martedì 30 settembre 2008

Blow Up - di Michelangelo Antonioni

Blow Up è un film di immagini ed è attraverso le immagini che si racconta la storia, un film interessante dal punto di vista cinematografico uno dei migliori che ho visto fino ad ora, Antonioni costruisce un enigma che non si risolverà mai, ma che è il centro della storia.
L'inizio è folgorante, vediamo il fotografo David Hemmings fotografare le sue modelle, le tratta come oggetti da usare, le stesse modelle non sembrano umane, sembrano tanti manichini che si muovono a comando, sono inanimati, senza parole e volontà una delle scene mitiche è quando mima un rapporto sessuale con la modella Verushka, Hemmings la usa come un oggetto e la domina per poi lasciarla da sola per terra senza sentimenti senza niente, ma cosa ci vuole dire Antonioni con questo incipt? Che quella vita che il fotografo detesta è una vita inanimata e per questo da non tenere in considerazione? Nonostante il suo odio per il suo lavoro è proprio l'obbiettivo della macchina fotografica che in un parco incrocia una coppia e la fotografa Vanessa Redgrave la donna lo raggiunge a casa sua per ottenere i negativi delle foto, cerca di sedurlo ma il fotografo le da il rullino sbagliato
Ma sviluppando le foto si accorge che in quel parco c'è stato un delitto, e come un detective attraverso la tecnica del Blow Up (che da il titolo del film) scopre questo misfatto ma non passa molto tempo che spariscono anche questi ingrandimenti.
Nonostante ciò il film è un campionario di corpi del desiderio, corpi che si cercano come la scena in cui due modelle si strappano i vestiti fino a rimanere nude, una scena animalesca ma di un erotismo rovente che lascia il segno, quasi come fosse un balletto orgiastico, un gioco, una provocazione.

I rapporti umani in questo film sono vuoti, non c'è comunicabilità non c'è sentimento, i personaggi sono avvolti in un desiderio che non viene mai appagato del tutto ed è forse questa la forza di questa pellicola che considero un capolavoro assoluto, menzione speciale alla grandissima Vanessa Redgrave, la scena in cui si spoglia per sedurre il nostro protagonista è quella che preferisco, non c'è amore solo la voglia di nascondere il misfatto...ma questo misfatto non è forse frutto dell'immaginazione del protagonista?
Ma cosa è avvenuto realmente? E perchè le fotografie sono sparite? Ritornando in quel parco il giorno dopo anche il cadavere sparisce proprio come quelle foto, e nonostante lo dice al suo amico non viene creduto del tutto.
Alla fine in quello stesso parco alcune persone con il volto truccato di bianco (le stesse che appaiono all'inizio del film) giocano una partita a tennis immaginaria senza racchette e senza pallina.
Ed è proprio questo vuoto in cui Antonioni ci comunica che non tutto è come lo immaginiamo.


lunedì 29 settembre 2008

La donna che visse due volte - di Alfred Hitchcock

Trama
John "Scottie" Ferguson, è un poliziotto che si è dimesso per avere causato involontariamente la morte di un collega che voleva salvargli la vita, viene chiamato da un ex compagno di college Gavin Elster, che ora possiede un impresa edile, di sorvegliare la moglie Madeleine che ha strani comportamenti a causa della bisnonna che in seguito alla separazione della figlia uscì di senno e si suicidò. Scottie salva la donna in seguito a un tentativo di suicidio e se ne innamora ricambiato, in seguito la porta nei luoghi dove sono accaduti i fatti per farle superare il trauma, ma avviene un delitto...
Per Scottie arriva il periodo di una lunga depressione, perchè si sente colpevole di non avere salvato la donna che amava, ma un giorno incrocia una donna che somiglia in modo impressionante a Madeleine solo che ha i capelli scuri, lui la convince a vestirsi e a pettinarsi come Madeleine...fino al drammatico confronto in cui viene fuori la verità.

Commento
Uno dei migliori film del grande Hitchcock, già dai titoli di coda entri nell'atmosfera enigmatica del film, la donna che visse due volte è anche uno dei miei preferiti del mago del brivido ed è anche un capolavoro assoluto.
Ma è anche una storia d'amore, ecco ciò che rende interessante l'opera di Alfred Hitchcock è come un essere umano che per scopi personali usi gli altri come pedine, non facendo i conti con il destino.
Un film ad alta tensione in cui ogni tassello è messo al punto giusto, ci sono tensione, mistero sensualità amore, intrigo, inganno e naturalmente la tanto amata suspence.
Tra i pregi del film c'è la straordinaria performance di James Stewart e Kim Novac qui in forma smagliante oltre alla regia del maestro Hitchcock e a una robusta sceneggiatura.
Un grande film che non può mancare in una collezione che si rispetti e che tutti i cinefili dovrebbero vedere.
Bellissima la scena in cui si rivedono dopo tanto tempo e Scotti vuole a tutti i costi sapere la verità, Kim Novak in capelli scuri mostra tutto il dolore per un amore che grazie alla sua complicità con l'uomo che l'ha usata per sbarazzarsi della moglie rischia di non viverlo come vorrebbe, ci mostra il suo rimpianto e il senso di colpa verso l'uomo che ha imparato ad amare.
Alla fine non c'è una scelta precisa, perchè grazie a questo Madeleine farà una scelta drastica e Scottie guarirà dalla sua acrofobia...Non dico di più per non rovinare la sorpresa a chi non l'ha visto.



Easy Rider - di Dennis Hopper

Trama
Billy e Wyatt, decidono di intraprendere un viaggio in assoluta libertà con le loro moto i cui serbatoi sono imbottiti di droga, verso la grande New Orleans...verranno arrestati per avere sfilato insieme ad una banda senza avere il permesso, lì conosceranno un avvocato che si unisce a loro.

