sabato 30 luglio 2011

Kill Bill Vol 1

Una donna sanguinante, stesa a terra, che supplica un uomo con la pistola di lasciarla vivere perchè ha in grembo sua figlia, dentro una chiesa, l'uomo non l'ascolta e spara un colpo, poi la scritta la vendetta è un piatto che va servito freddo, e la canzone di Nancy Sinatra bang bang a fare da sigla iniziale al film più celabrato di Tarantino del nuovo millennio, la sposa è la sempre bravissima Uma Thurman di cui  non sappiamo il nome - chiara citazione cinematografica a lo straniero senza nome di Clint Eastwood - che intende vendicarsi per la morte del suo mancato marito e la perdita della bambina che aspettava della squadra di assassine vipere mortali di cui faceva parte, lei che di nome in codice aveva Black Mamba era la ragazza di Bill, il capo delle vipere ha ordinato il massacro della cappella dove si facevano le prove del matrimonio.
Tarantino ritorna dopo Jackie Brown e dirige un film scritto a quattro mani con Uma Thurman che è stato un regalo all'attrice fatto dopo le riprese di Pulp Fiction.
Violento, sanguinoso, citazionista, più di qualsiasi film diretto da Tarantino, con Kill Bill, Tarantino mostra tutta la sua ammirazione per il cinema di serie giapponese, e in particolare l'amore per l'attore Bruce Lee, di cui disse che se fosse stato vivo Lee avrebbe interpretato Kill Bill, ma c'è anche un chiaro riferimento a La Sposa in Nero di Truffaut, film di cui Kill Bill chiaramente si è ispirato, anche se Tarantino stesso ha detto di ammirare più Godard che Truffaut; comunquesia Kill Bill è un film originale, un piccolo cult movie diretto in modo adrenalinico e interpretato magnificamente da un cast impeccabile tra cui spiccano la già citata Uma Thurman e il compianto David Carradine - che ho scoperto grazie a Kill Bill - che con Kill Bill è tornato al successo dopo anni appannati.
DA COLLEZIONARE.

Scene Cult - Nuovo cinema Paradiso - la storia della principessa e del soldato

Lasciami Entrare

Oskar e Eli, sono due bambini svedesi, il primo è continuamente tormentato dai compagni di classe, la seconda è una dodicenne pallida che si è appena trasferita nel suo palazzo, una sera durante la quale Oskar  immagina di pugnalare un compagno di classe sfogandosi su un albero i due ragazzini si incontrano, all'inizio c'è della diffidenza, nel frattempo però iniziano ad accadere strane morti, strane uccisioni, che sono collegate con Eli e il padre entrambi vampiri, ma di questo Oskar non ne è a conscenza.
Dopo questa diffidenza piano piano tra i due ragazzini nasce una profonda amicizia, nasce dell'affetto che si trasformerà piano piano in qualcosa di più profondo, dato che sono molto simili caratterialmente.
Dimenticatevi il classico film horror sui vampiri, dimenticate twilight, anche se un po' ne tratteggia la novità di allontanarsi dall'horror classico, lasciami entrare è un opera che va aldilà dei classici filmetti di cassetta per adolescenti o dei classici horror, lasciami entrare è qualcosa di più.
Innanzitutto si può definire un film sull'infanzia, scritto benissimo da John Ajvide Lindqvist, autore del romanzo da cui il film è tratto, ma visto che si parla di vampiri il sangue scorre, con la differenza che lo spettatore non si disgusti dinanzi alle scene sanguinose del film, ma anzi riesce ad entrare in empatia con i personaggi, comprende le loro ragioni, il loro essere, Oskar e Eli si ritrovano perchè entrambi sono dei bambini spaventati, Oskar perchè non è accettato dai suoi compagni di classe, Eli perchè è una vampira, da notare la paura di Eli ogni volta che appare, e anche la sua natura assassina, il suo essere vampira è una cosa che lei usa per vivere, e per continuare a vivere deve bere del sangue, e non è facile per una bambina vivere in questo modo, come non è facile per Oskar, entrambi si ritrovano, si conoscono, comunicano, provano qualcosa l'uno verso l'altro, in conclusione Laciami Entrare per me è un piccolo capolavoro che merita di essere visto e rivisto più di qualsiasi twilight, che a differenza è un filmetto di cassetta  per adolescenti in calore, sono sicura che tra dieci anni sentiremo parlare ancora di Lasciami Entrare, mi darete ragione? Spero di si.

