sabato 28 marzo 2009

Freaks

Film maledetto per autonomasia, che costò la carriera di regista di Tod browning, autore del Dracula con Bela lugosi.
Browning sceglie di ambientare il film nel mondo dei freaks, ovvero i fenomeni da barraccone, non vuole essere tenero, ma crudele si, racconta la storia di un nano che si innamora di una bellissima trapezista che sta con lui soltanto per ereditare il suo conto in banca e farlo fuori non appena si sposano.
All'interno c'è un triangolo d'amore, tra Hans, il nano innamorato della trapezista Cleopatra, e la dolcissima Frieda, anche lei nana come Hans, il film si presenta come un horror sulla diversità, che gli esseri cosidetti normali chiamano mostri, senza contare che la vera mostruosità avvolte si nasconde nella normalità, ed è proprio su questo aspetto che si concentra Browning.
Film pesantemente censurato alla sua uscita a causa di alcune scene di mutilazioni abbastanza pesanti che suscitarono malori agli spettatori, è un opera che colpisce per la crudeltà con cui chi è normale disprezza chi nasce diverso da loro...una delle scene più toccanti è senza dubbio la cena dopo il matrimonio in cui i freaks urlano in coro è una di noi, è una di noi...per sottolineare il loro dissenso a quelle nozze.
Quando Hans scoprirà i veri progetti di Cleopatra userà i suoi amici per un amara vendetta...
Da non perdere.


venerdì 27 marzo 2009

Da Marcello...Michel...fino ad arrivare a Monty, gli attori che ho scoperto dall'anno scorso

Non poteva proprio mancare il post dedicato agli attori...anche se con notevole ritardo siamo arrivati ad elencare quelli che mi sono piaciuti da questa estate...approfittando della cosa giusto il tempo per elencare anche quello che ho scoperto dopo l'estate...cominciamo?
Beh per lui credo che molte parole non servano, prima dell'estate ho visto ultimo tango a parigi, in estate poi ho visto un tram che si chiama desiderio, già recensito e fronte del porto, dove ho iniziato ad ammirarlo...che dire un grandissimo attore, forse il più grande in assoluto, dopo di lui ci sono Robert De Niro, e Naturalmente Edward Norton che hanno preso la sua testimonianza facendo esempio del suo lavoro di attore...La vogliamo dire la verità? Ebbene la dico si, mi piace anche Paul Newman, soprattutto dopo averlo visto recitare accanto a Liz Taylor (un altra delle mie preferite di cui vi parlerò prossimamente) in la gatta sul tetto che scotta, tratto da una piece di Tennessee Williams, il grande rivale di Marlon mi ha soggiogata con il suo talento, ho visto ancora molto poco di lui, e spero di rimediare in fretta questa lacuna.
Per Marcello Mastroianni basta dire la parola otto e mezzo per innamorarsi del suo talento, da lì in poi ho visto la dolce vita, e ieri oggi e domani accanto a Sofia Loren, con cui formava una coppia affiatatissima (degna della mia coppia cinematografica preferita ovvero Michael Douglas e Kathleen Turner) e naturalmente azzeccatissima, anzi forse sono molto meglio della sovracitata coppia americana, sembra esserci una sintonia e un feeling straordinario quasi come fossero veramente innamorati...ma parliamo di Marcello su, che con Federico mi hanno conquistata questa estate, quindi poteva non piacermi il suo attore feticcio? Eh no, proprio no, ed eccomi estasiata davanti allo schermo della tv della mia cucina, che nel frattempo ho trasformato in una specie di cinemateque questa estate, e che continua ancora adesso^^
Così da Marcello sono approdata a De Sica, fino ad Antonioni ultimo film che ho visto è la notte accanto a Jeanne Moreau, da La Notte, alla Dolce Vita, da Ieri oggi e domani fino a otto e mezzo mi è entrato nel cuore...


Per James Stewart, credo che la scoperta ci sia stata grazie ad Alfred Hitchcock, e fino ad ora i film con Jimmy che ho visto, si fermano alle collaborazioni con il mago del brivido dove è stato straordinario, devo assolutamente recuperare gli altri film, e devo farlo in fretta...perchè merita di essere riscoperto.