Commento
Per Easy Rider lascio un commento parlando di questo grande film, la mia non vuole essere una critica, ma una sintesi delle sensazioni che questo film mi ha lasciato.
In assoluto è stata una sorpresa, l'opera prima di Dennis Hopper ha fatto la storia del cinema non ci sono dubbi e oggi come quarant'anni fa rimane attuale nonostante il passare del tempo.
Film simbolo della controcultura degli anni sessanta, in questo film che si apre con una lunga carrellata su Billy e Wyatt e dopo sette minuti partono i titoli di testa ti da un senso di libertà già dai primi fotogrammi, la cosa che ti conquista - e qui si ricorre sempre alla critica verso la famosa borghesia, sempre presente nelle pellicole di quegli anni - E' la fotografia di una società piena di contraddizioni e di pregiudizi, grandissime le scene di quando guidano le moto negli spazi infiniti dell'america.
Del film mi è piaciuto anche che i protagonisti fanno la loro scelta e non pretendono di essere accettati nè tanto meno compresi, si vede la società bacchettona e bigotta di quelli che li deridono per i capelli lunghi e quelle stesse persone, grette e mediocri, che nonostante loro non disturbano nessuno cercano in tutti i modi di perseguitarli - impressionante la scena in cui picchiano l'avvocato fino a farlo morire - quella scelta di libertà per cui hanno fatto questo viaggio e di fuggire da una società medio borghese di strafarsi di cocaina o di fumare marjuana, come gli hippies infatti è stato girato in piena rivoluzione sessantottina,
c'è una sequenza al bar in cui vi sono un gruppo di ragazzine che li ammirano, e un gruppo di uomini che li criticano per i capelli lunghi e per come sono vestiti.
Il gioco delle apparenze la dice lunga, e Hopper è bravissimo a mettere in luce questi contrasti, come dire allo spettatore ehi, guardate qui questi due modi diversi di pensarla, noi viviamo in assoluta libertà, ci sono le ragazzine che pur non capendoci vogliono fare il giro sulla moto, e ci sono questi tizi che vogliono farcela pagare perchè abbiamo i capelli lunghi...
Allucinante la scena in cui sono strafatti di droga, - secondo me è la migliore del film - e c'è Peter Fonda che piange davanti alla madonna, tutti sembrano dentro un Trip da lsd e la fotografia piena di colori che si dilatano rende benissimo l'idea della scena.
In conclusione, un film da collezionare, da vedere e rivedere per portarsi dietro sia un cult movie che un pezzo di storia del cinema.


venerdì 26 settembre 2008

Un Chien Andalou - di Luis Buñuel e Salvador Dalì



Surreale, Onirico, Metafisico, Inquietante, Meraviglioso, provocatorio,

Stupendo

Nuovi autori, ecco i miei nuovi registi preferiti

Ecco qui riuniti tutti i registi che ho scoperto questa estate sono tutti e cinque a cominciare dall'ultimo per cui sono già una grande ammiratrice il grande maestro Luis Buñuel, che dal magistrale Bella di giorno che ho visto il mese scorso ho voluto approfondire cercando di recuperare i suoi capolavori, da quell'oscuro oggetto del desiderio, al discreto fascino della borghesia, da Viridiana, a Diario di una cameriera, che recensirò a breve mi hanno conquistata tutti quanti e che dire di Tristana? O del meraviglioso L'Angelo Sterminatore? i suoi film ti colpiscono soprattutto per il gusto antiborghese e anticlericale, mi piace il suo modo di mettere alla berlina coloro che hanno potere e ridicolizzarli, ma mi piace anche la sua analisi psicologica dei personaggi dei suoi film che trovo tutti straordinari quelli che ho visto naturalmente ora cercherò di vedere gli altri...e pensare che fino a pochi mesi fa non mi diceva niente e non mi veniva in mente di avvicinarmi al suo cinema e con mia grande sorpresa appena mi sono decisa di avvicinarmici sono diventata una sua ammiratrice^^
Continuando con il mago del brivido Alfred Hitchcock, mia madre è una grande ammiratrice soprattutto per la serie Alfred Hitchcock presenta che vedeva in tv, mi sono avvicinata al suo cinema diversi anni fa ma come si suol dire ho approfondito quest'anno e con mia grande sorpresa l'ho amato, amo soprattutto quel suo modo di fare irrompere l'orrore nella vita quotidiana un orrore scioccante e che colpisce in pieno.
Ultimo film visto l'uomo che sapeva troppo ed è stata una sorpresona perchè come film è avvincente cmq parliamo di Sir Alfred che è meglio, Da Marnie a Psycho, da La donna che visse due volte a Paura in palcoscenico con cui ho scoperto (grazie a lui) la grandissima Marlene Dietrich mi ha conquistata piano piano sto recuperando la sua filmografia.
La cosa che mi piace di più del cinema di Hitchcock è la suspence, ti tiene col fiato sospeso dall'inizio alla fine non riesci mai a capire chi sia il colpevole uno dei grandi esempi si può trovare nel bellissimo caccia al ladro con Cary Grant e Grace Kelly.