venerdì 29 luglio 2011

Pillole di cinema #1

Una delle sequenze più belle di Mulholland Drive è senza dubbio quella in cui Laura Harring vede il manifesto di Gilda e sceglie il nome di Rita, avendo perso la memoria, una citazione che dimostra anche l'amore di Lynch per il cinema classico.

Inizia così la nostra nuova rubrica, pillole di cinema, sequenze, scene e curiosità commentate direttamente da me.

giovedì 28 luglio 2011

The Social Network

Che bellissima sorpresa l'ultima pellicola di David Fincher, questa volta prende spunto da una storia vera, la storia di Mark Zukemberg il fondatore di facebook, tutto è raccontato come la cronaca della creazione di qualcosa di innovativo ma anche di geniale, cosa c'è dietro facebook? Perchè ha da subito grande successo? E quali sono le idee che lo hanno fatto diventare come il più grande punto di ritrovo dell'intero pianeta? David Fincher si dimostra un autore intelligente e di talento, e che da un bel po' di tempo non sbaglia un film, aiutato da un ottimo script e da un cast di attori eccellenti, forse l'unica nota stonata è il cantante justin timberlake messo lì forse per attirare il pubblico di giovanissime, sarà anche stonata ma è una buona occasione per far vedere un ottimo film.
Sin Dall'inizio vediamo questo studente universitario piantato dalla ragazza che la notte stessa apre un sito per votare la ragazza più carina, il sito ottiene da subito tantissimo traffico tanto da far saltare la rete dell'università, fatto ciò questo sarà il motivo per cui due gemelli vogliono farlo entrare nel loro staff per farlo lavorare al nuovo sito, una specie di social network che sarà la causa della sua idea per facebook, e da questa idea "rubata" che nasce forse la sua fortuna, ma anche la sua disgrazia, perchè non appena i gemelli si accorgono che Zukemberg gli ha rubato l'idea inizia la lunga disputa legale per ottenere il risarcimento danni.
Il film è anche un analisi sulla vita e sull'onestà degli esseri umani, non si può costruire un impero senza rompere qualche uovo, e come dice la didascalia della locandina, non puoi farti cinque milioni di amici senza avere qualche nemico, c'è anche della sociologia in The Facebook, sociologia di un fenomeno capace di mutare i costumi, e il pensiero delle persone, semplicemente usando un social network, è questo il futuro per gli esseri umani? Si comunica soltanto attraverso facebook? La vita non è più uscire di casa e incontrare tanti amici no, la vita è connettersi a facebook e aggiungere persone che magari non ti parlano mai, o magari lo fa solo per usare i giochi o i test per passare il tempo, la fenomenologia di facebook porta alla sintetizzazione dei sentimenti, basta connettersi a un pc e farsi tanti amici, ma anche guadagnarci miliardi di dollari sia alle spalle di amici, che di altre persone, non esiste più la compassione, non esiste la gratitudine, e nemmeno l'amicizia, esiste ormai la convenienza, il denaro, basta pubblicizzare la tua idea e registrarla anche a scapito di chi l'ha avuta prima di te l'importante è arrivare primi...
Un film duro ma anche incredibile OTTIMO.

