvolte una semplice parola vale più di mille scatti d'ira.
DA COLLEZIONARE.

mercoledì 28 settembre 2011

Il signore degli anelli - La compagnia dell'anello

Peter Jackson dirige il film che lo ha portato nell'olimpo del cinema mondiale, portare a compimento il capolavoro di JR Tolkien era un impresa ardua, perchè è sempre stato il romanzo intraducibile per il grande schermo, tralasciando il fatto che il romanzo è migliore del film, tralasciando anche le polemiche che ci sono state, e parliamo del film, che è la cosa più importante, il romanzo se lo comprerò perchè ho intenzione di farlo lo leggerò tutto d'un fiato...
ma andiamo a noi, dunque, il film presenta effetti speciali notevoli, con un cast di attori sia conosciuti sia che con questo film si sono rivelati, Peter Jackson e sua moglie Fran Walsh danno il meglio di se, l'opera di Jackson è un grandissimo film, quando l'ho visto al cinema sono rimasta a bocca aperta, non avevo mai visto un film così bello in vita mia, tanto da voler restare per vederlo un altra volta, l'hobbit ad honorem come è stato simpaticamente descritto dalla comunità di appassionati di Talkien Peter Jackson, dirige il suo capolavoro assoluto (intendo l'intera trilogia), dal primo al terzo episodio della saga.
Bene, la trama vede un hobbitt bilbo baggins, della contea, che per caso trova un anello che era in possesso di gollum, una strana creatura, metà hobbitt metà mostro, che chiama l'anello il mio tesssoro, ma perchè lo chiama tesoro? Quale segreto si cela nell'anello? Il segreto, ci viene raccontato da Galadriel (Cate Blanchett, più che mai) che narra di un gruppo di regnanti che hanno ricevuto degli anelli per dominare la terra, ma che Sauron, un oscuro signore ha forgiato un anello per dominarli tutti, ma non solo quei re, ma anche tutte le creature che vivono sulla terra di mezzo, Gandalf va alla contea per festeggiare il suo amico Bilbo che compie 110 anni ed ha un aspetto giovanile, quasi come fosse un cinquantenne, bellissimo l'arrivo alla contea di Gandalf, con i fuochi d'artificio, e la musica di Howard Shore fa entrare di più nello spirito sbarazzino e fantastico degli Hobbitt, grandi bevitori di birra e fumatori di erba pipa a cui piace oziare e mangiare, quando però Bilbo all'improvviso scompare Gandalf si insospettisce e parla a quattro occhi con Bilbo facendogli lasciare l'anello, anello che passa nelle mani di Frodo Baggins, per caso, a cui spetterà il compito di portarlo nel monte fato per la totale distruzione, ci riuscirà? Così ha inizio il suo lungo viaggio ma per portare l'anello ci vuole una compagnia, compagnia che si formerà al gran burrone dopo il ferimento di Frodo da parte dei Nazkul e la sua guarigione.
Un film emozionante, un avventura senza precedenti nel mondo del cinema che è impossibile non restarne affascinati, mi viene in mente anche il personaggio di Boromir, il suo è per tutto il film un esame tra se stesso con la continua tentazione dell'anello, di cui troppo tardi scoprirà la sua vera natura.
DA NON PERDERE ASSOLUTAMENTE.

martedì 27 settembre 2011

Fast and Furious 5

Ed ecco l'ultimo capitolo di Fast and Furious, protagonisti ancora Dominique Toretto e la sua banda di amici, che questa volta scelgono di fare un ultimo colpo e ritirarsi per la vita, questo colpo però è parecchio rischioso perchè si tratta di fregare un pesce grosso e alle loro calcagne si mette anche uno sbirro che non molla l'osso, ma Dominique che all'inizio lo vediamo scappare dal furgone che lo porterà in prigione per andare in sud america, una volta arrivato fanno un colpo per un trafficante che li mette nei guai, quando i ragazzi scoprono un chip su una autoradio che prova i traffici di Reyes, loro cercano questo chip per fare questo colpo, il film che è un susseguirsi di azioni mozzafiato e colpi di scena, è girato benissimo, se il capitolo precedente donava nuova cera alla serie questo oltre che a confermare l'interesse per i personaggi da tensione e colpisce nel profondo, questa volta la posta in gioco è molto alta e i rischi sono maggiori, ma nonostante ciò i ragazzi vanno avanti per la loro strada, e anche se devono fare un ultimo colpo riusciranno a denunciare anche Reyes, e fare così una buona azione, ritroviamo Mia in attesa di un bambino da Brian, in questo capitolo ritorna anche Vince, che è diventato padre di un bambino e sottobanco ancora gestisce le corse clandestine insieme a Mia sorella di Dominique, anche Vince si unisce a loro per il colpo finale, riusciranno i nostri amici a portarlo a termine?
Justin Lin ha rinnovato il franchise dando così nuovo spirito e una ulteriore svolta alla storia, in questo capitolo Lin si sofferma sul lato umano dei protagonisti, facendoli conocere nel profondo, bella la scena in cui sia Dominique che Brian ricordano i loro padri, la mia preferita è quando si abbracciano tutti quanti facendo entrare Brian in famiglia, li ritroviamo più grandi, più maturi, e il cast di attori conferma un talento che riesce a far entrare in empatia lo spettatore, complice sicuramente il rapporto di feeling che c'è con il regista cosa che si nota a ogni inquadratura del film.
DA COLLEZIONARE.

lunedì 26 settembre 2011

Salt

Ed ecco un altro film adrenalinico per Angelina Jolie, qui nei panni di un agente segreto sospettato di essere infiltrato con i russi, siamo ben lontani dai suoi successi con Tomb Raider, ma il film regala parecchi momenti di tensione e di suspence, ho letto anche recensioni negative per questo film, recensioni che non condivido assolutamente.
Salt è un buon film, Noyce non è certo Hitchcock, ma regala allo spettatore tensione e suspence dall'inizio alla fine.
Salt è un agente segreto della cia sospettato di fare il doppio gioco con i russi, come sbrogliare la matassa che la vede in cima alla lista dei sospettati e scoprire chi c'è veramente dietro? Lo spettatore crede davvero durante il film che dietro ai russi c'è salt, ma scopre una realtà terrificante di come agenti russi ancora bambini vengono mandati in america come dormienti sin dalla guerra fredda, per dare informazioni ai russi su come comportarsi di conseguenza, Salt sospetta che c'è qualcosa in più sotto la cenere e allora una volta arrestata scappa e si mette alla ricerca della verità anche perchè vuole scoprire chi le ha ucciso il marito, ci riuscirà?
Azione, suspence, pericolo, intrigo, ecco gli aggettivi che mi vengono in mente quando penso a questo film, che ha la capacità di incollare allo schermo (non badate a certe recensioni, abbiate fiducia in me) dall'inizio alla fine, la Jolie è grintosa, e gioca in continuazione al gatto col topo con i russi, il finale non lo svelo per chi ancora non ha visto il film, consiglio di vederlo perchè è fatto molto bene, la regia ha qualche pecca, perchè si affida moltissimo allo script lasciando da parte il punto di vista del suo autore, per il resto un film davvero che diverte e che ti fa in un certo senso sbattere la testa al muro perchè non ti fa capire bene da quale parte sta la nostra protagonista, e  secondo me è la ciliegina nella torta.
INTRIGANTE.

Malcolm X

Spike Lee dirige il suo film più polemico, ma anche la sua prima biografia dedicata a Malcolm X, leader nero musulmano attivista dei diritti civili degli afroamericani, l'incipt è un lungo monologo di Malcolm con le immagini del ragazzo nero picchiato coi manganelli da dei poliziotti bianchi, per sottolineare che il razzismo nonostante siano passati secoli, anni, sia sempre presente, a differenza di Martin Luther King, che predicava la non violenza e l'uguaglianza pacifica tra bianchi e neri  lui battagliava perchè i neri avessero gli stessi diritti dei bianchi e urlava contro di loro, soprattutto contro coloro che li hanno sempre trattati male.
Malcolm X è un grande, grandissimo film, che nonostante ci sia stato a lungo un duello tra chi doveva dirigerlo, tra Jewison e Lee, ma alla fine la spuntò Lee, e la casa cinematografica che offriva soltanto 20 milioni di dollari, il film fu sovvenzionato da numerose star afroamericane del cinema e della musica.
Magistrali le interpretazioni di Denzel Washington e Angela Bassett, come del cast di attori che lo interpreta, ma è  nella regia di Spike Lee che troviamo il meglio per il film, Lee da il meglio di se e si nota, a ogni inquadratura, ma quello che più mi ha sorpreso è la vita di questo attivista, un nero che si caccia sempre nei guai e che fa di tutto per imitare i bianchi, tanto da allisciarsi persino i capelli per essere qualcuno, poi arriva una specie di boss che gli offre un lavoretto, ma è soprattutto in galera che la sua vita cambia, totalmente, conosce un nero che gli illustra di come la società e la vita ha sempre visto la gente di colore, e grazie a lui si converte all'islam, religione a cui si sono convertiti parecchi afroamericani, perchè credevano che fossero più rispettati se fossero stati musulmani, ma non tutto è come viene presentato, ben presto grazie a un viaggio a La Mecca Malcolm fa conoscenza di parecchie persone di tutte le razze che vivono nel rispetto reciproco, questo fatto modifica la percezione della vita e dell'uomo di Malcolm, ma c'è anche un altra cosa, che grazie alle sue parole lui rischiava di mettere in ombra il capo supremo di quella religione e si comincia a temere che possa togliergli il posto, per questo cominciano a ricevere telefonate anonime, e minacce di morte che cominciano a disturbare la loro vita, nonostante ciò Malcolm continua con la sua battaglia narrando il suo viaggio a La Mecca e le esperienze che ha fatto, morirà a 39 anni trucidato dagli stessi afroamericani.
La morale del film è che usavano l'islam non per avere parità di diritti, ma una certa supremazia sull'uomo bianco, comportandosi esattamente come si comportava con loro, quando poi le cose piano piano cominciarono a cambiare e Malcolm X divenne una persona tanto importante da far temere di cancellare l'autorità di Elijah Mohamed allora lo si cominciò a temere, quindi era meglio farlo fuori piuttosto che perdere l'autorità sulla gente di colore, questo è uno dei motivi per cui il film è stato accolto da polemiche da parte degli afroamericani, e nonostante ciò è e resta un capolavoro da collezionare assolutamente e da vedere e rivedere.