Sono bastati due film per farmi amare Fellini alla follia, e questi due film sono La Strada e le notti di Cabiria con una grandissima Giulietta Masina, naturalmente ho trovato straordinario anche otto e mezzo con un grandissimo Marcello Mastroianni, (film che recensirò a breve) grazie a questi film mi sono innamorata del cinema di Fellini, devo assolutamente recuperare tutti ma proprio tutti i film di questo grande maestro italiano, da collezionare anche i Vitelloni con Alberto Sordi
Billy Wilder l'ho scoperto girando tra i forums di cinema, leggendo tra i vari posts mi sono accorta che questo regista era il regista di Viale del Tramonto film che avevo visto in tv anni prima ho girato in rete come faccio sempre e sorpresaaaaaa!!! Da a qualcuno piace caldo con una deliziosa Marilyn Monroe (di cui grazie a questo film sono diventata una sua ammiratrice), a Arianna, da la fiamma del peccato a Irma la Dolce fino a testimone d'accusa ora cercherò di recuperare gli altri film di Billy Bè per Jean Luc Godard è bastato quel capolavoro che è il disprezzo per innamorarmi del suo cinema, ho visto fino all'ultimo respiro anche ma mi sa che ci vuole un altra visione per farlo entrare nel mio cuore ma sono sicura che col tempo mi piacerà questo film ne sono sicura l'unica cosa di cui sono sicura è che Godard lo voglio approfondire e voglio collezionare i suoi film essendo uno dei padri di quel meraviglioso movimento cinematografico chiamato Nouvelle Vague...
Continua^^

Viridiana - di Luis Buñuel

Viridiana
Trama
La giovane novizia Viridiana, si reca in visita da uno zio che è rimasto vedovo il giorno delle nozze, egli cerca di sedurla facendole indossare l'abito della moglie, e la bacia reprimendo a stento l'impulso di violentarla, dopo aver compreso il suo gesto le chiede di perdonarlo e si suicida. Viridiana ha ereditato le sostanze dello zio e inizia a fare del bene verso i poveri che la deridono pure...

Commento
Viridiana è una delle pellicole più interessanti che ho visto dirette dal maestro Buñuel, ma è anche quella che mi ha lasciato un po' perplessa per quanto riguarda la scena allegorica della foto che ritrae i poveri nella stessa posizione del quadro di Leonardo Da Vinci, l'ultima cena dove al posto di Gesù c'è un mendicante ceco.
Viridiana forse è la pellicola più arrabbiata di Buñuel, ci troviamo i suoi temi abituali, una critica feroce alla borghesia e soprattutto ai dogmi della religione cattolica, che soprattutto in questo film sono portati all'estremo del paradosso.
Una delle cose più interessanti di questa pellicola è l'analisi della religione repressiva e sessualità, tra vita vera vissuta e religione che segue solo le sue leggi, vediamo appunto Viridiana dopo avere lasciato il convento affacciarsi alla vita, nonostante le sue buone intenzioni viene derisa dalle stesse persone che accoglie nella sua casa e che aiuta.
Il rapporto con lo zio, è piiuttosto controverso, quello stesso desiderio di possedere la nipote, di sfiorarla con le mani per poi fermarsi a tempo debito e reprimersi per poi impiccarsi, colto nella vergogna. Viridiana piano piano si allontanerà dal suo idealismo e diventerà una persona normale, una borghese piccola piccola.
Il film inoltre presenta anche un umanità aberrante, totalmente sprofondata nella sua mediocrità che non capisce i gesti di carità di Viridiana e il suo idealismo, una delle scene che mi ha colpita maggiormente è quella di quando un uomo con un braccio deforme per una malattia, che gli altri scambiano per lebbra e lo allontanano con cattiveria dalla loro tavola...
In sostanza Viridiana è un grande film da collezionare perchè mostra che la vita non si nasconde dietro a una preghiera, la vita bisogna viverla così come viene vissuta e soprattutto per quella scena carica di ironia contro la chiesa e i suoi dogmi di cui qui sotto c'è una foto.
Il film ha vinto la palma d'oro ed è stato accusato di blasfemia proprio per quella scena, girato in Spagna ai tempi della dittatura di Franco causò la destituzione del direttore generale del cinema in Spagna.
Curiosità
Nonostante in Spagna ci fosse la dittatura e gli consigliarono di tagliare alcune scene Buñuel non modificò la sceneggiatura del film per questo motivo tornò a girare in Messico.



martedì 23 settembre 2008

Una relazione Privata - di Frédéric Fontayne

Una relazione privata
Trama
Un uomo e una donna senza nome si incontrano in un motel grazie a una inserzione e vivono la fantasia di un rapporto basato solo sul sesso...quando il sesso si trasforma in amore, le cose diventano più complicate....

Commento
Uno dei migliori film che ho visto quest'anno, Fontayne ci dona un piccolo gioiello sull'astuta analisi del rapporto tra uomo e donna, il titolo originale suona così Une liaison pornografique, fortunatamente non c'è nulla di pornografico nel film anzi, l'ho trovato intelligente delicato e sincero.
Menzione speciale alla grandissima Nathalie Baye giustamente premiata a Venezia con la coppa Volpi.
Ma andiamo al dunque tramite un inserzione una donna e un uomo si incontrano e vivono una fantasia basata solo sul sesso, il loro rapporto è chiuso dentro le quattro mura di una piccola stanza di motel dove sfogano la loro fantasia, e fin qui il rapporto è sicuro di se, spensierato e senza inibizioni, appena irrompe con forza l'amore il rapporto cambia piano piano, lo spettatore non lo capisce subito ma lo intuisce appena, cominciano a parlare e in una occasione vanno pure a cena insieme, tutto avviene con una delicatezza tale che lo spettatore ne rimane conquistato, quando il loro rapporto si trasforma la spavalderia lascia il posto alla timidezza e alla paura, irrompe il silenzio non c'è quel lieto fine che lo spettatore si aspetta (a me sarebbe piaciuto vederli insieme) ma al contrario irrompe una malinconia devastante che ti lascia una tristezza interiore per questo il film è molto bello e ve lo consiglio anche per riflettere sul rapporto tra uomo e donna.
Una relazione privata è una spietata messa in scena dei sentimenti umani quasi come se l'amore stesso fosse pornografico o proibito...da collezionare


Strade Perdute - Lost Highway - di David Lynch

Lost Highway
Trama
Fred, un musicista di sax tenore uccide la moglie per gelosia, condannato a morte in prigione si trasforma diventando un altra persona nel vero senso della parola, più giovane, più libero incontra nel garage in cui lavora Alice, che è la copia perfetta della moglie con la sola differenza del colore dei capelli Reneè (la moglie) era bruna mentre Alice è bionda.
Ben presto Fred - che dopo la trasformazione assume il nome di Pete - si innamora perdutamente di lei e rimane coinvolto in un delitto...

