martedì 28 ottobre 2008

The Rocky Horror Pictures Show - di Jim Sharman

Trama
I due fidanzatini Brad e Janet, per un guasto alla macchina si recano al castello che trovano vicino al luogo dell'incidente, ad aprirgli la porta è Riff Raff il maggiordomo con Magenta la cameriera.
Così inizia la festa, vediamo i due protagonisti guardare con occhi spalancati il ballo the time wharp, e Janet continua a svenire per la disinibita esibizione dei transilvani, ma quando arriva Frank-n-Furter la musica cambia, i due giovani vengono invitati nello studio non prima di essere privati dei vestiti quasi completamente, assistendo alla nascita di Rocky l'amante perfetto, creatura fabbricata dallo stesso Frank-n-Furter, che gli dice in soli sette giorni posso fare di te un uomo, e anche in soli sette giorni posso farti un uomo, però Rocky risulta un po' tonto perchè possiede metà cervello di un certo Eddie, ex amante di Frank-n-Furter che compare improvvisamente cercando di smantellare il posto di Rocky, ma Frank lo uccide, poi avvengono le nozze tra i due.
Nella stessa notte Frank inizia all'amore i due teneri fidanzatini travestendosi prima da Brad per ottenere le grazie di Janet e poi viceversa, Riff Raff minaccia Rocky e lui scappa e si nasconde, viene trovato da Janet che lo seduce e lui fa altrettanto, ma vengono sorpresi da Brad e Frank, nello stesso momento arriva il professore dei due giovani Von Scott, che sta studiando le ricerche di Frank, lui stesso allora dice che la presenza dei giovani nel suo castello non è casuale, durante la cena la tensione è palpabile, si festeggia il primo compleanno di Rocky, e si viene a sapere che Eddie è il nipote del professore allora Frank butta via la tovaglia dal tavolo e si vede il cadavere di Eddie, c'è una confusione generale e Frank immobilizza tutti tranne Riff Raff e Magenta, ma i due cambiano volto...
Riff Raff e Magenta si ribellano al padrone e lo uccidono scappando con il castello astronave.

Commento
Ho appena finito di vedere questo film, mi è piaciuto da morire, il film è divertente trasgressivo, comico, esuberante, grottesco e perchè no capolavoro.
Mi ricordo che da piccola credevo fosse un horror forse ingannata dal titolo...
Invece è uno dei musicals più riusciti, pensate a due teneri e casti fidanzatini che invitati al matrimonio si danno un casto bacio perchè lei è riuscita a prendere il bouchet della sposa, ora immaginateli di notte durante una tempesta, soli e inzuppati vedono un castello, ci entrano ed è come entrare in un altro pianete nel vero senso della parola non sto scherzando.
Il film è ricco di riferimenti riguardanti la sessualità che per i tempi in cui è uscito era piuttosto fuori dagli schemi, non ci sono schemi normali per fare sesso, si può fare sia con uomini che con donne, l'importante è riderci su divertendosi a più non posso.
Le sensazioni che ho avuto non erano di disgusto anzi semmai è il contrario, non c'è nulla di volgare e gratuito nelle scene, il tutto è costruito con una sana dose di ironia e humor che ne fanno un piccolo capolavoro da collezionare.
Bravissimo Tim Curry anzi direi piuttosto figo, il ruolo di Frank-n-Furter sembra scritto apposta per lui, deliziosa Susan Sarandon la "tenera fidanzatina" che si lascia incantare dallo spirito goliardico della compagnia, imitando alla fine i comportamenti dei transilvani.
Il tutto condito con canzoni memorabili come Time Wharp, thouch a thouch me e Sweet Transvestite che sono quelle che mi sono piaciute di più.
Il film è raccontato da un narratore, un criminologo che rievoca tutte le vicende, ed è ricco di riferimenti artistici alle statue tra cui quella del David di Donatello, e citazioni cinefile come quella del Titanic o omaggi alla RKO, il tutto condito con la normalità dei due fidanzatini che si mescola con la trasgressione di questi extraterresti comicamente trasgressivi, da collezionare *_*





lunedì 27 ottobre 2008

Luci d'inverno - di Ingmar Bergman

Trama
Il pastore protestante Tomas Ericcson dopo la funzione religiosa riceve la visita di un parrocchiano che soffre di mania depressiva ed è ossessionato dalla bomba atomica, il pastore malgrado le sue parole di fede non riesce a dissuaderlo dal suicidio, poi riceve la visita di una donna che gli da una lettera, attraverso questa lettera vediamo il suo volto che racconta le parole della missiva raccontando un miracolo di guarigione da un eczema alle mani, visto grazie a un flashback, e gli confessa il suo amore, il pastore le dice che non l'ama e che ha amato la moglie defunta ormai da quattro anni.
Alla fine Jonas si suiciderà con un colpo in testa e una donna avverte il pastore della morte dell'uomo.
Alla fine il pastore cerca di consolare la moglie di Jonas ma lei rifiuta il suo conforto...