sabato 24 settembre 2011

Transformer 3

Ritornano i Transformer e Michael Bay riscrive un capitolo leggendario della storia degli stati uniti, lo sbarco sulla luna, ma anche se il prodotto non cambia poi molto, si può dire che l'aggiunta del 3D  gli da un tocco in più rispetto al deludente capitolo precedente, naturalmente apparte Shia La Beuf il cast degli attori è cambiato, adesso c'è Rosie Huntington Whiteley che sostituisce Megan Fox  e che secondo me è stato un piccolo sbaglio, perchè Megan Fox dava calore al film, che nonostante sia migliore del secondo capitolo lo spettacolo gli da nuova cera, ma il prodotto è sempre quello, cioè intrattenimento a gogo, per il classico blockbuster giocattolo per attirare il pubblico di giovanissimi o teenager, ormai lo sappiamo qual'è la prassi registica di Michael Bay, è inutile girarci sempre intorno, possiamo dire però che per questo terzo capitolo un po' di intrattenimento lo riesce a donare allo spettatore, e riesce anche a far divertire, il resto è ormai risaputo, i buoni autobot che combattono contro i cattivi, che sembra la classica lotta del bene contro il male, almeno qui c'è un po' di divertimento, e un pizzico di attrazione in più, è il cinema bellezza, è hollywood, certo che se riuscisse a fare un film un po' diverso Michael Bay, magari impegnandosi di più nella regia sarebbe un piccolo passo avanti, invece di dirigere i soliti film incassa soldi, ma anche all'industria cinematografica servono questi film, chissà magari tra una decina d'anni verrà dimenticato e a rivederlo si riderà divertiti, io preferisco di gran lunga un altro tipo di cinema, senza dubbio più sentito, meno per far soldi ma fatto col cuore e con l'anima, da vedere tanto per passare tempo, e staccare se volete un po' d'evasione. 

Hair

uscito verso la fine degli anni settanta, e ambientato negli anni sessanta, è la storia di un giovane (John Savage) che deve partire per la guerra del vietnam, e che si innamora di una ragazza ricca proprio il giorno stesso della partenza, e incontra un gruppo di figli dei fiori che gli insegneranno tante cose sulla vita e lo aiuteranno a conquistare la ragazza di cui si è innamorato regalandogli il gusto del pacifismo e un po' di flower power, cambiando la sua concezione del mondo e la sua vita.
Un film che è tratto da uno dei musical più leggendari di broadway che ha riscosso un enorme successo nei teatri d'america, ovviamente questa è la versione cinematografica che ovviamente non è un capolavoro rispetto al musical, e questo si sapeva già, diretto da Milos Forman che riesce a dare un impatto più cinematografico alla storia e si concentra meno sulla grandiosità del musical, che comunque regala momenti indimenticabili, grazie anche alle canzoni divenute leggendarie, un ottimo film dunque, in cui si dice che per i provini si siano presentati anche Madonna e Bruce Springsteen, ma che sono stati scartati.
Comunque nonostante siano passati 32 anni dalla sua uscita il film mostra di saper suscitare curiosità e piacere alla visione, anche gli attori fanno bene la loro parte soprattutto John Savage e un giovanissimo Treat Williams nel ruolo dell'hippy che prende il posto di Bukoswky (Savage) per poi morire in vietnam, belle le canzoni, belli i costumi e le scenografie, la regia è buona ma credo che Forman si trovi meglio con altri soggetti, lo script è brillante, beh non vi resta che prendere questo film è godervelo.
DA COLLEZIONARE.

Come ammazzare il capo e vivere felici

Ed ecco quello che considero il film più pazzo dell'anno, voi mi chiedereste e perchè? Beh il titolo già dice tutto quanto, ma la storia racchiude in se quanto di più esilarante tra le commedie appena uscite nelle sale cinematografiche.
Tre amici, Nick, Dale e Kurt che sono alle dipendenze di capi più o meno con qualche rotella fuori posto, personaggi che più schizzoidi non esistono e sono i principali di questi tre ragazzi, c'è lo psicopatico - un sorprendente Kevin Spacey - che invece di dare a Nick  la promozione se la prende lui e ne fa un vanto personale, c'è la maniaca - una accattivante Jennifer Aniston - che vuole farsi Dale  e ci prova in tutti i modi persino con la sua fidanzata davanti addormentata, quando questi decide di licenziarsi perchè non vuole tradire la sua fidanzata, lei lo ricatta con delle fotografie, poi Kurt che lavora in una azienda e va daccordo con il suo capo, sembra essere l'unico che non ha problemi con il capo, ma il destino è beffardo anche con lui, il caso vuole che proprio il capo con cui  ha ottimi rapporti muore fatalmente per colpa di un angina, e così il figlio depravato eredita il tutto e lo vuole trasformare in una gallina dalle uova d'oro per poter spendere e spandere in festini, droga party etc etc etc.
Alla fine di una estenuante giornata i tre amici si ritrovano in un bar stremati, e mezzi brilli e decidono di far fuori i rispettivi capi, ma la cosa è che più cercano di eliminare il loro problema, più la cosa si fa una farsa esilarante, i nostri tre amici non sono affatto degli assassini, e malgrado ci provano in tutti i modi non fanno altro che combinare guai, e la cosa si fa ancora più esilarante, tra i capi schizzati e i sottoposti imbranati assistiamo a una delle commedie più godibili e divertenti uscite quest'anno, ottimo il cast di attori, tutti bravissimi tra cui spiccano i deliranti capi, il migliore è in assoluto Kevin Spacey, a cui spetta l'aura del capo più cattivo, ma anche più psicopatico, il che ne fa un vero pericolo per Nick ma soprattutto per i suoi amici, poi appena vedrete il film capirete il perchè.
Un film divertentissimo, coaudiuvato da una brillante sceneggiatura, una regia frizzante e un cast di attori in piena forma, cosa volete di più da una commedia?


venerdì 23 settembre 2011

Swat Firefight

Ennesimo sequel di un film tratto da una serie televisiva di successo, di cui francamente non se ne sentiva la necessità, nonostante ci sia azione, inseguimenti vari tra la polizia e i criminali, il film risente di una regia televisiva, e si nota la pesantezza di assistere non a un lungometraggio, ma a un episodio di una serie tv, se fosse uscito magari come film per la tv sarebbe stato molto meglio, si tratta del solito film d'azione senza anima, senza corpo, con un cast tecnico con pochissima esperienza alle spalle, e attori dai volti sconosciuti che fanno una fatica abnorme nell'entrare nelle loro parti, d'altronde il regista non fa il suo lavoro nè mette la sua impronta, lasciando che siano gli attori a portare tutto il peso, ma questo non basta, in sostanza si tratta di un opera priva di ispirazione, stanca, senza alcun mordente, come dico io mai fidarsi troppo degli attori, perchè perdono concentrazione.



La trama è costruita ad hoc per attirare il pubblico di appassionati di film d'azione, un tenente dell' LAPD  che trasferito in un altra città deve addestrare una squadra di swat ma un pazzo assassino si mette sulle sue tracce e deve evitare che uccida altra gente innocente anche perchè è protetto da membri del governo...stop, ecco la trama di un film vuoto, scontato con cose già viste e riviste, si rasenta la noia anche perchè oltre a costruire la storia non ti fa stare incollato alla poltrona, niente, peccato. Da Evitare.

Lei mi odia

Spike Lee abbandona le pellicole di stampo più drammatiche per una pellicola di stampo più leggera, ma che presenta anche una feroce critica all'ipocrisia americana riguardo al sesso, John Armstrong, un intrigante Anthony Mackey, perde il lavoro a causa della sua denuncia verso il capo che si è fregato i soldi e l'azienda rischia di fallire a causa sua, anche perchè un medico che lavorava per loro si è suicidato quando l'azienda stessa a causa della troppa fretta per guadagnare ha mandato al mercato un farmaco senza fare ulteriori sperimentazioni, John Armstrong, non ci sta, e non è certo il tipo che porge l'altra guancia, denuncia i suoi superiori e questi come risultato lo licenziano, ma una sua ex lo aiuta con una idea, Fatima che ora è lesbica vorrebbe diventare madre insieme alla sua nuova compagna e chiede a john di ingravidarla in cambio di una cospicua somma di denaro, ma mentre Fatima rimane incinta Alex che ha scelto l'inseminazione artificiale col seme di John non ci riesce, così anche se è riuscito solo per Fatima, che ha utilizzato il metodo tradizionale per restare incinta, la voce comincia a girare grazie a lei, e ben presto John diventa lo stallone utilizzato dalle lesbiche per diventare madri...
Nonostante sia lontano anni luce da pellicole come Summer of Sam, Clockers, La 25a ora, Lei mi odia, non è un capolavoro, ma resta comunque un ottimo film, capace di sottolineare senza peli sulla lingua, e sarebbe anche il caso di dirlo, le ipocrisie, e i pregiudizi riguardo al sesso, ma soprattutto e credo si possa dire senza nessun timore che tra le scene più caratteristiche del film c'è quella in cui le lesbiche, il primo gruppo vogliono vedere quello per cui hanno pagato, facendo spogliare John completamente e trattandolo come un oggetto, come farebbe un uomo con una donna, è proprio questo il ribaltamento dei ruoli? E' proprio questa la vera novità per fare figli, o per le nuove famiglie come le chiamano adesso? Da antologia il piccolo ruolo di John Turturro, padre italiano di Monica Bellucci che parla come Don Vito Corleone.
E così Spike Lee si allontana dai suoi temi abituali per girare una commedia spietata ma anche ironica in cui un uomo si prostituisce per così dire per dare una mano a delle lesbiche che vogliono diventare madri, stendiamo un velo pietoso per Monica Bellucci, la quale sembra una gatta incapace di graffiare lo schermo, bravissimi tutti gli altri attori, a proposito di ribaltamento di ruoli, il rapporto tra Fatima e John che prima sono in procinto di sposarsi ma poi si lasciano perchè lei si scopre lesbica, questa impossibilità a comunicare, e a comprendersi che Lee sottolinea in maniera magistrale forse è la vera causa in cui uomini e donne spesso non sono capaci di comprendersi, ma c'è anche di tutto, c'è il ribaltamento della situazione in azienda, in cui il capo cerca di rovinare la reputazione di John, prima dando notizie false sul suo conto, poi congelandogli il conto in banca, l'imbroglio, la corruzzione, ed è proprio per questi motivi che lui si sottopone come oggetto sessuale per guadagnare.