Commento
Il migliore film di David Lynch secondo il mio parere, e stilisticamente uno dei più innovativi degli anni novanta.
Strade Perdute mette in scena un sogno incubo dove non tutto è come sembra.
C'è la classica Dark Lady che è l'oggetto del desiderio per eccellenza incarnata da una bravissima Patricia Arquette, intorno a lei vi sono Fred, il marito, Dick Laurent, il classico Boss il suo scagnozzo Andy (che è amico sia di Renè che di Alice soprattutto nella seconda parte del film) e il timido ma non più di tanto Andy.
Non manca la figura mefistofelica e in questo film è incarnata da Mistery Man che è la figura centrale del film come un burattinaio che segna il destino dei protagonisti.
Lynch ci mostra all'inizio il rapporto logoro e stanco tra Fred e Renèe, la macchina da presa si muove lenta, tra le mura scure dell'appartamento in cui la coppia vive, quasi a mostrare il male che tra poco farà capolino tra loro.
Fred inizia a ricevere delle strane videocassette, qualcuno li spia ma chi è? Chi sarà a violare la loro privacy domestica? Il film è un susseguirsi di immagini angosciose e claustrofobiche all'inizio, fino al party quando Fred incontra Mistery Man uno strano omuncolo vestito di nero che in una delle scene più inquietanti del film gli dice di parlare con lui al telefono mentre è lì davanti a lui.
La cosa più sorprendente di Lost Highway è la trasfigurazione verso un altra vita di Fred, la voglia di essere qualcun'altro e questo desiderio si realizza dopo l'omicidio di Renèe (a proposito sapete che è stata creata a immagine e somiglianza di Betty Page? La pin up che piace molto a David Lynch che era famosa negli anni '50?) curiosamente vediamo Mistery uscire ed entrare da una casa che poco prima vediamo implodere quasi come se il tempo si muove alla rovescia, vediamo la trasfigurazione di Fred nella nuova identità di Pete Dayton, più giovane, senza legami a disinvolto a letto e con le donne e assistiamo al suo incontro e alla sua passione per la bella Alice la pupa del Boss - che come ho detto prima ha lo stesso volto di Renèe - Ma dove siamo in realtà? Nella mente di Fred? Nella sua follia? O è solo il sogno di una vita differente alla sua? Lynch in questo film è geniale nel disegnare la psicologia malata di Fred facendoci assistere a un delirio vero e proprio culminante con la famosa scena d'amore sulle note di Song To the Siren dei This mortal Coil, una scena sospesa tra sogno e realtà paragonabile forse solo al Club Silencio di Mulholland Drive ma forse è la più straordinaria in tutta la cinematografia di questo grande cineasta.
Da sottolineare, la struttura narrativa del film che è simile al nastro di moebius in cui inizio e fine coincidono perfettamente il film si apre e si chiude con la medesima frase - Dick Laurent è morto.
Ma passiamo alla figura mefistofelica di Mistery Man, molti dicono che è il diavolo, associandolo per figura inquietante a quella di Bob di Twin Peaks, molti dicono che è la gelosia di Fred, alcuni gli hanno dato persino una spiegazione psicanalitica, può darsi che sia anche così infondo il bello dei film di Lynch e di questo in particolare è che ognuno di noi gli da una interpretazione differente.
Il film non è lineare, dimenticate altri film in cui all'inizio si capisce tutto, anzi molti lo trovano incomprensibile ma forse è questa la vera forza del cinema di Lynch che con questo film deraglia verso un cinema astratto metafisico e criptico.
Avviso: Non è un film facile, anzi vi annuncio che all'inizio potreste anche detestarlo, ma se differentemente lo amerete ne rimanete conquistati, io lo consiglio volentieri perchè per me è un capolavoro che non può assolutamente mancare in una collezione cinefila che si rispetti, il mio consiglio è lasciatevi trasportare dalle immagini rimanete incantati dalle musiche e dalle atmosfere inquietanti di Lynch non cercate subito spiegazioni, quelle arriveranno a poco a poco e col tempo se avete pazienza potrete rimanere conquistati da questo grandissimo film.



giovedì 18 settembre 2008

Chinatown

Trama
Un detective scopre casualmente un omicidio legato a un caso di corruzione pubblica mentre si occupa di un altro caso legato a un matrimonio, si imbatte nella bella e apparentemente spregiudicata moglie del defunto credendola un assassina sottovalutando che il vero colpevole sia un altra persona legata alla realizzazione di falde acquifere in città.

Commento
Un film che ha fatto scuola, durante la visione ho avuto l'impressione che tutti i protagonisti avessero qualcosa da nascondere, la Los Angeles descritta da Polanski con i suoi poliziotti corrotti il patriarca che nasconde segreti terribili, la moglie del defunto sembra un po' come un luogo in cui nessuno è innocente e che ognuno di loro dentro di se porta qualcosa di cui deve farsi perdonare dagli altri.
Bellissimi i personaggi interpretati da Faye Dunaway e Jack Nicholson forse sono gli unici personaggi che con la loro drammaticità ti colpiscono in assoluto, la Evelyn della Dunaway è il personaggio che mi ha colpito maggiormente mentre Gittes è il detective onesto che vuole mettere in luce forse una verità troppo scomoda, quando vedi la pellicola hai l'impressione che anche lei vuole nascondere qualcosa ma non è così, dentro di se porta un dolore forse più grande di lei e nella scena finale - di cui non vi anticipo nulla se non avete visto il film - il drammatico confronto la rende più umana e più innocente di quanto in apparenza non sembrava.
Magistrale la regia di Roman Polanski che come sempre firma un altro capolavoro da collezionare qui con lo spirito chandleriano che poi rivedremo in un altro film da collezionare quell' LA Confidential che presto recensirò.
C'è anche dello Humor specialmente all'inizio del film fatto da Gittes verso i cinesi.
In conclusione Chinatown è una splendida scatola cinese di cui tutto sembra il contrario di quello che in apparenza appare per questo reputo Chinatown un capolavoro.