Commento
Film dedicato al silenzio di Dio, Luci d'inverno è un opera da camera che sottolinea l'incapacità degli uomini di chiesa a parlare con gli uomini e soprattutto a capire le loro sofferenze e la vita.
La figura del pastore, un uomo incapace di scendere dalle quattro mura della sua chiesa che lui vede come una cosa sacra, è incapace di avvicinarsi agli esseri umani e alle loro vite incapace di vivere per dirla con parole semplici, stretto in quelle mura austere e grigie, dice la sua messa, e Bergman è bravissimo a sottolineare l'incapacità di dialogo tra gli uomini di chiesa con gli uomini della strada, con la loro vita, le loro difficoltà, il loro mondo fatto di regole ferree, in cui tutto è peccato è molto diverso dalla vita vera e propria, il personaggio di Jonas interpretato magistralmente da Max Von Sidow in forma smagliante, incarna l'uomo ormai sconfitto dalla vita che cerca una via di salvezza nella religione, e naturalmente non la troverà, la stessa donna che si innamora di lui, viene trattata in malo modo una volta che lei gli confessa il suo amore.
La vita intorno al pastore passa, con le sue sofferenze e i suoi sentimenti, ma lui resta impassibile di fronte allo scorrere di questa vita, non come se non gli importasse nulla attenzione, il pastore è assolutamente incapace di dare risposte certe a chi gli chiede il suo aiuto, perchè vive secondo le leggi della chiesa non secondo la vita, anzi forse non la conosce davvero, e in questo Bergman fa riflettere molto, una delle scene più belle secondo me è quando Jonas grida Dio mi ha abbandonato, e vediamo il pastore recitare sempre la solita novena...è una scena piena di filosofia, anche lui in quella scena si pone degli interrogativi che ahimè non troverà mai.
In conclusione è uno dei films più belli di Ingmar Bergman, dentro c'è forse una verità che in pochi riescono a cogliere.




domenica 26 ottobre 2008

Scene Cult - Morte a Venezia

La Dolce Vita - di Federico Fellini

Trama
Il film è tutto incentrato sullo sguardo di Marcello Rubini (Marcello Mastroianni) su Roma e sulla dolce vita di Via veneto, tra starlette, paparazzi e il fanatismo religioso di due bambini che dicono di vedere la madonna, tutto è messo sotto i riflettori e fa notizia.
E con tutto questo viene spiegata anche la vita del nostro protagonista Marcello, dal rapporto difficile con la compagna al desiderio inarrivabile per la star Sylvia.

Commento
Capolavoro della storia del cinema sia italiano che internazionale, Fellini negli anni sessanta costruisce una pellicola innovativa per i tempi che ha fatto scalpore, ma che ha vinto la palma d'oro a Cannes.
La pellicola è corale, sarcastica, pungente, come se Fellini stesso ha predetto che le star visto che sono star devono stare sotto i riflettori e adorate come fossero i nuovi dei, in questo ci vedo una satira pungente e una astuta critica e di questo ne sono felice, Fellini racconta la sua dolce vita, tutto quanto è messo sotto i riflettori e tutto quanto fa notizia.
Robert Altman sicuramente ha imparato molto da questa pellicola perchè ho notato molte somiglianze con il suo cinema.
Recentemente ho scoperto che chi vedeva questo film in quegli anni veniva scomunicato dalla chiesa, roba che mi ha lasciata perplessa non poco anche perchè ho trovato il film straordinario ricco di allegria
è molto simile in certi versi a otto e mezzo ma con la differenza che non ci sono situazioni oniriche e surreali.
Marcello Mastroianni dimostra ancora una volta la sua bravura di interprete.
Splendida la scena alla fontana di trevi come è bella la scena in cui tutti ballano e la Ekberg si unisce a tutti e si diverte pure.
La cosa più bella del film resta lo sguardo disincantato del giornalista scandalistico Marcello Rubini che vede la sua vita non realizzata come avrebbe voluto per via del suo lavoro, vorrebbe un riconoscimentoe come giornalista serio ma ancora non arriva allora si ripercorre la sua vita e la vita che vorrebbe avere grandioso da collezionare.

sabato 25 ottobre 2008

La gatta sul tetto che scotta - di Richard Brooks

Trama
La gatta sul tetto che scotta, è tratta da una piece di Tennessee Williams, racconta la storia della crisi di una coppia che apparentemente non riesce a parlare, il marito è un crisi esistenziale e non riesce a provare amore per la moglie a causa di un suo amico in un incidente...nonostante l'amore che ancora prova per il marito, lui comincia a bere perchè si è lussato un ginocchio cercando di correre una sera
attorno a loro una famiglia di egoisti che sanno solo giudicare.

Commento
un film toccante e bellissimo che racconta la crisi esistenziale di una coppia che in apparenza non riesce a parlare ne a esprimere i propri reali sentimenti, intorno a loro una famiglia di egoisti che sanno solo giudicare le apparenze senza guardare nel profondo.
Nella Piece il motivo della crisi tra Brick e Maggie è l'omosessualità celata del marito e il fatto che non riesce a provare attrazione per la sua focosa moglie e annega le sue paure e i suoi timori nell'alcool per non ammettere la sua onosessualità.
Nel film invece questo episodio viene censurato per non imcappare nel codice hayes in vigore allora, e la storia si incentra sul fatto che il marito è in crisi perchè considerava Brick un modello da seguire e quando la moglie gli dice che lo ha sedotto per cercare di ingelosirlo, la sua reazione è di gelosia, infatti dopo il drammatico confronto piano piano le cose migliorano.
Anche la famiglia di lui è chiassosa, ingombrante, non comprende i loro problemi e sa solo giudicare, una delle scene che mi piacciono di più è qunado avviene il confronto tra Brick e suo padre lui capisce molte cose, Maggie in quella situazione e con tutto l'amore che dice di avere per Brick cerca di stargli accanto cercando di fare uscire quell'amore nel marito per lei...
Mensione speciale ai due protagonisti che da soli valgono la visione del film Paul Newmann ed Elizabeth Taylor (che scoperta!)