mercoledì 21 settembre 2011

Jungle Fever

Lui Flipper, lavora come architetto in uno studio, lei Angie è la sua nuova segretaria, lui ha una moglie e una figlia ed è felicemente sposato, lei  è fidanzata con un ragazzo sensibile, lui è un nero, lei è bianca, lui è...insomma avete capito no? NO? Spike Lee dirige un film sottolineando come i pregiudizi razziali sia dei bianchi che dei neri possono influenzare i rapporti tra le persone, sembra quasi che voglia dirci che non è possibile la comunicazione tra bianchi e neri, e lo fa, nella maniera più spiccia e sincera possibile, a mio avviso non è un film razzista, ma al contrario, tramite questo rapporto occasionale se vogliamo chiamarlo così i nostri protagonisti non hanno nessuna intensione di disturbare le rispettive situazioni, forse perchè sono incuriositi l'uno dall'altro, forse perchè si domandano come sarebbe stare con una persona differente da loro in tutto e per tutto, è un momento, una scintilla, vissuta con calore, ma le cose non andranno come hanno previsto loro, ben presto Flipper, si confiderà con l'amico, e lo dirà alla moglie, che lo farà sapere alla moglie di flipper, che lo caccia di casa e vuole il divorzio, anche la famiglia della ragazza lo viene a sapere e dopo averla picchiata la cacciano di casa, e i due si ritrovano a condividere un appartamento che rimarrà semivuoto.
Il loro non è amore, ma solo curiosità, una novità, un avventura, e per quel piccolo istante due anime anche se appartengono a due diverse culture si sono ritrovate, non importa per quanto tempo, non importano i pregiudizi, o altre cosa, importa solo questo, anche se saranno proprio i pregiudizi, legati anche alla cultura soprattutto delle origini italiane e della famiglia di Angie e sono così radicate che è impossibile per la ragazza portare avanti  il rapporto, se mai c'è stato un rapporto, non che Angie sia razzista, anzi tutt'altro, la sua con Flipper è stata un evazione dalla realtà che la circondava tutti i giorni, ma c'è anche lo storico fidanzato di Angie, Paulie, un bravissimo John Turturro, sensibile, dolce che è innamorato di una insegnante di colore Orin che va nel suo emporio ogni mattina a comprare delle riviste, Paulie, è continuamente tormentato da un padre eternamente legato alla moglie defunta, che è violento e razzista, non appena si accorge che Angie è interessata ad un altro cerca di ricominciare con Orin, ma le cose anche per lui non andranno bene, alcune persone che frequentano il suo emporio lo picchiano per strada perchè è innamorato di Orin, che lo accoglie in casa quando lui si presenta malconcio per essere stato picchiato mentendo di essere caduto dalle scale.
Un film in un certo senso spietato nel mettere in luce l'intolleranza razziale persino degli stessi capi dello studio di flipper dove l'unico uomo di colore che ci lavora è lui, e che ancora dopo tanto tempo gli negano di essere socio.
In conclusione uno dei migliori film di Spike Lee, da avere anche per osservare e riflettere che nonostante siano passati secoli ancora l'intolleranza razziale è sempre presente.
DA COLLEZIONARE.

Ritorno a Brideshead

Charles e Sebastien sono due amici che frequentano l'università, ma Sebastien è alcoolizzato e in più è omosessuale segretamente innamorato di Charles il quale è del tutto inconsapevole delle reali inclinazioni dell'amico, e si innamora di sua sorella Julia, ma a causa della fervente religione della madre verso la quale i figli sono sottomessi a una rigida disciplina, non possono sposarsi perchè lui è ateo, e la ragazza deve sposare un cattolico, così è deciso dalla madre e così si farà, Sebastien, quando scopre l'amico parlare con la sorella e baciarsi entra in una crisi profonda, e dopo il viaggio a venezia ritorna a casa, le cose si complicano ulteriormente quando la ragazza sposa un altro uomo.
Un ottimo film, tratto dal romanzo di Evelyn Waugh, scritto nel 1945 da cui agli inizi degli anni ottanta è stato tratto anche un serial televisivo e che mette in luce, i limiti, e le contraddizioni, di una ceca fiducia verso una religione che non lascia spazio alle persone di vivere una vita vera, ma anche di sbagliare, di confrontarsi, di amare, esiste solo una religione, e solo a quella dobbiamo dare ascolto, la madre dei ragazzi Julia e Sebastien, è una donna fredda, che tratta i figli come marionette, non gli fa avere una vita propria, tutto deve essere giostrato e diretto da lei è interpretata da una straordinaria Emma Thompson mai così intensa e sconvolgente, riesce ad interpretare il suo ruolo di donna legata alle tradizioni e al suo mondo con un controllo da rasentare la perfezione, e a lei va il grande merito di aver costruito questo personaggio di donna non crudele, ma strana, incomprensibile, e la sua è la migliore interpretazione tra gli attori del film, le corre dietro Ben Winshaw, il quale da al suo Sebastian una sensibilità e una sofferenza che colpiscono, il personaggio più solare è senza dubbio la Julia di Hayley Hatwel, che non sfigura affatto in mezzo a questi due istrioni, Mattew Good le corre dietro dando spessore a un personaggio che è la voce narrante della storia, quella che dal di fuori entra nelle loro vite e le osserva all'inizio intimorito, ma poi con uno sguardo razzionale rispetto agli altri.
Da collezionare.

Suspiria

Primo film di una trilogia dedicata alle tre streghe più sanguinarie di tutti i tempi, chiamate anche le tre madri.
Suspiria è uno dei film più inquietanti e spaventosi mai girati, sin dalla colonna sonora firmata dai Goblin che è un avanzare delle stesse note mischiate a dei sospiri che fanno accapponare la pelle, ma veniamo al film in questione.
Susy Banner è una giovane ragazza che è andata a Friburgo per perfezionare i suoi studi di danza, ma al suo arrivo viene colta da una pioggia torrenziale, che le impedisce di prendere un taxi, ci riuscirà dopo aver visto una donna apparire e scomparire, al suo arrivo a scuola, dalla porta principale appare una ragazza che parla con qualcuno, ma che per il rumore dell'acqua non riesce a capire bene cosa dice la giovane, ma da subito nella scuola si respira un aria sinistra, e una persona comincia a compiere dei delitti, molte studentesse vengono trovate uccise, chi saranno mai? E chi è l'autore dei delitti? Ma Susy non sa che la scuola non è una semplice scuola di danza, è la dimora di una strega mater suspiriorum, che la fece costruire per poter agire indisturbata e insegnare le arti occulte, la scuola di danza serviva come copertura anche se la danza veniva insegnata davvero.
Susy viene colta anche da dei disturbi, perciò il medico per farla riprendere le prescrive una dieta.
Un film leggendario, un opera entrata nella storia del cinema e che riesce a dare la pelle d'oca nonostante siano passati ben 34 anni, e se li porta bene gli anni, perchè nonostante lo spargimento di sangue, con l'atmosfera riesce a far rabbrividire anche grazie alla fotografia - fu uno degli ultimi film girati in tecnicolor - che viene a tutt'oggi ricordata perchè alcune inquadrature spaventano sul serio gli spettatori, anche grazie ai colori molto vividi, ma il bello è che la paura che è tutta psicologica, viene data oltre alla fotografia e dalla colonna sonora che evoca il senso di minaccia, e c'è anche un mistero da risolvere, mistero che piano piano Susy scoprirà, non dico altro per non rovinarvi la sorpresa se non l'avete visto.
Da ricordare anche le interpretazioni di Alida Valli, nel ruolo dell'insegnante austera Miss Tanner e Joann Bennet in quelli di Madam Blanc, l'allieva prediletta di mater suspiriorum a cui viene affidata la direzione della scuola di danza.