L'angelo Sterminatore - di Luis Buñuel

Trama
Un gruppo di persone appartenenti all'alta borghesia dopo una formale cena nonostante vi sia la porta aperta rimane intrappolato nella casa in cui sono stati invitati senza un apparente motivo, ma già durante la cena accadono cose bizzarre, all'improvviso delle pecore e un orso entrano in casa e camminano riuscendo a salire anche le scale, i camerieri cadono con il vassoio in mano e poi abbandonano la casa come fosse una nave che sta per affondare, così i nostri protagonisti si trovano prigionieri senza riuscire ad uscire e le persone dal di fuori non possono neanche entrare in casa alla fine la situazione analoga si ripete in una chiesa

Commento
Uno dei film più inquietanti che abbia mai visto mi ha fatto davvero paura non tanto per scene impressionanti che sono inesistenti, ma per la situazione in se angosciante claustrofobica Bunuel fotografa una borghesia in decadenza che rinchiusa in quella casa sepolcro se vogliamo chiamarlo così fa i conti con la propria vita i propri segreti e i propri peccati quasi come se qualcuno voglia fare espiare loro le proprie colpe, l'angelo sterminatore del titolo è raffigurato nella porta che contiene i vasi dove svolgono le loro funzioni corporali, in questa situazione tre di loro non torneranno alla luce un anziano colpito da infarto e una coppia di amanti clandestini che si suicidano.
I protagonisti occultano i cadaveri come se fosse un armadio dandosi le colpe a vicenda all'inizio vediamo l'ipocrisia della compagnia tutta sorrisi tutti sicuri di se, trattano male i camerieri al loro servizio e la padrona di casa li licenzia pure loro in tutta risposta lasciano la casa come fosse una nave che sta sprofondando nell'abisso, ed è proprio in quell'abisso che i nostri protagonisti fanno i conti con la loro vita, il film che è ricco di simbologie massoniche e religiose vi sono anche pratiche di occultismo fatti da una donna anziana che sembra più una strega che una persona normale infatti tiene dentro la sua borsetta zampe di galline, nonchè una spietata messa in scena in ridicolo di una classe la borghesia che Bunuel fotografa con agghiacciante cattiveria e umorismo nero.
L'angelo sterminatore è un opera surreale onirica io stessa ho provato la medesima paura di quando ho assistito alla visione di Shining - mio horror preferito - infatti questo film lo reputo lo Shining di Bunuel anche se qui a fare i conti con i propri fantasmi sono i protagonisti.
Passiamo alla simbologia, la figura demoniaca è rappresentata dall'orso che si intrufola nell'appartamento non appena la vecchia getta la pietra alla finestra e da l'inizio all'incantesimo di cui i protagonisti restano intrappolati in casa, c'è anche un agnello che i protagonisti sacrificheranno per sfamarsi alla fine, il rituale occulto della vecchia che non serve a granchè e l'urlo massonico di uno degli invitati provato per uscire finalmente da quella casa.
Alla fine l'unica che riesce a fare uscire tutti da quella casa con un preciso rituale e vedendo che gli invitati sono nella stessa posizione di quando tutto è iniziato rimette tutto a posto con un gentile commiato e riescono ad uscire dalla dimora, il film non ha una fine precisa perchè la stessa situazione si sposta in una chiesa in cui è stata celebrata una messa.
Film antiborghese e anticlericale per eccellenza, un opera straordinaria un capolavoro assoluto del surrealismo, Qui Bunuel piglia in giro queste due classi con una cattiveria che ti conquista, ma infondo la sua è una cattiveria benevola anche se quella sensazione di paura non mi ha ancora lasciata lo reputo uno dei miei preferiti del grande maestro spagnolo, mi ha colpita al cuore facendomi innamorare perdutamente del suo cinema ogni cinefilo dovrebbe vedere questo film da collezionare.

lunedì 15 settembre 2008

Le notti di Cabiria - di Federico Fellini

Le notti di Cabiria
Cabiria è una piccola prostituta romana che a differenza delle altre nell'animo è una persona onesta gentile e buona, con mille sacrifici ha messo su una piccola casettina - un buco in realtà - vivendo con il mestiere più antico del mondo ma nonostante ciò riesce sempre con un sorriso e un alzata di spalle ad andare avanti...fino all'incontro con un uomo di cui si innamora e che la ingannerà.