martedì 26 luglio 2011

Eyes Wide Shut

Another Year

Se c'è un film interessante e coinvolgente fino alla commozzione allora questo film è Another Year, all'inizio con le prime immagini credi che la protagonista sia la donna sull'orlo della depressione a cui una psicologa le fa una seduta dopo che una dottoressa di colore le fa delle domande sulla sua salute e soprattutto sulla sua felicità non appena si accorge dello stato della donna che è più psicologico che fisico, e qui vediamo finalmente la nostra protagonista, Gerri una donna spigliata, energica nonostante abbia i capelli bianchi, e vediamo i suoi colleghi tra cui l'amica Mary che viene ospitata spesso a casa sua per cene e pomeriggi, e poi vediamo la sua famiglia, suo marito, suo figlio, e infine la fidanzata del figlio Katy, il rapporto con il marito non è più passionale come un tempo, vanno d'accordo e si stimano, lo stesso è con il figlio, Mary - l'amica - è fragile, non fa altro che bere vino fino a ubriacarsi ed è sfortunata in fatto di uomini...
Il film è diviso in stagioni nell'arco di un anno, Mike Leigh si concentra sul caratterizzare i suoi personaggi, le loro nevrosi, le loro fragilità semplicemente mostrandoli al pubblico, senza falsi pudori, o inutili ipocrisie, e dirige il film talmente bene che lo spettatore si sente ormai parte di quella famiglia, che diciamocelo, è la metafora della vita, infondo tutti noi abbiamo bisogno di un rifugio sul quale piangere, confrontarci, litigare, riappacificarci, ma soprattutto vivere, Leigh dirige un opera che è un piccolo gioiellino da vedere e rivedere, uno di quei piccoli capolavori che fa piacere collezionare e vedere soprattutto quando ci si sente soli, tra le scene migliori ci sono quella in cui Mary si innamora del figlio di Gerri ma scopre che si è fidanzato con Katy e non riesce a nascondere la sua delusione per il mancato appuntamento, bravissimi tutti gli attori, che risultano naturali anche quando si rischia di non esserlo.
DA NON PERDERE

i 400 colpi - scena finale

lunedì 25 luglio 2011

Paul

Cosa succede quando due nerds sono protagonisti di un incontro ravvicinato con un extraterrestre che più simpatico non si può e che cerca di trovare la strada per arrivare alla sua navicella spaziale?
Un film divertentissimo che vede protagonisti i due classici sfigati, una riuscitissima parodia di ET se vogliamo chiamarla così anche se il confronto mi sembra fuori luogo, parodia ci sta meglio, ed ecco che i nostri amici si addentrano in un avventura mozzafiato, piena di inseguimento e adrenalina a mille, quando poi anche Ruth si unisce a loro scoprendo tante cose sulla vita e su Dio soprattutto quando vede lui Paul (l'extraterrestre) che ha preso il nome del cane che ha incidentalmente ucciso, quando tanto tempo fa è atterrato sulla terra.
La missione di Paul è quella di sfuggire a un gruppo di persone che vogliono fare esperimenti su di lui e si unisce a questi ragazzi per ottenere il suo scopo, ma prima deve tornare dalla bambina per scusarsi, dell'aver ucciso il suo cane ora ormai è una donna anziana a cui da piccola nessuno ha creduto alla sua storia...
Il film ti fa vivere l'avventura incatenando lo spettatore sulla poltrona, divertente, sarcastico, bizzarro, stralunato, recitato benissimo e diretto da Gregg Mottola (lo conoscevo di nome ma di fatto questa è la prima pellicola che vedo diretta da Mottola) in stato di grazia, non c'è un solo momento di stallo nel film, ti diverte dall'inizio alla fine, tra le scene migliori ci sono quella in cui mostra il suo sapere ai ragazzi che lo stanno aiutando e poi quella in cui guarisce l'occhio a Ruth, soprattutto la ragazza comincia a vedere il mondo come realmente è non come le è stato raccontato dal padre fervente religioso...
ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE

domenica 24 luglio 2011

Un perfetto gentiluomo

Un perfetto gentiluomo, ottimo film, davvero ottimo soprattutto perchè ci regala un Kevin Kline in uno dei suoi ruoli più belli e un Paul Dano in ottima forma, persino l'ingessata Katie Holmes fa la sua presenza in questo delizioso film.
Tutto è concentrato sul giovane Louis Ives, giovane insegnante timidissimo, che è ossessionato dalla biancheria femminile, un giorno incontra Harry Harrison, un eccentrico intellettuale che sostiene che l'inquilino precedente gli ha sottratto la sua opera teatrale, per il giovane professore che è stato appena licenziato perchè l'hanno sorpreso con addosso un reggiseno, Harry diviene una specie di mentore che lo introduce nel bel mondo, e nelle classi cosidette alte...
Commedia gradevole e divertente, una parodia sul mondo altolocato e una lezione di vita per il giovane Louis che viene così "istruito" dal suo mentore su come fare da accompagnatore a delle vecchiete e scroccare pranzi e cene, viziarle e coccolarle, in poche parole diventa  un "gentiluomo" tra le scene più divertenti ci sono quella dove Harry insegna a far pipì per strada senza destare sospetti, e quella dove gli insegna a ballare con la sua voce baritonale.
Menzione speciale va al grandissimo John C. Reilly che con il suo personaggio Gershon regala una ventata di ilarità (notate la sua voce in falsetto soprattutto quando parla)
Un piccolo gioiellino, una parodia sul bel mondo ma soprattutto sulla vita e sulla ricerca della propria identità sessuale, assolutamente da non perdere.

Sin City

Film fumetto tratto dalla graphic novel di Frank Miller che qui fa anche il suo esordio alla regia co-dirigendo il film con Robert Rodriguez...
Cos'è Sin City? Sin City è la città del peccato in cui si intrecciano storie di violenza suburbana, c'è la storia del poliziotto, Hartigan (Bruce Willis) che ha salvato una ragazzina (Nancy) da un maniaco e lo lasciamo quasi morente in mezzo alla strada una volta che il suo collega gli ha sparato, c'è Marv che dopo aver passato la notte con una prostituta (Goldie) se la trova cadavere sul letto e comincia a dare la caccia al suo assassino...
Poi c'è la storia del poliziotto psicopatico interpretato da Benicio del toro - in realtà è il personaggio più fuori di testa del film - che viene ucciso da delle prostitute insieme al nuovo amichetto della ex ragazza del poliziotto scatenando la fine della tregua tra le ragazze e la polizia, tregua che nonostante ciò verrà rimessa apposto facendo alla loro maniera eliminando coloro che volevano la guerra.
Poi c'è di nuovo Nancy, che fa la ballerina di lap dance nel locale e c'è il maniaco che la perseguita che era tornato e l'ha trovata di nuovo, e Hartigan ora deve riuscire a salvarle la vita...
Originale, pomposo, effervescente, incasinatissimo, piacevolmente fuori di testa, bravissimi Mickey Rourke, Elijah Wood e Nick Stahl, il migliore episodio del film è senza dubbio quello di Marv e dell'amore tra lui e Goldie, Mickey Rourke è praticamente quasi irriconoscibile, ma il suo Marv è il personaggio che si eleva sopra tutti.
Robert Rodriguez e Frank Miller trasportano letteralmente il fumetto al cinema, una città piovosa, violenza a gogo, scene splatter furbescamente alleviate dal bianco e nero che è la tecnica con cui il film è stato girato con virate di colore, la forza del film oltre la recitazione degli attori sopracitati è anche la fotografia che vira dal bianco e nero al colore che ricorda piuttosto da vicino un altro film Pleasentville...
Da non sottovalutare la special guest director di Tarantino che sprizza l'occhio allo spettatore.
Ottimo per una serata di intrattenimento e anche per gustare virtuosismi cinematografici e inoltrarsi direttamente nel fumetto.