martedì 20 settembre 2011

Bamboozled

Un film sperimentale, un opera complessa e difficile che è stata uno dei più brucianti flop della carriera di Spike Lee, ma non per questo bisogna sminuire il suo valore, anzi tutt'altro, perchè questo è un film da tenere d'occhio, voi mi chiederete ma perchè? Perchè anche se è girato in digitale ovviamente non tutto in digitale, racconta una storia che veramente lascia di stucco: come la società americana ha sempre visto la gente di colore tramite show chiaramente razzisti che li descrivevano tonti, ignoranti e scansafatiche, il film che è incentrato su un professionista televisivo che nonostante cerchi ma invano di fare approvare i suoi show, non riesce mai a convincere il suo capo un bianco, che finge di apprezzare la gente di colore, ma ha gli stessi pregiudizi di un qualsiasi razzista bianco, nonostante abbia sposato una donna di colore.
Delacroix (Damon Wayans) dopo l'ennesimo rifiuto del suo capo nel presentare programmi dove la gente di colore viene descritta nel modo giusto, ha una brillante idea, quella di ripescare e riportare al successo gli show degli anni trenta dove gente bianca veniva truccata con del colore nero e le labbra rosse e presentavano gente di colore stupida e inetta, ma lo fa soprattutto perchè vuole essere licenziato, e poi spera che lo show dato il contenuto razzista non abbia successo.
Le cose non andranno esattamente come prevede Delacroix, che per questa sua scelta viene criticato persino dalla sua segretaria che si oppone con tutte le sue forze a questo progetto, ma che invano non riesce a fare cambiare idea al suo capo.
Quello che sottovaluta è che questa idea viene accolta alla grande dal suo capo, che salta come un grillo sul tavolo quando gli viene presentato il progetto, e si cominciano a cercare i protagonisti, e li trovano in due clochard che cantano e suonano per strada, lo show li porterà al successo immediato, come anche al suo autore e ideatore, che non si aspettava un successo così improvviso tanto da diventare un programma di culto nel network per cui lavora.
Ma tutto questo ha un prezzo, ci sono delle conseguenze da pagare per aver mostrato così spietatamente la gente di colore se una parte del pubblico approva lo show, un altra parte non lo accetta per il tono così smacchiatamente razzista e poco lusinghiero della comunità afroamericana, ogni scelta comporta a delle conseguenze.
Spike Lee con questo film da spietatamente il pugno nello stomaco all'america più radicale e razzista, forse anche per questo il film è passato quasi inosservato nelle sale, perchè nel raccontare un sogno americano costruito sul dolore di persone che hanno subito l'intolleranza razziale, porta realmente allo spargimento di sangue, perchè ormai i neri non sono più come un tempo, la schiavitù è finita, i bianchi non sono più padroni, anche se vogliono dominare ancora, mi ricorda la scena del capo di Delacroix che dice di capire meglio di chiunque altro i neri, una frase presuntuosa, perchè infondo lui è un bianco come può capire l'intolleranza se non l'ha mai subita?
Ma è anche un atto d'accusa sullo strapotere dei media, su come modifica il pensiero delle persone e le rende meno umane e più dedite a stare davanti a una macchina da presa, ma ovviamente uno dei protagonisti quando ormai ha raggiunto il culmine della sopportazione, e verso la fine si presenta senza trucco, come realmente è, ecco che la gente non lo accetta, si accettano i clichè, le maschere, ma non le persone per come sono realmente, ed ecco che qui il film cambia e mostra tutto il marcio di una società che non ha mai veramente accettato la gente di colore.
Il film termina con un filmato dove ci sono questi spettacolini ripresi in vari film e persino in cartoni animati per bambini, lasciando un messaggio che colpisce allo stomaco e rende impossibile anche solo parlare.
Un film da avere assolutamente, e da far vedere e rivedere per mostrare, ma soprattutto per insegnare il rispetto verso tutti gli esseri umani.


Drive Angry

Un criminale è fuggito dall'inferno, ma per una buona causa, salvare la nipotina da una setta di folli esaltati, che rischia di essere sacrificata a satana, per farlo fugge, anche per cercare di riscattare il dolore per la perdita della figlioletta uccisa da quegli stessi folli che gli hanno rapito la nipotina.
Non c'è nient'altro da aggiungere alla trama, tranne qualche scena d'azione, fuochi d'artificio, effetti speciali e stop basta, peccato che Nicolas Cage arrivi a girare questi film da botteghino tanto per far soldi, che si possono anche attirare il pubblico, e così gira blockbuster su blockbuster, come sono lontani i tempi in cui lavorava con dei registi cult come David Lynch in Cuore Selvaggio, l'oscar porta soldi, fama e a un certo benessere, e a una pigrizia che sembra allontanarsi sempre di più nei confronti della vera recitazione, questo è un peccato, ma di fatto ormai Nicolas Cage (uno dei miei attori preferiti da sottolineare) ormai è uno degli attori più inespressivi capaci di far film solo per soldi, mi mancano le sue scelte coraggiose, come quando fece Via da Las Vegas, suo ultimo film davvero da ricordare o anche face/off con John Travolta, dove veramente dava un ottima prova di recitazione.
Per quanto riguarda Lussier, oltre a citare e ricitare i soliti noti registi come Tarantino e Rodriguez, non da l'impronta originale al suo film, che invece nelle mani dei precedentemente citati sarebbe diventato un piccolo cult, l'unico attore che mi ha colpito in tutto il cast è senza dubbio William Fitchner nel ruolo del contabile che cerca Milton (Cage) per riportarlo all'inferno da dove è scappato, se la cava anche Amber Heard, notate la scena di quando pesca il suo fidanzato a letto con un altra, anzi segnatela, perchè è la scena migliore del film.
Un film che passa e va...guardatevelo per passare tempo ma nient'altro.

venerdì 16 settembre 2011

S.O.S - Summer of Sam - Panico a New York

Spike Lee dirige il suo primo film con un cast di attori prevalentemente bianchi, e ispirandosi a un fatto realmente accaduto dirige Summer of Sam panico a New York, il cast per il film vanta nomi altisonanti, John Leguizamo, Adrien Brody, Mira Sorvino, Jennifer Esposito e tanti altri, tutti bravissimi.
Spike Lee, invece di percorrere la strada facile del thriller in cui si deve svelare l'assassino, intraprende la strada più rischiosa, quella drammatica, in cui le vite di un gruppo di persone sono improvvisamente scuotate dalla presenza di un assassino che terrorizza e minaccia la loro comunità; l'assassino è ossessionato da un cane che dice riesce a parlargli e lo induce all'omicidio, per prima cosa agisce sempre di notte e uccide delle coppiette che magari stanno in intimità tra di loro o parlano insieme. Le cose peggiorano quando agisce nel quartiere italoamericano, in cui il boss di quartiere comanda ai suoi scagnozzi di scoprire chi è questo assassino e di portarglielo, nello stesso frangente, ci sono le vite degli abitanti del quartiere, Vinny, un impenitente donnaiolo, a cui piace andare in discoteca e a ballare Dionna sua moglie che lavora in un ristorante gestito dal padre, Richie, un punkettaro che fa spogliarelli gay e anche qualche lavoretto extra e i loro amici.
Naturalmente viene messo in primo piano anche l'intolleranza e il sospetto senza ovviamente avere nessuna prova a riguardo, o anche non conoscendo nè chi sia il colpevole, nè come reagisce nulla, e viene proprio preso di mira Richie a causa del suo aspetto e del suo essere fuori dagli schemi rispetto agli altri soprattutto da alcuni ragazzi del quartiere che lo considerano fuori di testa.
Summer of Sam è l'opera matura di un regista che sa cosa vuole ma soprattutto sa come raccontarlo alla gente, musiche scintillanti, ritmo incalzante, e inquietudine che cresce ad ogni inquadratura, destabilizzanti i movimenti della mdp quando il cane abbaia o Sam che viene ripreso sempre di spalle si sbatte la testa al muro, ci sono momenti di vero panico per lo spettatore, ma sono brividi che pur non essendo terrorizzanti hanno il pregio di incatenare l'attenzione sullo schermo e questo dall'inizio alla fine, facendone un piccolo cult che per alcuni può essere considerato un capolavoro.


mercoledì 14 settembre 2011

La Guerra dei Mondi

Spielberg si cimenta nel remake e fa una personalissima versione di un classico del cinema - se riesco a trovarlo lo guardo e lo recensisco - la guerra dei mondi, e lo aggiorna ai nostri giorni, protagonista Tom Cruise, padre divorziato, che per un week end si vede costretto a prendersi cura dei suoi figli, visto che la moglie va in viaggio con il suo nuovo compagno.
L'incipt è favoloso, si vede una piccola sfera da cui si nota anche la terra, quando si entra nel pianeta terra arrivano gli uomini, si vede la nostra quotidianietà normale, con le nostre routine, le nostre nevrosi, all'improvviso l'invasione, è quello che succede a questo giovane padre che si vede da un momento all'altro all'inizio delle grosse nuvole grigie con del vento che va contromano, poi ci vuole vedere chiaro, e va in città, quando scopre che una navetta ha letteralmente distrutto una chiesa e un palazzo vicino compresa la strada fa di tutto per salvarsi la vita, è scioccato, il cuore gli pompa a mille, no a diecimila, da quel momento decide che la priorità è prima di tutto capire cosa diavolo succede, poi salvarsi la pelle e salvarla anche ai suoi figli, comincia a guardarli in modo diverso, dal modo strafottente che prima teneva, è un padre impaurito, che cerca di dare conforto e di tenere tranquilli i figli, ma soprattutto di tenere unita la famiglia, perchè con un casino del genere non si sa mai cosa può succedere.
Tom Cruise è straordinario nel suo ruolo ma altrettanto brava è Dakota Fanning, che si trova sempre a suo agio nei film in cui fa il ruolo della figlia e deve recitare con una star che le fa da padre, altrettanto bravo è il ragazzo che le fa da fratello maggiore e che è più bravo a tranquillizzare la bambina del padre, dato che ci vive insieme.
Azione, Brivido, paura, sono questi gli aggettivi che mi vengono in mente quando guardo questo film, che a differenza di incontri ravvicinati del terzo tipo e dell'originale, vuole incutere i timori del post 11 settembre, ma ora parliamo degli alieni, questi alieni che vengono ad invadere il nostro pianeta, cosa cercano? Cavie da laboratorio oppure vogliono ucciderci? Il fatto è che si sta svolgendo una guerra e come in tutte le guerre gli uomini devono combattere contro un nemico che non conoscono, ed è ancora più subdolo di loro stessi, e lo devono fare per salvare il pianeta, ma soprattutto loro stessi, riusciranno nel loro intento?
In conclusione un ottimo film che mette in luce non sentimentalismi non posso paragonarlo con l'originale perchè non l'ho visto, ma chissà magari tra queste pagine ci sarà posto anche per lui un giorno.
Gustatevelo.