Commento
Uno dei film più commoventi che abbia mai visto, con questo film mi sono innamorata di Giulietta Masina che qui è davvero straordinaria, la sua cabiria è una donna onesta e pulita ma per la povertà e la miseria fa il mestiere più antico del mondo, ma non è la classica battona come la sua amica Wanda, Fellini la disegna come un piccolo Clown una caricatura ma che dentro possiede una voglia di vivere e un ottimismo contagiosi, va sempre vestita con una pelliccetta e una zazzeretta e quando la vedi con le altre passeggiatrici notturne dici lei è fuori posto in mezzo a loro.
Cio' che mi ha colpito di questo film è la purezza d'animo di Cabiria, la sua dolcezza e la sua onestà nonostante ciò incontra nel suo cammino uomini che la vogliono sfruttare come nella scena d'inizio in cui Cabiria viene gettata da uno degli uomini che dice di volerle bene...
In un altra scena vediamo anche un attore famoso interpretato da Amedeo Nazzari che usa Cabiria per fare un dispetto alla sua amante dopo un battibecco per strada, non appena la sua amante lo raggiunge lui allontana Cabiria...Fellini cosa ci vuole dire con questo film?
Che al mondo non c'è posto per una persona buona come lei? Che al mondo le donne come Cabiria devono essere usate per farne una caricatura dei propri sogni quasi come fossero persone da usare per uno spettacolo e mettere in scena ciò che uno desidera di più?
Tutto il mondo attorno a lei è falso ipocrita, persino Oscar l'uomo di cui lei si innamora e che è fonte di una nuova speranza di cambiare vita - fingendo di non avere capito il suo mestiere - la raggira facendole credere di volerla sposare, Cabiria gli crede ad ogni costo bellissima la scena in cui urla Wanda...Wanda...lui me vole bene mi sposo, vediamo la sua felicità e la gioia di un nuovo amore...il finale è spiazzante perchè tu come spettatore vorresti che Cabiria si sposasse, e che non faccia più quel lavoro che non le appartiene, rimani coinvolto nella sua felicità e Fellini è bravissimo a raccontarla tanto quanto è brava sua moglie Giulietta Masina, alla fine poi scopriamo le vere intenzioni di Oscar che intende ucciderla per prendersi quei pochi soldi che ha come non commuoversi quando lei urla l'hai fatto per i soldi?
Quello sguardo pieno di lacrime del finale che ci racconta che non c'è più speranza per Cabiria seguito da quel sorriso di una nuova speranza quando quella comitiva balla e suona intorno a lei è una delle scene più belle e commoventi della storia del cinema grandissimo film da non perdere assolutamente se non l'avete visto ancora correte subito a vederlo.


sabato 13 settembre 2008

Sostieni anche tu il cinema italiano di qualità

Molti di voi pensano che il cinema italiano non offre cose interessanti, eppure ci sono piccoli film, attori registi che meritano di essere visti e scoperti, se anche tu la pensi come me sostieni il cinema italiano di qualità e metti da parte le commediacce ripetitive tipo Christian De Sica e Massimo Boldi attori privi di talento che fanno film solo per incassare, eppure ci sono film meravigliosi diretti da Virzì Lina Wertmuller, Matteo Garrone, Paolo Sorrentino, Ricky Tognazzi e tanti altri, scommetto che dietro a queste pellicole si nascondono il nuovo Sordi e perchè no anche il nuovo Marcello Mastroianni io ho fiducia nel cinema di casa nostra perchè ultimamente sono uscite pellicole davvero interessanti, attori bravissimi, come Ennio Fantastichini, Laura Morante, Sabrina Ferilli, Monica Guerritore, Giovanna Mezzogiorno e tanti altri, si potrebbe fare qualcosa per far conoscere il nostro cinema anche al di fuori dei nostri confini sarebbe una grande conquista, c'è riuscito Gabriele Muccino con il bellissimo la ricerca della felicità perchè non possono riuscirci anche gli altri?
Elenca le pellicole che meritano di essere viste e riscoperte qui! Grazie del tuo contributo :)

venerdì 12 settembre 2008

Tutta la vita davanti - di Paolo Virzì

Tutta la vita davanti
Trama
Marta grazie all'incontro con la figlia di Sonia che la sceglie come Babysitter abbandona i sogni di laureata di filosofia con lode e si trasferisce a Roma.
Inizia così il suo lavoro di Precaria alla Multiple dove tutti cominciano con una coreografia e canto per iniziare bene la giornata quasi come fosse un Reality Show, ci sono, premi, eliminazioni, sms spediti dalla superiore interpretata dalla Ferilli penitenze assurde, solo una persona Giorgio Conforti (Valerio Mastrandrea) cercherà invano di cambiare le carte in tavola ma senza riuscirci.
Commento
Una commedia Nera magnificamente diretta da Paolo Virzì (autore di cui avevo visto la bella vita in tv altro bel film) che qui ha saputo sorprendermi e incuriosirmi tanto da volere recuperare gli altri suoi film al più presto e magnificamente interpretata da Micaela Ramazzotti, una Sabrina Ferilli in splendida forma, Massimo Ghini, Valerio Mastrandrea, Elio Germano e nel ruolo di Marta la giovane Isabella Ragonese.
Il film è una acuta riflessione sullo stato dei lavoratori precari e sulle aziende che speculano su di loro cercando di sfruttarli a più non posso per guadagnarci e se poi non frutti come dovresti ti danno un calcio nel sedere, il personaggio che mi ha colpito di più è Sonia struggente la scena in cui viene licenziata perchè l'hanno pescata a parlare con Giorgio e lei senza più nessuna speranza va a fare la vita perchè non ci sono più possibilità di lavoro per lei.
Daniela è la tipica donna in carriera dal polso severo al lavoro ma infondo infondo fragile e infelice nella vita reale, una vera dura che ha una relazione con il capo dell'impresa di cui aspetta un bambino ma che a lui quasi quasi la cosa non interessa al lavoro non è molto amata dalle sue dipendenti che non esita a licenziare se non fruttano d'altronde è il braccio destro del capo^^.
Tutto nel film è colorato fasullo amaro e divertente soprattutto dentro quella azienda soprattutto il personaggio di Giorgio quando viene invitato dal capo per dimostrare che quello che pensa non è la verità tutto a dimostrare che dentro quella azienda è alla luce del sole mascherando le meschinità tra i dipendenti vedi la scena di quello nudo che deve attraversare la strada e Elio Germano che rifiuta di farsi scrivere sfigato sulla fronte difendendo la sua dignità
In conclusione Tutta la vita davanti è un ottimo film magistralmente diretto da Virzì che riflette sulle contraddizioni e sulle amarezze della vita da collezzionare.


martedì 9 settembre 2008

i 400 colpi di François Truffaut

I Quattrocento Colpi
L'infanzia di Antoine Doinel, tra la scuola, le incomprensioni della famiglia e gli amici vista con gli occhi del grande Truffaut che firma la sua opera prima ispirandosi alla sua vita è il più autobiografico film da lui diretto. Antoine è un ragazzino difficile agli occhi degli altri ma tutto cioò che fa lo fa per avere quelle attenzioni che gli adulti non riescono a dargli, così inizia a trasgredire e a comportarsi male a scuola dopo aver visto la madre baciare un altro uomo le cose precipitano e il ragazzo prima viene accusato di avere copiato un compito poi viene arrestato e fugge via per avere rubato la macchina da scrivere del patrigno...