Hehe, Michel Piccoli l'ho scoperto grazie a quella meraviglia di film che è il disprezzo dove recita accanto a Brigitte, poi sono arrivati i film di Luis Bunuel, quei capolavori francesi di cui vado pazza, diciamo che con lui è stato amore (inteso per ammirazione) a prima vista, mi piace il suo modo di recitare il personaggio che interpreta, sembra che vesta i personaggi quasi come una seconda pelle, e Michel non esiste più, diventa il personaggio con una naturalezza che colpisce al cuore...personaggio del cuore? Ovviamente Husson di Bella di Giorno

Monty...Montgomery Clift è apparso nel film di John Houston, gli spostati e come per Michel mi ha colpita al cuore sin dalla prima volta che l'ho visto recitare, naturalmente la mia curiosità cinefila non si è fermata solo a quel film, sono arrivati anche complesso di colpa di Hitchcock, e improvvisamente l'estate scorsa, dove recita a fianco della grande amica Liz Taylor e che presto recensirò, continuerò a recuperare...


JD...oggi diamo per leggenda un pivellino come Heath Ledger, ma i grandi cinefili sanno chi sono i grandi attori che hanno lasciato un segno indelebile nella storia del cinema, uno di questi è senza dubbio James Dean, tre e dico TRE film, che sono tre capolavori diretti da Nicholas Ray, Elia Kazan e George Stevens, consacrandolo nell'olimpo delle leggende del cinema, il ribelle senza causa, il figlio complessato di la valle dell'eden, e spero di vedere al più presto anche il gigante ha lasciato un segno indelebile anche a me...Lui è un mito la vera leggenda non so dire altro...
CONTINUA...

lunedì 23 marzo 2009

Fanny e Alexander...scena iniziale

Moloch

Bisogna avere un grande coraggio a dirigere un film su Adolf Hitler, e raccontarne il privato di essere umano, lontano dal suo lavoro di tiranno.
Fin dal titolo Moloch ne sottolinea l'aura di divinità con cui alcuni vedevano questo scellerato criminale, colpevole dello sterminio di sei milioni di ebrei.
Sokurov si ispira ai filmati privati realizzati da Eva Braun e sceglie di citare anche il cinema di Leni Riefenshtal, specialmente nella scena iniziale, bellissima in cui vediamo Eva, completamente nuda che attende il suo uomo e fa ginnastica, la fotografia offuscata e i colori scarni che tendono all'oscuro ne sottolinea il lato malvagio dei personaggi che sembrano dei venuti da chi sa dove, ma in realtà sono delle semplici macchiette, piccoli esseri mediocri che vogliono conquistare il mondo...Sokurov ne sottolinea criticando ovviamente i loro riti, e le loro abitudini, concentrandosi soprattutto sulla figura di Hitler, che sembra un ragazzino capriccioso, con cui tutti si genuflettono al suo cospetto.
E così spiamo la vita privata di questo tiranno, conosciamo le sue idee sul cibo, sulla razza, l'arte e anche su una possibile dichiarazione di guerra all'italia, vediamo una gentilezza capace di tramutarsi in furore, e naturalmente il suo rapporto con Eva che lei chiama affettuosamente Adi, ma è pronta sia a contraddirlo ma anche a prenderlo a calci nel sedere oltre ad essere innamorata di lui, la migliore scena resta quella con il prete, che chiede clemenza per un uomo e il Fhurer la rifiuta.
La pellicola è d'impatto teatrale, in cui tutti sembrano essere dei leoni che vogliono sbranarsi a vicenda, specialmente i gerarchi che passano il fine settimana nella villa bunker di Hitler, si detestano, sembrano attori che recitano una parte, sono esseri mediocri superficiali, e talmente attaccati al loro credo da risultare delle pure macchiette, e in questo credo che Sokurov sia stato intelligente a fare una critica a questo regime, non è affatto facile dirigere una storia del genere senza almeno criticare Hitler come persona, perchè anche i più scellerati criminali, sono dei piccoli uomini...
La storia si concentra appunto su questo fine settimana passato insieme a questi gerarchi, fin dall'inizio si comincia a criticare i presenti, (vedi le critiche di Marta Goebble su Bormann per fare un esempio) sottolineando la bassezza di carattere, tra pranzo, cena, passeggiata di fuori e ballo scatenato (una delle scene più comiche del film vedono la coppia Hitler/Braun ballare un can can) e visione di un cinegiornale d'epoca non gradito dal Fhurer.
La storia è ovviamente romanzata, specialmente quando Eva sottolinea una critica del Fhurer a un compositore e cita Awshwitz che egli stesso non conosce (è mai possibile?), naturalmente si tratta si sospensione dell'incredibilità oltretutto è anche un film no?
Moloch è uno di quei piccoli grandi film che meritano una visione, soprattutto per riflettere sulla storia senza farsi influenzare da ideologie sbagliate.