La 25a Ora

Monty è uno spacciatore di New York, con una percuisizione è stata trovata a casa sua un ingente somma di denaro e in più un chilo di eroina, quanto basta per finire in prigione, e ci sono sette anni che lo attendono, deve stare al fresco, e ha un solo giorno di tempo per rivedere la sua vita, in questo lasso di tempo rivede i suoi rapporti  con il padre, la fidanzata - di cui sospetta abbia fatto la soffiata ai poliziotti - e infine gli amici, un broker e un timido insegnante innamorato della sua allieva minorenne, riuscirà a fare i conti con la sua vita e magari dargli una svolta in questo breve lasso di tempo.
Spike Lee dirige il suo capolavoro, la 25a ora è l'opera matura di un autore che si appresta a crescere e a prendere qualsiasi storia per personalizzarla come meglio crede - e già successo con SOS Summer of Sam prossimamente in questo blog - ma qui va oltre lo script scritto dallo stesso autore del romanzo da cui è tratto il film David Benioff che lascia a Lee il ruolo di regista della pellicola che è prodotta da Tobey Maguire, precedentemente interessato a interpretare Monty, ma poi a causa di Spiderman vi ha rinunciato, al suo posto c'è un sorprendente Edward Norton, un grandissimo Edward Norton, in una delle sue prove più drammatiche e riuscite, non sono da meno anche le interpretazioni di Rosario Dawson, Brian Cox, Barry Pepper e il sempre bravissimo Philip Seymour Hoffman.
Lee ha scelto un cast di eccezionale talento, non c'è dubbio.
Dall'incipt all'epilogo il film è un susseguirsi di situazioni e drammi che scandiscono come un orologio il tempo che passa, i rimpianti, gli amori, un opera talmente ispirata e sentita che colpisce dal  profondo. Qui trovate il famoso monologo di Monty, che precedentemente incazzato con il padre comincia a prendersela con il mondo intero per quello che gli è successo, ma alla fine capisce che l'unica persona con cui può prendersela è se stesso.
Tra le scene migliori oltre quella del monologo cito quella di quando Monty chiede a Frank di pestarlo a sangue prima che venga imprigionato, e poi l'illusione del padre attraverso una immaginaria fuga vorrebbe che il figlio cambiasse nome, vita, diventasse un altra persona per fuoriuscire dal giro e dal casino in cui si è messo. Nella sera prima del suo arresto, durante la festa succede di tutto, il professore Jacob (Philip Seymour Hoffman) dopo che la sua allieva (Anna Paquin) ci ha provato con lui per avere un voto migliore in pagella riesce a baciarla sulle labbra evidentemente perchè è ubriaco non è lucido, lo scontro che questi ha con Frank (Barry Pepper) perchè crede che Naturelle (Rosario Dawson) voglia stare con Monty per i soldi, ma è solo la paura per l'amico che se ne va, e vengono fuori piano piano, man mano che il tempo passa fino a quando non esplodono nella scena del pestaggio voluto da Monty per evitare guai più grossi in galera.
ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE.

martedì 13 settembre 2011

Scegli la Rassegna cinematografica per Novembre

Ho deciso che la rassegna di novembre la decidono i lettori de la fabrica dei sogni chi volete che approfondiamo tra le nostre pagine

Dario Argento















Wes Craven


















George Romero














Tre autori horror per eccellenza, a me personalmente per ora ho voglia di brividi, di terrorizzarmi, quindi mi piacerebbe fare una rassegna su un autore horror che ha fatto la storia del cinema, quale autore horror volete che sia il protagonista tra le pagine de la fabrica dei sogni per novembre?
A Ottobre ho scelto Cronenberg perchè esce il suo nuovo film, ma a novembre l'autore lo scegliete voi si vota fino al 31 ottobre.

lunedì 12 settembre 2011

Star Trek

JJ Abrams ci riprova, dopo aver diretto il terzo capitolo della versione cinematografica di Missione Impossibile ecco che si appresta a dirigere la versione cinematografica di Star Trek, versione che direi spettacolare, ed è anche stata una sorpresa, all'inizio quando è uscito al cinema ho storto il naso, ma mi sono ricreduta, non ha svecchiato la serie, ma l'ha rinnovata partendo dagli inizi e secondo me è stata una grande idea, anche inserire un cast di giovani attori ha dato una maggiore attenzione verso il pubblico dei giovani, centrando il bersaglio.
JJ Abrams fa il suo omaggio a una delle serie tv più longeve di tutti i tempi dando il suo personalissimo punto di vista.
Lo script sottolinea all'inizio il rapporto semiconflittuale tra James T Kirk e il dottor spock vulcaniano che si è unito agli umani perchè ormai del suo pianeta non resta niente, l'incipt è favoloso, è la nascita del capitano Kirk, il cui padre per salvare la navetta rinuncia alla sua vita, e si lancia in un attacco suicida contro la Narada  fino a quando Kirk non diventa grande, entra in accademia ma sospettato di aver imbrogliato a un test gli viene vietato di salire a bordo, con un pretesto riesce a salire dopo aver scoperto che Nero minaccia ancora il loro mondo, sarà una lotta tra Spoke e Kirk, che non lo ritiene respondabile ancora per quel lavoro sottovalutando che il giovane può essere di enorme aiuto per la riuscita della missione, ma sarà proprio Kirk a dover affrontare il nemico per salvare la vita degli umani che è in pericolo ci riuscirà?
Ritmo incalzante, avventure mozzafiato, effetti speciali e trucco straordinari , JJ Abrams alla regia direi che è la  ciliegina sulla torta, riesce a dirigere con pugno di ferro un cast di giovani attori che danno il loro meglio ad ogni fotogramma e si nota subitissimo.
Cosa dire altro dire? Andate a vederlo.

Clockers

Martin Scorsese rinuncia a dirigere Clockers e dietro la macchina da presa chiama Spike Lee, film ingiustamente snobbato al botteghino ma che risulta essere una chicca per cinefili, Scorsese ovviamente produce.
Il mondo è quello degli spacciatori di crack, chiamati clockers e delle persone che gravitano attorno a loro, il protagonista è Ronald detto Strike, che lavora per Rodney Little, proprietario di un negozio in cui gestisce sottobanco il traffico di droga, le cose si complicano quando a Strike, per promozione gli viene offerto il lavoro di uccidere il gestore di un fast food che fa la cresta a Rodney, e sarà Victor fratello di Strike ad autoaccusarsi dell'omicidio, ma a differenza di Strike Victor è un uomo onesto, con un lavoro pulito e famiglia, nessuno crede a Victor sospettando che voglia coprire il fratello, ma è davvero così?
Le cose diventano ancora più difficili quando un bambino si unisce a strike prendendolo come modello, sia di comportamento sia per quello che fa come spacciatore, ed ecco che qui per Strike le cose cominciano a modificarsi anche perchè la madre del bambino non vuole assolutamente che il figlio stia accanto a Strike, per non rovinarlo e ha tutte le ragioni, quel bambino sarà per lui un motivo in più per rivedere la sua vita, se in un primo momento lo prende sotto la sua ala, poi decide dopo che la madre lo minaccia di allontanare il bambino da lui e dal suo mondo, di non fargli prendere la sua stessa strada, e di salvarlo in un certo senso, ma il bambino non ascolterà nessuno dei due, nè la madre nè Strike, fino a quando per proteggere Strike commetterà un omicidio davanti a tutti, ma è solo una conseguenza di ciò che ha scelto.
Tratto dal romanzo di Richard Price, e diretto magistralmente da Spike Lee, il film è una critica spietata al mondo gangsta rap imperniato di droga e violenza di alcune persone di colore e sottolinea le loro contraddizioni, avvolte ci sono anche persone di colore oneste, che studiano e mettono su famiglia, e viene sottolineato anche dal rifiuto della famiglia di Strike di rifiutare i suoi soldi per fare uscire Victor dal carcere, perchè non sono soldi sudati, ma soldi guadagnati con il sangue di tante persone, quindi è giusto rifiutare, ma è anche onesto, alla fine sarà proprio la madre di Strike a chiarire chi è effettivamente l'omicida, di più non dico per non rovinarvi la sorpresa, comunquesia il film è supportato da un cast di eccezzionale bravura tra cui spicca Delroy Lindo, Harvey Keitel e John Turturro, quest'ultimo presenza quasi fissa nei film del regista afroamericano.
ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE.