Con questo film li ho scoperti entrambi e cercherò di approfondire guardanto i loro films
intanto collezionate questo film ve lo consiglio anche perchè è un piccolo capolavoro



mercoledì 22 ottobre 2008

L'appartamento di Billy Wilder

Trama
CC Baxter, lavora come contabile presso una azienda importante, grazie al suo appartamento che presta ai superiori per le loro scappatelle extraconiugali, riesce a fare carriera molto velocemente, un giorno incontra e si innamora di Fran Kubelick, che ha una relazione con il numero uno dell'azienda che per di più è indeciso sul suo rapporto con lei ed è anche sposato, quando però il capo in cambio di una promozione più appetibile vuole in esclusiva l'appartamento le cose cambiano.

Commento
Il film è una satira al vetriolo sulle aziende e il volere fare carriera a tutti i costi, ma è anche una acuta riflessione sull'individuo umano e sulla moralità, il nostro protagonista CC Baxter, si comporta come una prostituta, svende il suo appartamento per fare carriera, ma non ha fatto i conti con l'amore, un giorno inconta Fran Kubelick (interpretata da una deliziosa Shirley Mclaine, quanto era carina da giovane, nulla da invidiare a star appariscenti quali Marilyn Monroe o BB) che lavora negli ascensori e fa salire e scendere gli impiegati dell'azienda.
Il film inizia con tutti gli impiegati che di corsa cercano di raggiungere la loro postazione, e tra tutti vediamo CC Baxter che si racconta, e racconta anche che nel suo appartamento non può entrarci quando vuole, lo vediamo per strada, l'impermeabile appena uscito dall'ufficio attendere che gli "ospiti" escano per tornare dalle loro famiglie.
Grazie all'incontro con Fran, che dopo la vigilia di natale la trova incosciente nel suo appartamento per colpa di un litigio con il capo con cui ha una relazione, per un tentativo di suicidio, qui inizia la parte del film che preferisco, CC e Fran cominciano a conoscersi, Billy Wilder presenta i nostri eroi nella loro quotidianetà e nelle loro abitudini, facendo abilmente intuire che l'amore piano piano comincia a nascere tra i due ed è proprio grazie a questo che CC comprende che certe cose non hanno prezzo, che non tutto può essere sottoposto a corruzione, CC e Fran si ritroveranno per finire quella partita a carte che avevano cominciato.
L'amore vince su tutto, è questo il tema di questo film splendido diretto magistralmente da Billy Wilder, poco fa su wikipedia ho letto che è considerato un capolavoro, non posso che concordare cio' che wiki dice, menzione speciale alla regia di Wilder e alle interpretazioni di Lemmon e Mclaine che ritroveremo di nuovo insieme nel delizioso Irma la Dolce che recensirò a breve.

martedì 21 ottobre 2008

Scene cult - Twin Peaks Fire Walk With Me - The Voice of Love

Rocco e i suoi fratelli - di Luchino Visconti

Trama
Rocco, emigra al nord con la famiglia per trovare un lavoro. A Milano c'è il fratello più grande Vincenzo in procinto di sposarsi ad accoglierli, dopo le prime difficoltà Rocco trova lavoro presso una lavanderia. Simone fa il pugile di professione, Ciro lavora all'Alfa Romeo e Luca il più piccolo sta a casa con la madre.
Simone conduce una vita sregolata fatta di notti brave, a ubriacarsi, e nel frattempo inizia una relazione con una giovane prostituta Nadia, questo condiziona le sue prestazioni sul ring che spesso e volentieri sembrano modeste.
Tra i fratelli il più timido e il più buono è ovviamente Rocco, che dopo il servizio militare incontra Nadia e le da un barlume di speranza di un futuro migliore...tra i due nasce l'amore ovviamente quando Simone lo verrà a sapere stuprerà Nadia e picchierà il fratello, ma nonostante ciò Rocco capisce il dolore del fratello e rinuncia a quella relazione...
Simone e Nadia tornano insieme ma le cose peggioreranno ulteriormente tra i due.