L'assassinio di Richard Nixon

L'assassinio di Richard Nixon è un film che fa letteralmente a pezzi il sogno americano, anzi lo demolisce per meglio usare le parole giuste.
In scena c'è un uomo qualunque, un impiegato Sam Bicke, interpretato da un magistrale Sean Penn, che non accetta compromessi nella sua vita, lavora come venditore di mobili e il suo capo non fa che parlare di come si deve essere vincenti nella vita, ma non è onesto con i suoi venditori, ciò che differenzia Sam è il fatto che il mondo attorno a lui non è altro che un piccolo mondo che vive dentro una grande illusione chiamata sogno americano, mentre alla tv danno le immagini di Richard Nixon che parla della sua vita e di come sia un vincente nonostante le difficoltà, allora cerca di ricongiungersi alla moglie che lo ha lasciato, tenta di aprire un attività con il suo amico di colore, ma per avere il prestito bisogna attendere otto settimane...alla fine aspetterà a vuoto un prestito che non otterrà mai...
Il grande merito del film va sicuramente a Sean Penn vero protagonista della pellicola, non eccede mai nella sua interpretazione, che considero la migliore della sua carriera, bravissima anche Naomi Watts, in versione bruna e a tratti irriconoscibile, da non sottovalutare anche Don Cheadle, l'amico di colore di Sam.
Il film è come una lunga lettera al maestro Leonard Bernstein, in cui Sam racconta il senso della vita e del sogno americano in una società che non lascia posto ai sogni, e il posto al sole è un privilegio solo per pochi eletti non per quelli che vogliono realizzare qualcosa di buono nella vita.
Le cose peggiorano quando Marie ottiene il divorzio, allora Sam lascia il posto di lavoro (una delle scene migliori è quando urla a squarcia gola seduto nella sua scrivania vedendo un filmato di Nixon) e quando vede che un uomo ha rubato un elicottero per andare alla casa bianca decide di eliminare Nixon, che è la causa di tutti i mali secondo lui...
Penn da vita a un antieroe di quelli che non si dimenticano facilmente, la cosa che ha colpito di più è l'agghiacciante realismo con cui viene raccontata la storia, Mueller è come un bulldozer, demolisce letteralmente il mito del sogno americano e racconta una storia realmente accaduta negli anni settanta in america, il film è un pugno nello stomaco per lo spettatore, se cercate una pellicola buonista girate l'angolo, qui non c'è posto per l'happy handing, c'è solo la crudeltà della vita, in conclusione un piccolo grande capolavoro, che non può mancare in una collezione cinefila che si rispetti, per riflettere sull'imprevedibilità e la mediocrità della vita.