sabato 23 luglio 2011

Codice omicidio 187

Un film incredibile, dove il confine tra bene e male, tra moralità e immoralità viene cancellato da una società e da un mondo dominato da violenza concentrato nell'ambiente scolastico, il professor Garfield, che dopo aver ricevuto un messaggio su un libro di testo viene aggredito da uno studente, dopo la convalescenza torna ad insegnare su un altro istituto dove regna la violenza in particolare di un gruppo di studenti capeggiati da César, vera e propria testa calda della scuola, che dapprima ruba l'orologio al professore e la spunta perchè bianco, poi uccide il cane alla professoressa - amica del professore - dopo questo episodio nel professor Garfield scatta qualcosa dentro, e molti ragazzi vengono aggrediti, e il cui principale sospettato è proprio Garfield...
Un film scritto benissimo, e diretto con mano ferma da un Kevin Reynolds più che ispirato, un film duro e spietato, che non lascia spazio alla speranza e facili buonismi, un vero pugno nello stomaco che difficilmente si farà dimenticare, un opera che descrive lucidamente il mondo come realmente è, un mondo dove l'immoralità e la violenza la fanno da padroni, dove persino un professore ne viene risucchiato rimanendone succube, dove persino una ragazza madre (la bravissima Kelly Rowan menzione speciale le spetta meritatamente) è vittima di questo degrado, è in tutto questo male lei è l'unica luce che si presume possa dare speranza alla storia, infatti il professore cerca di aiutarla in tutti i modi, ed è proprio lei che piena di lacrime farà il discorso finale durante il diploma...non dico di più per non rovinarvi la sorpresa, ma vi dico che il finale è agghiacciante, e da pelle d'oca...Il mio consiglio? Assolutamente da non perdere.

venerdì 8 luglio 2011

My Son My Son, What have ye done

Chissà in quanti vedendo David Lynch presenta...si sono precipitati a prendere questo film di Herzog per vederlo, nonostante ci sia il nome di Lynch il film non si presenta per quello che promette, o meglio, la storia è un fatto di cronaca realmente accaduto alla fine degli anni settanta in america, e però la storia è trasportata ai giorni nostri, malgrado i nomi ci si aspettava un film inquietante, morboso, un thriller che ti teneva sulle spine, invece assistiamo a una pellicola in cui Herzog non ha nessuna idea su quale direzione prendere, l'analisi psicologica di un figlio che totalmente preso da una recita a teatro arriva a uccidere sua madre e si interrogano le persone che lo conoscono? Oppure la tensione di colui che prende degli ostaggi dopo che ha ucciso la madre  (che poi si riveleranno degli animali) e la polizia cerca di liberarli? Nonostante la presenza di attori del calibro di Grace Zabriskie (attrice lynchana per eccellenza) e Willem Dafoe il film sprofonda nella più confusa melandra che un autore possa creare, non c'è azione, non c'è brivido, non c'è tensione NULLA!! Peccato, è un occasione sprecata, Herzog in poche parole costruisce un castello di sabbia, che piano piano si sgretola nella più totale confusione, persino la swat fa un apparizione che rasenta il comico peccato peccato peccato, non ci sono altre parole per descrivere una pellicola da cui c'erano molte aspettative.

Limitless

Adrenalinico, questo è il primo aggettivo che mi viene in mente quando si parla di Limitless, pur non essendo un capolavoro è comunque un film di intrattenimento che ti tiene incollato dall'inizio alla fine, sorretto da una regia buona e soprattutto dagli effetti speciali sorprendenti.
La storia ruota attorno a Eddie Morra, scrittore in crisi creativa, ormai ridotto a fare il barbone, non ha nessuna idea per iniziare a scrivere il suo libro e la sua fidanzata lo lascia pure.
Un giorno il suo ex cognato gli da una pasticca in grado di aumentare le potenzialità della mente, un farmaco sperimentale NZT 48, Eddie comincia a prenderlo e in poco tempo riesce a scrivere il suo libro e a fare qualsiasi cosa, visto che adesso riesce ad utilizzare il 100% del suo cervello, ma come tutte le medicine, anche le pasticche hanno degli effetti collaterali, e inizia la dipendenza da questa medicina, ma un giorno un magnate si accorge di lui e lo fa entrare nella sua azienda per utilizzare le potenzialità della sua mente...ma Eddie non sa che il peggio sta per arrivare...