Commento
E' un film che mi ha colpita tantissimo, quando lo vidi la prima volta, soprattutto colpisce il personaggio di Rocco che nonostate il grande dolore che gli procura il fratello è sempre pronto a dare una mano e a perdonarlo nonostante Simone sia il meno responsabile tra i due, anche quando Simone stupra la sua ragazza lo perdona sempre, si mette da parte negandosi la felicità che gli spetta di diritto, anche perchè quando Simone scopre la relazione tra lui e Nadia, non vedeva la donna da due anni, quindi non ha motivo di reagire in quella maniera.
Rocco resta un uomo solo, incompreso, anche quando i frtatelli gli dicono che facendo così sbaglia ed hanno ragione lui è sempre disposto a porgere l'altra guancia nonostante il dolore.
Rocco interpretato magistralmente da un giovane Alain Delon, che qui gli spetta una menzione speciale meritatissima, nonostante l'amore di Nadia cerca di avvicinarsi a un fratello che non comprende i suoi gesti, come al contrario fa Rocco con lui.
Il film si concentra per la maggioranza con il racconto del rapporto tra Rocco e Simone, gli altri fratelli pur essendo più maturi di Simone vengono raccontati come persone semplici del sud, onesti e sinceri.
La regia di Visconti poi da il tocco da maestro per creare un capolavoro da collezionare, come la sceneggiatura scritta tra gli altri da Suso Cecchi D'amico, Pasquale Festa Campanile, Massimo Franciosa, Enrico Medioli, e Luchino Visconti, ha tutta l'aria di ispirarsi a quei film con James Dean ho respirato le atmosfere di Gioventu' bruciata con James Dean.
A differenza di Morte a Venezia questo film mi è piaciuto subito infatti grazie a questo film Visconti mi è entrato nel cuore.
Ben presto le cose per Simone peggiorano, ritornato con Nadia, comincia a fare debiti e questo gli causa la fine della sua carriera di pugile, al suo posto subentra Rocco che al contrario di Simone riesce molto bene ed è molto più bravo, non passa molto tempo che arrivano anche i successi, ma anche la vittoria più grande porta in se un grande dolore, il dolore per la perdita di Nadia uccisa da Simone.
La confessione della morte della ragazza porta alla disperazione Rocco e anche se i suoi fratelli disapprovano che aiuti Simone lui gli da una mano, ma non passa molto tempo prima che Simone viene arrestato dalla polizia.
Un film memorabile, con attori bravissimi, una pellicola da collezionare e da amare.


Memorie di una cinefila

Creando questo blog questa estate, poi lo spazio su MySpace e su Splinder, ebbi l'idea di creare una specie di diario online personale delle mie passioni e delle mie scoperte cinefile, ho scritto parecchie recensioni, ma finora non mi sono mai raccontata in prima persona, voglio farlo stasera, raccontandovi come grazie a David Lynch e Tim Burton scoprii i miei primi registi preferiti, anzi aspettai che li trasmettessero in televisione i loro films per registrarli tutti quanti e naturalmente per divorarli tutti quanti...poi naturalmente ebbi voglia di ricercare e di sapere...ricordo ancora le ricerche affannose che feci per il film Dracula di Bram Stocker di Francis Ford Coppola, era dicembre 1994, avevo vent'anni e mi accorsi in quell'anno che la mia non era semplice curiosità, anche se allora mi definivo semplice appassionata avevo la necessità di scoprire la settima arte e di conseguenza farmi una cultura cinematografica, di sapere tutto ma proprio tutto di films, attori e attrici che reputavo bravi.
Così ebbe inizio la sfortunata ricerca di materiale (perchè ahimè non possedevo proprio nulla di quel film quindi immaginate la mia tristezza) riguardante il Dracula di Coppola...decisi di comprare ciak e di collezionarlo proprio in quel periodo, e scherzo degli scherzi il numero di dicembre era esaurito. La mia collezione di Ciak inizio' con il numero di Gennaio 1995, così cominciai a cercare materiale di qualsiasi cosa attirasse la mia attenzione, anche se Dracula e il materiale dedicato a lui nn l'ho trovato ma pazienza...

Con Ciak scoprii la maggioranza dei registi e degli attori che mi piacciono anche se adesso è la rete la mia principale fonte di informazione perchè è di più facile consultazione ed è molto più comoda.
Grazie alla rete lessi migliaia di recensioni anche di film che molti critici trovano pessimi ma che a me personalmente hanno lasciato il segno, ho moltissimi guilty pleasures ovvero i film massacrati dalla critica ma che a me sono piaciuti, non li elenco stasera perchè devo fare una recensione su un film di Visconti che amo particolarmente...ve li racconterò a giorni se volete...

domenica 19 ottobre 2008

Il Grande Lebowski - di Joel e Ethan Coen

Trama
Jeffrey Lebowski, detto il "Drugo" un uomo squattrinato che passa il tempo a giocare a bowling, semidisoccupato e appena piantato dalla moglie, viene scambiato per un uomo la cui moglie deve molti soldi a un magnate della pornografia tale Jackie Treehorn, il bello che il marito ha lo stesso nome di drugo ossia Jeffrey Lebowski.
Dopo qualche giorno Bunny Lebowski scompare, il marito fa credere a Drugo che è stata rapita grazie a quattro balordi che continuano a chiedere un riscatto...
Nel frattempo "Drugo" cerca di scoprire il passato della donna facendo il detective dietro compenso, ma ben presto si accorgerà che Lebowski la sa più lunga di quanto fa vedere...