domenica 22 marzo 2009

Il silenzio degli innocenti

Il silenzio degli innocenti è più di un film, è più di un thriller, è un capolavoro assoluto che scava nella mente e nell'anima, uno degli ultimi capolavori assoluti della storia del cinema...
Tratto dall'agghiacciante best seller scritto da Thomas Harris, la storia si concentra sulla fascinazione di Clarice Starling, interpretata da una straordinaria Jodie Foster, (a proposito tra le attrici è la mia numero uno, non ci sono attrici più brave di lei per me) per il dottor Hannibal Lecter, detto Hannibal the Cannibal, vista la sua propensione al cannibalismo, magistralmente interpretato da Anthony Hopkins, Clarice chiede l'aiuto dello psichiatra Lecter per liberare la figlia di un importante senatrice che è stata rapita da Buffalo Bill, un tempo paziente del dottor Lecter, quindi chi meglio di lui può aiutare L'FBI nelle sue indagini?
Già dal primo incontro, il rapporto tra lo psichiatra e Clarice è un rapporto di fascinazione, lo psichiatra gioca con lei e cerca di analizzare la sua psicologia, lei ne rimane ammaliata e affascinata, più per liberare la ragazza, ma alla fine nè subirà il fascino anche lo stesso Hannibal Lecter nei suoi confronti.
Le atmosfere sono claustrofobiche, la fotografia cupa e ombrosa, i toni documentaristici, fanno pensare a una sorta di fatto vero, e in effetti Harris si ispirò a un fatto realmente accaduto per creare il dottor Lecter, di un uomo negli anni venti che uccise e mangiò degli adolescenti Hopkins ha reso il personaggio di Lecter leggendario, per prepararsi al ruolo è stato davvero in ospedali psichiatrici, e si è ispirato persino a Charles Manson per lo sbattere delle ciglia...
Il silenzio degli innocenti ha dato il via a una saga fortunatissima, ma il migliore resta il film diretto da Jonathan Demme, che è diventato un icona ed è entrato nella leggenda grazie alla straordinaria performance del suo interprete Anthony Hopkins.
Da notare anche la soundtrack del film firmata da Howard Shore, compositore prediletto da David Cronenberg e naturalmente le battute di lecter diventate leggendarie come quella finale dopo la fuga dal carcere di massima sicurezza
"Mi dispiace lasciarti Clarice, ma sto per avere un vecchio amico per cena stasera..."


mercoledì 18 marzo 2009

Heath Ledger - un mito? O un fenomeno passeggero?


In questi giorni tra i forum ci sono stati dibattiti di fuoco a proposito di Heath Ledger, attore scomparso quasi un anno fa, che molti considerano un mito e addirittura un grande attore, ma è davvero così? Nella filmografia di Ledger si contano soltanto due films memorabili e degni di essere ricordati, e questi film sono I segreti di Brokeback Mountain, e Paradiso + Inferno, dove recita a fianco di Geoffrey Rush.
Tutto è legato dall'enorme pubblicità verso quello che considero uno dei peggiori film del 2008 ovvero il cavaliere oscuro, dove Heath interpreta joker, personaggio reso fantastico dal grande Jack Nicholson, ora reso una caricatura da Heath Ledger, o meglio è un personaggio diversissimo, il joker dovrebbe essere un pazzo giocherellone, deve ridere facendone di cotte e di crude, invece qui sembra uno psicopatico, un serial killer, perdendo la gaiezza e l'ironia con cui Nicholson lo ha fatto amare al suo pubblico, e peggio di peggio è stato premiato agli oscar!!! Mai e poi mai si era vista una considerazione per altri attori molto più navigati di Ledger, attori come il grande Jim Carrey, dove ha dato interpretazioni fantastiche per the truman show, e per man on the moon sono state snobbate, attori come River Phoenix, come James Dean, Monty Clift e tanti altri che erano straordinari, attori come Charlie Chaplin premiato vergognosamente com un oscar alla carriera, autori come Stanley Kubrick che hanno fatto grande il cinema tutti dimenticati, per premiare Heath e il suo joker, ho assistito alla notte degli oscar via streaming, e speravo che l'oscar venisse dato a qualcun'altro, non per cattiveria, mi dispiace che Heath sia morto, ma era e rimane un attore emergente, tra i forum c'è sempre la targhetta in memoria di Heath Ledger, tutti a parlare di lui come un grande attore o un mito, ma non è così, non è affatto così, il suo talento si può benissimo accostare a qualsiasi attore emergente che sta camminando sui suoi passi e che sta iniziando seriamente la sua carriera, ma niente di più, in conclusione, Heath, ci ha regalato due interpretazioni memorabili, ma il talento e la mitizzazzione sono un altra cosa, sono contro i falsi miti (e Ledger lo è sicuramente) ma sono a favore del grande cinema, sapete che faccio? Farò una targhetta dedicata a tutti coloro che hanno fatto grande il cinema, chissà se verrà accettata o no?
Voi che dite?

