martedì 30 dicembre 2008

Chi ha paura di INLAND EMPIRE?

Chi ha paura di INLAND EMPIRE?
L'ultima opera cinematografica di David Lynch ha fatto paura a moltissimi fans, la cosa che mi stupisce e che forse credo sia un opera talmente innovativa per gli anni in cui è uscita e talmente sperimentale che persino io alla prima visione mi sono ritrovata stordita quasi come se mi fossi fatta una dose di Lsd.

Ma cosa rappresenta davvero INLAND EMPIRE? E' la fine del cinema di David Lynch? Non credo proprio, la summa della sua follia? Perchè no, condivido in pieno questa ipotesi, questo vuole essere un articolo e non una recensione, quella semmai verrà dopo un ulteriore visione forse la nona o la decima, perchè come opera è talmente complessa e articolata come una scatola cinese in cui è impossibile trovare una soluzione perchè subito dopo ne arriva un altra. La potenza ipnotica delle immagini e la colonna sonora composta questa volta da Lynch stesso che canta anche un brano Ghost of Love...segnano il punto di svolta nella cinematografia di Lynch? Perchè no? INLAND EMPIRE è una sinfonia d'immagini e di mondi che vanno aldilà della nostra percezione ottica, e olfattiva, alcuni hanno gridato al capolavoro (me compresa) altri alla colossale presa in giro, altri sono rimasti delusi per la totale lontananza delle opere precedenti dirette da Lynch ed effettivamente io non posso non dare torto a queste persone, altri lo hanno massacrato definendolo merda d'artista, ma cos'è realmente INLAND EMPIRE? Sono diversi mondi che si intrecciano tra loro legati a una donna (Laura Dern per altro qui nella sua migliore interpretazione) un sogno? Un incubo? Oppure stiamo attraversando un sipario invisibile dove realtà e finzione se mescolano fino a non capire dove comincia l'uno e finisce l'altro?
INLAND EMPIRE è una grandiosa opera surrealista e visionaria, eh si perchè no, per me è un opera d'arte, uno di quei film che verranno scoperti tra dieci anni, sicuramente qualcuno urlerà al capolavoro assoluto, di questo ne sono certa, forse tutti coloro che hanno storto il naso in questi anni si ricrederanno, io fortunatamente non ne ho bisogno, perchè so fin da subito che è forse il miglior film di David Lynch, perchè la libertà creativa è senza freni inibitori, anche se il digitale mi fa ancora storcere il naso e INLAND EMPIRE pur essendo un grandissimo film ha i suoi pregi e i suoi difetti, che non scrivo qui perchè come ho detto io è un articolo e non una critica dell'opera, e forse sono proprio questi che rendono la pellicola interessante. Ma ditemi voi, chi ha il coraggio di osare e di sfidare il proprio pubblico al giorno d'oggi? Lynch lo ha fatto, ha sfidato il suo pubblico con questo lungometraggio, e di questi tempi credetemi in molti anche se fanno cult movie cercano sempre di vendere il prodotto anche se passa il tempo e viene riconosciuto, e secondo me solo un artista (e Lynch lo è sicuramente) ha il coraggio di sfidare il suo pubblico rischiando persino la sua carriera, e di questi tempi è una cosa più unica che rara, per questo pur nella sua follia amo Lynch, ora vi chiedereste se ho accettato la sfida? Ehehehe, è una parola grossa, si ho accettato la sfida, e ogni volta che vedo il film è uno spettacolo per la mente e per il cuore a cui non rinuncerei per nessun motivo al mondo.