Non male come film, di certo non ci sono grandi virtuosismi, però è divertente, intrigante, si lascia vedere, giusto per una serata di intrattenimento all'insegna dell'adrenalina e dell'azione.

mercoledì 6 luglio 2011

Rounders - Il giocatore

Mike McDermot è un giovane studente di giurisprudenza che si paga gli studi giocando a poker, un giorno perde una partita contro uno strozzino russo e decide di chiudere col poker, ed iniziare a lavorare come fattorino presso Joe Knish...tutto bene finchè il suo vecchio amico Lester non esce di prigione e lo convince a giocare di nuovo per poter pagare un vecchio debito con lo strozzino russo, ma le cose si mettono male e durante una partita dove Lester viene beccato a barare i due vengono picchiati a sangue e gli viene tolta la vincita, ma ben presto Lester abbandonerà Mike che si vedrà costretto a chiedere un prestito a un suo professore pur di pagare il debito dell'amico...

Il gioco come metafora di vita, come intrigo, e come illuminazione verso la sincerità degli altri, l'amicizia e l'altruismo, John Dahl dirige un film con un cast impeccabile in cui spiccano due bravissimi Matt Damon e Edward Norton nel ruolo di Mike e Lester;
come nella vita un po' si vince e un po' si perde, anche nel gioco ci sono delle regole precise, soprattutto nelle bische, il cui denaro scorre a fiumi e non è possibile barare o imbrogliare.
Un film gradevole, un opera che riflette sullo stato dell'umanità verso il denaro, e sulla crescita verso cose più profonde che vanno aldilà del denaro stesso, Mike dovrà affrontare la perdita dell'amicizia con Lester per poter crescere e rimettere tutto apposto, attraversando il ponte che separa l'adolescenza verso la vita adulta capirà che il denaro, il gioco, sono solo fumo e che nella vita esistono cose ben più importanti.
Da non perdere.

domenica 3 luglio 2011

Il Coraggioso

Johnny Depp esordisce alla regia con un film totalmente fuori dagli schemi, un cult che più cult non si può, si può o amare o odiare, io l'ho amato, e per me rappresenta un piccolo capolavoro, il film non presenta virtuosismi registici, ma si concentra sull'amore, l'amore di un uomo per la sua famiglia che pur di toglierla dalla baraccopoli in cui vive accetta di fare uno snuff movie e di farsi ammazzare nel vero senso della parola, nel film si vede il degrado in cui questa gente è costretta a vivere come rifiuti umani invece che come esseri umani, Raphael non accetta più questo per la sua famiglia, e nell'ultima settimana che gli resta fa di tutto per dare alla sua famiglia tutto quello che non ha mai avuto.
Molti hanno accusato il film di narcisismo, io invece lo vedo in un altro modo, lo vedo come un opera sincera e commovente, che mette in luce l'amore, l'egoismo, l'avidità degli altri quando vedono che la tua situazione comincia a migliorare, ma vedo anche l'amore di un uomo per i suoi figli, per la moglie, la solitudine, la sofferenza e la voglia di ricominciare e di migliorarsi...
Johnny Depp quando ancora era l'attore che veniva apprezzato dai cinefili dirige un film difficile e coraggioso, capace di fare riflettere su quanto amore ci vuole per prendere delle decisioni difficili capaci di trasformare la vita delle persone che ami di più, quanto amore ci vuole per allontanare la propria famiglia da un degrado simile? Il sacrificio di Raphael riuscirà a cambiare la vita della sua famiglia? Forse si una delle scene migliori è quando Raphael si confessa al prete e gli dice il suo segreto, segreto che la sua famiglia non saprà mai ma che modificherà la loro vita in meglio, infondo Raphael per questo ha scelto di fare lo snuff movie (per inciso sono film in cui la gente viene torturata e uccisa veramente) da notare il mefistofelico Marlon Brando regista del film che Raphael ha deciso di girare.
Un film consigliatissimo, sia per i fan di Johnny che per i cinefili, o per i nuovi fans per far conoscere un attore che un tempo si rifugiava in opere vere e sincere, e non nel mainstream, un modo per amare il cinema come forza d'arte, non come prodotto per fare soldi.