Lola Darling

Spike Lee esordisce con una commedia, e che commedia.  Si comincia a notare lo stile metropolitano di Spike Lee, uno stile asciutto e sincero che ritroveremo in parecchi titoli: così racconta una storia di neri di Brooklyn.
Protagonista è una donna Nola Darling (In italiano viene tradotto in Lola e messo nel titolo...) divisa dall'amore di tre uomini che lei sinceramente ama, ma è un amore diverso il suo: perchè generalmente una donna normale sceglie un uomo, eppure lei decide di amarli tutti e tre perchè insieme rappresentano tutto ciò che lei desidera e tutto ciò che lei vuole.
Spike Lee dirige il film come un simil documentario, intervistando i protagonisti della vicenda; da Nola, al padre (interpretato dal padre di Spike lee) all'amica lesbica, fino ai suoi uomini, che raccontano se stessi e viene da pensare perchè lei li abbia scelti. Il bravo ragazzo, Jamie  il modello Greer e il fannullone (Mars Blackmon interpretato dallo stesso Lee che diventerà un icona presso gli afroamericani) che va sempre in bici e si veste come un rapper.
Intelligentemente Lee non tocca mai il melodrammatico, o il sentimentalismo, ma fa vivere allo spettatore quasi fosse partecipe alle loro interviste i sentimenti, le vite, le storie, il che è un punto a suo favore soprattutto perchè riesce a toccare il cuore in modo spiccio pulito, e non ti viene mai in mente di giudicare i personaggi nel modo sbagliato anzi, cerchi di capirli, di capire la loro psicologia, direi che è un film non d'amore, ma su una donna che fa una scelta, amare tre uomini, e come la vedono gli uomini questa sua scelta? Alla fine sarà proprio lei, la nostra protagonista a raccontare come mai della sua scelta.
Un brillante esordio alla regia, che lascia letteralmente conquistati. Si nota da subito il talento di Lee, e la sua sensibilità nei confronti di Nola, forse per questo il film risulta intenso e notevole.
Assolutamente da non perdere.

domenica 11 settembre 2011

Dogtooth - Kynodontas

Fa male vedere degli esseri umani ridotti a macchiette, a delle larve umane psicologicamente parlando, come animali ammaestrati, incapaci di esprimere un loro parere o usare la loro testa, quando succede, ci sono punizioni esemplari che rasentano la tortura psicologica, il film imperniato di un masochismo assoluto rende quasi patologico il rapporto tra genitori e figli, quasi come fosse una caricatura dell'istituzione familiare, quelli non sono figli, sono degli uomini abortiti, che non conoscono il mondo al di fuori del recinto di casa, ma non è colpa loro, la colpa è dei genitori che daccordo tra loro inducono ai figli una educazione patologica, ma in modo che non se ne accorgono della sottile violenza che esercita l'autorità genitoriale.
Durante la visione ti viene di pensare, questi sono schizzati, sono fuori di testa, non sono affatto normali, perchè non si possono tenere i figli rinchiusi dentro casa, ma anche se c'è dell'assurdo - beh per delle persone normali non è normale questa cosa - ti chiedi come mai, cosa è successo? Perchè? Ma sono tutte domande che non avranno risposta, forse è anche giusta la scelta di Lantymos di non dare nome ai personaggi, perchè personaggi del genere sono anonimi, vuoti, e così come è anonimo e vuoto il loro mondo.
L'educazione - Terribile, davvero terribile, dallo stravolgimento delle parole, fica - lampada, telefono - sale zombie - fiori gialli, a dei giochi strani che fanno tra loro per vedere chi è più bravo, l'unica persona che può entrare nel loro mondo è Christina - che deve esplicare le necessità sessuali del figlio maschio, necessità al quale le donne sono bandite, come lo è la madre per il marito, esplica le necessità sessuali non fanno l'amore, fanno solo sesso, l'unico che può uscire di casa è il padre per andare a lavoro, christina viene bendata per non far conoscere l'indirizzo di casa.
Le Trasgressioni - è normale trasgredire in un contesto familiare simile, ma guai a chi viene pescato a farlo, le punizioni sono esemplari, e non vengono puniti solo i figli, ma anche chi entra in casa e da loro motivo per trasgredire alle dure leggi paterne.
Il mondo esterno - E' completamente bandito, gli unici protagonisti sono i familiari, niente musica, niente film apparte qualche filmino familiare e dischi che piacciono ai genitori.
Un film lacerante, che non lascia spazio per la speranza, anzi forse si, comunque fa soffrire e tanto perchè i figli sembrano accettare passivamente quel mondo ma forse non è così infatti il padre ha detto loro che potranno uscire solo quando cadrà loro il dente canino, e sarà questa la chiave che salverà la figlia maggiore, si toglie il canino e si chiude nell'automobile del padre, e sarà lui che inconsapevolmente la farà uscire di casa.
La cosa tremenda di questo film è che pur di salvare il proprio nucleo familiare, le proprie leggi si arriva persino a commettere incesto infatti una volta che Christina ha fatto trasgredire i figli dando delle videocassette viene bandita e sarà la maggiore ad esplicare al posto di Christina le necessità del fratello.
In conclusione, un film terribile, impressionante doloroso come pochi altri, ma anche capace di destabilizzare lo spettatore, è disturbante assistere alla visione di questo film, ma allo stesso tempo si rimane sbalorditi dal talento di questo giovane regista, che spiattella in faccia allo spettatore scena per scena, sicuramente ha imparato bene la lezione cinema da un altro regista disturbante Michael Haneke.
IMPERDIBILE.

sabato 10 settembre 2011

Bad Teacher

Se cercate una commedia strampalata, incredibilmente fuori di testa, ma che fa divertire un mondo Bad Teacher è la commedia che fa per voi, interpretato da un inedita quando intrigante Cameron Diaz, che è la temibile insegnante di una scuola che si vede costretta a rimanere quando il fidanzato decide di mollarla invece che sposarla, con accanto la madre, così manda in fumo i suoi progetti idilliaci, di lasciare la scuola e fare finalmente la moglie, viaggiare, passare più tempo per fare altro, così col nuovo anno scolastico che incombe, decide  di fare A MODO SUO, per il  suo turno invece di far lezione fa vedere dei film ai suoi alunni, ma non solo, fuma marjuana, beve, e attira le attenzioni di una insegnante integgerrima o quasi.
Il film è una divertente parodia del politically correct, dove sono tutti o quasi succubi del fascino luciferino di questa insegnante, ma quando le cose con quella che tenta di metterle i bastoni fra le ruote cominciano a complicarsi ecco che fa finire di fare la ricreazione ai suoi allievi e si comincia a LAVORARE SUL SERIO, si ripulisce e dimostra di che pasta è fatta, nonostante quella insegnante non cambia mai opinione su di lei.
Jake kasdan dimostra di saper stare dietro la macchina da presa e di inculcare nello spettatore il senso di divertimento che non ci lascia mai, ovviamente a Cameron Diaz va il merito di essere una mattatrice, e lo spirito goliardico che l'ha resa famosa negli anni novanta non è cessato anzi è migliorato, resta comunque un grande merito perchè nelle mani di qualsiasi altra attrice il personaggio non sarebbe stato credibile, invece lei lo rende intrigante, sconcio, politically scorrect eppure entra così in simbiosi con lo spettatore  da renderlo irresistibile, stendiamo però un velo pietoso per Justin Timberlake, non è proprio credibile nei panni dell'insegnante pulitino, e non sa recitare proprio, che ritorni a fare la popstar per ragazzine è meglio, e per finire, se volete, dopo aver letto la mia recensione andate a vederlo, poi mi dite se vi è piaciuto o meno.

Solomon Kane

Un buon film, di certo non un capolavoro, ma che ha il pregio di non annoiare, nonostante ci sia di mezzo l'avidità, la redenzione, e infine l'eterna lotta tra il bene e il male che il nostro eroe deve affrontare.
Beh, script scritto bene, tratto dal romanzo di Robert Erwin Howard, che mescola fantastico, avventura e magia, non sono molti i film odierni che mescolano tanti ingredienti e rendono avvincente il film, che riesce a catturare e a conquistare.
Solomon Kane da crudele mercenario riesce a redimersi dopo aver incontrato un demone e aver combattuto faccia a faccia con lui, quando questi ha eliminato la sua ciurma davanti ai suoi occhi, Solomon riesce a sfuggirgli, ma il demone gli promette che non gli sfuggirà a lungo, la strada per la sua redenzione la troverà grazie a una famiglia normale in cui più avanti verranno uccisi tutti , tutti tranne Meredith, la figlia più piccola, e sarà proprio Meredith la chiave per la sua salvezza.
Il film inoltre ha diversi flashback che raccontano la storia di Solomon Kane prima che diventasse mercenario, da bambino, i suoi rapporti difficili con il padre, l'incidente con il fratello, la sua fuga verso una vita errante e pericolosa, fino alla redenzione.
Avventura, azione, tensione, sono questi gli aggettivi per descrivere Solomon Kane, ripeto è un buon film, che diverte cattura e riesce a conquistare, e la piccola strega, è un personaggio chiave che poi servirà anche per ricostruire il suo passato e i suoi rapporti con la famiglia, ricostruire i rapporti non proprio, ma serviranno anche a fargli capire quali sono stati gli eventi che hanno portato al disfacimento della sua famiglia, centra la strega? Ottima domanda.
Il punto chiave del film, che è poi quello che me lo ha fatto apprezzare è la forza di rivedere se stessi e redimersi per poi salvare non solo le persone che stanno vicino a noi, ma anche noi stessi.