Commento
E' il più bel film sull'infanzia mai realizzato, non ci sono falsi sentimentalismi, non ci sono lacrime facili, c'è la semplicità tipica di un uomo che racconta quasi come fosse un ragazzino.
Antoine non è un ragazzino come gli altri, gli adulti attorno a lui sono falsi e ipocriti avvolti in un conformismo che non gli appartiene, i genitori di Antoine (che poi scopriremo che il padre non è il suo padre biologico) sono incapaci di vedere i suoi bisogni di adolescente, il film è piuttosto realistico Truffaut prende per mano lo spettatore e lo invita a riflettere che dietro il comportamento di Antoine non c'è cattiveria, ma c'è soltanto la voglia di essere compreso e di essere amato, le sue fughe, le sue trasgressioni sono per dire ehi a questo mondo ci sono anche io perchè non vi accorgete di me?
I genitori sono più immaturi e pensano soltanto a loro stessi e si arrabbiano per il comportamento (per giunta naturale) del figlio, vedendo il film ho rivisto un po' me stessa da piccola soprattutto nelle scene in cui va in giro col suo amico.
Un capolavoro che nonostante i quasi cinquant'anni d'età risulta quanto mai attuale fresco e delicato ed è anche l'atto di nascita di quel movimento meraviglioso chiamato Nouvelle Vague.
CURIOSITA'
La storia di Antoine Doinel continua con il corto Antoine e Colette, baci rubati, non sdrammatizziamo è solo questione di corna e infine l'amore fugge, io li ho visti quasi tutti mi manca di vedere solo l'amore fugge e ci siamo presto recensirò anche gli altri film della serie.









Quell'oscuro oggetto del desiderio - di Luis Buñuel

Quell'oscuro oggetto del desiderio
Trama
Mathieu, un cinquantenne borghese e vedovo, si innamora della cameriera diciottene di un suo amico Conchita e la ricopre di di attenzioni e regali pur di farla sua, ma la ragazza continua a negargli l'unica cosa per la quale spasima...

Commento
Un grande film, che è anche una satira sulla borghesia e sul discorso d'amore.
Buñuel con il suo ultimo film da regista racconta la storia di un uomo che pur di avere quell'oggetto del desiderio ovvero Conchita tutta per se e di fare l'amore con lei ricorre a qualsiasi mezzo, Bunuel è bravissimo a condurci dentro i desideri di Mathieu che sarebbe il suo alter ego filmico, tutte le azioni che Mathieu fa non le fa con generosità ma le fa solo per avere in cambio una notte d'amore con Conchita, non lo fa di certo solo per le difficoltà, in cambio vuole qualcosa quel qualcosa che Conchita continua a negargli arriva pure a dare dei soldi alla madre pur di stare con Conchita e lei si nega tutte le volte, lo spettatore assiste alla continua caccia del protagonista per ottenere quello che vuole che viene naturale chiedersi ma dove è finito il senso di carità verso chi ha davvero bisogno e dove comincia l'amore perchè uno si chiede ma è davvero innamorato di Conchita? O il suo è solo il desiderio di possederla che lo fa comportare così che gli fa fare i suoi finti atti generosi?
Il film è una spietata analisi sul rapporto d'amore e sulla borghesia che per ottenere quello che vuole mette sempre in mano il portafoglio, credendo che tutto si può comprare anche l'amore non facendo i conti che i sentimenti non si possono comprare, la cosa migliore del film è Conchita interpretata da due attrici Carol Bouchet e Angela Molina cosa insolita e piuttosto strana ma comunque affascinante che può anche avere un interpretazione psicanalitica su due personalità di una persona sola e anche Mathieu interpretato da uno straordinario Fernando Ray, da collezionare

lunedì 8 settembre 2008

Monica e il desiderio - di Ingmar Bergman

Trama
Monica e Harry sono due giovani non ancora ventenni proletari che vivono una situazione da cui vogliono fuggire, monica ha una famiglia numerosa a chiassosa, un padre che si ubriaca sempre e anche al lavoro le cose non vanno come vorrebbe, Harry è un giovane che vive con il padre ammalato la cui madre è morta quando era piccolo, non sono felici così una notte dopo che c'è stata l'ennesima lite a casa di Monica in famiglia decidono di partire e passare insieme l'estate...Monica rimane incinta così Harry decide di prendersi le responsabilità vista la situazione e di tornare al lavoro...ma le cose tra lui e Monica precipitano dopo la nascita della bambina...