martedì 17 marzo 2009

Thirteen

Un film che è come un pugno nello stomaco per lo spettatore, spietato nel narrare la storia di un amicizia fondata sul piacere agli altri ad ogni costo, sul fare esperienze sempre più estreme, sempre più portate al limite, come sniffare coca, rubare, fare tutto in funzione di crearsi un immagine da spiattellare in faccia alla società, il volere essere per forza grandi, per forza fighi, per forza bellissimi e ammirati, trasformarsi in qualcosa che in realtà non si è può portare soltanto guai e problemi, ed è questo che accade a Tracy, adolescente appena approdata al liceo, dove incontra e conosce Evie Zamorra, la ragazza più popolare e più ammirata della scuola, Tracy è ancora una bambina e già all'inizio vediamo la superficialità dei compagni di scuola e il loro commentare come si veste, che scarpe porta etc etc...Tracy sentendosi inadeguata vorrebbe essere accettata dagli altri (naturale, cose del genere da ragazzini sono capitate anche a noi) allora fa di tutto per essere accettata dagli altri, ma ogni cosa ha il suo prezzo, Evie non ha famiglia, si insinua in casa di Tracy inventando bugie pur di stare insieme a Tracy, naturalmente per la ragazza quello di stare 24 ore su 24 con la tua migliore amica è un sogno che si avvera, infatti le due ragazze dividono tutto, ma anche esperienze che per Tracy è ancora troppo presto per viverle...questo le porterà problemi vari come autolesionismo, tossicodipendenza e depressione.
Il film è stato definito un Kids al femminile nella pubblicità per lanciarlo, la cosa più interessante è soprattutto l'infanzia negata e l'assenza totale degli adulti incapaci di stare ad ascoltare ed aiutare specialmente quando avvengono problemi di questo tipo.
Catherine Hardwick, con la complicità di Nikki Reed, dirige un film che è fortemente spietato nel condannare una società che impone di indossare una maschera, per apparire ciò che non si è, e soprattutto, incapace di accettare chi sta fuori dal coro...imperdibile.



Magdalene


Magdalene è un film estremo e realistico, come prima cosa dobbiamo dire che è il ritratto ipocrita e crudele di una società per bene, dove chi trasgredisce le regole di comportamento morali deve essere punito, capita questo a delle ragazze che rimangono incinte, senza essere sposate, o anche peggio, a ragazze che escono e non obbediscono agli ordini della famiglia d'origine, ma soprattutto a ragazze che vogliono vivere la vita normalmente....vengono rinchiuse in un istituto in cui alcune suore "caritatevoli" fanno espiare i loro peccati, ma in realtà è un atto d'accusa contro la chiesa e i suoi dogmi, la moralità è solo apparenza per schiavizzare queste ragazze e farle lavorare in lavanderia, x guadagnare loro, in cambio però non ricevono nulla queste ragazze, continuamente sottoposte ad angherie e a violenze di ogni genere...un acuto affresco cinico diretto da Peter Mullan in stato di grazia, che nel film interpreta anche il violento padre di una delle ragazze rinchiuse, infatti il film alla sua uscita fu accolto da mille polemiche e da uno scandalo, ma anche grazie a questo film molti istituti magdalene sono stati chiusi...da ricordare la scena della ragazza che vede suo figlio da lontano, può solo vederlo così, non può crescerlo nè stare insieme a lui, una scena abbastanza straziante che tocca il cuore dello spettatore, impossibile non restarne impressionati.

domenica 15 marzo 2009

Che fine ha fatto baby Jane?