2001 Odissea Nello Spazio

Uno dei capolavori massimi della storia del cinema, il padre della fantascienza moderna, un opera complessa e articolata che si fa fatica anche a scrivere una corretta recenzione, ci provo io, prendendo le parole più semplici che si possano immaginare, sperando di dare il mio meglio.
Dimenticate i mostri, gli alieni in stile anni cinquanta e sessanta, 2001 Odissea nello spazio è un film che va oltre tutto ciò, già dall'incipt in cui delle scimmie sono accanto a un granito di un materiale sconosciuto e iniziano a urlare come matte, finchè una di loro lancia un osso, un osso che poi nella straordinaria scena che si sposta nello spazio profondo, con le musiche di strauss, i suoi famosi valzer veniamo catapultati in un altro spazio, in un altro mondo, in un altra vita, sembra di assistere a una sinfonia strettamente legata alle immagini, quasi come fossero un tuttuno, e in quel tuttuno che è ambientato il nostro viaggio, perchè quegli astronauti siamo tutti noi, che viaggiamo, ci spostiamo per trovare vite, segreti, misteri, che forse non riusciremo mai a capire in profondità.
Kubrick si spinge oltre, sfidando il suo pubblico, lo sfida e vince, all'uscita sono stati in pochi a capirlo, in effetti non è affatto un film semplice, e proprio in questo sta il segreto di 2001, forse anche perchè c'è della filosofia in questo film, che è l'essenza stessa dell'uomo e forse anche della vita.
L'evoluzione umana, l'esplorazione verso terre sconosciute, la ricerca, le macchine che sembrano essere perfette, ma che in realtà non lo sono vedi il robot Hal 9000 che va in default, e così l'uomo che per Hal 9000 è imperfetto deve contare su se stesso per potersi liberare, ma anche Hal 9000 è stato fatto dall'uomo per questo non è perfetto, perchè a questo mondo nessuno è perfetto, il misterioso oggetto che viene dallo spazio resterà un mistero, forse perchè il segreto è infondo al nostro cuore, o forse non c'è dato di saperlo, l'unica cosa che so e che mi viene in mente sono le straordinarie immagini del film, immagini oniriche, surreali, come l'ultimo viaggio dell'astronauta in cui si dice che Kubrick la girò sotto l'effetto dell'lsd, se così è stato  direi che (ovviamente senza giustificare l'uso di droghe) ha compiuto uno straordinario lavoro, compresi gli effetti visuali e sonori, sembra davvero di star facendo un trip. Odissea nello spazio è un film da avere assolutamente, da vedere e rivedere, infinite volte perchè non si può assolutamente perdere. CAPOLAVORO ASSOLUTO.

venerdì 9 settembre 2011

Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare

E ritornano le avventure dei pirati dei caraibi, per il terzo capitolo dovranno trovare la fonte dell'eterna giovinezza, e Jack Sparrow, personaggio ormai divenuto icona da un Johnny Depp ormai simbolo del cinema mainstream, con la sua ciurma dovrà realizzare la sua ennesima impresa e avventura questa volta scortato dalla sensuale bellezza di una sua antica fiamma, Angelica, che deve aiutare suo padre vittima di un antica maledizione.
La Regia di Rob Marshall dona nuova luce al prodotto, ma non lo rinnova, comunquesia il film che pur essendo un quarto episodio svecchia la serie, e ci riesce molto bene direi, ormai è il solito franchise preconfezionato dalle majors, che nonostante riesce a catturare lo spettatore lascia un sapore stantio, soprattutto per quanto riguarda la recitazione degli attori, se da un lato il cast tecnico fa un buon lavoro, quello degli attori è ormai stanco, stanco di indossare gli stessi panni, Johnny Depp su tutti non è in forma, e lo si nota parecchio che ormai i vestiti di Jack Sparrow gli stanno stretti, ormai lui a quasi cinquant'anni interpreta un personaggio disney per bambini, è molto lontano dal Johnny Depp che rischiava da giovane e sceglieva i ruoli col cuore, dandoci l'anima e un profilo recitativo di tutto rispetto, ed è proprio questo Johnny Depp che mi manca, quell'attore capace di fregarsene della fama e del successo pur di interpretare film, l'attore, l'interprete e l'artista che era una volta, e che ormai è divenuto l'ombra dell'attore che ho conosciuto e ammirato, Penelope Cruz è la novità di questo episodio, e nonostante cerchi di dare il meglio di se, si nota una certa fatica per sostenere un film da sola, quello che se magna tutti quanti è ovviamente Geffrey Rush, che non perde mai la sua bravura in nessun film.
Un film divertente, nonostante tutto, nonostante la nota dolente su Johnny Depp, sperando che scelga copioni migliori incrocio le dita nell'attesa, se ve lo volete vedere vedetevelo, però non è che sia memorabile  eh? Tanto per passare il tempo.

giovedì 8 settembre 2011

X-Men Le origini - Wolverine

Non un nuovo capitolo della serie X-Men, ma uno spin-off che narra la storia di Wolverine, ovvero Logan, il mistero della sua mutazione e cosa più importante il motivo in cui il suo corpo è ricoperto di adamantio.
Si scoprirà che è stato tratto in inganno da William Stryker che lo userà come cavia da laboratorio, ma il film parte a ritroso nel tempo è inizia a fine ottocento, quando ancora bambino, non viene compreso dalla madre a causa dei suoi poteri e che uccide colui che ha sempre creduto il patrigno, scoprendo che in realtà il suo vero padre, ed ha un legame speciale con il fratello Victor,che sarà per lui motivo di conflitti e scontri lungo tutta la sua vita.
Se Logan tiene a freno i suoi poteri, Victor li usa senza limiti, per questo motivo, soprattutto alla morte di Layla, la sua ragazza, accetterà l'offerta di Stryker, che oltre ad usarlo come cavia, lo vuole usare come arma  e cancellargli la memoria, riuscirà infine a scoprire cosa si nasconde dietro a Stryker?
Il film è un bell'esempio di cinema di intrattenimento, ben fatto, ben scritto, con un protagonista d'eccezzione Hugh Jackman che attirerà anche il pubblico femminile oltre quello maschile, si Wolverine è un film per tutti quanti, e mantiene appiemo le sue promesse che sulla carta risultano appetibili, si scopre così la lunga vita di Wolverine, che parteciperà a molte guerre, e che limiterà i suoi poteri solo per fare del bene, insomma c'è tutto, azione, divertimento, intrigo, vendetta, lotte, tutto quanto che riesce ad incollarvi sulla poltrona, uno spin-off riuscitissimo, che è perfetto per il divertimento, soprattutto perchè è facile identificarsi con il protagonista, che cattura subito l'attenzione degli spettatori, STRAFICO!!!

Uomini di Dio

Le comunità cristiane e musulmane convivono pacificamente in algeria, siamo negli anni novanta, e c'è una certa tolleranza tra gli uomini delle due religioni, così differenti, il film espone l'interrogativo in cui lo spettatore si chiede qual'è il confine che separa la tolleranza dall'odio, e in nome di quale Dio bisogna modificare ciò che la loro buona fede fa verso i fedeli, è giusto o non è giusto salvarsi la vita dimenticando chi ha più bisogno?
Un piccolo film che fa riflettere tanto, ma che insegna il valore della tolleranza, troppo spesso dimenticato dai fondamentalisti, ma anche dagli estremisti, tratto da un fatto realmente accaduto in Algeria negli anni novanta in cui vengono messi a un bivio, restare e rischiare la loro vita per amore di Cristo, o andare via in Francia per salvarsi, indubbiamente per amore di Cristo sceglieranno la prima ipotesi, che è quella più estrema, ma anche quella che da dell'insegnamento ai popoli di tutto il mondo e di tutte le civiltà, quella che narra Dio attraverso la sua bibbia, e, coraggiosamente, attraverso questa scelta difficile riusciranno a comunicare al mondo il valore della loro scelta? E' una domanda che ovviamente resterà senza una risposta, perchè troppo spesso l'uomo decide egoisticamente di salvarsi la vita, piuttosto che rischiarla per salvarne altre di vite, o per amore di altre vite bisognose di cure, di affetto, della mano di un fratello che dia conforto, cose che troppo spesso anche nella chiesa cattolica viene dimenticato, ma quanto vale il valore della tolleranza? Vale tanto, più dell'oro, avvolte la presenza di Dio vale più di mille parole, è questo che ho appreso dopo la visione di questo film.
IMPERDIBILE.

mercoledì 7 settembre 2011

Il Discorso Del Re

Un film d'attori che si concentra solo sulla bravura dei suoi protagonisti che sono entrambi mattatori assoluti, Colin Firth, qui in splendida forma e un sempre grande Geffrey Rush, forse è per questo motivo che i membri dell'academy ne sono rimasti conquistati, eppure anche la sceneggiatura non è male scritta da David Seidler e basata sulla storia vera di Re Giorgio VI che diventa re, una volta che suo fratello Edoardo III abdica per sposare Wallis Simpson, l'incipt è qualcosa di fenomenale che solo un attore preparato sarebbe stato sinceramente naturale proprio come lo è Colin Firth, giustamente premiato con l'oscar, Albert duca di York deve pronunciare un discorso davanti a tutti persino al padre, ma nel momento più bello si blocca, non riesce a spiccicare parola, come rimediare al problema? Ci pensa sua moglie Elizabeth, (una bravissima Helena Bonham Carter) che si reca da un Terapeuta esperto in problemi di linguaggio, Lionel  Loughe, che piano piano, e superando la naturale reticenza del sovrano, riuscirà laddove in molti hanno fallito.
Film dallo stile impeccabile, forse anche troppo, e questo è uno dei limiti per ricalcare il famoso british style, e sembra costruito apposta per conquistare i membri dell'academy, è tutto nel tassello giusto, non manca nulla, eppure una leggera trasgressione sarebbe bastata per farne una pellicola interessante, ciònonostante, i duetti tra il re e Louge restano la cosa più godibile del film e che tiene lo spettatore incollato alla sedia finendo per divertirsi pure, resta il fatto che il lavoro del regista rimane in secondo piano, limitandosi a star dietro ai suoi attori e non esponendosi, non ha fatto altro che mettersi una maschera, dare il punto di vista per un regista avvolte è la chiave per fare un ottimo film, peccato, comunquesia resta una pellicola godibile, che si lascia vedere volentieri, tutto e solo grazie alla bravura dei protagonisti, tutto il resto è la stessa storia che conquista l'academy e basta.