lunedì 29 dicembre 2008

Il giardino delle vergini suicide - di Sofia Coppola

Trama
Le cinque sorelle Lisbon, viste attraverso gli occhi di quattro ragazzi che le hanno sempre ammirate dal giorno del loro arrivo in città e raccontate attraverso i loro ricordi...
Siamo a Detroit nel Michigan, verso gli anni 70, l'america sta uscendo da poco da una vecchia cultura rigidamente religiosa, in questa cittadina vive la numerosa famiglia Lisbon composta dal padre insegnante di matematica del liceo locale, da una madre rigidamente cattolica e bigotta e da cinque figlie nel pieno della loro adolescenza.
Il vicinato osserva ma non interviene fino infondo, tutto viene osservato anche attraverso l'obbiettivo dei media che ne fanno un vero e proprio caso nazionale.
Il padre nonostante sia un professore di matematica e sta sempre in mezzo ai ragazzi è incapace di comprendere le figlie, che sono vittime della madre, in realtà tutta la famiglia lo è compreso il padre è una vera famiglia ostaggio per questo prima Cecilia, si suiciderà dopo aver assistito a un patetico party organizzato dalla madre, le Lux che è la ribelle di casa diventa l'oggetto del desiderio di Trip Fontaine che dopo la festa di fine anno fa l'amore con lei abbandonandola sul prato di un campo da golf...la punizione della famiglia sarà molto ma molto più crudele di quanto gli altri avrebbero immaginato...
Così Lux, Bonnie, Mary e Therese decidono di compiere un atto estremo per liberarsi per sempre dell'ingombrante madre.
Commento
Il film è tratto dal romanzo Le vergini suicide di Jeffrey Eugenides, e con mia grande sorpresa ho scoperto proprio poco fa cliccando su wikipedia che è tratto da una storia vera accaduta in Michigan negli anni settanta.
La società borghese, sa solo osservare e non interviene per aiutare queste ragazze che si trovano nel pieno della loro adolescenza, come tutti quanti vorrebbero avere rapporti con i loro coetanei, innamorarsi, uscire, ma il bigottismo e la severità della madre riesce solo a imprigionare queste ragazze rendendole come degli oggetti di sua proprietà, Sofia Coppola nella sua opera prima ci dona un film complesso e delicato, drammatico e malinconico, e rispetto ai vari filmetti per adolescenti ha una qualità in più, riesce a sorprenderti dal primo all'ultimo fotogramma, fin dai titoli di testa sembra sfogliare il diario di un' adolescente, i suoi ricordi, la sua vita, le sue aspirazioni, la fotografia marcatamente cromata fin dalle prime inquadrature che fanno intravedere i campi, la gente che passeggia con i cani, tutto sembra perfetto, tutto in ordine e pulito, ed è proprio in questi ambienti che si consuma il dramma di queste giovani ragazze destinate ad una prigione invisibile da una madre e da un padre incapaci di comprenderle e di farle vivere la vita, Sofia Coppola fotografa una borghesia ridicola e bigotta, nascosta da un perbenismo che in realtà non le appartiene, la società in torno a loro, le osserva e sa solo giudicare la loro sofferenza mai del tutto gridata e svelata ai quattro venti, durante la visione del film hai l'impressione di sentirti oppressa, provi una tristezza e malinconia, con un grande sconcerto nei comportamenti educativi dei genitori, specialmente del padre che come le figlie è vittima della moglie. La loro è una bellezza sfiorata, mai del tutto posseduta, forse per questo che quei cinque ragazzi sognano di stare con loro.
Nel film si scontrano due culture, la vecchia formata da genitori rigidamente severi e bigotti, e quella nuova il tutto viene frenato dietro un perbenismo di facciata che è come una maschera dietro quei cinque volti di piccole donne rimaste giovani per sempre dentro una casa prigione da cui non usciranno mai più.
Segnalo la bellissima colonna sonora scritta dai francesi Air.
Da collezionare.


Underground - di Emir Kusturica

Trama
La storia ripercorre la Jugoslavia, dal 1941 ai giorni nostri, al centro c'è il triangolo amoroso tra Marko, rivoluzionario comunista, Natalia, un attrice di teatro e Petar detto il nero, suo migliore amico e compagno di partito, dopo che Petar è stato rapito dai tedeschi viene liberato da Marko, che lo protegge mettendolo in uno scantinato, facendogli credere che c'è la seconda guerra mondiale per stare con Natalia, la donna che ama...