Un film che lascia con il fiato sospeso, in scena due sorelle, Jane e Blanche Hudson, la prima ovvero Jane, è stata una diva e ha avuto il successo solo durante l'infanzia, la seconda Blanche è diventata una diva negli anni trenta, ma a differenza di Jane, il suo successo non è stato passeggero, ancora la gente la ricorda e i suoi film li passano in televisione ottenendo un grande successo, ma cosa è successo alle due donne? Il film inizia con un incidente e prosegue con la convivenza forzata tra le due donne, Blanche è seduta su una sedia a rotelle dopo l'incidente le si è spezzata la spina dorsale, Jane la fa vivere da reclusa, un po' per vendetta, un po' per sadismo, visto che lei non è riuscita ad essere ciò che è diventata Blanche, Aldrich mette in scena un macabro rapporto d'amore e odio di due sorelle, in un crescendo di tenzione che ha i suoi punti più alti in una delle scene che non vi rivelo se non avete visto il film, menzione speciale alla grande Bette Davis, qui davvero magistrale, la sua interpretazione mi ha davvero impaurita, altrettanto grande è stata Joan Crowford, nel ruolo di vittima della sorella...
Aldrich dirige il suo personale viale del tramonto, ma qui si spinge oltre, il film è un vero e proprio thriller, alcuni lo definiscono un horror gotico, e in effetti alcune scene sono veramente da panico, un vero pugno nello stomaco per lo spettatore, il rapporto tra Jane e Blanche è immischiato tra il sadico e il masochista, ma chi è il carnefice? E chi è la vera vittima della situazione?
Jane vive nel sogno di tornare a fare il numero che faceva da bambina, di ottenere quella gloria ormai perduta e che non arriverà mai, un sogno...ma non è più come prima, è diventata un alcoolista, una donna piena di rancore verso i suoi simili e di odio, imbruttita e incattivita dalla malasorte, Blanche cerca in tutti i modi di liberarsi dalla sua situazione di paralitica, si accorge che Jane non ragiona più e cerca di chiamare un medico che la curi...ma ovviamente senza risultato.
In conclusione un grandissimo film per due magistrali interpreti, un tour de force per quelle che allora venivano definite dalla stampa cinematografica due rivali in cattiveria, un vero capolavoro ad alta tenzione, da collezionare.

giovedì 12 marzo 2009

Se voi uomini solo sapeste....Nicole Kidman nella scena che preferisco di più





Mare dentro

The Wrestler

Randy "The Ram" Robinson, negli anni ottanta era una stella del Wrestling, ora sono passati molti anni e non ha più il successo di una volta, stanco, appesantito, combatte nelle palestre dei licei locali, con i pochi fans che gli sono rimasti, cercando una via di riscatto dopo un infarto.
Cerca sua figlia per ristabilire un rapporto con lei, ma ovviamente senza riuscirci, frequenta e si innamora di una spogliarellista (bravissima Marisa Tomei) ma lei non ne vuole sapere di uscire con i clienti, finchè non scopre i suoi sentimenti per lui, ma è ormai troppo tardi...
Il grande ritorno di Mickey Rourke, vedendo questo film ero strafelice di vedere un attore che mi piaceva sin dall'adolescenza tornare in auge, e prendersi anche una nomination all'oscar, il film è incentrato su di lui e sulla via che vorrebbe ripercorrere dopo l'infarto e il bypass ma soprattutto dopo la consapevolezza di non poter più combattere per avere la gloria di un tempo, non è facile ricominciare daccapo soprattutto quando hai una certa età e fare cose di cui non sei portato, non è facile fare il genitore, ma soprattutto non è facile stare appresso ai figli, specialmente quando vengono abbandonati, ottima Evan Rachel Wood nel ruolo di Stephanie, figlia piena di tristezza per la mancanza di un padre e di una figura di riferimento nella sua vita, stupenda la scena in cui escono insieme e trovano dei punti d'incontro, ma si sa non si diventa genitori da un giorno all'altro come non si può cambiare totalmente...
Succede questo a Randy, che molti hanno visto come la vita stessa di Rourke in errore dico io, perchè Mickey da a Randy la sua anima e la sua voce, c'è tutta la sua ribellione alla vita che lo abbandona quando lui ha abbandonato, non si può vivere solo per se stessi, e lui lo sperimenta sulla sua pelle, il film inizia con le glorie di Randy e termina con un finale aperto...raramente quest'anno mi sono emozionata al cinema e The Wrestler è uno di quei film che emozionano e suscitano ammirazione, sia per la regia di Aronofsky di tipo documentaristico, infatti il film è molto realistico, sia per le interpretazioni degli attori, nessuno escluso, sono tutti bravissimi sia Mickey il quale si merita una menzione speciale, sia i conprimari.