Commento
Uno dei migliori films dei fratelli Coen,qui giocano con il noir mischiato con la commedia infatti il film è ricchissimo di scene esilaranti come quella di quanto Walter fracassa con la sbarra i vetri di una automobile credendo che un ragazzino l'ha comprata con i soldi che servivano per il riscatto.
I Coen sono abilissimi nel presentare anche i personaggi come il folgorante inizio in cui dietro le note di una canzone western si vede un cespuglio roteare nel deserto e all'improvviso la scena si sposta in un supermarchet dove troviamo un uomo spettinato e trasandato "Drugo" appunto che è andato a comprare il latte per il suo cocktail preferito il White Russian che lui beve a litri, facciamo conoscenza di drugo attraverso le parola di un Cowboy che narra la sua storia, siamo nel 1991 durante la prima guerra del golfo, si vedono spezzoni di interviste a Bush senior, ma drugo non gli da molta retta, lui passa il suo tempo a giocare a bowling a fumare marijuana, mentre torna a casa ad accoglierlo due balordi che lo picchiano chiedendogli dei soldi, allora gliela fanno sul tappeto...non contento di questo va dall'uomo che cercavano quegli uomini per riprendersi il tappeto, per lui la storia finisce lì finchè non viene coinvolto in un presunto caso di rapimento da parte dello stesso uomo che ha il suo stesso nome...
I Coen presentano un gruppo di Idioti la cui menzione speciale spetta a Jeff Bridge qui nella sua interpretazione migliore, che non hanno affatto il fiuto investigativo, infatti il film è una parodia del genere in cui il divertimento è più che assicurato, da non sottovalutare il cameo del loro attore feticcio John Turturro nel ruolo di un giocatore di Bowling un po' schizzato.
I nostri Sherlock Holmes se vogliamo chiamarli così, non sanno da dove cominciare nelle indagini infatti quando cominciano a indagare fanno più casini invece di risolvere il caso, la chiave della soluzione infatti sta proprio in questa scelta...dell'omonimo di Drugo ovviamente...
Daltra parte anche Julianne Moore non sfigura tra gli attori che hanno recitato nel film, qui interpreta la figlia di Lebowski una pittrice vaginale che stringe un rapporto d'amicizia con Drugo e lo aiuta a modo suo nelle indagini...
Da collezionare



venerdì 10 ottobre 2008

Carrie, Lo sguardo di satana

Trama
Carrie White, è una timida studentessa con problemi di socializzazione dovuti al fanatismo cattolico della madre che vede il peccato in ogni semplice cosa, il giorno che le arriva il primo ciclo mestruale, viene dotata del potere di muovere gli oggetti con la forza del pensiero.
Carrie, che è da sempre oggetto di screzi e scherzi di ogni tipo dalle compagne della scuola, viene invitata al ballo di fine anno da un giovane a cui una ragazza gli aveva detto di invitarla...
Carrie nonostante la madre non vuole mandarla alla festa ci va lo stesso, non sospettando il crudele scherzo che una sua compagna di classe le ha preparato...

Commento
« Carrie, non hai toccato la tua torta di mele»«Mi fa venire i brufoli, mamma...»«Allora i brufoli sono la maniera per il Signore di preservarti casta! »

Carrie è un film che mi ha sorpreso molto, tratto dal romanzo omonimo di Stephen King è un opera che ti ipnotizza, finalmente stasera sono riuscita a vederlo tutto e sono felice di averlo fatto.
Ricordo che da piccola una volta vidi in un giornale la foto di Sissi Spacek coperta di sangue e mi impressionò tantissimo, a rivederlo il film stasera trovo che sia uno dei migliori films di Brian De Palma.
Menzione speciale alla grandissima Sissi Spacek, che ci regala un personaggio prigioniero di una madre padrona vittima del suo fanatismo religioso interpretata da una strepitosa Piper Laurie (ve la ricordate Catherine Martell di Twin Peaks? E' proprio lei), Carrie è vittima degli scherzi delle sue compagne di scuola il film si apre con una partita a pallavolo in cui Carrie sbaglia e non prende la palla, una di loro le da uno schiaffo in testa per rimproverarla, poi la scena si sposta negli spogliatoi, la cinepresa di Brian De Palma accarezza i corpi delle sue attrici come le ali di una farfalla, fino ad arrivare al corpo minuto di Carrie che si fa la doccia, la cinepresa segue i movimenti delle sue mani fino all'uscita del sangue mestruale, che provoca l'orrore nei suoi occhi, ed ecco che le altre ragazze della sua scuola cominciano ad attaccarla, in suo aiuto arriva la professoressa che la aiuta.
Carrie non è uguale alle altre ragazze, il fanatismo religioso di sua madre l'ha resa incapace di rapportarsi con gli altri così diventa lo zimbello della scuola, la cosa che mi ha sorpreso di questo film è proprio il personaggio di Carrie, ci voleva Sissi Spacek per interpretarla e la interpreta così bene che subito ti conquista, vorresti tifare per lei perchè capisci che infondo non è cattiva i veri cattivi sono coloro che durante il ballo della scuola le buttano addosso il sangue di maiale in uno scherzo crudele che mette in ridicolo la sua persona, questo è troppo, adesso lei usa i suoi poteri per vendicarsi di tutti perchè non ne poteva più di essere oggetto di screzi di tutti quanti, c'è una scena che segnalo, però dovete vedere attentamente il film fate attenzione a prima che il sangue le cade addosso, Amy Irving che interpreta una delle compagne di Carrie sembra sia d'accordo con quelli dello scherzo, poi si allontana, la professoressa guarda la scena e rimane ferma, la ragazza la avverte della situazione e la butta fuori, alla fine quando è sudicia di quel sangue stanno tutti in silenzio, ma solo per un momento, poi Carrie stessa sente gli avvertimenti della madre che prima di andare al ballo le diceva che tutti avrebbero riso di lei...dopo di chè si sente una fragorosa risata, una delle scene più tristi e più raccapriccianti che ho mai visto.
Qui scatta la vendetta di Carrie che a uno a uno usando i suoi poteri li elimina tutti...non dico di più perchè altrimenti rovinerei la sorpresa a chi ancora non l'ha visto, anche perchè il finale è una di quelle sorprese che non ti aspetteresti mai che succedessero.
Il film è una lucida analisi del diverso e De Palma è talmente bravo in questo film supportato da una sceneggiatura scritta da Lawrence D. Cohen e musicato dal nostro Pino Donaggio, verso chi ha subito per anni la segregazione da parte di genitori (in questo caso la madre) fanatici religiosi, ed è anche l'analisi di una persona che ha voglia di vivere normalmente come tutti gli altri, di essere come tutti gli altri, infatti una delle scene più belle è senza dubbio quella in cui dice perchè non me l'hai detto? (per via dell'arrivo del ciclo in cui lei non sapeva assolutamente nulla) lei si accascia piangente e sua madre la rinchiude nello stanzino...
Una sola parola che è anche un consiglio appassionato per questo film
Vedetevelo!