Commento
E' uno dei capolavori assoluti degli anni '90, vincitrice della palma d'oro a Cannes nel 1995, la pellicola uscita durante il conflitto dell'ex Jugoslavia narra la storia di una nazione distrutta dalla guerra, ed è inframmentata da filmati d'epoca racchiusi nella storia che raccontano e mostrano gli avvenimenti politici più imporanti accaduti nella ex Jugoslavia, facendone un ritratto a tratti documentaristico che lascia senza fiato, il tutto è curato alla perfezione come se l'autore della pellicola conoscesse a memoria la storia del suo paese facendone un ritratto spietato e curatissimo oltre che malinconico.
I due protagonisti interpretati da Micki Manojlovic' e Lazar Ristovski, sono due rivoluzionari che a modo loro vorrebbero cambiare il loro paese, una delle frasi che mi vengono in mente e che mi hanno fatto amare il film è il loro tormentone contro i fascisti che è una critica al regime della seconda guerra mondiale.
La straordinaria colonna sonora del film firmata da Goran Bregovich, le scenografie e la fotografia, a tratti cupa e claustrofobica sono il punto di forza che caratterizzano maggiormente il film. una delle scene migliori avviene quando i tre amanti cantano abbracciati insieme e le trombe suonano infuocate i ritmi gitani tanto cari a Kusturica, finchè c'è la prima parte del film il triangolo si mostra goliardico e amichevole ma poi le cose cambieranno.
Ed è proprio questo triangolo sentimentale tra Marko, Natalia e Petar detto il nero, il vero cardine della storia, tutto inizia quando la rapiscono durante una recitazione in teatro per toglierla a un certo Franz che è nazista, al contrario viene rapito Petar che viene salvato da Marko e rinchiuso sotto terra in una cantina facendogli credere che la guerra non è mai finita. Così Marko diventerà ricco ed un esponente importante al regime di Tito, con il traffico delle armi costruiti dalle persone che vivono sotto casa sua nel sotterraneo compresoil suo amico che dopo il matrimonio del figlio apprende la verità pure da Natalia e decide di uscire trofandosi dentro il conflitto della ex Jugoslavia e credendo che la seconda guerra mondiale non sia finita si trova appena uscito dentro un film di propaganda che ricorda proprio la sua storia con l'amico Marko. Underground è una pellicola grandiosa, surreale, felliniana e drammatica dentro c'è tutto il marcio della guerra e della devastazione in Jugoslavia, riusciranno Petar e suo figlio Jovan ad uscire da quello scantinato? Si ce la faranno e si troveranno nel conflitto che ha sconvolto la Jugoslavia...una delle scene più terrificanti è senza dubbio quella della croce con Cristo messo al contrario mentre Marko e Natalia bruciano ormai defunti, cosa ci vuole dire Kusturica? Che la guerra e le devastazioni non avranno mai fine? Che l'odio dell'uomo vivrà finchè vivrà la sua fame di potere e di conquista? Perchè no? Per me è questa la grande forza di Underground una sola parola per concludere la recensione.

CAPOLAVORO ASSOLUTO

domenica 28 dicembre 2008

Twin Peaks - Fuoco cammina con me

Trama
Teresa Banks viene ritrovata in un fiume avvolta in un sacco di plastica e le indagini dell'fbi portano ad un vicolo cieco, chi sarà mai quest'assassino così crudele? La scena si sposta a Twin Peaks e agli
ultimi sette giorni di vita di Laura Palmer, la più popolare ragazza del liceo della cittadina di provincia Twin Peaks non è come credono tutti, tra sesso, cocaina e una misteriosa presenza del male che ha sconvolto la sua vita...ma chi si nasconde dietro la maschera di quell'essere chiamato BOB? E chi sarà mai il suo veicolo?