L'atlante di Jean Vigo

Non ci sono parole per descrivere L'atlante, perchè forse non esistono.
Un film che è come una sinfonia, un opera lirica, pura poesia, trasuda d'amore dalla prima all'ultima scena, la mia
non vuole essere una semplice recensione, perchè un'opera d'arte come L'atlante di Vigo, la si può solo guardare ed ammirare in tutta la sua bellezza.
Ebbene si, la fotografia rigorosamente in bianco e nero narra una apparentemente semplice storia d'amore, ricchissima di pathos erotici per l'epoca ma d'impatto affascinante che colpisce al cuore, eppure qui accade anche il dramma, c'è la passione, la gelosia, la vita...opera che è l'ultimo film di Vigo, spero di trovare anche il primo e di vederlo perchè già dalle immagini sul mare che trovo straordinarie, molto oniriche e surreali, come d'altronde lo è tutto il film, il marinaio Jules si sposa con Juliette e insieme viaggiano con l'atlante, lei sogna di andare a Parigi...ma non vi posso raccontare la trama di un film irraccontabile, sprecherei del tempo e vi rovinerei la sorpresa, l'unico consiglio che posso fare e lasciatevi rapire dalle immagini e dalla passione di Jules per la sua Juliette, ne rimarrete incantati...







venerdì 6 marzo 2009

Match Point - di Woody Allen

Match Point, è un film in cui la vita viene vista come una partita, c'è chi gioca e vince, e chi non prende l'attimo non cogliendo le opportunità che la vita può offrire...
E' la storia di Chris, giovane bello e che ha successo con le donne, di lavoro fa l'istruttore di tennis, un giorno conosce Tom Hewett con cui stringe amicizia e poi sposa sua sorella, ma Chris si innamora di Nola interpretata da una radiosa Scarlett Johansson qui nel suo ruolo più maturo.
Ma mentre Chris da arrampicatore sociale sposa Chloe, sorella di Tom per avere soldi e un ottima posizione sociale, si lascia andare alla passione con Nola, aspirante attrice squattrinata, vivendo una doppia vita tutto bene, finchè Nola non rimane incinta, allora lei comincia a pretendere di più nel loro rapporto (nel frattempo Nola si lascia con Tom) Allen mostra come i rapporti con Nola e la famiglia di Tom non siano del tutto lusinghieri, specialmente la madre non vuole che lei faccia parte della famiglia (Allen gioca d'astuzia forse mascherando una critica tra le due classi sociali, proletari contro borghesi), naturalmente il rapporto con Chloe non è del tutto sincero e vero (lei pretende di rimanere incinta ma non ci riesce), qui Allen gioca a fare Hitchcock vincendo la partita, abbandona la commedia e rinuncia pure a recitare per regalarci forse la sua pellicola migliore e più ispirata, musicata da una colonna sonora che mescola lirica che drammatizza di più la scena, e gli attori ci donano personaggi che non si dimenticano facilmente primo fra tutti Johnathan Rys Meyers, il suo Chris è un personaggio il cui sentimento specialmente nella seconda parte del film è imprescindibile, lo si può classificare come egoista ma risulterebbe semplicistico per il semplice motivo che non è che incapace di prendersi le responsabilità di una situazione, ma pur di avere un posto al sole farebbe qualsiasi cosa, compreso recidere vite umane, quella di Nola e quella del suo stesso figlio, e vivere una vita di apparenza pur di avere il lusso e un nome rispettabile, ma alla fine è proprio questa la felicità? Fingere di essere felici pur di avere una bella casa, o una bella macchina e un futuro sicuro? Nel film vi sono diversi omaggi, dal tanto amato Bergman, a Hitchcock fino a Bunuel, d'altra parte se non si è mai nati su un trono non è che puoi diventare re da un giorno all'altro? E' proprio questo che ci vuole dire Woody? Che la scritta e vissero felici e contenti è solo una pura utopia?