mercoledì 8 ottobre 2008

Man On The Moon - di Milos Forman

Trama
La vita del comico Andy Kaufman, raccontata in questo grande film diretto da Milos Forman.
Kaufman viene notato dal manager George Sciapiro, grazie a una eccezzionale performance di un personaggio chiamato lo straniero, subito dopo imitava alla perfezione Elvis Presley.
Il fatto curioso è che Kaufman si presentava sempre come Showman, e i suoi spettacoli erano happening dove la gente non capiva davvero se quello che succedeva era vero o falso...
Morì di un cancro ai polmoni molto raro a 35 anni.
Il film è tratto da una storia vera.

Commento
Man on the Moon è un film incompreso, un piccolo gioiellino che merita di essere recuperato ma soprattutto visto e rivisto oltre naturalmente che collezionato.
Jim Carrey in questo film da il meglio di se, la sua è una performance che in molti hanno paragonato a una possessione dello spirito di Andy Kaufman data la bravura con cui ha affrontato questo ruolo per cui merita una menzione speciale, non è da meno Denny De Vito che insieme a Carrey formano la coppia che più mi è piaciuta, gli va appresso anche Paul Giamatti nel ruolo di Bob Szmuda, vera a propria spalla di Kaufman quando faceva il comico, un grandissimo film che ho aspettato con ansia per molto tempo e ahimè molti anni prima di vederlo in tv registrandolo, la regia di Forman da il tocco finale a questo film che è senza dubbio uno dei miei preferiti in assoluto.
Grandiosa anche la colonna sonora composta dai R.E.M infatti è proprio il brano dei rem Man On the Moon che hanno dedicato a Kaurman che apre e chiude il film nei titoli di testa (che sono in realtà di coda) e in quelli di coda.
Curiosamente il film non ha avuto molto successo sia in patria che in europa, nonostante la grandissima performance di Carrey che da sola merita la visione del film, ma a me è piaciuto da morire tanto che lo vedo spesso e volentieri.

Segnalo le divertenti performance di Tony Clifton quelle fanno sganasciare compresi i duelli di Wrestling con le donne.

domenica 5 ottobre 2008

Morte a Venezia - di Luchino Visconti

Trama
Il compositore Gustav von Aschenbach, giunge da Monaco a Venezia per una breve vacanza, qui rimane affascinato da un giovane polacco Tadzio che sembra incarnare quell'ideale di bellezza a cui tanto faticosamente ha cercato di raggiungere.
In una Venezia in preda a una epidemia di colera tenuta nascosta dalle autorità locali per paura di perdere il turismo si consuma la passione di Ashenbach fino a morire sulla spiaggia del lido mentre contempla ancora il suo amato Tadzio...