Ragazze Interrotte

Se c'è un motivo per apprezzare Ragazze Interrotte e osservarlo in silenzio lasciandosi trasportare dalle storie di queste ragazza, un po' matte, o forse no, ragazze che hanno qualche rotella fuori posto, che vedono la vita in modo differente da come noi la percapiamo, tratto dal romanzo autobiografico di Susanna Kaysen, e diretto da James Mangold, è l'analisi di come avvolte grazie alla semplicità della vita e all'accettazione dei propri problemi, si nasconde il segreto per la guarigione, e per andare avanti, Susanna questo impara negli anni trascorsi all'ospedale psichiatrico, ed è interpretata da Winona Ryder che è messa un po' in secondo piano dalla strepitosa interpretazione di Angelina Jolie che è al tempo stesso aggressiva e problematica, il suo personaggio Lisa Row è quello che scappa sempre dal manicomio per poi tornare, tra le internate è la più aggressiva, una sociopatica che non ha mai aperto la porta verso la guarigione come ha fatto Susanna, ma al tempo stesso grazie al rapporto con Susanna ne diviene amica prendendo il posto di una ragazza che prima dell'arrivo di Susanna si è suicidata.
C'è poco da dire, L'interpretazione della Jolie è il punto cardine del film, nonostante Winona Ryder accettando il ruolo di Susanna abbia fatto un bellissimo lavoro Angelina Jolie le ruba la scena per la quasi totalità del film, ed è talmente intensa e profonda da non far capire allo spettatore se stesse recitando o faceva sul serio, un interpretazione giustamente premiata con l'oscar, e un ruolo talmente sentito da colpire al cuore, brave anche tutte le altre interpreti, tra cui anche Woopi Goldberg, che è l'unica infermiera che da una mano alle ragazze, è stato paragonato a qualcuno volò sul nido del cuculo, io non sono d'accordo, apparte la trama differente c'è un senso di tristezza e solitudine nel film e soprattutto nel personaggio di Lisa che spezza il cuore. Da Non Perdere.

martedì 6 settembre 2011

Sucker Punch

Partiamo dalla storia, che potrebbe attirare chiunque, dal cinefilo più incallito, a chi vuole passare due orette scarse a svagarsi, troveranno entrambi pane per i loro denti, si perchè Sucker Punch è più di un film fantastico, è un film dove prima di tutto c'è una storia precisa, poi ci sono effetti speciali, e poi intrattenimento a gogo.
Allora cominciamo col dire che è stata una sorpresa questo film primo perchè è girato molto bene per cui allo spettatore già dall'incipt viene facile prendere contatto con i protagonisti, vediamo due bambine, la più piccola viene uccisa dal patrigno, che poi incolpa la più grande di omicidio e la fa rinchiudere per poterla lobotomizzare dopo cinque giorni, e qui entra nella prima realtà, la seconda realtà vede la nostra protagonista come in una specie di bordello di alto bordo, e la terza è una realtà fantasy, fatta di spade, lotte, ed effetti speciali.
Una precisazione, nelle mani di un qualunque regista inesperto sarebbe stata una favoletta da dimenticare, invece Zack Snyder ci prende gusto e già nel cast troviamo Abbie Cornish e Carla Gugino, come co-protagoniste, niente male eh, e sceglie persino una sconosciuta come protagonista Emily Browning, già vista però in Lemony Snychet con Jim Carrey, che dire il film riesce sia a colpire al cuore che ad attirare la vostra attenzione, direi che i presupposti per una visione e successiva collezione per chi ama il genere ci sono tutti no?
La parte migliore? Senza dubbio quella quando il film si trasforma in fantasy e devono trovare le pietre per uscire dall'ospedale psichiatrico, ci riusciranno?

domenica 4 settembre 2011

Transformer 2 - La vendetta del caduto

Che cosa dire se non il solito film giocattolo per incassare soldi? E' quello che ho in mente dopo la visione di quello che gli addetti al marketing chiamano film giocattolo, film di intrattenimento? Nooo meglio altri titoli, film per incassare? Senza dubbio, tutto è portato all'estremo, c'è di tutto e anche di più, forse c'è anche troppo, hollywood è una macchina che fabrica film per fare soldi e senza dubbio Transformer 2 è uno dei titoli che servono per questo scopo, della regia di Michael Bay non ne parlo nemmeno, non è che nel suo curriculum spicca un capolavoro no? No, non ne spicca nemmeno uno, quindi cosa c'è da dire se non delle tette stratosferiche di Megan Fox che è ingabbiata in abiti che le fasciano il corpo come una seconda pelle? L'unico che veramente è bravo è John Turturro, è lì che il film si riprende dalle due ore e passa di lunghezza che sono piuttosto imponenti, ma si sa l'esagerazione è la linea da seguire per certi prodotti di intrattenimento se li vogliamo chiamare così, e così la battaglia tra gli umani e gli alieni con sembianze da robot va avanti, a suon di leggende, colpi di scena che a lungo andare raccontano sempre la stessa storia, la salvezza del mondo e degli umani contro i robot cattivi, ora vi pongo una domanda, a cosa serviva questo sequel se non a inventare miti e leggende che esisono solo negli inventori di questi giocattoli per cui hanno tratto il film?
Alla produzione c'è una faccia conosciuta Steven Spielberg, che in quanto a blockbuster ha qualcosa da insegnare a Michael Bay, se solo si fermasse un momento a imparare a fare cinema...il resto è sempre la stessa solita canzone.

He Got Game

Un film intenso, toccante. Spike Lee dirige nel '98 He got Game e come protagonista c'è Denzel Washington: uno degli attori che hanno lavorato con lui diverse volte. Da Mo Better Blues fino a Malcolm X. E' la storia di un padre che è finito in galera per aver ucciso accidentalmente la moglie, e per aiutare il figlio ad andare in una università, il direttore gli fa una proposta: aiutare il figlio ed accontentare così il governatore che è un gran tifoso del basket, così per farlo uscire il direttore gli da del cibo avariato, in modo da rendere più facile e legale la sua uscita. Dopo, deve riallacciare il suo rapporto con i figli che non sarà affatto facile. Nel frattempo si innamora di una prostituta continuamente malmenata dal suo pappone...
Uno dei migliori film di Spike Lee senza dubbio, che qui concentra l'attenzione sul rapporto genitori figli,  e sul mondo familiare che viene sconvolto da un incidente - involontariamente uccide la moglie durante una discussione - quello causerà il suo arresto per omicidio preterintenzionale. Grandissimo come sempre Denzel Washington, Spike Lee crea un personaggio con cui nasce un empatia, facendo in modo che non lo giudichi superficialmente, ma cercando di farci capire le sue motivazioni, con sguardi attraverso la sua vita quando c'era la moglie; con la sua famiglia; i suoi figli che all'inizio non vogliono avere rapporti con lui, specialmente Jesus il ragazzo che alla fine accetterà l'offerta del padre attraverso anche l'amore per la prostituta. Qui due vite si trovano a confronto, lo stesso accade con Jesus e la sua ragazza, che fa sesso con persone che possono aiutare Jesus nella sua carriera di giocatore, ma è soprattutto il lato umano che colpisce maggiormente lo spettatore. Attraverso i rapporti coi figli che piano piano migliorano, soprattutto quello tra Jesus e suo padre, che si capiranno e alla fine lo perdonerà e accetterà l'offerta dell'università. Alla fine Jake (Washington) scoprirà che si è trattato tutto di un imbroglio, ma l'importante è che il governatore è stato accontentato no?
Un ottimo film consigliatissimo sia a chi piace Spike Lee che a chi si appresta ad approfondirlo.

venerdì 2 settembre 2011

Eagle Eye

Un film che forse averebbe meritato molto più successo di quanto effettivamente abbia ottenuto, nonostante  l'adrenalina non cade mai nel già visto o scontato, potremo definirlo un film Dickiano, e ci starebbe pure, ben scritto, ben recitato, e con tutto questo mi ha conquistata, per il semplice motivo che non è il solito film di fantascienza che tu vedi, ti trastulli per due orette e lo dimentichi, no, certo non è ai livelli di 2001 odissea nello spazio, però fa la sua bella figura, ricco di colpi di scena, e soprattutto ricco di tensione, che non è da poco per un film di fantascienza.
Ci troviamo nelle strade della cospirazione, cospirazione ardita da un computer che avendo ottenuto la sua indipendenza cerca il gemello di un ragazzo che ha ucciso per ottenere la sua definitiva libertà dagli umani, ed ecco che una volta trovato si tratta di Jerry Shaw, fa in modo di dargli compiti attraverso un telefono cellulare, il ragazzo all'inizo rimane stordito, non sa chi lo sta chiamando, mentre la polizia lo identifica come un terrorista pericoloso, e Rachel è una ragazza a cui è stato rapito il figlio per un altro motivo, che è nascosto nello zaino del ragazzino, ed è il motivo per cui il computer vuole che succeda un fatto terroristico, così usa questi due giovani inconsapevoli, ma quando la ragazza si accorge di questo con il ragazzo fa di tutto perchè il piano fallisca, ci riusciranno?
Un ottimo film, ricco di tensione che conquista e che soprattutto tiene incollati alla poltrona, alla produzione esecutiva c'è un certo Spielberg, che ha affidato la regia a DJ Caruso e che a sua volta si è ispirato a un racconto di Asimov Tutti i guai del mondo.
Quando gli americani si affidano alle nuove paure, come il terrorismo riescono a fare tendenza, ma la tendenza deve essere elaborata dal talento, e di Talento Caruso ne ha compreso Spielberg Da non perdere.