giovedì 5 marzo 2009

Ascensore per il patibolo - di Louis Malle

Ascensore per il patibolo non è altro che un film su un delitto, in scena due amanti che progettano l'omicidio del marito di lei (una radiosa Jeanne Moreau, qui al suo primo ruolo importante) tutto procede bene finchè lui dimentica un piccolo particolare dopo l'omicidio del marito, ma il caso vuole che rimane imprigonato nell'ascensore, mentre lei vaga nella notte in cerca di risposte sentendo l'espiazione sulla coscienza, straordinaria la scena in cui Jeanne moreau vaga per le strade inzuppata di pioggia chiedendosi che fine ha fatto l'uomo che ama, già dalla sua opera d'esordio vediamo l'abilità registica di Malle, che segue i suoi protagonisti con la sua macchina da presa mostrando i loro sentimenti e le loro paure...
Il film musicato dalla tromba di Miles Davis (a proposito occhio alla colonna sonora bellissima metropolitana e molto triste) ripercorre la loro storia di amanti segreti, dall'incontro fino al progetto di uccidere il marito di lei che è un importante imprenditore, il film inizia con il delitto poi segue la Moreau nel suo folle vagare nella notte, tra locali e bar facendosi mille domande sul perchè non ha più avuto notizie del delitto e della persona che ama, fino all'incontro di due giovani un po' sbandati che lei crede siano il caprio espiatorio perfetto per farla franca, ma non è tutto come sembra, alla fine anche la polizia con le sue indagini alla fine arriva alla verità e per i due amanti non c'è più scampo.
Il film mostra senza tanti preamboli come il raggiungimento di una tanto agognata meta non porti altro che guai, come un sogno possa di colpo trasformarsi in un incubo e che la realtà non è mai come la vogliamo o la desideriamo noi, quando si compie un azione simile ci sono le conseguenze da pagare e la polizia arriva sempre dappertutto...
Film che è stato uno degli apripista della nouvelle vague se ne distanzia pur mantenendo inalterati i dogmi, Malle dirige un noir disperato e romantico, intrecciato a una storia d'amore la cui parola lieto fine può essere scritta solo nella loro immaginazione.







martedì 3 marzo 2009

American History X

« Noi non siamo nemici, ma amici. Noi non dobbiamo essere nemici. Possiamo essere stati tesi dalle nostre passioni, ma ciò non deve rompere i nostri legami d'affetto. Le corde mistiche della memoria suoneranno se toccate ancora, come sicuramente saranno, dai migliori angeli della nostra natura »
American History X è un film che fa riflettere, primo perchè è la storia di due fratelli il primo Derek che è appena uscito di prigione dopo tre anni per l'omicidio di un nero davanti a casa sua che cercava di rubargli la macchina, Derek è un neonazista, fa parte di un gruppo capeggiato da Cameron, che è una specie di guru che fa il lavaggio del cervello a ragazzi facilmente influenzabili, nel film è sottolineato come questi ragazzi possono finire nelle mire di gente senza scrupoli, (con questo non voglio giustificare le loro azioni reprovevoli ma semmai condannarle come è giusto fare), suo fratello Denny vuole seguirne le orme e entra nello stesso gruppo, ma Derek in prigione è cambiato e ha compreso il valore della tolleranza facendo amicizia con un ragazzo di colore con cui lavorava in prigione.
Denny nello stesso giorno dell'uscita di suo fratello, presenta a scuola una tesina sul Mein Kampf il libro scritto da Hitler prima della seconda guerra mondiale, l'insegnante rifiuta la sua idea, e lo invita a scrivere un altra tesina non prima di aver parlato con Derek, il fratello maggiore.
Il film è come un viaggio verso la redenzione di questo ragazzo, all'inizio lo vediamo incazzato contro la gente di colore e gli immigrati, c'è una scena da brividi di quando mettono sottosopra il negozio di immigrati e buttano il latte in faccia alla commessa, una delle loro azioni vandaliche, poi c'è la scena del campo di basket dove bianchi e neri lottano per avere il posto, vincono ovviamente il gruppo di naziskin, il film inoltre mostra come alcune ideologie sbagliate e totalitarie possano convincere chiunque, come un virus contagia, senza però spiegare il vero senso negativo del nazismo, e inserirlo nelle vene di questi ragazzi facilmente, come per dire che tutti quanti possiamo andarci di mezzo se non conosciamo, e soprattutto se non abbiamo la cultura della tolleranza e dell'amore verso il prossimo, è questo che Derek impara in prigione, lui si rende conto che quelle ideologie sono sbagliate, e si allontana anche dal gruppo di naziskin che ha conosciuto in prigione e loro gli fanno la festa per punirlo...alla fine riesce a chiudere i ponti con quel gruppo e Denny (che nel frattempo viene messo nella retta via dal fratello) lo affronta, ma appena ascolta la sua storia tornano a casa insieme e bruciano tutti quei cimeli nazisti di cui era ricoperta la loro stanza, ma forse è troppo tardi per ricominciare, l'odio genera odio e la vendetta bussa sempre alla tua porta...
Menzione speciale a Edward Norton in uno dei suoi ruoli migliori.