Commento
15 anni dopo...
La prima volta che vidi Morte a Venezia mi sono annoiata a morte, è successo una sera d'estate facendo l'imperdonabile errore di non assimilare questo film e di non degustarlo fino in fondo dandolo per scontato, per questo ho sempre evitato di rivederlo, anni fa mi accorsi che forse non ero abbastanza matura per vederlo o per apprezzarlo fino in fondo, e anche oggi che l'ho rivisto e finalmente sono riuscita ad apprezzarlo avevo paura a rivederlo troppo presa dalle sensazioni contrastanti con cui l'ho visto la prima volta.
L'ho visto, l'ho assimilato, da premettere che il mio commento non vuole essere nè a favore nè contro diciamo che è un commento neutro perchè non me la sento nè di stroncare questo film che reputo un capolavoro nè di inserirlo tra i miei preferiti; da premettere non è un film facile è un film piuttosto complesso e pesante, consigliatissimo solo a chi ama il cinema e ai cinefili più incalliti.
Il film, musicato dalle strugenti note di Gustav Mahler è la storia di un artista Aschenbach ossessionato dal raggiungere una bellezza eterea e questa viene incarnata sotto le sembianze di un giovane polacco Tadzio appunto che passa le vacanze con la sua famiglia.
I dialoghi sono minimi ed essenziali, il film ruota intorno alla musica e alle sensazioni del protagonista, che ripercorre la sua vita attraverso i suoi ricordi, i suoi fallimenti e naturalmente attraverso quell'amore impalpabile e viscerale per quel giovane che incarna quell'ideale di bellezza in cui Ashenbach si innamora perdutamente...
Menzione speciale al grandissimo Dirk Bogarde che interpreta Ashenbach, non è facile interpretare un ruolo in cui il personaggio deve esprimere solo con i gesti le sue emozioni.
Il film è lento come una ballata di morte ma capace di esprimere dei sentimenti, che solo le grandi opere sanno fare, inoltre non fate l'errore che ho fatto io, non datelo per scontato, cercate di assimilarlo e di prenderlo così com'è, vedetelo sotto una luce diversa, scoprirete che avete davanti un film di una malinconia e di una bellezza che difficilmente si trovano in altre opere.
Il film è inoltre è una riflessione tra arte e vita, tra perfezione e genio, tra amore e idea che abbiamo di esso, come nella bellissima scena in cui Ashenbach parla di bellezza e arte insieme al suo amico...
Un film da vedere, ma soprattutto da assimilare, come una sinfonia, come una musica...


Sciuscià - di Vittorio De Sica

Trama
Pasquale e Giuseppe, lavorano come lustrascarpe nei marciapiedi di via veneto e hanno un sogno in comune, avere un cavallo, riescono nell'intento e affittano un cavallo bianco chiamandolon bersagliere.
Senza volerlo, con la complicità di Attilio, si ritrovano coinvolti in un furto ai danni di una chiromante e per questo motivo, vengono arrestati e messi in due celle diverse sperimentando l'inganno e la vendetta.
Il commissario e il direttore del carcere fanno credere a Pasquale che Giuseppe verrà frustato se non rivela i complici, il ragazzo vuota il sacco per non fare frustare l'amico, Giuseppe venuto a sapere che ha parlato ignorando il motivo per cui l'ha fatto, rivela a staffetta che nella sua stanza è nascosta una limetta, gli eventi precipitano, durante una proiezione alcuni scappano e Pasquale per non perdere il cavallo rivela dove è nascosto, qui ci sarà una resa dei conti con Giuseppe che verrà frustato da Pasquale e cade sbattendo la testa...

Commento
Un film che colpisce infondo al cuore, uno dei migliori che ho visto in vita mia.
fino a poco tempo fa consideravo i 400 colpi il miglior film sull'infanzia mai realizzato, dopo la visione di questo capolavoro mi sono ricreduta, senza naturalmente togliere nulla all'opera di Truffaut che è e resta uno dei più grandi film sull'infanzia.
Sciuscià è un capolavoro perchè presenta senza sfacciettatura la realtà dei bambini costretti a lavorare a fare i lustrascarpe e nonostante ciò riescono a seguire i propri sogni, sogni che naturalmente gli adulti con il loro mondo riescono sempre a contaminare.
I nostri protagonisti si ritrovano senza volerlo complici di un furto ai danni di una chiromante, dopo questo fatto conoscono la dura realtà del carcere, l'inganno, la bugia e sperimentando anche cosa vuol dire crescere in fretta.
I nostri protagonisti non sono più quegli amici che insieme hanno inseguito il sogno di possedere un cavallo, sono cresciuti prima di scoprire di essere bambini, prima di possedere un giocattolo o di vivere la vita come qualsiasi bambino dovrebbe fare.
De Sica è bravissimo a dirigere i bambini e si vede ma è anche bravo a disegnare il mondo degli adulti che sono coloro che cambiano per sempre la loro vita, le esperienze in carcere li cambiano spazzando via quei sogni che ogni bambino deve inseguire ecco perchè Sciuscià è un capolavoro soprattutto perchè mostra senza finzioni nè banalità la realtà dei bambini poveri e di quegli adulti che negano loro l'infanzia, un film da fare vedere soprattutto a tutti i genitori per mostrare loro cosa significa negare ai propri figli i sogni. Da collezionare

sabato 4 ottobre 2008

Viale Del Tramonto - di Billy Wilder

Trama
Joe Gillis, uno sceneggiatore squattrinato è morto, ed è proprio da morto che racconta la storia dell'incontro con un atrice del muto Norma Desmond ormai dimenticata che incontra per caso dopo avere sistemato la sua automobile nel garage perchè credeva che la sua casa fosse abbaondonata, il primo incontro tra i due è fatale, lei lo scambia per quello che le deve dare la bara per la sua scimmia, poi scoprendo che era uno sceneggiaore approfitta della situazione per cercare di tornare sulle scene, lui naturalmente non perde occasione per avere un riconoscimento anche da Hollywood, ma Norma vive soltanto del ricordo della diva che fu, nel salotto posano le foto di quando era famosa, ogni tanto si fa proiettare dal marito ora ridotto a farle da maggiordomo e che un tempo è stato il suo pigmalione uno dei suoi films...ma Norma si illude di poter ritornare sulle scene perchè nonostante la paramount l'abbia chiamata non lo ha fatto perchè erano interessati a farla lavorare così Joe rendendosi conto che Norma Desmond della quale è diventato l'amante è ormai un attrice tramontata scrive un altra sceneggiatura aiutato da un altra ragazza...