Commento
Questo film per me è stata una sorpresa, al contrario degli altri film da lui diretti ho riscontrato una profonda riflessione sul rapporto di coppia dei due protagonisti in questo caso Monica e Harry, la prima parte è come una favola due ragazzi si innamorano stanno insieme, scoprono le rispettive aspirazioni e sogni, fuggono insieme e passano anche un estate meravigliosa, poi arriva la realtà della situazione Monica rimane incinta e lui è un bravo ragazzo si prende la responsabilità di padre (quante di noi desidererebbero un uomo così?) sacrifica tutto quanto pur di cercare di mantenere Monica la donna che ama e il bimbo che aspetta.
Nel film ho riscontrato inoltre la tipica freschezza e la naturalezza della nouvelle vague (ed eravamo negli anni cinquanta agli inizi) ed è anche realistico il modo in cui è stato girato senza sotterfugi o trucchi, ci sono solo gli attori davanti alla cinepresa grandioso.
Comunque il rapporto tra Monica e Harry è destinato a finire perchè alla fine scopriamo la maturità solo in Harry, Monica non è fatta per fare la madre di famiglia e la moglie devota infatti quella vita la stanca e cerca attenzioni altrove, con la tipica immaturità di chi ancora non è riuscito a capire di essere madre e che è ora di cambiare, c'è una figlia che vuole le sue attenzioni in una scena non è Monica a prendersi cura della piccola ma Harry, è lui che la culla ed è lui che la fa smettere di piangere, Monica pensa solo alle cose materiali come nella scena in cui si lamenta con il marito e piagnucola che vuole un cappotto nuovo...
Alla fine lei lo tradisce con un suo vecchio amore e lascia Harry da solo con la piccola, due scene sono meravigliose oltre a quella che ho citato, e che fanno capire allo spettatore che Monica si è trovato un altro uomo; Quella in cui si fa accendere una sigaretta e poi si volta verso il pubblico dopo quella scena io ho tirato un sospiro di sollievo dicendo povero harry, e quella in cui dice a Harry che non lo ama più, lui la picchia e lei lo lascia solo con la bambina, ma la scena che mi piace di più di tutti è quando Harry si guarda allo specchio ripensando all'estate con monica e ha sua figlia in braccio...capolavoro.



domenica 7 settembre 2008

Sinfonia d'autunno - di Ingmar Bergman

Sinfonia d'autunno
Trama
Victor e Eva sono marito e moglie.vivono in norvegia. Eva è una donna molto sensibile e da due anni si prende cura della sorella dopo la morte per affogamento del figlioletto. L'arrivo della madre sarà come una resa dei conti per Eva che una notte si sfogherà dicendole finalmente cosa c'è nel suo cuore.
Commento
Uno dei migliori films di Ingmar Bergman, il film è un viaggio di una madre e soprattutto di una figlia alla scoperta, di quei rimpianti e di quei sentimenti chiusi repressi che ad un certo punto esplodono riportando alla luce tanti segreti che non si crede possano esistere in un essere umano.In una serie di Flashback vediamo la vita di Eva e dei suoi sentimenti verso la madre, poi la vediamo davanti allo specchio si guarda e si vede brutta allora cerca di assecondare la madre per essere accettata e per avere quell'amore che ahimè la madre non è in grado di donare con generosità allora lei si rinchiude dentro una prigione incapace di esprimere i suoi sentimenti verso il marito che vediamo dietro la porta proprio come faceva lei da bambina con la madre.Nel film c'è il dolore di Eva, il dolore verso un aborto non voluto e verso il figlio morto affogato, c'è anche l'egoismo della madre, la sua eccentricità il suo volere essere al centro dell'attenzione tutti i sentimenti sono portati da Bergman all'estremo, e interpretati alla grande da Ingrid Bergman (veramente straordinaria) e Liv Ullman (attrice feticcio di Bergman), in realtà alla fine scopriamo che tutte e due sono uguali anche se la figlia vissuta all'ombra della madre si è rinchiusa in un dolore che come dice nel finale è come una prigione da cui non può più uscire. da non perdere.

sabato 6 settembre 2008

Io Ballo da Sola - di Bernardo Bertolucci

Io Ballo da sola
Trama
Dopo la morte della madre, la giovane Lucy si reca in vacanza in Toscana quattro anni dopo avere conosciuto un ragazzo con cui ha scambiato il suo primo bacio.
Ma il suo viaggio è anche una scoperta, ufficialmente lei va a trovare dei vecchi amici della madre, ufficiosamente lei cerca il vero padre e anche quel ragazzo che le ha scritto una lettera che ha imparato a memoria...

Commento
Il film è una delicata lezione d'amore scritta a quattro mani da Bertolucci e dalla scrittrice Susan Minot e interpretata da un gruppo di attori del calibro di Jeremy Irons, sua moglie Sinead Cusack, l'allora sconosciuta Rachel Weitz, Stefania Sandrelli e Carlo Cecchi.
Si tratta di un viaggio verso la maturità di Lucy interpretata da Liv Tyler, allora giovanissima, Lucy ha diciannove anni e questo attira le attenzioni dello scrittore Alex Parish (un grandissimo Jeremy Irons) che instaura con lei un rapporto d'amore platonico che è il meglio del film di Bertolucci.
Gli altri si muovono intorno a Lucy attirati dalla sua verginità e desiderosi di farla sbocciare, ma al contrario di Alex non hanno tatto, cercano solo di corromperla e di carpirne la sua purezza.
Oltre ad Alex il miglore è un altro personaggio che non vi dico per non rovinare la visione del film a chi ancora non l'ha visto.
Ed è proprio la Toscana, con i suoi colori e la sua musica il teatro di questa storia intrigante e affascinante allo stesso tempo, gli amici della madre sono artisti cosmopoliti che vivono in un casolare in campagna, in pace e libertà, senza tv senza radio, l'inizio è meraviglioso dagli hooverphonic di 2 wiky si passa a Mozart, Lucy entra in casa e tutti dormono fino al suo arrivo, c'è l'eccitazione il risveglio di Alex che dopo una notte passata a chiacchierare con lei si unisce al gruppo (Alex è un malato terminale di cancro).
E' un film solare e fresco, diretto da un autore in stato di grazia da collezionare.
Il bello del film comunque è il suo rapporto con Alex, che è sia paterno che seduttivo una delle scene miglori con Alex è quella di quando Lucy va a mangiare in pizzeria Alex le dice - devi concedermi qualche frivolezza - tipica frase di chi ha preso platonicamente una cotta.
La mia scena preferita è la rivelazione dell'identità del vero padre di Lucy, ogni volta che la vedo mi commuovo moltissimo.
Di sicuro l'arrivo di Lucy per Alex è stata la migliore medicina.