AVVERTENZA
Tenetevi lontano dalla versione italiana del film, se potete acquistate la versione in lingua originale possibilmente con sottotitoli in italiano se la trovate, ci sono scene inedite ed è un po' più lunga della versione italiana.
COMMENTO
Versione cinematografica della serie tv Twin Peaks che ha dato notorietà a David Lynch trasformandolo in una celebrità a livello mondiale, il film si concentra tutto sugli ultimi sette giorni di vita della vittima di Twin Peaks, ossia Laura Palmer, Lynch rinuncia alla censura tipica della televisione per concentrarci sull'inferno privato di una famiglia anche troppo perfetta per essere vera, con il personaggio di Laura Palmer, un po' vittima e un po' carnefice Lynch crea uno dei personaggi entrati a pieno diritto nella storia del cinema, e anche della televisione lo spettatore viene risucchiato nella vita di questa ragazza acqua e sapone entrando in un inferno popolato da droga, alcool, sesso, incesto portati all'estremo come solo un genio cinematografico riesce a fare.
La cosa che mi stupisce è che più passa il tempo, più io apprezzo e amo questo film che senza dubbio è uno dei migliori horror che ho visto, dopo Shining lui si merita un secondo posto a pieno diritto, vi sono stati alcuni che hanno stroncato il film dicendo che era una porcata...che faceva schifo...io non sono d'accordo con questi pareri anche perchè a mio parere solo un capolavoro si fa amare di più passando il tempo. Enigmatico labirintico e inquietante, ha molto in comune con un altro capolavoro di David Lynch, quel Velluto Blu, dove le tipiche casette con il verde intorno (e Twin Peaks ha un forte richiamo con tutte le opere cinematografiche di David Lynch), nascondono orrori e crudeltà inimmaginabili. La figura di Leland Palmer a tratti può risultare patetica a tratti può inorridire, e la figura mefistofelica di BOB, spirito, alter ego o doppelganger sono al centro di un mistero che mi ha sconvolta e ha rivoluzionato la mia vita, la prima volta che lo vidi mi ha terrorizzata tanto che mia madre mi squoteva per farmi riprendere, poi mi è passata, sottolineo che questo è il primo film che ho visto diretto da David Lynch per questo è un piacere per me fare una recensione oggi in queto momento, come considero questo film? Per me è un capolavoro assoluto, che tutti dovrebbero collezionare cultori di Lynch e non per avvicinarsi a questo genio del cinema che con le sue opere continua a stupirci e a sorpenderci.



The Others - di Alejandro Amenabar

Trama
Jersey 1945 fine della seconda guerra mondiale, Grace Stewart, vive chiusa nella sua villa insieme ai suoi due bambini, che soffrono di una strana malattia che non gli permette di stare alla luce del sole, i bambini vivono nel buio della loro casa, ogni porta non deve essere aperta se quella prima non è stata chiusa dice la madre agli strani domestici che sono venuti a servirla, ben presto in casa accadono strani avvenimenti, i bambini dicono di vedere delle persone in casa, compreso un bamnbino Victor che riesce a mettersi in contatto con loro...


Commento
E' uno dei migliori film interpretati da Nicole Kidman, qui in forma smagliante, la regia di Amenabar poi da il tocco di brivido giusto in una pellicola che considero come uno dei migliori film ad alta tensione che ho mai visto.
L'inizio e folgorante, Grace urla di dolore è a letto ad un certo punto si alza e cerca i suoi figli, li abbraccia forte a se, ben presto le cose cambieranno, in casa avvengono strani avvenimenti, strani rumori, i bambini vedono e sentono delle presenze sconosciute... compreso la presenza di Victor un bambino che vive in quella casa...Grace crede che in casa ci siano i fantasmi, allora esce di casa per incontrare un prete e farla benedire ma sulla strada vede il marito interpretato da Christofer Eccleston.
Amenabar si è ispirato al libro giro di vite di Henry James, ma lui ha il genio di creare angoscia e inquietudine, il confine tra i vivi e i morti è talmente sottile come un velo che anche lo spettatore più astuto non riesce a indovinare il finale proprio come è successo a me che è tutta una sorpresa, la straordinaria fotografia di Javier Aguirresarobe, ne sottolinea il senso di claustrofobia, quello che mi ha colpito di più è il personaggio di Grace, interpretato da una Nicole Kidman qui in stato di grazia, è una donna sola, in preda al dolore di accudire i figli malati, per questo ci vuole una forza interiore indescrivibile.