Commento
Un capolavoro assoluto, uno dei primi film che fanno uscire fuori cio' che la fabbrica dei sogni nasconde sapientemente sotto le tende del suo sipario, ma è anche un amara riflessione di chi diva lo fu' ai tempi in cui il sonoro non esisteva, Billy Wilder gioca sapientemente con la sua cinepresa mostrando per la prima volta e grazie alle straordinarie performance di William Holden (Joe Gills) e Gloria Swanson (Norma Desmond) come Hollywood abbia usato Norma Desmond e l'abbia resa celebre per poi buttarla nel dimenticatoio ed è questa la forza di Viale del tramonto, uno dei primi film che criticano il mondo dorato del cinema.
Appena la vediamo per la prima volta lei dice "Io sono ancora grande, è il cinema che è diventato piccolo!" questa è la frase più famosa del film e quando Norma la dice lo spettatore viene travolto come un pugno nello stomaco, Billy Wilder non fa di meno, accompagnandoci per mano facendoci vedere il marcio di Hollywood e quel marcio è raffigurato dalla figura di Norma una donna che vive di ricordi e che non accetta di essere ormai dimenticata, lei si vede ancora una diva, una star, ma ormai Hollywood l'ha dimenticata l'unico motivo per cui viene chiamata da Hollywood è perchè vogliono prestata la sua automobile per girare un film.
Billy Wilder da il meglio di se e mostra Norma che come attrice e diva tutti vogliono qualcosa da lei, il primo Joe Gillis che sfrutta la situazione per diventare qualcuno e quando questa occasione sfuma abbandona Norma per stare con un altra ragazza, il film è un'acuta analisi sul rapporto umano e suo sentimenti, Norma è fragile e spera di tornare sulle scene, Joe la sfrutta per interessi personali, La figura che mi ha colpita maggiormente è quella di Max, il marito ridotto a farle da maggiordomo, una figura che rattrista e che ti mette una rabbia incredibile.
Norma nella sua follia lo ha recluso nella sua casa non permettendogli di continuare la sua cariera registica proprio come Hollywood ha recluso lei dimenticandola, lei con la sua smania di divismo ha calpestato la personalità del marito (un tempo suo pigmalione), iniziando a non ragionare più.
La sua follia prenderà il sopravvento nel finale quando si rende conto che non può calpestare Joe come ha fatto con il marito...per questo motivo Joe muore...e lei nella patetica scena finale scende le scale come una vera diva non rendendosi conto che non è sul set di un film ma è la polizia che è venuta ad arrestarla.
Da collezionare


David Lynch parla dei cineasti che ama

venerdì 3 ottobre 2008

8½ di Federico Fellini

Trama
Il regista Guido Anselmi, in crisi creativa ed esistenziale non riesce a trovare l'idea giusta per terminare il suo film, così dopo avere rivisto la sua vita e invitato le persone che amava riesce a trovare l'idea e a finire il film...

Commento
Un grandissimo film, Fellini ci regala forse la sua opera più personale che è anche uno splendido omaggio al cinema e alla vita.
Marcello Mastroianni, vero e proprio alter ego del regista, rivede la sua vita in un turbine onirico e a tratti favolistico mostrando le donne che ha amato, i suoi successi e i suoi fallimenti, e anche le sue aspirazioni, è ovvio che Mastroianni incarna Fellini infatti questo è il suo film più personale ed è anche quello che preferisco.
L'opera è un susseguirsi di situazioni oniriche e non lineari, con una girandola di personaggi che lasciano il loro segno, bellissimo l'inizio con Guido che non riesce ad uscire dalla macchina e poi vola tra le tante auto davanti a lui, o anche l'incontro scontro tra la moglie e l'amante, oppure verso il finale quando tutti insieme fanno il girotondo.
Otto e mezzo è lo splendido ritratto del suo autore, durante la visione mi sono sentita immersa nel suo mondo un po' come entrare nel suo immaginario ed è stato meraviglioso, primo perchè questo film l'ho trovato un capolavoro assoluto della settima arte che tutti i cinefili dovrebbero collezionare, in otto e mezzo ho riscontrato, moltissime cose che lo fanno grande, Guido ripercorre in questo film tutta la sua vita, lo vediamo piccolo poi più maturo e nel girotondo finale ci sono anche i suoi genitori, ormai morti venuti a trovarlo per aiutarlo a finire il film.
In un certo senso otto e mezzo è una splendida messa in scena della vita che in un certo senso mi ha letteralmente conquistata, durante la visione del film ho avuto l'impressione di avermi vista tra i personaggi del film parlo ovviamente metaforicamente, film amatissimo tra gli altri dal regista David Lynch in cui si dice di essersi ispirato proprio a otto e mezzo per INLAND EMPIRE.
In conclusione Otto e mezzo è un opera di fortissimo impatto e di una sincera libertà creativa di Fellini, menzione speciale a Marcello Mastroianni in quella che secondo me è la sua migliore interpretazione indimenticabile anche la colonna sonora di Nino Rota.