Il rapporto di Grace con i bambini, le sue rigide regole, il suo essere iper protettiva e la strana presenza in casa che in un certo senso disturba la serena convivenza con i figli...e non è tutto, Amenabar ha la straordinaria abilità di dirigere un mostro di bravura qual'è Nicole Kidman, una delle scene più belle è quando finalmente le tende vengono tolte dalla casa, lei si rende conto che i suoi figli non sono più protetti come prima, piano piano si avvicina la verità che è tutta una sorpresa, in questo film non ci sono scene impressionanti, non è il classico horror, ma colpisce per il senso di inquietudine che si prova, cosa ci vuole dire Amenabar? Che i fantasmi infondo non fanno così paura? Che sono simili a noi? E perchè no? Infondo sono stati esseri umani anche loro, hanno vissuto una loro vita.
Nel film c'è come ho detto prima il sottile velo tra la vita e la morte, i vivi alcuni esseri viventi possono sentire i defunti nelle loro case? La paura per questo film è per le cose non viste, soprattutto per quelle che non conosciamo bene ecco perchè considero The Others uno dei capolavori del terzo millennio.





Intervista di Federico Fellini

Intervista di Fellini è il giro di 24 ore nel mondo di cinecittà, tra giornalisti che intervistano Federico, qui in veste d'attore, il mondo luccicante delle star e del cinema visto attraverso gli occhi di uno straordinario Sergio Rubini, c'è la nostalgia, l'amore per il cinema e naturalmente il mondo di Fellini, che rappresenta il cinema di casa nostra come un grande circo, quando l'ho visto mi ha dato l'impressione di assistere alla versione Felliniana di Effetto notte, ma con una differenza, la musica, l'allegria romanesca e goliardica tipica delle prime commedie all'italiana toccata con sguardo affettuoso da un grande regista di cinema quale è Federico Fellini, grandissima la comparsata di Marcello Mastroianni e Anita Ekberg che rivedono le loro scene nella dolce vita....
Dopo otto e mezzo, Fellini ci regala forse il suo ultimo capolavoro, dico forse perchè mi è piaciuto anche Ginger e Fred che recensirò a breve...da collezionare.

Lo Scafandro e la Farfalla

Trama
Jean Dominique Bauby è un uomo di successo, di professione fa il caporedattore della rivista Elle e ha tutto ciò che si può desiderare dalla vita, soldi, successo, figli, un giorno mentre è uscito in macchina con il figlio ha un ictus ed entra in coma, svegliandosi con il corpo quasi completamente immobilizzato, l'unica parte con cui comunica con il mondo esterno è la sua palpebra sinistra, con cui ha dettato all'infermiera il libro Lo scafandro e la Farfalla.

Commento
Il film è tratto dal romanzo di Jean Dominique Bauby, Lo scafandro e la Farfalla, e racconta la sua vita di successo, sia con il lavoro che con le donne, fino all'ictus all'età di 43 anni che lo ha reso quasi completamente immobile, apparte la palpebra sinistra.
All'inizio le immagini appaiono sfuocate, vulnerabili, quasi come se lo spettatore fosse nel corpo di Jeandò come viene chiamato nella vita, il regista è molto bravo a fare identificare nel personaggio lo spettatore, sentiamo le sue parole al di dentro del suo essere, parole che non possono essere nè pronunciate ne urlate, Il corpo di Jeandò è simile a una nave, dove tutti noi che vediamo il film siamo costretti a vivere, viaggiamo con la fantasia e i ricordi di Jeandò (interpretato da un bravissimo Mathieu Amalric (che scoperta, parlo naturalmente dell'attore non delle mie sensazioni).

Shnabel prende lo spettatore per mano, scoprendo che la sua vita non sarà più la stessa, ci fa provare il suo dolore, la sua pena, immedesimandoci in qualcosa che a nessuno dovrebbe succedere, poi vediamo le persone intorno a lui, c'è il padre che si commuove quando l'infermiera gli legge le lettere per parlare con suo figlio al telefono Von Sydow è molto bravo specialmente quando grida il suo dolore per non poter più parlare al figlio come prima, c'è Celine, la moglie che lo accudisce con i suoi figli, c'è l'infermiera, con cui Jeandò fantastica di sedurre mangiando ostriche sulle note della Lolita Kubrickiana, ci sono i ricordi e c'è la fantasia, in quello che definisco uno dei migliori film di quest'anno che sta per finire...da collezionare